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I blogger hanno bisogno di un Codice di Condotta?

3 Aprile 2007

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa un anno e mezzo fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Pochi giorni fa un articolo della BBC citava la necessità che fosse creato una sorta di Codice di Condotta per blogger, in risposta alla brutta vicenda accaduta a Kathy Sierra (Creating Passionate Users) che è stata vittima di minacce di morte e fotomontaggi di pessimo gusto sul suo ed altri blog.

Possiamo parlare di Cyber-bullismo? In relazione ai brutti episodi di bullismo che si sono verificati anche in Italia e che hanno trovato la “celebrità” grazie alla pubblicazione sul web, non ci stupisce che la maleducazione e l’ignoranza delle persone possano arrivare a fare la loro comparsa anche nella blogosfera.

Tim O’Reilly durante la conferenza ETech ha suggerito qualche idea per un possibile Codice di Condotta, più che altro un work in progress per inaugurare il dibattito ed incentivare i blogger a dire la loro.

Di seguito i punti principali (traduzione nostra):

1. Prendersi la responsabilità non solo per le proprie parole, ma anche per i commenti da consentire sul nostro blog.

Se è vero che bisogna rispettare la libertà di parola di ciascuno, è anche vero che sia necessario tenere il sotto controllo il tono della conversazione, impedendo che raggiunga un livello offensivo.

2. Adottare un’etichetta per il livello di commenti abusivi.

In un certo senso sarebbe utile disporre di etichette (tipo Creative Commons, per intenderci) che segnalino chiaramento il genere di contenuto di un blog, cosicchè un lettore possa rendersi conto immediatamente del livello di brutalità o meno consentito dal blogger nelle discussioni sul suo sito.

3. Considerare l’eliminazione di commenti anonimi.

L’anonimato generalmente autorizza le persone a dire cose che, in condizioni di identificabilità, forse eviterebbero. Purtroppo però, la richiesta di un’email valida per la pubblicazione di un commento non impedisce alle persone di nascondere la propria vera identità.

4. Ignorare i trolls.

In altre parole, ignorare i bulli e rispondere a pubblici attacchi con il silenzio, evitando di fomentare i toni aspri ed inappropriati. Cerchiamo invece di indirizzarci sempre verso un dialogo educato e civile.

5. Portare la conversazione offline e parlare in maniera diretta, oppure trovare un intermediario che possa farlo.

6. Se conosciamo direttamente qualcuno che si comporta male, diciamolo.

7. Non dire online niente che non si direbbe anche di persona.

Le persone con cui scambiamo opinioni via Web non sono avatar, ma gente vera, proprio come noi: il fatto di non conoscerci di persona e non vederci durante i botta e risposta scritti online non giustifica la libertà di attaccare gli altri senza rispetto e considerazione degli interlocutori.

O’Reilly ci ricorda che la cultura è un insieme di accordi (atteggiamenti, valori, abitudini, costumi) condivisi che ci permettono di vivere insieme: pertanto dobbiamo essere sicuri che la cultura creata con i blog sia qualcosa di cui andare fieri. Siamo tutti orgogliosi della libertà di espressione acquisita con questo fantastico mezzo di comunicazione, che ci consente di interagire con le altre persone senza alcun confine spazio-temporale: ed allora perchè lasciare che questa libertà degeneri fino a diventare assenza di limite al rispetto ed alla civiltà?

2 Commenti a “I blogger hanno bisogno di un Codice di Condotta?”


  1. dema scrive:

    Io tempo fa denunciai una ignobile minaccia a Mike Puchol di whisher il post originale qui


  2. googlista scrive:

    Un nostro lettore ci segnala la nascita di una community all’indirizzo
    http://bloggeract.altervista.org con lo scopo di radunare i Blogger e lettori d’italia per la creazione di un “Codice” di comportamento per i Blog.

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