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Se pensiamo ai lunghissimi stadi dell’evoluzione umana, sarebbe legittima una riflessione sulla velocità dei cambiamenti avvenuti in questo lasso di tempo relativamente breve: cento anni in cui sono state condensate centinaia di scoperte ed invenzioni, rivoluzioni e guerre, non possono non aver destabilizzato o quantomeno confuso le masse, costringendo ad una prontezza all’adattamento non sempre possibile. Ovviamente il pubblico giovane sembra essere in ogni epoca quello più recettivo all’innovazione, ma anche più curioso e, se vogliamo, ribelle.
Riferendomi in maniera più specifica ai nuovi mezzi di informazione e comunicazione, intendo dire che mentre all’inizio del secolo si “abboccava” agli slogan pubblicitari con l’ingenuità propria dell’ignoranza (nel senso latino del termine, non conoscenza), e si recepivano le notizie presumendone una oggettività e sincerità dovute, l’avanzare dei decenni ha promosso via via nuove teorie ed approcci alternativi ai cosiddetti mass media, fondati più sul disincanto e sulla consapevolezza degli strumenti retorici, peraltro di antico retaggio, alla base di qualsiasi atto comunicativo.
In parole povere, sapere come “funziona” la comunicazione, ci ha dato il diritto di “smontarla”, analizzarla, decostruirla e rielaborarla a nostra immagine e somiglianza, facendone un punto di forza nella grande piazza virtuale ed interattiva del Web.
La possibilità di un luogo praticamente di grandezza illimitata, dove ciascuno di noi può ritagliarsi uno spazio per esprimere un’idea, ha incoraggiato la nascita e proliferazione di miliardi di giovani presunti scrittori/giornalisti/pubblicisti, etc..(compresa la sottoscritta), che si arrogano il diritto, non sempre a ragione, di SAPER FARE comunicazione.
A questo punto del discorso vorrei far presente che la maggior parte dei bloggers in circolazione non è direttamente responsabile delle notizie che “posta” su un sito: in realtà essi non CREANO le notizie, ma semplicemente le FANNO GIRARE; il che è ben altra cosa, considerato che i fatti continuano nel tempo ad essere esposti e divulgati attraverso fonti autorevoli ed autorizzate. Possiamo dire che si è di gran lunga velocizzata la diffusione delle notizie, che gossip ed indiscrezioni trapelano a qualsiasi livello con maggiore facilità, ma non dobbiamo illuderci di aver guadagnato l’accesso alla sorgente dell’informazione: sicuramente ci siamo avvicinati, ma esistono (ed esisteranno sempre) una serie di gerarchie organizzative, professionali e soprattutto di norme per la gestione dell’informazione che decideranno cosa farci leggere quotidianamente.
La scienza in questione è stata definita NEWS MANAGEMENT (letter. gestione delle notizie), formula ovviamente coniata in America poichè, come è ben noto, negli Stati Uniti esiste una cultura della comunicazione, in campo politico, aziendale, giornalistico, pubblicitario, molto più radicata, antica e capillare che nel Vecchio Continente, con un rispetto delle professioni e dei rispettivi codici strutturanti che in Europa, al contrario, cedono frequentemente il passo all’improvvisazione e ad una fumosa confusione.
Si parla di News Management normalmente in riferimento al modo in cui individui o organizzazioni tentano di controllare il flusso delle notizie verso i media; le strategie generalmente utilizzate includono la pianificazione ed il dosaggio delle informazioni, allo scopo di limitare eventuali effetti negativi, o al contrario enfatizzare eventi di grande rilevanza e guadagnarne i benefici di popolarità che derivano da un’attenta collaborazione coi mezzi comunicativi.
Il rovescio della medaglia è che non esistono limiti alla gestione, la quale in più di una occasione è sfociata nella vera e propia manipolazione dell’informazione, con conseguente dirottamento dell’attenzione del pubblico per costruire un consenso (Lippmann, 1922) ad hoc. Si parla per la prima volta di News management in riferimento all’amministrazione Kennedy: il Presidente “nato” per la televisione conquistò l’elezione grazie al successo dei dibattiti mediatici, ebbe l’abilità di fondere spunti retorici incisivi con situazione logistiche internazionali di grande pathos, fino al drammatico momento del suo assassinio a Dallas.
Tralasciando tuttavia l’aspetto etico, che richiederebbe un’analisi sui generis, voglio concentrarmi esclusivamente sui proncipi teorici-pratici del News Managemente, tecnicamente riassunti nei seguenti steps:
- pianificare in anticipo;
- rimanere in posizione offensiva;
- controllare il flusso di informazioni;
- limitare laccesso dei reporter;
- parlare dell’argomento di cui si vuol parlare;
- comunicare con voce unanime e univoca;
- ripetere lo stesso messaggio molte volte.
Leggendo tra le righe di questi suggerimenti si capisce che, per saper gestire al meglio le notizie, serve l’abilità di far passare la propria versione dei fatti attraverso il filtro dei media.
Il coordinamento di Agenzie o Uffici Stampa, pubblici e privati, realizza questo compito attraverso due principali attività:
1) Conferenza Stampa: è una riunione formale ed ufficiale indetta per far conoscere una o più notizie a giornalisti accreditati. Questi ultimi hanno la possibilità di porre domande in libertà, in un botta e risposta che sfida il poco tempo a disposizione.
L’approccio più produttivo è valutare le notizie in base agli obiettivi prefissati, ed agli ostacoli posti dall’interlocutore: una domanda “giusta” deve avere la possibilità di essere soddisfatta, riguardare una questione di interesse generale, ed essere formulata in modo accurato e conciso. Allo stesso modo una risposta efficace deve dimostrare comprensione del quesito, conoscenza del problema e delle soluzioni.
In genere le dichiarazioni rilasciate si dicono on-the-record: ciò che viene detto può essere citato tra virgolette, identificando la fonte in maniera diretta. Oppure può capitare che si preferisca diffondere notizie off-the-record, ovvero in manier “ufficiosa”, in modo tale da lasciar trapelare un fatto senza che esso sia direttamente attribuibile. Altro stratagemma comunicativo è quello che Theodore Roosevelt chiamò ballon d’essai, una vera e propria fuga di notizie fatta trapelare ad arte col solo scopo di valutare un’eventuale reazione del lettore, o creare curiosità e pathos attorno ad una notizia.
2) Comunicato Stampa: è un breve testo ufficiale, la sintesi di quello che è strettamente necessario comunicare, evitando di cadere nel banale o nel sensazionale. Esso deve avere forma e contenuto corretto perchè costituisce un modo di presentarsi e presentare: non è tracsurabile ricordare che molto spesso si lavora in funziona del soundbite (letter. morso sonoro), ovvero un passaggio ad effetto che potrebbe essere ripreso e ricordato a mò di slogan. E’ necessario indicare graficamente il destinatario del comunicato ed i dati dello stesso,l’identificazione ed i dati (l’indirizzo, il telefono, fax, e-mail) di chi invia il testo. La tecnica di scrittura deve prevedere: un titolo che susciti interesse; un sottotitolo che renda immidiatamente capibile il contenuto; la notizia o l’infomazione con capacità sintetica ed in forma chiara e concisa. Bisogna controllare che il contenuto dell’informazione non violi le leggi sulla stampa.
Il comunicato si invia attraverso i normali mezzi di comunicazione grafica (fax, file per e-mail, siti internet), avendo cura di scegliere l’orario giusto, a seconda del destinatario, perchè diversi sono i tempi di acquisizione delle notizie dei vari soggetti, quali agenzie, giornali, periodici, radio e televisioni.
L’informazione crea opinione e rende visibile anche chi la produce e la comunica: bisogna imparare ad usare gli strumenti di comunicazione per evitare un gap di credibilità tra le fonti ed i destinatari, per esercitare il dovere di far conoscere e convicere le persone del loro inviolabile diritto di sapere.