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Donne unite contro la febbre dei mondiali

11 Giugno 2006

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L’ora x è scattata: Mondiale 2006 ufficialmente iniziato, con grande gioia dei maschietti ed il panico di mogli e fidanzate, vittime impotenti della sindrome da tifo compulsivo. wcwc
Care donne, non abbiate paura: in questo mese di agonia e solitudine avrete una spalla su cui piangere, ovvero il World Cup Widows Club, il club on-line delle “vedove” della Coppa del Mondo.
In rimedio all’assedio calcistico di questo mese, un decalogo di vie di fuga, tra cui: una vacanza a Tobago, costruire un bunker e installare tutto il necessario per rivedersi gli episodi della soap preferita, mettere l’intera collezione dei Beatles a volume così alto da coprire il commento televisivo, trovarsi un amante, giocare a bingo (online), e così via.
Inevitabili sul forum i post degli infiltrati nemici: c’è chi dà suggerimenti per difendere il proprio diritto alla sbornia calcistica, tra cui l’ “espulsione”, è proprio il caso di dirlo, fuori di casa di donne e bambini durante le partite, e l’invito a ruota libera di parenti ed amici appassionati di calcio.

Inevitabile pure una sezione del sito con news sui mondiali ed una rubrica dedicata solo alla nazionale inglese, ad uso e consumo di quelle donne, che volenti o nolenti, sono costrette ad affrontare conversazioni in materia calcistica.
Nel sito, che ha raggiunto un grande successo, donne sposate e fidanzate che odiano il calcio (o meglio che odiano i partner fanatici di calcio) hanno trovato una sorta di porto franco dal mondo del pallone. Tra le nove fondatrici del club inglese, alcune riportano esperienze tragicomiche collegate al calcio: Kath è stata costretta a buttar via il videoregistratore per impedire al fidanzato di registrare le partite e riguardarle; le prime parole dell’ultimo dei quattro figli di Rebecca sono state quelle di un coro da stadio; il marito di Cathy è un po’ duro d’orecchi e ascolta le partite in televisione ad un volume tale “che se fossi all’Anfield (un famoso stadio inglese) sarebbe la stessa cosa”.

Fonte Mediazone

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