Googlebombing sul Premier italiano
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Nel fervore della campagna elettorale italiana, oggi ufficialmente conclusa, tra multe e dimissioni vere o presunte, la febbre della par condicio ha colpito anche il web.
Pare che l’Autorità Garante per le Comunicazioni, Enzo Savarese, abbia ufficialmente chiesto di “verificare modalità, responsabili e mandanti dell’azione di pirateria informatica”, riferendosi ad un fenomeno ben conosciuto e diffuso col nome di Googlebombing, stavolta a carico del Premier italiano.
In realtà in questa pratica diffusissima non ci sarebbe nulla di illegale: sfruttando la caratteristica di Google, che attribuisce importanza ad una pagina in rapporto a quanti link verso di essa si trovano all’interno di altri siti web, si può fare in modo che, digitando determinante parole all’interno del box di ricerca di Google, i risultai possano essere, per così dire, pilotati.
Questo è quanto è successo con il testo “miserable failure”, che riportava alla biografia di George W.Bush, ed è quanto si è verificato recentemente in Italia con le parole “buffone”, “miserabile” e “fallimento”, il cui primo risultato di ricerca puntava direttamente al nostro Presidente del Consiglio.
Dal sito dell’AGI leggiamo la notizia del pomeriggio:
“Stiamo chiedendo a Google di modificare subito l’indicizzazione”, dichiara il dirigente della divisione investigativa Maurizio Masciopinto. “Un’indicizzazione “piratata” in modo da dirottare su una pagina della presidenza del Consiglio (quella con la biografia del premier) la ricerca corrispondente a parole quali “fallimento” o miserabile”. Naturalmente - sottolinea Masciopinto - ottenuto il ripristino della normalita’, procederemo con ulteriori accertamenti per capire se sussistono gli estremi di un reato”.

