Articoli recenti

Articoli per marzo, 2006

Guadagni da capogiro per Firefox

22 marzo 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Firefox, il browser open source distribuito gratuitamente da Mozilla Foundation, ha fatto segnare alla stessa fondazione non profit un attivo di ben 72 milioni di dollari nel 2005, e stiamo parlando di fatturato, non di donazioni!

(continua…)

GBuy. E la concorrenza trema.

21 marzo 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Lo scorso 25 febbraio un piccolo annuncio ha fatto tremare il colosso delle vendite online E-buy, con annesso Paypal. Sarà Gpay presto possibile vendere ed acquistare prodotti su una piattaforma Google, dove gli utenti potranno oltretutto utilizzare metodi di pagamento legati al loro account Google, grazie ad un altro progetto parallelo, chiamato GBuy. In altre parole, se un venditore sottoscriverà il metodo di pagamento proprio di Google, il suo annuncio sarà corredato da una piccola “G”, o qualcosa di simile ad un logo-carrello, che richiami il famoso design del motore di ricerca.

More…L’utente che voglia trovare un certo prodotto potrà facilmente riconoscere tra i risultati, i venditori accreditati da Google ed effettuare direttamente l’acquisto.
In questo modo, se fin’ora Google era stato soltanto un intermediario tra chi ricerca i prodotti ed altri circuiti di e-commerce (Kelkoo, E-bay..) dove trovare gli item desiderati, per poi effettuare la vendita vera e propria, GBuy potrebbe invece rappresentare l’anello mancante ai servizi che Google già offre ai propri utenti.
Immaginiamo infatti che, trovato l’oggetto del desiderio, con un solo click lo si possa acquistare e pagare, in una sorta di grande piattaforma che integri ricerca, e-mail, chat e acquisti; con un account @gmail sarà possibile effettuare ogni pagamento in modo estremamente semplice e rapido. Se pensiamo, poi, che molti fornitori già acquistano pubblicità (AdWords / AdSense) per i propri prodotti, GBuy significherebbe chiudere il cerchio e permettere di acquistarlo.

Non è ancora stato chiarito il discorso relativo all’ammontare delle fee da parte di Google per chi userà il servizio GBuy: probabilmente invece di percentuali sulle vendite, i fornitori potranno usufruire di sconti proporzionali al loro volume d’affari. Per il momento ci accontentiamo di sapere che in base ad un comunicato ufficiale, i nuovi programmi di Google semnrerebbo non essere nulla più che il completamento di una serie di servizi a pagamento che in realtà esistono già (da Google Earth, a Google Answer, ad AdSense..), ed ovviamente non ci resta che stare a vedere quale sarà la prossima mossa della grande G!

Google Current – La TV di Google -

20 marzo 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

on è mai stata troppo pubblicizzata e dunque non è forse il servizio più noto di Google, dunque ritengo possa essere utile se non altro segnalarlo. Nome in codice: Google Current.

Google Current è una sorta di tv i cui contenuti selezionati si basano sulle ricerche operate dagli utenti direttamente su Google. Non per nulla la segnalazione del canale è disponibile sulla pagina della Zeitgeist, dove il motore elenca le ricerche maggiormente registrate da Google nell’ultimo periodo. Lo spettacolo ha la durata di circa mezzora e sembra essere decisamente apprezzabile anche l’anchorgirl Kinga Phillipps. Non ho banda per provare, ma se qualcuno volesse darci un’occhiata a farci sapere se è interessante o meno… Google Current intendo!

Fonte: http://blog.html.it

Berlusconi tra i primi 50 uomini più ricchi del mondo

16 marzo 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Una laurea in giurisprudenza, 69 anni, sposato e padre di 5 figli, Silvio Berlusconi è il “nostro rappresentante” nella lista annuale degli uomini più ricchi del mondo (http://www.forbes.com).
La classifica Forbes inserisce il nostro Presidente del Consiglio al 37° posto, definendolo un self-made man, uno cioè che si è fatto da solo; impresa che, allo stato attuale dei fatti, sembra essergli riuscita davvero bene!
Ormai scontato il solito William Gates III al primo posto, il caro Silvio è il primo italiano che si incontra nella classifica, seguito a breve distanza da Del Vecchio (Luxottica) e Ferrero (cioccolata)…Ma non voglio rovinarvi la sorpresa: leggete voi stessi e scoprite le italianissime galline dalle uova d’oro!
(continua…)

News Management

14 marzo 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Se pensiamo ai lunghissimi stadi dell’evoluzione umana, sarebbe legittima una riflessione sulla velocità dei cambiamenti avvenuti in questo lasso di tempo relativamente breve: cento anni in cui sono state condensate centinaia di scoperte ed invenzioni, rivoluzioni e guerre, non possono non aver destabilizzato o quantomeno confuso le masse, costringendo ad una prontezza all’adattamento non sempre possibile. Ovviamente il pubblico giovane sembra essere in ogni epoca quello più recettivo all’innovazione, ma anche più curioso e, se vogliamo, ribelle.
Riferendomi in maniera più specifica ai nuovi mezzi di informazione e comunicazione, intendo dire che mentre all’inizio del secolo si “abboccava” agli slogan pubblicitari con l’ingenuità propria dell’ignoranza (nel senso latino del termine, non conoscenza), e si recepivano le notizie presumendone una oggettività e sincerità dovute, l’avanzare dei decenni ha promosso via via nuove teorie ed approcci alternativi ai cosiddetti mass media, fondati più sul disincanto e sulla consapevolezza degli strumenti retorici, peraltro di antico retaggio, alla base di qualsiasi atto comunicativo.
In parole povere, sapere come “funziona” la comunicazione, ci ha dato il diritto di “smontarla”, analizzarla, decostruirla e rielaborarla a nostra immagine e somiglianza, facendone un punto di forza nella grande piazza virtuale ed interattiva del Web.
La possibilità di un luogo praticamente di grandezza illimitata, dove ciascuno di noi può ritagliarsi uno spazio per esprimere un’idea, ha incoraggiato la nascita e proliferazione di miliardi di giovani presunti scrittori/giornalisti/pubblicisti, etc..(compresa la sottoscritta), che si arrogano il diritto, non sempre a ragione, di SAPER FARE comunicazione.
A questo punto del discorso vorrei far presente che la maggior parte dei bloggers in circolazione non è direttamente responsabile delle notizie che “posta” su un sito: in realtà essi non CREANO le notizie, ma semplicemente le FANNO GIRARE; il che è ben altra cosa, considerato che i fatti continuano nel tempo ad essere esposti e divulgati attraverso fonti autorevoli ed autorizzate. Possiamo dire che si è di gran lunga velocizzata la diffusione delle notizie, che gossip ed indiscrezioni trapelano a qualsiasi livello con maggiore facilità, ma non dobbiamo illuderci di aver guadagnato l’accesso alla sorgente dell’informazione: sicuramente ci siamo avvicinati, ma esistono (ed esisteranno sempre) una serie di gerarchie organizzative, professionali e soprattutto di norme per la gestione dell’informazione che decideranno cosa farci leggere quotidianamente.
La scienza in questione è stata definita NEWS MANAGEMENT (letter. gestione delle notizie), formula ovviamente coniata in America poichè, come è ben noto, negli Stati Uniti esiste una cultura della comunicazione, in campo politico, aziendale, giornalistico, pubblicitario, molto più radicata, antica e capillare che nel Vecchio Continente, con un rispetto delle professioni e dei rispettivi codici strutturanti che in Europa, al contrario, cedono frequentemente il passo all’improvvisazione e ad una fumosa confusione.
Si parla di News Management normalmente in riferimento al modo in cui individui o organizzazioni tentano di controllare il flusso delle notizie verso i media; le strategie generalmente utilizzate includono la pianificazione ed il dosaggio delle informazioni, allo scopo di limitare eventuali effetti negativi, o al contrario enfatizzare eventi di grande rilevanza e guadagnarne i benefici di popolarità che derivano da un’attenta collaborazione coi mezzi comunicativi.
Il rovescio della medaglia è che non esistono limiti alla gestione, la quale in più di una occasione è sfociata nella vera e propia manipolazione dell’informazione, con conseguente dirottamento dell’attenzione del pubblico per costruire un consenso (Lippmann, 1922) ad hoc. Si parla per la prima volta di News management in riferimento all’amministrazione Kennedy: il Presidente “nato” per la televisione conquistò l’elezione grazie al successo dei dibattiti mediatici, ebbe l’abilità di fondere spunti retorici incisivi con situazione logistiche internazionali di grande pathos, fino al drammatico momento del suo assassinio a Dallas.
Tralasciando tuttavia l’aspetto etico, che richiederebbe un’analisi sui generis, voglio concentrarmi esclusivamente sui proncipi teorici-pratici del News Managemente, tecnicamente riassunti nei seguenti steps:
- pianificare in anticipo;
- rimanere in posizione offensiva;
- controllare il flusso di informazioni;
- limitare laccesso dei reporter;
- parlare dell’argomento di cui si vuol parlare;
- comunicare con voce unanime e univoca;
- ripetere lo stesso messaggio molte volte.
Leggendo tra le righe di questi suggerimenti si capisce che, per saper gestire al meglio le notizie, serve l’abilità di far passare la propria versione dei fatti attraverso il filtro dei media.
Il coordinamento di Agenzie o Uffici Stampa, pubblici e privati, realizza questo compito attraverso due principali attività:
1) Conferenza Stampa: è una riunione formale ed ufficiale indetta per far conoscere una o più notizie a giornalisti accreditati. Questi ultimi hanno la possibilità di porre domande in libertà, in un botta e risposta che sfida il poco tempo a disposizione.
L’approccio più produttivo è valutare le notizie in base agli obiettivi prefissati, ed agli ostacoli posti dall’interlocutore: una domanda “giusta” deve avere la possibilità di essere soddisfatta, riguardare una questione di interesse generale, ed essere formulata in modo accurato e conciso. Allo stesso modo una risposta efficace deve dimostrare comprensione del quesito, conoscenza del problema e delle soluzioni.
In genere le dichiarazioni rilasciate si dicono on-the-record: ciò che viene detto può essere citato tra virgolette, identificando la fonte in maniera diretta. Oppure può capitare che si preferisca diffondere notizie off-the-record, ovvero in manier “ufficiosa”, in modo tale da lasciar trapelare un fatto senza che esso sia direttamente attribuibile. Altro stratagemma comunicativo è quello che Theodore Roosevelt chiamò ballon d’essai, una vera e propria fuga di notizie fatta trapelare ad arte col solo scopo di valutare un’eventuale reazione del lettore, o creare curiosità e pathos attorno ad una notizia.
2) Comunicato Stampa: è un breve testo ufficiale, la sintesi di quello che è strettamente necessario comunicare, evitando di cadere nel banale o nel sensazionale. Esso deve avere forma e contenuto corretto perchè costituisce un modo di presentarsi e presentare: non è tracsurabile ricordare che molto spesso si lavora in funziona del soundbite (letter. morso sonoro), ovvero un passaggio ad effetto che potrebbe essere ripreso e ricordato a mò di slogan. E’ necessario indicare graficamente il destinatario del comunicato ed i dati dello stesso,l’identificazione ed i dati (l’indirizzo, il telefono, fax, e-mail) di chi invia il testo. La tecnica di scrittura deve prevedere: un titolo che susciti interesse; un sottotitolo che renda immidiatamente capibile il contenuto; la notizia o l’infomazione con capacità sintetica ed in forma chiara e concisa. Bisogna controllare che il contenuto dell’informazione non violi le leggi sulla stampa.
Il comunicato si invia attraverso i normali mezzi di comunicazione grafica (fax, file per e-mail, siti internet), avendo cura di scegliere l’orario giusto, a seconda del destinatario, perchè diversi sono i tempi di acquisizione delle notizie dei vari soggetti, quali agenzie, giornali, periodici, radio e televisioni.
L’informazione crea opinione e rende visibile anche chi la produce e la comunica: bisogna imparare ad usare gli strumenti di comunicazione per evitare un gap di credibilità tra le fonti ed i destinatari, per esercitare il dovere di far conoscere e convicere le persone del loro inviolabile diritto di sapere.

TrustRank: la nuova indicizzazione

3 marzo 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

IL PAGE RANK INVECCHIA: LUNGA VITA AL TRUSTRANK!

Il 16 marzo 2005 Google Inc. ha acquistato il brevetto pr la tecnologia TrustRank, ma prima di spiegarne la definizione ed il funzionamento, è necessario fare qualche precisazione.

Si parla di web-spam quando ci si riferisce a diverse tecniche utilizzate da siti di varia natura che integrano parole chiave non attinenti al loro proprio contenuto, pur di poter essere visualizzati ai primi posti sui motori di ricerca.
Il modus operandi del web-spam agisce essenzialmente attraverso due vie:
1) link e parole chiave nascoste, che vengono comunque indicizzate dai motori di ricerca;
2) creazione di numerose pagine che linkano ad un’unica pagina designata in precedenza, in modo da rendere suddetta pagina rilevante per la classificazione da parte del motore.

L’identificazione di tali “truffe” ad occhio umano sarebbe estremamente facile, ma praticamente impossibile e troppo onerosa; inoltre il gran numero di siti indicizzati richiede comunque una gestione automatizzata e pertanto più sicura.
Per un sistema automatico, al contrario, riconoscere l’inganno risulta più complesso, pertanto si è cercato di arrivare ad una classificazione semi-automatica, che è poi alle basi della citata tecnica del TrustRank: esso infatti ha lo scopo di aiutare nella classificazione di una pagina o sito web, attraverso un processo che prevede diverse fasi:
1) l’algoritmo seleziona un gruppo di pagine delle quali non è chiaro lo “spam status”, chiamate seed;
2) un esperto umano esamina le pagine e comunica all’algoritmo quali possono essere definite spam (bad pages) e quali no (good pages);
3) l’algoritmo infine identifica le altre pagine sulle basi della precedente classificazione umana.

Facciamo un piccolo passo indietro: ricordiamo che il PageRank è un diffuso algoritmo, sul quale si è fondata per anni (e si basa tuttora) l’indicizzazione di Google, che assegna un punteggio ad ogni pagina Web, basandosi sul numero di link che riportano ad essa. Il fondamento è che, se molte pagine linkano tutte ad uno stesso indirizzo, esso DEVE essere ovviamente importante; quest’attività può essere considerata una versione più raffinata e complessa della “Link Popularity” (LP).
Il PageRank di un sito aumenta poi in relazione alla qualità delle pagine web che linkano il sito, dove per “pagine web di qualità” si intendono quelle che a loro volta hanno un alto PageRank.
Come abbiamo detto, in questa tecnologia è insita una tendenza al non-riconoscimento di possibile web-spam, dunque, per aumentare la capacità del motore di indicizzare correttamente le pagine, si ricorre ad una valutazione da parte di un esperto umano, chiamato Oracolo. Dal suo lavoro si ricava un nuovo algoritmo che assegna un valore binario pari a 0 se la pagina contiene spam (bad page), oppure pari a 1 se di buona qualità (good page).
Per limitare i costosi interventi di un Oracolo, spesso si considera anche l’esperienza empirica degli utenti, basandosi sull’assunto che una buona pagina difficilmente linka ad una spam-page (un sito di qualità non ha alcun interesse ad essere collegato con pagine cattive).
Questa convinzione ha prodotto un’evoluzione delle tecniche di spamming che ora adottano sistemi che collegano siti di qualità a pagine che a prima vista sembrano buone, ma in realtà contenengnono spam, in svariati modi:
1) nei siti che offrono la possibilità di lasciare commenti (forum, newsgroup) introducono un gran numero di link verso pagine di spam (problema risolvibile con la moderazione dei commenti o con la futura introduzione del tag link rel=”nofollow”);
2) creano vere e proprie pagine con contenuti interssanti, ma che sono piene di link nascosti verso siti equivoci (tecnica dell’Honey Pot, che viene anche resa meno evidente attraverso altrettanti links a pagine buone);
3) creano delle directory basate sui risultati dei principali motori di ricerca, che utilizzano motori chiamati spam-engine, per piazzarsi ai primi posti nelle ricerche.

Con la crescita smisurata delle fonti e dei siti sul web, i motori giocano un ruolo fondamentale per la ricerca, ma soprattutto per l’effettivo successo nell’ottenimento di informazioni. Dal momento che il web-spam demolisce questa capacità di successo nella ricerca di informazioni utili, i motori di ricerca devono necessariamente subire un’evoluzione.
Il sistema TrustRank, anche in combinazione al PageRank o altri algoritmi, sembra essere attualmente la tecnica più adatta a contribuire a questo cambiamento auspicato.