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Articoli per gennaio, 2009

Gmail pronta per andare offline

28 gennaio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa un anno e mezzo fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Da quando è stato lanciato Google Gears, molti si aspettavano il giorno in cui anche Gmail sarebbe stata pronta per  l’offline e, da quanto si legge praticamente ovunque, oggi è successo.

Annunciata dapprima sul blog di Google Enterprise, per ora la versione Offline di Gmail è stata rilasciata in inglese US e UK nella scheda Labs: entro la fine della settimana dovrebbe essere gradualmente estesa a tutti gli utenti Gmail.

Per attivare la nuova caratteristica bisogna innanzitutto avere installato sul proprio browser il plugin Google Gears (ad eccezione di Chrome, dove è presente di default) ed andare ad abilitare la modalità offline dai Labs nelle impostazioni di Gmail; dopo aver salvato la modifica, nell’angolo in alto a destra dell’account, accanto al nome utente, vi sarà un nuovo link ‘Offline’.

Facendo clic su questo link viene avviato il processo di sincronizzazione non in linea, ovvero Gmail utilizza Gears per scaricare una cache locale della posta elettronica. Finché siamo connessi alla rete, questa cache è sincronizzata con i server di Gmail. Quando si perde la connessione, Gmail passa automaticamente alla modalità offline, e utilizza i dati memorizzati sull’hard disk del computer invece delle informazioni trasmesse attraverso la rete.
Alla successiva connessione ad Internet, viene automaticamente effettuata una sincronizzazione di tutta la posta in entrata e uscita.

Dalle quello che possiamo leggere finora, pare che alcune funzioni, come il correttore ortografico, non funzioneranno in modalità offline (almeno nella fase iniziale). E mentre gli allegati potranno essere aperti, non saremo in grado di aggiungerli ad una mail al momento dell’invio offline.

Chi può confermare/smentire queste voci? Da queste parti di Gmail Offline nemmeno l’ombra… :(

Un altro tool da Google per la scelta delle parole chiave

27 gennaio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa un anno e mezzo fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Lo scorso novembre, giusto qualche settimana prima del grande shopping natalizio, Google rilasciava un nuovo ed interessante strumento per la scelta delle parole chiave per le proprie campagne AdWords.

Passato qualche mese, nonostante ancora non sia arrivata l’attesa localizzazione in italiano, il Search-Based Keywords Tools resta un’applicazione da tenere a portata di mano, sia che siate advertisers in possesso di un account AdWords sia che vogliate semplicemente avere un’idea delle potenziali parole chiave per promuovere il vostro sito web.

La differenza sostanziale nell’utilizzo da parte di un utente registrato o meno è che il primo, dopo il login, ha a disposizione tutti i domini associati al suo account e, per ciascuno, Google suggerisce tutte le parole chiave rilevanti che attualmente non sono ancora utilizzate per la campagna AdWords. All’utente non registrato, invece, vegono mostrate tutte le keywords rilevanti per il sito inserito.

Google Keyword Tool

Google Keyword Tool

Le parole chiave possono anche essere filtrate in base ad una serie di parametri o suddivise per categoria merceologica, mentre l’icona a forma di lente ci collega ad una pagina di Google Insight for Search con i dati relativi al volume di quella keyword in un certo arco di tempo in una specifica zona (impostazioni ovviamente modificabili dall’utente).

In generale, essendo questo nuovo tool per le parole chiave aperto non ai soli advertiser di AdWords, esso va’ ben oltre il punto di vista degli inserzionisti, poiché è possibile utilizzarlo anche come strumento di analisi (basilare) della concorrenza. Avere accesso ad una serie di dati che ci aiutano a scegliere una serie di parole chiave rilevanti per la promozione di un sito web è un aiuto molto importante, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta su questo terreno.

Chiaramente, dallo sguardo fortuito alla creazione dell’account AdWords il passo è breve, in quanto basta un click per passare dalla visualizzazione anonima dei dati alla registrazione al più famoso servizio per le campagne pubblicitarie e collegare, in questo modo, i dati trovati tramite il Keyword Tool con i più complessi e completi strumenti di webmarketing ed analytics gentilmente offerti da big G.

via SearchEngineLand

Anche i video nella chat di Gmail

23 gennaio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa un anno e mezzo fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

video nella chat di Gmail

video nella chat di Gmail

Da qualche giorno è stata annunciata una nuova release di Gmail Video Chat, aggiornata automaticamente in breve tempo su tutte le installazioni attuali. L’upgrade ha riguardato soprattutto la risoluzione di qualche bug, ma a quanto pare è stata introdotta anche un’altra funzione degna di nota.

La nuova versione di Gmail Video Chat consente di guardare i video direttamente dalla finestra di chat, il che ci risparmia l’apertura di links ai filmati in nuove schede. Molto semplicemente, copiando e indollando il collegamento ad un video (per ora sembra funzionare solo con link da YouTube) in chat ci viene mostrata una piccola immagine di anteprima: al click, il video si apre nella finestra di chat in dimensioni chiaramente ridotte, ma dotato ugualmente di un mini player per il controllo audio e video.

L’ennesima funzione aggiunta a Gmail, o forse in realtà l’intero processo di migliorie applicate costantemente ai prodotti di Google, sembra proprio dirigersi sempre più insistentemente verso la convergenza dei media, portando strumenti apparentemente diversi ad essere fruiti nello stesso luogo virtuale.

Gmail probabilmente è il “banco di prova” più sfruttato, a partire dagli ormai noti Labs che ci hanno abituato a testare periodicamente nuove funzioni: non a caso proprio Gmail si sta configurando sempre più come un hub, un punto di accesso ai servizi di Google e alla navigazione web in generale.

Scaricare torrent da Firefox

21 gennaio 2009

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FireAddons

FireAddons

Chi utilizza Firefox ed è alla ricerca di un modo davvero semplice per gestire i file torrent, potrebbe testare il nuovo plugin FireTorrent (via).

Scaricabile per Win, MacOSX e Linux, FireTorrent, al click sul file torrent da scaricare, lo apre automaticamente nel download manager del browser, senza bisogno di installare programmi ad hoc come Vuze, uTorrent, etc..

Questa semplicità estrema da un lato può essere una manna per utenti meno esperti poiché non implica nessun tipo di installazione o configurazione, con velocità piuttosto buone (quasi alla pari con uTorrent) e uploading ridotto a 10kB/s.
L’altra faccia della medaglia, tuttavia, è che FireTorrent non ha davvero la benchè minima opzione di personalizzazione, dunque non possiamo ottimizzare la velocità di upload, o gestire l’attività di seeding a download completato.
Senza considerare che il browser accusa qualche problema di lentezza, ovviamente in base anche alla connessione broadband di cui si dispone.

In ogni caso, FireTorrent è ancora in fase di Alpha test, e, sperando che i bug attuali possano essere risolti, dovrebbe essere un ottimo addon per gli utenti che vogliano scaricare file torrent nel modo più semplice possibile.

FireAddons è scaricabile da FireAddons, dove trovate anche FireDownloader, una sorta di acceleratore dei download che, in teoria, dovrebbe aumentare di ben 10 volta la velocità di scaricamento di un qualsiasi file.

In morte di Google Notebook (e compagnia bella)

16 gennaio 2009

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Stop button

Stop button

La chiusura di ben 3 uffici e la notizia della frenata alle assunzioni, lascerebbero supporre che la crisi abbia bussato anche alle porte del Googleplex. Tanto più se aggiungiamo lo stop messo ad alcuni dei servizi che conosciamo da tempo, come Google Video, Notebook e Jaiku.

A bene vedere, tuttavia, le applicazioni in oggetto sono ferme già da un bel po’ di tempo, non avendo riscosso successo o non rispondendo più alla strategia di sviluppo di Google. Prendiamo ad esempio Google Video: dopo l’acquisizione di YouTube, Google Video è stato lentamente trasformato in un motore di ricerca video, dove si potevano ancora caricare filmati senza limiti di durata. Tuttavia l’ascesa di YouTube, sostenuta anche da continui aggiornamenti ed evoluzioni, è stata inarrestabile, tanto che la decisione più saggia pare proprio essere lo stop allo sviluppo: entro breve GVideo interromperà il supporto al caricamento di filmati, ma senza rimuovere i contenuti esistenti.

Con la stessa prassi saranno “congelati” Google Catalog, un archivio di cataloghi di prodotti il cui ultimo aggiornamento risale al 2006; Dodgeball (mai utilizzato), un social network per fruizione da dispositivi mobili acquistato nel 2005, Mashup Editor, che verrà sostituito da App Engine; Jaiku, un servizio di microblogging che noi, personalmente, utilizzammo all’inizio per poi subito abbandonarlo in favore dell’accoppiata Twitter + Tumblr. Avendo aggregato su Jaiku veri feed, nel nostro caso, il sito non è mai stato nulla più che un replicatore di contenuti pubblicati su altri servizi di microblogging, quindi la notizia della sua chiusura ci lascia piuttosto indifferenti.

(continua…)

URL brevi per mappe e ricerche su Google

14 gennaio 2009

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L’adattamento ai microformati delle conversazioni online e alla condivisione ormai piuttosto veloce di informazioni e links, ha trasformato un’applicazione come Tinyurl in una vera e propria abitudine.

Nella ricerca della maniera più breve per scambiarci link, ci siamo imbattuti in un paio di nuovi servizi di abbreviazione degli URL di Google la cui lunghezza, soprattutto nel caso della ricerca e delle mappe, sembra attualmente quasi anacronistica.

Nel caso vogliamo condividere il link ad un risultato rilevante di una ricerca su Google, invece di passare attraverso Tinyurl possiamo prendere in considerazione Gog.is, il quale ci consente di aggiungere la keyword della nostra query direttamente dopo il dominio gog.is per riendirizzarci alla pagina originale della ricerca (via Digital Inspiration).

Ad esempio, il link http://gog.is/londra sostituisce il lungo URL che porta direttamente alla ricerca effettuata con parola chiave “Londra”; per ricerche composte da più parole, possiamo dividerle con una virgola (,) o con un segno + (es. http://gog.is/londra+b&b).

Nel caso dei link alle mappe di Google, invece, Google Maps Mania suggerisce l’ottimo Plazz.me, dove possiamo effettuare la ricerca di una località e subito dopo convertire il lungo indirizzo in un breve link (del tipo http://www.plazz.me/~Qz) da condividere personalmente o attraverso i servizi integrati in Plazz.me (Twitter, Facebook, Delicious, Mypace).

Tinyurl via Lookleap

Tinyurl via Lookleap

O ancora LookLeap, che può essere aggiunto ai propri segnalibri oppure trascinato sulla barra degli strumenti del browser attraverso come bookmarklet, e permette di “restringere” qualsiasi URL mantenendo però un riferimento contestuale all’indirizzo originale. Ad esempio, nel caso delle mappe, viene autogenerato un link del tipo http://lookleap.com/maps.google.it/a2 il quale, seppure abbreviato, ci suggerisce già dove saremo indirizzati.

Personaggi pubblici a confronto su Google In Quotes

8 gennaio 2009

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I Labs di Google, che siano in Gmail o meno, sono sempre piuttosto in fermento: da qualche mese ha aperto i battenti un nuovo progetto, passato in sordina, chiamato In Quotes. Il sito consente agli utenti di confrontare le citazioni di vari esponenti pubblici (soprattutto politici), rispetto ad una serie di keywords, visualizzando frasi estratte da discorsi pubblici e interviste apparse nelle ultime settimane su Google News.

Google In Quotes

Google In Quotes

Inizialmente, di default, il sito presentava le citazioni dei candidati presidenziali degli Stati Uniti, Barack Obama e John McCain, su questioni come l’Iraq, il matrimonio, l’aborto, e l’economia. Attualmente sono state abilitate altre versioni disponibili per il Canada, l’India, e il Regno Unito ed anche una pagina “Custom” dove digitare personalmente il nome dei personaggi di cui vogliamo conoscere le opinioni pubbliche rispetto ad un dato argomento.

Gli utenti possono filtrare le citazioni per personaggio, per tema e per anno; fare clic su un tasto “Spin” per confrontare due citazioni scelte casualmente oppure possono scegliere di rimuovere/scorrere manualmente tutte le keywords in elenco.

Nella pagina About leggiamo che In Quotes è inteso come uno strumento imparziale per comprendere il punto di vista di politici e personaggi pubblici su determinati argomenti, anche se bisogna tener presente che non tutte le citazioni hanno come fonte diretta il personaggio in questione: molto spesso le frasi riportate sono stralci di articoli e, dunque, frasi parafrasate la cui attribuzione resta impossibile da garantire.

In ogni caso, spulciare questo vasto database di citazioni è un modo interessante di ripescare e mettere a confronto un archivio pressochè infinito di informazioni. Saremmo curiosi di poter disporre di In Quotes per l’Italia: ve lo immaginate l’archivio di citazioni dei nostri politici?

Un visualizzatore (quasi) nascosto per gli allegati di Gmail

5 gennaio 2009

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Qualche settimana fa Google ha tirato fuori dal cilindro un comodo visualizzatore per allegati di Gmail che permette di aprire i documenti PDF aggiunti ai messaggi di posta in una nuova pagina dotata di interfaccia di navigazione in stile Google Ricerca Libri.

Visualizzatore docs di Google

Visualizzatore docs di Google

Se per il momento questo tipo di visualizzatore è stato abilitato di default solo per i PDF, da GOS scopriamo che in realtà funziona benissimo anche con altri tipi di files, il che significa che potremmo finalmente non essere più costretti ad “aprire il documento con Google” ed affollare la dashboard di Google Docs con ogni nuovo file che vogliamo leggere!

Il visualizzatore di Google è veloce e leggero, genera un’immagine per ogni pagina del documento, include la paginazione, con freccette per scorrere le pagine, lo zoom in e out, la possibilità di effettuare la ricerca di vocaboli nel contenuto.

Ecco come sperimentare il visualizzatore di documenti Google per avere un’anteprima, ad esempio, di un file di Word:

1. troviamo un’email che abbia come allegato un file .doc (ad esempio cerchiamo has:attachment filename:doc)

2. click sul link visualizza come HTML

3. nell’indirizzo che si apre in una nuova scheda, andiamo a sostituire view=att con view=gvatt e ricarichiamo la pagina

Il documento mostrato è identificato con un indirizzo simile a questo

http://docs.google.com/gview?attid=0.X&thid=THREADID&a=v

dove X richiama il numero dell’allegato mentre THREADID è un valore che identifica il thread di riferimento di Gmail.

Ci auguriamo che anche il visualizzatore di Google si aggiunga alle altre novità che stanno migliorando Gmail, visto che potrebbe essere l’alternativa migliore tra l’apertura di un documento in Docs e la scarna visualizzazione in HMTL, dove spesso si perdono formattazione e immagini.



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