Piccole antenne crescono sul Web
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Internet è un canale di comunicazione che sta praticamente inglobando tutti gli altri, come ben possiamo vedere: dai giornali, che si inventano versioni online e blog, al telefono, che corre sul filo del VoIP, ai messaggini brevi che diventano addirittura istantanei, rendendo alla portata di tutti la comunicazione in tempo reale. Per noi parlare poi della posta (elettronica), di fax, foto, video ed addirittura TV, che si sono lanciate sulla piattaforma del Web.
A differenza dei canali dove è possibile pubblicare e condividere i propri video online, com YouTube e Google Video, dove non esiste un filo conduttore tra i diversi filmati, se non una categorizzazione generale dei files archiviati, non sono mancati negli ultimi tempi “esperimenti” di televisione online vera e propria, quella che viene definita IpTV.
Molto frequentemente i canali proposti sono ibridi, quanto ai modi di funzionamento ed alle logiche di business proposte, e monotematici nella programmazione: a partire da MadeinItaly, la TV on demand che trasmette filmati e documentari riguardo le eccellenze italiane sia in amnbito commerciale ed economico sia turistico, fino a Flux, il progetto open source di MTV dove ogni utente può pubblicare le proprie realizzazioni audio e video; o addirittura TeleIAMS, la nuovissima iniziativa interattiva di IAMS dedicata agli amanti degli animali, che propone per cominciare 4 programmi accessibili a tutti, periodicamente aggiornati, sul mondo a 4 zampe.
Poi c’è Zattoo, ancora in via di sviluppo, che consente di vedere i canali TV via Internet grazie al peer to peer; e Neave.tv, un progetto unico, assolutamente da vedere, che ha scelto l’arte d’avanguardia come leit motiv della sua programmazione. Anche in questo caso, però, Neave seleziona i video dalle grandi piattaforme di sharing come Google Video e YouTube, dunque anche se l’esperienza di fruizione è altamente interessante, a partire dalla visualizzazione a schermo intero, fino al menu inferiore con thumbnails a scomparsa, in realtà non siamo di fronte a ciò che potrebbe essere considerato un concorrente della TV, ma semmai ad una (bella) alternativa.
Ciò che potrebbe far tremare le antenne è invece un progetto come Televisionet, ovvero la prima TV con una programmazione live (e non) generalista trasmessa sul Web che prevede un palinsesto di 10 canali tematici che includono news, sport, viaggi, intrattenimento, business, etc.
Il progetto, partito lo scorso giugno, è stato ampliato da Settembre con l’offerta di programmi in lingua inglese e spagnola grazie alla nascita di redazioni in loco; l’investimento ingente è stato possibile grazie alla collaborazione di ConsulMarketing con partner autorevoli come Toshiba, IBM, Class Editori e moltissimi altri, convinti che il futuro della TV debba prevedere la distribuzione/fruizione dei contenuti in parallelo ed in contemporanea a moltissimi utenti e la visione dei canali tematici direttamente dai server, senza doverli scaricare sul pc. Oltre che, naturalmente, la possibilità di fruire dei cross-links interni ai programmi, e servizi a 360°, compreso il t-commerce.
In definitiva, è chiaro che la Tv via Web e quella tradizionale si basano indiscutibilmente su modelli di business differenti:
TV TRADIZIONALE
- seppure negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una trasformazione di “molti canali” tradizionali in piattaforme di lancio della TV Digitale Terrestre, è pur vero che le reti private si autofinanziano con il mercato pubblicitario e ci consentono una fruizione, in apparenza gratuita;
- la fruizione è sottoposta agli orari ed ai programmi stabiliti da un palinsesto rigido;
- non è possibile mettere in pausa un programma TV, scegliere quando rivederlo, organizzarsi una programmazione personalizzata;
TV VIA WEB
- la TV via Web impone invece un pagamento diretto, quanto meno della linea telefonica;
- la fruizione non impone vincoli temporali, così come la scelta dei canali da vedere e non; la visione non è legata ad un palinsesto, ma al catalogo;
- la memorizzazione dei programmi audio e video da pc è estremamente facilitata;
- le previsioni di copertura nazionale in banda larga, comporteranno un ampliamento della richiesta pubblicitaria online ed un maggiore interesse da parte degli utenti nella fruizione di contenuti online liberi da abbonamenti.
Tirare le somme non è facile: soprattutto mi chiedo come faremo a continuare a star dietro a questa overdose di novità tecnologiche…Speriamo che, in ogni caso, i curatori della programmazione televisiva del futuro via Web non dimenticheranno le grandi lezioni del passato, quando la Tv era pensata anche per insegnare a chi la scuola non poteva permettersela. “Non è mai troppo tardi”, recitava il titolo di una vecchia trasmissione che, nonostante fosse in bianco e nero, incollava i telespettatori davanti allo schermo: e non è tardi nemmeno oggi per cominciare ad imparare l’abc della comunicazione multimediale.

