Quali New Media?
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L’evoluzione tecnologica dei mezzi di comunicazione di massa può essere letta come componente di un più ampio processo evolutivo che ha coinvolto tutti i media nella comunicazione. L’emergere delle tecnologie digitali, oltre ad un cambiamento tecnologico vero e proprio, ha generato anche numerose implicazioni sociali, se pensiamo ai new media come la nuova industria culturale, con i suoi modi di gestione, presentazion, archiviazione dei contenuti, ed all’evoluzione dei modi d’uso e di fruizione delle informazioni da parte degli utenti.
Poichè la digitalizzazione dei segnali e lo scambio di messaggi in formati compressi ed ipertestuali hanno trovato la loro più completa forma di realizzazione nel medium Internet, è ad esso che faremo riferimento nella nostra analisi, chiarendone elementi distintivi ed implicazioni comunicative:
FISSAZIONE
La nascita della digitalizzazione dei segnali e di nuovi supporti tecnologici (cd, dvd, cd-rom) per la loro memorizzazione ha segnato un’ulteriore svolta nella storia dei media: dalla scrittura alla registrazione magnetica di suoni ed immagini, il progresso verso un grado di fissazione sempre maggiore dei prodotti simbolici è stato inarrestabile.
Gli strumenti digitali hanno introdotto però nell’universo mediale una combinazione particolare di diversi elementi:
1. immagazzinabilità: gli strumenti digitali sono innanzitutto mezzi di conservazione ed immagazzinamento delle informazioni quantitativamente molto potenti, grazie alle tecniche di compressione che hanno permesso di creare grandissimi archivi con un piccolo spreco di memoria.
2. stabilità: qualsiasi dato archiviato in forma digitale non si deteriore nel tempo e non subisce alterazioni o distorsioni durante la trasmissione.
3. accessibilità immediata: tra la produzione dei contenuti e la loro archiviazione non esiste una continuità temporale, ogni prodotto mediale è immediatamente archiviabile ed ogni archivio, immediatamente fruibile. Presente e passato sono indistinti quando l’utente naviga sul Web.
4. inalterabilità: i contenuti sono fissati in maniera stabile, indipendentemente dal numero di interazioni o fruizioni dei dati.
5. manipolabilità: i contenuti possono essere continuamente fruiti, aggiornati, arricchiti, pur senza perdita di qualità.
RIPRODUZIONE
Con le tecnologie digitali la riproducibilità dei contenuti è pressochè illimitata, facilmente accessibile e difficilmente controllabile; la qualità digitale ha messo anche in crisi la distinzione tra originale e copia, poichè la riproduzione non implica un degrado dei dati riprodotti e rende difficile stabilirne l’autenticità. Per questo è stato necessario ripensare ed adattare la nozione di diritto d’autore, di proprietà intellettuale, aprendo il lungo dibattito sulle opere d’ingegno intese come proprietà da tutelare oppure come bene pubblico che su Internet trova il luogo ideale per la libera circolazione.
Dal controllo della riproduzione delle copie, siamo passati al controllo dei percorsi di accesso ai dati.
IBRIDAZIONE E CONVERGENZA
Le innovazioni tecnologiche sollecitano continuamente l’evoluzione della comunicazione, un processo non originale, ma derivato dalla metamorfosi dei mezzi più vecchi di diffusione delle informazioni; come sappiamo, in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Le diverse forme dei media non porteranno allo sviluppo di un unico medium universale, ma piuttosto stanno procedendo su vie parallele, ma convergenti, che creano nuove forme di comunicazione.
Il processo di ibridazione entra in gioco in 3 fasi:
1. produzione dei media: evolvono le economie, fatte di imprese multimediali ed emergono nuovi soggetti produttori e distributori dei contenuti online, che hanno aperto la strada a nuovi ruoli e figure professionali;
2. canali di trasmissione: l’empiezza di banda, cavi, fibre, UMTS, wireless; un singolo strumento può veicolare servizi che in passato avevano bisogno di mezzi diversi;
3. crasi di linguaggi e contenuti: i singoli media hanno superato la loro specificità a favore di una comunicazione sincretica globale; multimediale significa appunto che la comunicazione ha inglobato codici simbolici diversi, che sono stati riadattati in relazione alla nuova tecnologia dominante ed all’accesso alla Rete.
PERSONALIZZAZIONE
Il personal medium è essenzialmente “uno strumento di comunicazione pienamente multimediale, interattivo e personale, interconnesso ad altri in tempo reale” (Chiarvesio-Lemmi, 1996).
Dunque la personalizzazione può essere snodata attraverso quattro aspetti:
1. livello di simulazione del reale, esigenza che nasce dal tentativo di raccogliere e rispondere alle sollecitazioni dell’utente in modo più diretto e naturale possibile; sia i linguaggi Ri-mediati sia lo stile “a finestre” del Web hanno lo scopo di non caricare l’utente di una fase di apprendimento, ma al contrario di inserirlo in un ambiente in cui egli sappia già muoversi, come nella realtà, secondo una logica di immediatezza e di trasparenza. La disponibilità dell’utente ad accettare l’equivalenza tra esperienza reale/simulata è una conditio sine qua non del patto comunicativo.
2. grado di interattività, intesa sia come possibilità di costruire una fruizione dei contenuti libera, senza sottostare alla rigidità di palinsesti prestabiliti; sia come scambio tra utenti, ricalcando i meccanismi dell’interazione personale (forum, chat, etc.); sia come utilizzo di dispositivi tecnologici con l’ambiente reale, progettando ad esempio componenti abitativi sulle necessità dell’utente (si pensi alla casa di Bill Gates).
3. contenuti personalizzabili, ovvero il grado con cui l’utente costruisce il proprio percorso di consultazione dei dati di interesse;
4. mobilità: il personal medium è sempre più un medium portatile, caratteristica del quale è consentire una comunicazione in movimento. Colombo (2001) ha parlato in proposito di “medium vagabondo”, in quanto l’evoluzione continua sembra star andando proprio verso lo svincolamento da una postazione di fruizione dei contenuti predefinita e fissa.
I cambiamenti sociali, economici, cognitivi, semantici, linguistici, pedagogici che hanno profondamente modificato il comportamento di milioni di utenti verso l’approccio alla comunicazione hanno innescato una vera e propria mediamorfosi, il cui percorso è cominciato tanto tempo fa, eppure è ancora tutto da scoprire.
Tratto da I nuovi strumenti del comunicare (Bettetini, Garassini, Gasparini, Vittadini; 2001)

