Testing Google Sites
ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 5 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.
A più di un anno di distanza dall’acquisizione di JotSpot, Google ha finalmente lanciato un’applicazione che ne sfrutta la tecnologia:
Google Sites is the latest offering from Google Apps, a suite of
products designed to improve communication and collaboration
amongst employees, students, and groups. Google Sites makes
creating a team web site as easy as editing a document.
Nell’email di presentazione, il nuovo servizio Google Sites, abilitato soltanto per gli utenti registrati a Google Apps con 10 GB di spazio per ogni account, viene descritto come il modo più semplice per favorire la collaborazione di gruppi, impiegati, scuole: GSites serve a realizzare pagine web (siti) a mò di wiki, dove le informazioni -di vario tipo- possono essere condivise e modificate da interi cluster di persone e, in effetti, è semplice da utilizzare come tutte le altre applicazioni a cui Google ci ha abituati.
Dopo qualche minuto di tentativi, entriamo senza problemi nella “logica” di utilizzo di questa nuova applicazione: in realtà , più che di realizzazione di pagine web, dobbiamo parlare di composizione in quanto l’utente che voglia creare i propri Google Sites non deve far altro che selezionare titolo, descrizione, templates, immagini di sfondo ed elementi da integrare nella pagina web. Il fatto che non viene richiesta nessuna competenza tecnica per utilizzare il servizio si traduce necessariamente in una sorta di “procedura guidata” che conduce l’utente attraverso una serie di opzioni molto semplici da sfruttare, modificare e personalizzare.![]()
La cosa interessante di Google Sites, a parte la possibilità di condividere le pagine create in maniera “collaborativa”, dando cioè ad altri la possibilità di aggiornarle, è che i contenuti da aggiungere comprendono una vasta gamma di gadget multimediali, integrabili da altre applicazioni della famiglia Google: possiamo infatti aggiungere i moduli del nostro calendario, video di Google Video e YouTube, documenti, fogli di calcolo e foto da Picasa, e così via.
Insieme alla scelta delle nuove pagine, è possibile personalizzare anche le impostazioni della dashboard da cui stiamo lavorando, modificando in qualsiasi momento la sidebar, la disposizione delle pagine, la sitemap, le opzioni di condivisione, i colori ed i temi di sfondo.![]()
A questo indirizzo trovate un esperimento fatti dai Googlisti in pochi minuti: provate a navigare, cliccare, modificare ed aggiornare i contenuti, e se trovate qualcosa che non va date un’occhiata alle pagine di supporto o al video-tutorial, magari può esservi d’aiuto (nonostante l’inglese)!


Laz scrive:
3 Marzo 2008 alle 1:42 pm
Domanda stupida: come si fà a registrarsi a Google apps in modo da poter essere amministratori del proprio spazio? Serve per forza un dominio esterno?
googlisti scrive:
4 Marzo 2008 alle 12:20 pm
Google Apps for your Domain offre una serie di servizi per il proprio dominio, quindi se già ne possiedi uno e, soprattutto, ne sei amministratore, puoi sfruttare i servizi del pacchetto gratuitamente. Se invece non hai un dominio, puoi registrarne uno proprio con Google: istruzioni qui.
Laz scrive:
4 Marzo 2008 alle 2:54 pm
Grazie mille.
Per ora sono riuscito a provare usando la mail della mia università , ma preferirei averlo legato al mio dominio.
A presto
Andrea scrive:
27 Marzo 2008 alle 7:18 pm
ho un dominio ggogle apps ma non riesco a metterci nulla e non rieco a fare le pagine. Potete aiutarmi?