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Articoli per luglio, 2008

Muxtape reloaded

28 luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

L’arte di mixare brani musicali e condividerli a mo’ di vecchia cassetta era approdata sul web grazie ad un’applicazione divertente e quasi banale che, per un certo periodo, ha letteralmente travolto la blogosfera italiana: in men che non si dica i nostri feedreader sono stati inondati di playlist musicali personalizzate, alla faccia della legalità e dei diritti d’autore.

All’apice della popolarità, Muxtape ha (involontariamente) dato vita ad una serie di mashups, con diverse funzionalità:

- la ricerca di brani: Muxfind e Muxseek;

- un client desktop in Adobe AIR per la ricerca e l’ascolto di Muxtape (prima anche il download, ora rimosso) sul proprio computer: Muxmaster (via Catepol);

- script da combinare con Greasemonkey per scaricare canzoni dai vari Muxtape: Muxtape Downloader;

- script per inviare le canzoni ascoltati al proprio account di Last.fm, facendo una sorta di scrobbling tra i due profili: MuxScrobbler.

E che fine hanno fatto ora le Muxtapes in circolazione? Sembrano essere sparite dall’attenzione di tutti, eppure qualcuno (io) continua ad ascoltarle e, anzi, ho trovato (via )un’applicazioncina che “copia” proprio la semplicità dell’interfaccia dei Muxtape per trasmettere in streaming musica dal nostro account Pandora o Last.fm. Via browser, vado su Favtape e digito il mio nomeutente di Last.fm o il profilo di Pandora e il servizio mi restituisce in pochi secondi una playlist in stile Muxtape con 50 delle mie canzoni preferite (loved), ma anche un elenco dei brani top o dei più recenti.

Favtape

Favtape

Per ogni brano Favtape aggiunge anche qualche link commerciale, per acquistare ad esempio la suonerie, il CD, il brano, ma anche collegamenti utili per guardare il video su YouTube, leggerne il testo (lyrics) trovare canzoni simili o altri brani dallo stesso artista. Ogni canzone è anche linkabile singolarmente oppure condivisibile via email.

Nessuna possibilità di personalizzazione da parte degli utenti (non posso modificare le playlist a meno che non lo faccia dal mio account di Last.fm), ma sicuramente un tool basic per farsi compagnia con la propria musica preferita.

Google lancia Knol: conoscenza condivisa ed autorevolezza delle informazioni sul web

24 luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Un altro progetto prende vita in casa Google. Knol, presentato qualche tempo fa, è finalmente online e accessibile a chiunque abbia un account Google.

Knol è un servizio creato per condividere conoscenza: ciascun autore può infatti scrivere e pubblicare knol, “unità di conoscenza” (da knowledge), ovvero articoli riguardanti praticamente qualsiasi argomento a propria scelta (maggiori info nelle linee guida).

Nel momento in cui si decide di collaborare alla conoscenza collettiva mettendo per iscritto le proprie competenze relative ad un certo tema in Knol, Google ci mette a disposizione una serie di strumenti a noi familiari:

Google Knol: writing panel

Google Knol: writing panel

1. rich-text editor (WYSIWYG) preso in prestito da Page Creator: il menu contempla le principali funzioni di redazione dei contenuti, dall’inserimento di links ipertestuali alla formattazione del testo. La struttura di un knol prevede l’inserimento di titolo e sottotitolo, autore, sommario (excerpt), voto. E’ anche possibile importare un file .doc, .xls, .txt o .pdf attraverso il pannello di impostazioni generali.

2. Modello di collaborazione: di default un knol dispone di un livello di collaborazione moderata, il che significa che qualsiasi utente registrato può suggerire all’autore modifiche del testo, ma solo l’autore decide se rendere tali cambiamenti effettivi o meno. I due modelli di collaborazione alternativi prevedono invece una modalità completamente aperta, dove gli utenti possono modificare direttamente l’articolo o, al contrario, una chiusa che consente al solo autore di apportare modifiche al knol.

3. Modello di condivisione: la licenza attribuita ad un knol è, di base, la Creative Commons 3.0, ma l’autore può anche selezionare l’attribuzione non commerciale oppure rendere i propri diritti riservati.

4. Monetizzazione: selezionando l’opzione Show Ads, dopo una procedura di verifica per associare al profilo Knol il nostro account di AdSense, Google consente l’inserimento di annunci pubblicitari contestuali all’interno della pagina pubblicata. Gli ads sono tuttavia fissi, non c’è possibilità di personalizzare il layout.

(continua…)

5 script per filtrare i feed da leggere in Google Reader

22 luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Se, come noi, non avete freni nella sottoscrizione di Feed, la mole di post da leggere dopo qualche giorno di assenza può essere a dir poco preoccupante. E segnare tutto come già letto non è una soluzione…

Per fortuna, Google Reader può essere integrato con alcuni script di Greasemonkey che svolgono la funzione di “filtro” per le notizie da leggere:

filtro AideRSS- AideRSS è sia un tool per analizzare l’indirizzo di un blog o feed RSS, valutando la rilevanza dei post in base al cosiddetto PostRank™. Inoltre è anche estensione per Firefox e script di Greasemonkey, che aggiunge in Google Reader la funzionalità di ranking dei feeds da leggere. AideRSS cerca di misurare la popolarità calcolando il numero di commenti, di voti su Digg o Reddit, i backlinks da Google Blog Search. Il risultato di questa valutazione è il PostRank, un numero da 1 a 10 che, aggiunto accanto al titolo dei post in Google Reader, ci consente di filtrare ed ordinare le letture in base alla rilevanza calcolata.

Per avere un’idea di come funziona AideRSS, provate a dargli in pasto l’URL di un blog o feed qualsiasi (anche senza registrazione)!Valutazione feed su AideRSS

- Favicon dei feed: la favicon ormai non è più una semplice decorazione dell’indirizzo di un blog, ma un piccolo aiuto visivo che facilita il riconoscimento di un sito dall’altro. Questo script mostra anche in gReader la mini icona originata dal feed.

- Remove Dupes: aggiunge un bottone che, cliccato, rimuove i post “duplicati” dall’elenco degli items da leggere, snellendo il flusso di ripetizioni nel feed reader.

- Filtro per GReader: dopo l’installazione di questo script, grazie al bottone Filter Settings è possibile escludere oppure evidenziare le notizie da leggere sulla base di una serie di parole chiave scelte da noi. Le notizie saranno in evidenza grazie a blocchi di colore giallo, mentre il grigio indicherà le esclusioni.

- Score stars: più che fungere da filtro vero e proprio, questo script permette all’utente di dare personalmente più rilevanza ad una notizia, aggiungendo non solo una, ma fino a cinque stelline per ogni post e, dunque, permettendo di assegnare un punteggio ad ogni notizia in base alla propria valutazione.

Templates per Google Docs

17 luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Templates per Google DocumentiNovità per i documenti di Google: durante la creazione di un nuovo foglio di testo, di calcolo o presentazione troviamo ora l’opzione di selezionare un template tra i 309 attualmente presenti nella Docs Templates Directory.

Suddivisi per tipo di documento di destinazione, per categorie e per preferenze degli utenti (calcolate in base ai voti ricevuti), i templates sono un valido aiuto per presentare i nostri contenuti in maniera gradevole con il minimo sforzo. Prima di selezionarli per i nostri progetti, i templates sono visualizzabili come anteprima e, inoltre, i modelli che abbiamo utilizzato restano visibili nella sidebar laterale. Oltre ai modelli per calendari, inviti, presentazioni e curricula, utilissime sono le checklist, i modelli di fattura e gestione di budget. Tutto in inglese, per ora, e tutto creato in collaborazione con Avery Dennison, Vertex42.com, TemplateZone e Visa Business.

A questo punto aspettiamo che gli stessi utenti possano creare ed inserire nella directory templates autoprodotti e, ovviamente, in italiano!

Evoluzione di un tiny URL

16 luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Negli ultimi tempi, con il proliferare delle numerose applicazioni web per il microblogging, è tornato prepotentemente in auge il tinyURL, ovvero un indirizzo accorciato, reso necessario dall’esiguo numero di caratteri a disposizione per comunicare.

Il ritorno dei mini-URL ha ovviamente scatenato la nascita di nuovi siti per abbreviare gli URL, ma anche l’evoluzione di applicazioni più datate. TinyURL, ad esempio, che è un po’ il “padre” di tutti gli accorcia-URL, ha recentemente introdotto la possibilità di creare URL personalizzati [es. http://tinyurl.com/googlisti].

Dato che l’indirizzo abbreviato è composto, generalmente, da una sequenza di numeri senza alcun significato e, dunque, difficilmente memorizzabili, l’abilità di creare un mini indirizzo alternativo, associato anche al proprio nome di dominio (o altro a scelta), risulta essere una caratteristica positiva per rendere i mini-URL meno anonimi.

http://bit.lyE sulla scia di servizi sempre più personalizzati, è appena entrato in gioco un concorrente agguerrito che aggiunge anche nuove ed utili funzioni.
Bit.ly infatti mette a disposizione gratuitamente ai suoi utenti:

- personalizzazione degli URL [es. http://bit.ly/googlisti]

- bookmarklet da trascinare nella barra dei segnalibri per accesso diretto

- storia: Bit.ly ricorda (via cookies) fino a 15 dei tuoi ultimi URL creati, che vengono mostrati ad ogni accesso all’homepage

- click/referrer tracking: ogni volta che qualcuno fa click sul tinyURL che abbiamo creato, Bit.ly aggiorna il contatore presente nella pagina Info di ciascun URL, mostrando anche i domini di provenienza. Siamo anche informati nel caso qualcuno abbia creato un indirizzo Bit.ly a partire dal nostro stesso URL di origine.

- miniatura della pagina originale con diverse misure

- mirror automatico per ogni pagina linkata

- accesso ai dati via XML e JSON

- API

Maggiori info sul blog di Bit.ly.

Tutti (o quasi) i Ctrl in Firefox

15 luglio 2008

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Uno dei pulsanti più premuti sulle nostre tastiere è senza dubbio Ctrl (o Cmd per utenti Apple) che, usato in congiunzione con altri tasti, ci permette di effettuare tantissime operazioni facendo quasi completamente a meno del mouse.

Ecco dunque una cheatsheet di aiuto per navigare in Firefox mediante l’aiuto del tasto Ctrl o Mela:

Ctrl + numeri da 1 a 9: passa da una all’altra scheda aperta

Ctrl + Tab: vai alla scheda successiva (verso destra)

Ctrl + N: nuova finestra

Ctrl + T: nuova scheda

Ctrl + shift + T: riapre l’ultima scheda chiusa

Ctrl + W: chiudi scheda

Ctrl + shift + W: chiudi finestra

Ctrl + O: apri file

(continua…)

Il calendario nella toolbar di Google

14 luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

La Google Toolbar si può personalizzare con un gran numero di pulsanti che possono essere aggiunti dall’apposita galleria. Google Operating System, tra le numerose segnalazioni, stavolta fa il punto sul bottoncino che porta il calendario di Google sulla barra degli strumenti, dotato di alcune utili opzioni.

Dopo aver aggiunto il pulsante di Google Calendar alla toolbar, possiamo utilizzarlo innanzitutto come scorciatoia di accesso veloce ai nostri eventi, senza dover digitare l’URL nella barra degli indirizzi o arrivarci da altre applicazioni e tramite la lunga lista di servizi web.

1. Cliccando la piccola freccia posta vicino all’icona del calendario riusciamo a vedere l’elenco di apuntamenti che abbiamo inserito nel nostro calendario principale. Se selezioniamo un evento, possiamo anche effettuare modifiche direttamente dalla stessa finestra del browser.

aggiungi evento a Google Calendar dalla toolbar2. Se digitiamo una frase nel box di ricerca di Google e facciamo click sul bottoncino del calendario, Google aggiunge tale frase al nostro calendario principale. In realtà non viene propriamente creato un evento, ma si apre una nuova scheda “precompilata” che possiamo completare con le informazioni mancanti e salvare in agenda.

3. Un nuovo evento può essere aggiunto anche selezionando un testo nella pagina del browser e cliccando l’icona del calendario nella toolbar, oppure anche facendo click col tasto destro del mouse e selezionando dal menù contestuale la voce “Invia a>Google Calendar“.

Per non perdere di vista l’elenco delle nostre attività in programma, è possibile aggiungere il gadget ufficiale di Google Calendar anche ad iGoogle.

Arriva il mondo virtuale di Google

9 luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Probabilmente non sarà la killer application di Second Life, vista la strategia piuttosto diversa di diffusione ed utilizzo della piattaforma, ma Lively -annunciato ieri da Google- si preannuncia sicuramente come una bella novità per quanto riguarda l’evoluzione del web sociale.

Un mondo virtuale browser based, avatars tridimensionali personalizzabili stile LucasArts e stanze (rooms) integrabili attraverso copia/incolla di codice in qualsiasi pagina web sono le due caratteristiche che spostano Lively su un piano completamente differente da Second Life.

screenshot di LivelyNel mondo 3D di Google gli avatars possono, attualmente, personalizzare il proprio aspetto, selezionare una delle stanze esistenti o crearne da zero a partire dalla scelta dell’arredamento, comunicare via chat (i dialoghi compaiono sotto forma di speech bubbles sopra i personaggi), interagire e manipolare oggetti.

Per cominciare a “giocare” con Lively c’è da scaricare un setup compatibile solamente con Windows XP o Vista, ed il plugin per l’utilizzo di Lively sia con IE che con Firefox (ebbene sì, cari Linux e Mac users, a noi non resta che aspettare!).

Tutte le istruzioni si trovano nel centro di supporto, mentre dal sito di Lively troviamo già alcuni avatars e stanze da personalizzare. Sicuramente c’è ancora moltissima strada da fare, ma non dimentichiamo che dove c’è Google ci sono, spesso, progetti ambiziosi ed innovativi. E aperti agli utenti.

Pensate che a distanza di un solo giorno dal rilascio, c’è già chi ha cominciato a tirar fuori idee curiose, come l’integrazione di una stanza di Lively sulle mappe di Google (via).

Ne vedremo delle belle!