Sfida all’ultimo Label
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Sarà forse per il fanciullino che ognuno ha dentro di sè, ma quando troviamo online un gioco o un passatempo divertente, proprio non riusciamo a desistere dalla prova.
E quando c’è lo zampino di Google, la partita ha sempre un risultato dai risvolti originali: come per il nuovo Google Image Labeler.
Qualcuno in quel di Googleplex ha pensato di ideare una piccola gara tra utenti (anche anonimi, non avete bisgono di loggarvi col vostro account) accoppiati in maniera casuale, affinchè scelgano quante più tags possibili in un tempo limitato per definire una medesima immagine. Se i tags combaciano, si guadagnano punti.
Se ricordate quanto detto a proposito della futura possibilità di riconoscimento delle immagini a partire da tags contenute nelle immagini stesse (da cui l’acquisizione da parte di Google della società Neven Vision), l’intento di Image Labeler si rivela tutt’altro che ludico.
Per riconoscere visualmente una foto, il futuro software dovrà infatti poter “leggere” con un algoritmo i tags pre-assegnati all’immagine stessa. E chi se non le persone, possono scegliere e decidere quali labels assegnare?
Decidendo di partecipare ad Image Labeler, vedrete una piccola foto ed avrete 90 secondi per taggarla con tutte le etichette che vi vengono in mente. Nel frattempo il vostro “partner” farà lo stesso in tempo reale e, se le tags scelte saranno le stesse, guadagnerete 100 punti per ciascuna etichetta condivisa. Certo le immagini sono un pò piccoline, a volte è davvero difficile riconoscere il soggetto! E poi niente premi, ovviamente, ma solo l’eventuale scalata della classifica ufficiale. Eppure il game è assolutamente coinvolgente!
Attraverso questa ingegnosa competizione, Google può “smaltire” il lavoro di tagging di milioni di immagini online: anche se non ve ne accorgete, state infatti aiutando Google a migliorare la rilevanza dei risultati nella ricerca di immagini (“Just an interest in helping Google improve the relevance of image search results for users like yourself.”). Oltretutto, come sagacemente fa osservare Lenssen, il fatto che due utenti scelgano la stessa tag è una sorta di conferma dell’effettiva rispondenza dell’etichetta all’immagine: siamo alla validazione umana?

