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Articoli per maggio, 2008

I creativi si ritrovano a Bari

31 maggio 2008

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logo del B_Creative Camp“Kairos”: il momento giusto, l’opportunità, il tempo in cui il cambiamento è possibile.

Comincia così il wiki per l’organizzazione del B_CreativeCamp 2008, secondo appuntamento che la Regione Puglia, attraverso il programma Bollenti Spiriti per le politiche giovanili, inserisce all’interno di un evento consolidato arrivato alla tredicesima edizione, ovvero la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.

Lo spirito del B_CreativeCamp è ovviamente l’apertura di un dialogo costruttivo in tema di creatività, di creazione di opportunità per giovani artisti, di incontro di e condivisione di esperienze e competenze, favorite dalla partecipazione di centinaia di giovani artisti provenienti da diversi Paesi europei. Sono già 150 i campers iscritti e oltre 60 i talk previsti, dalla presentazione di progetti locali alla discussione su nuovi media e cultura digitale.

Purtroppo i Googlisti stavolta danno forfait: non riusciamo proprio a partecipare, ed è un vero peccato perchè lo scorso anno abbiamo trascorso una serata davvero piacevole, sia per la compagnia, sia per tutte le presentazioni cui abbiamo assistito: proiezione di filmati e progetti di animazione made in Italy, cortometraggi, musica, poesia, pittura, fumetti!

Ci chiedeva Wolly al Microcamp un’opinione riguardo la possibile “esportazione” del format barcamp in ambienti non propriamente tecnici o accademici. Bè, il B_CreativeCamp può essere considerato a tutti gli effetti un tentativo di contaminare (dall’alto) diversi canali di partecipazione cittadina: nonostante l’evento sia dedicato soprattutto ai giovani artisti, che possono trovare un momento di espressione ed un palcoscenico gratuito per proporre progetti e idee, l’inserimento dell’evento nella cornice della Biennale, all’interno della Fiera del Levante, espone ed avvicina il momento BarCamp ad un pubblico molto ampio, fatti di Enti Pubblici, imprenditori, spettatori di ogni età e cultura, semplici curiosi.

Achille Annibale e lo staff di di Bollenti Spiriti ha già presenziato ad altri BarCamp per raccontare il progetto pugliese, con l’intento di smuovere le acque anche in alre regioni italiane per promuovere una più ampia partecipazione popolare a momenti di aggregazione, condivisone e -perchè no- divertimento, come questi.

IMHO le buone intenzioni vanno premiate e, visto che non possiamo contribuire al B_CreativeCamp con la nostra presenza, vi invitiamo a fare un salto a Bari in questa giornata che non vi lascerà sicuramente delusi.

Google Earth si integra nel browser

29 maggio 2008

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Proprio in questi giorni si sta svolgendo in quel di San Francisco un grande evento dedicato a sviluppatori e non solo, organizzato da Google per fare il punto su nuove tecnologie e applicazioni attraverso talk e sessioni di workshop delle quali abbiamo informazioni grazie a fonte diretta. :)

E proprio mentre Google I/O è in pieno fermento, LatLong ci informa che è appena stato rilasciato un plugin per l’integrazione di Google Earth all’interno dei browser (non tutti, purtroppo, ma solo Firefox e Internet Explorer 6 e 7, solo per Windows) scaricabile da Google Code.

Grazie alla release delle API di Google Earth e a qualche riga di codice Javascript, il plugin consente di abilitare nelle pagine web moltissime funzioni già viste nell’applicazione desktop:
- visualizzazione 3D della superficie terrestre e degli edifici con controllo della visualizzazione;
- inserimento di elementi tridimensionali, puntatori e poligoni;
- switch tra la visione della Terra e del Cielo (galassia, pianeti, stelle, etc);
- apertura di files KML.

In realtà, l’intento di Google è quello di aprire completamente il codice di Google Earth agli sviluppatori, dando la possibilità di costruire la più grande applicazione geografica 3D di nuova generazione, cambiando ancora una volta il modo in cui vediamo il mondo.

La riflessione esposta su Latlong pone l’accento sul fatto che, con l’avvento delle Mappe online di Google, nessuno immaginava che sarebbero esplose APIs e mashup per arricchire le funzioni integrabili e l’esperienza utente, dando origine ad una miriade di nuove applicazioni che hanno reso le Google Maps uno strumento che supera di gran lunga lo scopo di base per le quai sono state ideate.

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L’ora felice di RapidShare

28 maggio 2008

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Quando dobbiamo condividere un documento, un’immagine o un’intera cartella molto grande in rete, se non disponiamo di uno spazio proprio per caricare il file e permetterne il download possiamo appoggiarci ad uno dei tantissimi servizi di storage online gratuiti.

Qualche nome?

MegaUpload, Depositfiles, Palshare, Zapr, File.io, Box.net, DivShare, Uploadpedia.

Uno dei più famosi ed utilizzati, anche da siti web che offrono il download di pacchetti di grafica, icone, etc. è senza dubbio RapidShare, il quale tuttavia, da qualche tempo, ha introdotto un nuovo captcha decisamente poco usabile.

Il nuovo captcha di RapidShareL’utente infatti deve digitare un codice di verifica composto solo dalle lettere che contengono un gattino (cane, auto o altro simbolo), a volte davvero difficilmente identificabile vista la ridotta dimensione delle lettere. Un vero stress, che possiamo scavalcare in Firefox scaricando ed installando l’estensione HappyChecker, che ci avvisa quando è attiva l’happy hour dei download.

RapidShare infatti dispone di alcune ore nell’arco della settimana di download libero, dove all’utente non è richiesto l’inserimento di alcun captcha nè tantomeno sono attive le limitazioni della quantità di MB scaricabili.

Meno gattini e più download libero, per tutti! :P

(via)

Macro riflessioni dopo il MicroCamp

26 maggio 2008

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il logo del MicroCampNonostante il tema, non bastererebbero 140 caratteri a raccontare il Barcamp organizzato lo scorso sabato a Milano. Il MicroCamp, infatti, ha spostato l’attenzione sul fenomeno, nato e consolidato, del microblogging, inteso come la pubblicazione online di piccoli contenuti.

A partire da Twitter, passando per Jaiku, Tumblr, e gli italiani Meemi e BeeMood fino ad arrivare a quella che è la sintesi più estrema del microblogging ovvero lo status update che tutti aggiorniamo in Facebook o LinkedIn, le discussioni si sono snocciolate tra l’interesse profondo dei numerosi partecipanti. Onore agli speechers, ciascuno dei quali ha dato contributi davvero interessanti che hanno generato moltissime discussioni e riflessioni, coinvolgendo la platea in dialoghi costruttivi e stimolanti.

A guardare lo svolgimento dell’evento ex post, ho trovato un certo filo logico che segue un ordine di professionalità decrescente, ovvero i primi interventi hanno fatto luce su alcuni aspetti del potenziale utilizzo “professionale” del microblogging, o almeno non solo come lifestream, sulle implicazioni del suo impiego in enti ed aziende, sulla ricaduta in termini di visibilità nei motori di ricerca, sul rapporto con il settore delle PR, su esperimenti di pubblicazione. La seconda ondata di interventi ha spostato invece l’attenzione sull’aspetto emozionale

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Girl Geek Dinners, stavolta c’ero

25 maggio 2008

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GirlGeekDinnersItalia3: t-shirt + iPinGirl Geek Dinners, i raduni dei paladini del pc in gonnella“, scriveva in prima pagina il Corriere. Ma il titolo non rende giustizia all’atmosfera della serata, nè allo spirito con cui le organizzatrici hanno promosso per la terza volta questo tipo di evento in Italia, coinvolgendo ben 150 persone in un viavai di interazioni, chiacchiere, risate, idee, incorniciato dal clima di relax e divertimento che si respirava nell’aria.

La cosa nuova rispetto alle cene precedenti è stato il tema, lo Speed Networking, che ha visto tutti i partecipanti mescolarsi e raccontarsi in pochi minuti, superando (almeno da parte mia) un po’ di imbarazzo iniziale e lanciandosi in micro conversazioni da cui sono partiti scambi di idee davvero interessanti, dove ognuna ha mostrato agli altri un pizzico di se stessa, la parte più immediata e spontanea che, forse, la rete per sua stessa natura ci impedisce di svelare.

Per quanto mi riguarda, aver partecipato ad un evento come questo mi ha piacevolmente dato conferma che la relazione e collaborazione tra donne non è poi così difficile come gli stereotipi insegnano, e che la leggenda metropolitana che vuole il gentil sesso agguerrito e competitivo sia in realtà un falso mito che, in tempi di web sociale, non ha più motivo d’esistere.

Fare rete al di fuori della rete è un aspetto del web che continua ad entusiasmarmi e mi ripaga della stanchezza e dei kilometri fatti. Grazie :)

Se sei una donna, se sei geek (ma anche no) e sei curiosa di sperimentare la socialità di questo format, sappi che voci di corridoio danno come probabile una nuova Girl Geek Dinner a giugno…

Intanto godetevi tutte le foto della terza GGD sul gruppo di Flickr!

Dica trentatrè: la salute online su Google Health

21 maggio 2008

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Google Health - pannello di controllo accountRaccontare ora questo servizio di cui si vociferava da tempo può sembrare del tutto inutile, visto che Google Health non è stato localizzato ancora in Italiano e, come ha scritto Gigi, non si può fare molto di più che mettere qualche informazione e il proprio gruppo sanguigno. Tuttavia, nonostante non crediamo sia un passo realizzabile a breve in Italia, sarebbe forse il caso di avvicinarsi lo stesso a questo innovativo e potentissimo strumento avviato da Google e cominciare a capirne i possibili utilizzi (futuri).

Le implicazioni date dall’avere online ogni tipo di informazione medico-sanitaria personale sono moltissime: oltre la questione privacy (ovviamente garantita da Google) ci sarebbe anche un problema di “logistica” dato dalla necessità di collegare in rete strutture sanitarie interoperabili con il proprio profilo.

Mi spiego: quando consentite a Google Health di associare al vostro account di Google anche un profilo medico, potete innanzitutto compilare la vostra scheda con i dati personali, aggiungere ogni tipo di informazione facente parte del vostro “archivio storico” medico, dalle malattie avute alle allergie, alle vaccinazioni, ricercabili attraverso un comodo indice A-Z oppure anche per sintomi.

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Un client desktop per Google Reader

19 maggio 2008

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ReadAir: screenshot di googlistiGoogle Reader è l’applicazione web lanciata da diverso tempo da Big G per la lettura dei propri feeds, la nostra preferita dopo l’aggiunta di una delle funzioni più gettonate, ovvero Google Gears per poter accedere alle informazioni anche in modalità offline.

Eppure c’è chi non ama esser costretto ad aprire la finestra del browser per leggersi le news. Una buona alternativa (in continuo sviluppo) potrebbe essere ReadAir, un’applicazione in Adobe AIR per accedere ai propri feeds di GReader via desktop.

Nonostante l’aspetto visuale, in pieno stile OSX, ReadAir funziona sia su piattaforma Mac, che Windows che Linux, purché abbiate installato AIR.

PRO
- una volta inserite le proprie credenziali di login, ReadAir le tiene in memoria per l’accesso immediato all’avvio
- completa sincronizzazione con l’account di Google Reader
- scorciatoie da tastiera (soltanto J e K per passare ad un item successivo o precedente)
- possibilità di segnalare le notizie preferite (starred)
- form di ricerca tra i feeds
- gestione delle sottoscrizioni
- temporizzazione personalizzata del refresh

CONTRO
- mancano tutte le altre scorciatoie da tastiera
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Tu la conosci Current?

17 maggio 2008

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AlGore durante la presentazione di Current TVDi recensioni illustri ce ne sono già, così come di report, di liveblogging, di racconti di amici incontrati lo scorso giovedì 8 maggio al Teatro Ambra Jovinelli di Roma. C’eravamo anche noi alla prima di Current in Italia, un po’ per puro caso, un po’ perchè Al Gore non si incontra tutti i giorni, un po’ perchè per la prima volta anche i blogger hanno ufficialmente ricevuto l’invito a riempire la sala (non senza polemiche, eh).

E a distanza di pochi giorni dall’inizio della localizzazione italiana di questo canale che mixa web e tv, avanza la curiosità di immaginare come il pubblico italiano possa reagire all’iniziativa, se davvero il VC2 (Viewer Created Il teatro Ambra JovinelliContent) del Belpaese terrà testa alla creatività che ha contraddistinto la nostra storia cinematografica e che è stata -a detta del Premio Nobel Gore - uno dei motivi (l’unico?) che ha spinto Current a scegliere proprio l’Italia come primo Paese di lingua non inglese nel quale iniziare la sperimentazione.

Noi Current l’abbiamo guardata, sul canale 130 di Sky, e c’è da dire che le premesse ascoltate durante la presentazione “politically correct” di Gore son tutte vere: un palinsesto (nel senso tradizionale del termine) non c’è, ma si susseguono tante pillole (pod) di brevi filmati suddivisi per aree tematiche; lo stile è frammentato e frenetico, un pò di pubblicità, tantissimi giovani (il target è stato definito tra i 18 e i 34 anni) che si raccontato attraverso montaggi video autoprodotti.

Interessante, non c’è che dire: i contenuti ci sono, e a chi dubita che Current possa essere una mera trasposizione sulla TV del “genere YouTube” va risposto che la competenza e collaborazione della redazione milanese (le foto sul pool di Flickr) e della community che nasce, vive ed interagisce sul sito web è una garanzia, o almeno una sorta di meccanismo di controllo sociale sulle notizie proposte, sulla loro qualità, autenticità ed attendibilità.

(continua…)