Articoli Recenti

Articoli per Settembre, 2008

Hai già cominciato a parlare con Firefox?

30 Settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto un mese fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

No, non è un campanello d’allarme per web addicted! Semplicemente, quando i Mozilla Labs hanno rilasciato Ubiquity, non abbiamo potuto fare a meno di installare questo straordinario plugin per Firefox, che permette di “parlare” con il proprio browser digitando comandi in linguaggio naturale.

Avendo come obiettivo quello di rendere quanto più semplici ed intuitive le interazioni utente/web, Mozilla ha ideato un tool che si aziona da una combinazione da tastiera (Ctrl + Spazio su Win, Alt + Spazio su Mac) e compare in sovraimpressione nell’angolo sinistro di qualsiasi pagina web noi stiamo visitando. A questo punto ci basta “dire” al browser l’azione da compiere: voglio cercare una voce in Wikipedia? Scrivo w seguito dal termine di ricerca. Devo allegare una mappa di Google all’email? Scrivo map seguita dall’indirizzo e la trascino nel messaggio di posta!
Insomma, di una semplicità disarmante, sia per effettuare ricerche su siti più noti, sia per acquisire informazioni da poter riutilizzare come allegati, come links, come dati da stampare o salvare.

ricerca Flickr su Ubiquity

ricerca Flickr su Ubiquity

Dei comandi “di default”, quelli che ormai sono entrati nella nostra navigazione qutidiana sono soprattutto:

- Map, seguito dall’indirizzo che si vuol cercare; una volta trovata la mappa da Google Maps, cliccanso spazio si “ferma” il risultato di ricerca e si ha lapossibilità di zoomare, spostarsi sulla cartina, inviare via mail, stampare, inserire in una pagina web.

- Email to nomeutente/indirizzo email, un comando per Gmail che consente di inviare una pagina web come link a qualsiasi contatto della nostra rubrica.
Per inviare una “porzione” di pagina web, è possibile selezionare uno snippet di testo e digitare in Ubiquity Email this to nomeutente/indirizzo email.

- G o W seguite da un termine di ricerca ci permettono di effettuare una query in Google o Wikipedia, ma anche Y per Yahoo o YouTube, F per Flickr (molto carina la galleria dei risultati ottenuti), T per Twitter e così via.

- Highlight, dopo avere selezionato con il cursore del mouse uan porzione di testo, lo evidenzia in maniera persistente nella pagina web.

Ma il bello di Ubiquity è anche che le azioni da compiere sono pressoché illimitate, in quanto gli utenti hanno la possibilità di aggiungere nuovi comandi che ciascuno di noi può sottoscrivere: e sono già tantissimi. Qualche esempio?

SOCIAL NETWORKS

- Aggiorna lo status di Facebook
- Aggiorna lo status in Gmail
- Cerca su Twitter
- Condividi su Friendfeed

PRODUTTIVITA’

- Elenca tutti i tuoi documenti di Google
- Apri un nuovo documento di Google
- Cerca solo immagini Creative Commons su Flickr
- Aggiungi una pagina a Google Reader
- TinyURL
- Google ricerca news
- Google ricerca libri

Questo è solo un assaggio: molti altri comandi li trovate anche qui o qui.

Google 10^100

25 Settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto un mese fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Timeline

Timeline

10 anni di Google hanno significato due lustri di profondi cambiamenti nel web così come lo conosciamo e, indubbiamente, una presenza tentacolare del più noto motore di ricerca, che ha esteso le sue competenze in moltissimi campi di azione.

In occasione di questo anniversario, c’è una bella timeline da spulciare: dieci anni di avvenimenti, acquisizioni, milestones, Google doodles raccolti in una linea temporale navigabile. E non solo.

Un concorso, un progetto, Google 10^100, che coinvolge utenti da tutto il web per scovare l’idea che possa cambiare il mondo. Una delle cose che, ad esempio, non si trova con una semplice query.

“Il Progetto 10^100 è un concorso di idee che ha l’obiettivo di cambiare il mondo aiutando il maggior numero di persone possibile.” (cit.)

Dieci milioni di dollari saranno destinati a finanziare la vincitrice tra tutte le proposte inviate entro il 20 ottobre 2008, valutate dal pubblico prima e da una commissione poi, entro il prossimo gennaio (via).

La prima regola è che non ci sono regole. No, non è il Fight Club, ma la strategia di Google per ridurre al minimo le restrizioni a questo progetto, suggerendo invece soltanto la sfera di competenza, ovvero le categorie alle quali l’idea potrebbe essere applicata.

Come al solito, la spiegazione in un breve filmato:

Prendono il volo le nuove API di Google per i Libri

23 Settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto un mese fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Google ha appena annunciato sul blog dedicato alla ricerca libri un set di nuove API per consentire l’embed dell’anteprima di uno o più libri catalogati da Google in qualsiasi pagina web e, inoltre, per permettere collegamenti specifici alle queries effettuate sui libri dagli utenti. Il tutto in contemporanea con l’annuncio di nuove partnerships con cataloghi online di librerie, università e siti di book sharing, il che significa un bel passo in avanti per la condivisione di milioni di pagine cartacee già indicizzate da Google.

Wizard per l'embed dei libri

Wizard per l

I due set di tools sono, essenzialmente:

- Embedded Viewer API, che permettono di pubblicare su una pagina web l’anteprima di un libro presente nell’archivio di Google completo del widget di default, ovvero i controlli per voltare pagina, fare lo zoom, cercare ne libro e così via.

Per ottenere il codice Javascript di embed di un libro nella pagna web, basta seguire la Preview Wizard.

La Book Bar invece ci consente di inserire in un sito web una barra orizzontale o verticale che mostra una serie di anteprime di libri, risultanti da una query effettuata durante la procedura di personalizzazione.

- Data API, che permettono di accedere e visualizzare risultati di ricerca testuali, integrandoli con dati “sociali” quali valutazioni, voti, recensioni, collezioni (my Library) degli utenti sia attraverso links statici che dinamici.

Rendendo così facile inserire nella propria pagina web un libro consultabile tramite apposito widget, Google probabilmente riuscirà a dare una bella spinta al settore della ricerca Libri, che, tra l’altro, è già dotata di una infrastuttura “sociale” che consente agli utenti di avere una biblioteca personale, collegata ovviamente al proprio profilo, dove conservare un archivio dei libri letti o da leggere, arricchiti da recensioni, descrizioni, voti, tags, amici da aggiungere, leggere e commentare.

Musica e mashup

22 Settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Retro radio

Retro radio

Il lunedì cerchiamo sempre di riprendere a lavorare nella maniera più indolore possibile, cosa che si associa spesso ad un bel pò di buona musica consolatrice.

Dopo la dipartita di MuxTape, che ha invaso la blogosfera per un bel pò, pensavamo che anche FavTape avrebbe avuto vita breve. Invece, fortunatamente, questo servizio di scoperta e condivisione di brani ha trovato la sua strada, ampliando anche la rosa di funzionalità offerte all’ascoltatore. Le playlist di canzoni vengono generate dagli account di Last.fm e Pandora, oppure da una query effettuata su FavTape stesso (per anno, per artista più ascoltato su iTunes, etc…). Il player è diventato integrabile in qualsiasi pagina web e non manca nemmeno l’interfaccia per iPhone!

Gli irriducibili del MuxTape possono anche creare una playlist self hosted scaricando e installandone una versione Open Source, OpenTape appunto. I problemi legati alla possibile rimozione di musica coperta da copyright rimangono, comunque, ma in questo modo diventano competenza esclusiva di chi sia assume la responsabilità di tenere i brani sul proprio server (o di integrarli attraverso il player embeddabile). Attenzione, dunque! (via)

TumblTape è invece un mashup per generare una playlist musicale a partire da eventuali files audio pubblicati sul proprio Tumblr. La playlist viene creata non appena inseriamo il nostro nome utente di Tumblr, quindi TumblTape è comodo anche per navigare e scoprire musica condivisa da altri utenti del servizio di microblogging (via).

Se invece quello di cui abbiamo bisogno è un’idea per un messaggio originale, ci basta mixare tra ingredienti: foto + canzone + email amico. Il risultato è una personalissima cartolina musicale che Postcard.fm ci consente di spedire al destinatario, con annesso messaggio di auguri, ovviamente! (via)

Verba manent

16 Settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Qualche tempo fa Google introduceva il riconoscimento vocale per i video di YouTube, ovvero la possibilità di cercare una parola pronunciata all’interno di un filmato e saltare direttamente alla porzione di video nel quale essa era pronunciata.

Inizialmente questa tecnologia era sperimentabile dagli utenti attraverso l’installazione di un gadget di iGoogle che effettuava il riconoscimento vocale tra una serie di video relativi alle elezioni politiche americane. Oggi invece Google ha aperto una nuova pagina dei suoi famosi Labs, chiamata GAUDI, che ovviamente non ha nulla a che vedere con il famoso architetto, ma è l’acronimo di Google AUDio Indexing.

Attualmente Google ha abilitato questa tecnologia sempre relativamente ai video caricati sul canale politico di YouTube, sostenendo che i contenuti dei discorsi politici, oltre ad essere argomento di grande interesse per milioni di americani, costituiscono anche un’ottima “palestra” per la piattaforma GAUDI.

Google Audio Indexing

Google Audio Indexing

Questo nuovo servizio, straordinario, consente in pratica di:

1. cercare una o più parole pronunciate in un filmato, raffinando la ricerca attraverso alcuni filtri;

2. guardare il video ottenuto come risultato con la possibilità di ascoltare solamente gli spezzoni di filmato contenenti la parola ricercata. Oppure, in corrispondenza della barra di scorrimento, passare col mouse sopra ciascuno dei trattini gialli che riportano sotto forma di testo scritto la porzione di discorso indicizzata;

3. restringere ulteriormente la ricerca all’interno dello stesso filmato;

4. condividere lo spezzone video contenente la nostra query attraverso il solito meccanismo di copia/incolla URL.

La possibilità che le parole pronunciate verbalmente siano tradotte in testo scritto, con annessa indicizzazione, ricerca, selezione, condivisione delle stesse è certamente un gran passo in avanti verso l’organizzazione dell’informazione mondiale (come la intende Google), soprattutto tenendo conto della sempre maggiore importanza acquisita dai video sul web.

Verba manent, insomma. E sono pure inoltrabili (cit.)

Google rassegna news 12/09/08

13 Settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Dopo le funzioni sperimentali attivate per le etichette, Gmail Labs aggiunge altre tre novità per le risposte alle email: scegliere di avere “Rispondi a tutti” di default, selezionare una porzione di testo da quotare nella risposta ad una mail, specificare preventivamente le date di inizio/fine dell’autoresponder in caso di assenza o vacanza.

Nuovi strumenti in Google Docs: disponibili solamente in inglese, per ora, alla voce Tools troviamo la possibilità di cercare il significato di una parola selezionata all’interno del documento corrente. Ma possiamo chiedere a Google di aiutarci anche con sinonimi e definizioni o con la ricerca nell’Enciclopedia (Britannica). Oltre a Dizionario e Thesaurus, sempre dalla sezione Tools è possibile effettuare una ricerca su Google Image Search per trovare immagini da inserire nel documento.

Musicisti e fashion designer sono il tema della nuova collezione di skin per iGoogle. 28 stili per adattarsi a tutti i gusti e le personalità.

Se la mission di Google è organizzare tutte le informazioni del mondo, dopo la messa online dei libri non potevano mancare i quotidiani. E infatti da Mountain View è cominciata una lunga operazione di scansione e pubblicazione sul web di vecchi giornali, il cui contenuto è ricercabile e fruibile attraverso l’Archivio News.

Gmail Labs, secondo atto

10 Settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Da qualche tempo il team di Gmail ha aggiunto alle schede delle impostazioni una sezione Labs, in cui vengono man mano rilasciate funzioni integrative ancora in fase sperimentale.
L’utente può scegliere se e quali modifiche attivare, testando il servizio e inviando un feedback su di esso.

L’ennesima tranche di esperimenti in Gmail è rivolta interamente alla gestione delle etichette (label) che in effetti, vista la mancanza di cartelle per archiviare i messaggi, sono gli elementi più importanti che ci permettono di smistare la posta in entrata/uscita in maniera efficiente ed organizzata.

Palette per label personalizzata

Palette per label personalizzata

Tre novità, dunque:

1. Colori delle etichette personalizzati: invece di selezionare uno dei colori disponibili per l’etichetta, clicchiamo sul menù a discesa “Add custom color” per accedere ad una palette con maggiori tonalità di colori per combinazioni diverse.

selettore di label

selettore di label

2. Combinazioni da tastiera: dobbiamo filtrare i messaggi per label? Sulla tastiera digitiamo G e poi I per visualizzare a schermo un selettore di etichette popup. Digitando la prima lettera della label che stiamo cercando, automaticamente i messaggi di posta vengono filtrati e mostrati in base all’etichetta selezionata. Possiamo muoverci tra le label con i tasti di direzione e cliccare Enter per effettuare la scelta dell’etichetta.

3. Drag and drop: l’attivazione di questa funzione abilita il trascinamento del box delle etichette e dei contatti nel’eventualità volessimo scambiarne la posizione nella barra laterale.

Abilita/disabilita funzioni

Abilita/disabilita funzioni

Per attivare/disattivare queste funzioni basta selezionare Enable/Disable dal pannello di gestione Labs nelle Impostazioni.

Per disattivare totalmente l’area “sperimentale” invece, è sufficiente andare a questo indirizzo https://mail.google.com/mail/?labs=0 e Labs sarà temporaneamente disabilitato.

Links utili per sfruttare meglio (e gratis) RapidShare

8 Settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Di recente ci siamo trovati a fare uso massiccio di RapidShare, di sicuro uno dei migliori siti di file sharing in circolazione e, secondo Alexa, attualmente tra i 20 siti più usati del web.

L’utilizzo del servizio con account free non è male, piuttosto veloce ma, chiaramente, con alcune limitazioni come l’impossibilità di scaricare più files contemporaneamente o l’attesa per l’avvio di un download, restrizioni che vengono abolite con l’attivazione di account premium.

Eppure chi non vuole sborsare nemmeno un euro, può spremere al massimo RapidShare in vari modi:

1. usare RapidFind, il “primo forum su RapidShare” e la migliore risorsa per trovare velocemente qualsiasi genere di materiale caricato dagli utenti;

shareminer nella barra di ricerca

shareminer nella barra di ricerca

2. installare la searchbar di ShareMiner che, appunto, aggiunge anche questo servizio all’elenco dei motori di ricerca disponibili nella search bar integrata in Firefox;

3. installare RapidCheck per un Premium Account, una piccola applicazione per Windows che verifica se e quando RapidShare rilasci gratuitamente alcuni account Premium. La notifica all’utente avviene tramite un tooltip cliccando sul quale siamo riportati direttamente alla pagina di registrazione per l’account Pro.

4.Usare Linkrr per scaricare più files contemporaneamente, o meglio, per riunire in un unico download un elenco di indirizzi separati, decisamente più conveniente e veloce invece che scraicarli uno ad uno.

5. Installare Switch Proxy, un plugin per Firefox che ci consente di “far credere” a RapidShare di utilizzare due o più account diversi e, dunque, scaricare molteplici files contemporaneamente anche nella versione free. Ottimo questo tutorial.

via OnSoftware