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Google riorganizza la distribuzione di video online

12 ottobre 2007

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

A poco più di un anno esatto dall’acquisizione di YouTube da parte del “motore di ricerca”, si comincia a notare lo zampino delle strategie di Google nei confronti del mercato dei video online.

I filmati di YouTube sono stati integrati nel circuito pubblicitario di Google, dato che i publishers di AdSense (al momento solo statunitensi) hanno cominciato ad avere la possibilità di inserire nel proprio sito le cosiddette Video Units. In poche parole, sui siti del network di AdSense si possono distribuire contenuti in formato video attraverso l’integrazione di un player integrato, con layout personalizzabile che, ovviamente, non si avvia all’apertura della pagina, ma soltanto al fatidico click dell’utente.

Gli advertisers infatti saranno caricati del costo per click per ogni video che viene effettivamente visto, mentre i publishers potranno selezionare le categorie di video, oppure lasciare che Google adatti il filmato in base ai contenuti del sito di riferimento. Inutile dire che anche i filmati saranno targettizzati, secondo la logica propria dell’intero circuito AdSense ed i guadagni ottenuti saranno suddivisi tra il publisher che ospita la video-pubblicità ed il partner YouTube che ha creato il contenuto.

Questa operazione vede infatti collaborare Google e numerose aziende per la produzione dei filmati, mentre i messaggi pubblicitari consisteranno in banner situati sopra il player oppure watermarks in sovraimpressione durante il filmato.

Quasi contemporaneamente, è stata annunciata una nuova funzione in GEarth, ovvero l’integrazione e visione dei video all’interno del programma di visualizzazione 3d della Terra. Da qualche tempo, infatti, i filmati di YouTube possono essere geolocalizzati ovvero contraddistinti con tags che indicano la località nella quale il video è stato girato.
In Google Earth è stato aggiunto un nuovo livello di contenuti ricercabili e navigabili, e cioè video che possono essere visti sia all’interno del programma sia, cliccando su di essi, nella corrispondente pagina di YouTube.

Non è una novità che Google stia seriamente cercando di localizzare il più possibile i contenuti pubblicitari, come già avviene con gli annunci sposorizzati sulle mappe o sui dispositivi mobili. Se immaginiamo i servizi di Google come una serie di puntini da unire con una lunga linea, stavolta ci verrebbe da pensare che YouTube+AdSense+GEarth=pubblicità in qualsiasi angolo (virtuale) della terra!

Che ci rimanga soltanto il cielo da guardare senza esser bombardati di sponsor in ogni dove?!

1 Commento a “Google riorganizza la distribuzione di video online”


  1. Video Drive Blog » Google riorganizza la distribuzione di video online scrive:

    [...] admin: [...]

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