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Google Earth si integra nel browser

29 maggio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Proprio in questi giorni si sta svolgendo in quel di San Francisco un grande evento dedicato a sviluppatori e non solo, organizzato da Google per fare il punto su nuove tecnologie e applicazioni attraverso talk e sessioni di workshop delle quali abbiamo informazioni grazie a fonte diretta. :)

E proprio mentre Google I/O è in pieno fermento, LatLong ci informa che è appena stato rilasciato un plugin per l’integrazione di Google Earth all’interno dei browser (non tutti, purtroppo, ma solo Firefox e Internet Explorer 6 e 7, solo per Windows) scaricabile da Google Code.

Grazie alla release delle API di Google Earth e a qualche riga di codice Javascript, il plugin consente di abilitare nelle pagine web moltissime funzioni già viste nell’applicazione desktop:
- visualizzazione 3D della superficie terrestre e degli edifici con controllo della visualizzazione;
- inserimento di elementi tridimensionali, puntatori e poligoni;
- switch tra la visione della Terra e del Cielo (galassia, pianeti, stelle, etc);
- apertura di files KML.

In realtà, l’intento di Google è quello di aprire completamente il codice di Google Earth agli sviluppatori, dando la possibilità di costruire la più grande applicazione geografica 3D di nuova generazione, cambiando ancora una volta il modo in cui vediamo il mondo.

La riflessione esposta su Latlong pone l’accento sul fatto che, con l’avvento delle Mappe online di Google, nessuno immaginava che sarebbero esplose APIs e mashup per arricchire le funzioni integrabili e l’esperienza utente, dando origine ad una miriade di nuove applicazioni che hanno reso le Google Maps uno strumento che supera di gran lunga lo scopo di base per le quai sono state ideate.

Allo stesso modo, Google Earth è stata una rivoluzione per la possibilità data a tutti di accedere ad un software di visualizzazione tridimensionale del globo terrestre, dove gli utenti stesso possono integrare elementi creati personalmente, creare livelli di informazioni, condividere destinazioni e punti d’interesse e così via. Ma il fatto che l’applicazione sia desktop based ha dato finora confini ben precisi che forse, solo attraverso un browser a dunque l’accesso web based, possono esser abbattuti. E magari dare vita ad una nuova era di mappe tridimensionali, a loro volta iniziatrici di una nuova era di evoluzioni, mashup e modalità di interazione con la localizzazione di elementi geografici 3D.

Staremo a vedere. Nel frattempo, chi vuol provare a scaricare il plugin di Google Earth, tenga presente che lo sforzo cui viene sottoposto il browser non è indifferente: insieme al plugin si deve installare il Google Update Service e, dicono, servano almeno 100 MB di Ram per la visualizzazione iniziale…

Nell’attesa che i problemi tecnici siano abbattuti e che arrivi la versione del plugin anche per Mac e Linux, accontentiamoci di dare un’occhiata al video:

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