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Articoli per ottobre, 2009

Google sperimenta Social Search

28 ottobre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 4 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

L’accordo con Twitter per portare risultati real time nella ricerca di Google, sembrerebbe solo un piccolo tassello di un puzzle il cui risultato finale, sebbene in via sperimentale, è già online e si chiama Social Search.

Tramite i Labs possiamo accedere a questa nuova funzione della ricerca, il cui obiettivo è quello di incudere anche risultati provenienti dal nostro network di contatti di Google. Per ottenere questo, il motore cerca dati utili per la query non solo nelle conversazioni (email, chat) con i nostri contatti, ma anche nei contenuti pubblicati su blog, aggregatori, social networks associati ai loro profili di Google.

Facciamo un esempio: se voglio trovare informazioni su un ristorante di una specifica città, quando effettuo la ricerca con Social Search mi vengono offerte informazioni pescate anche da ciò che i miei contatti dicono online. E questo include updates di status, tweets, recensioni, commenti, post su blog, così come eventuali scambi di email o chat.

In generale, la cerchia di persone scandagliata da Social Search include i nostri contatti Gmail e i nostri/loro siti associati ai Profili Google.
Per quanto riguarda il network di Gmail, la ricerca “sociale” si limita a cercare informazioni tra i nostri contatti diretti: al contrario, relativamente ai profili pubblici, Google include i risultati provenienti dalle connessioni pubbliche della nostra cerchia sociale. Questo significa che, nel caso tu stia seguendo qualcuno su Twitter, e questa persona ne segua altre cinque, saranno anch’esse incluse nei risultati della tua ricerca sociale.

Accordo Google-Twitter. Nei risultati di ricerca arrivano i twit

22 ottobre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 4 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

twitter-googleLa notizia viene direttamente da Marissa Meyer:

…we are very excited to announce that we have reached an agreement with Twitter to include their updates in our search results.

Il complesso sistema di informazioni ed aggiornamenti in tempo reale emerso negli ultimi anni ha avuto delle pesanti ripercussioni sulla navigazione e sulle aspettative degli utenti: Google ha quindi ritenuto opportuno avere anche questo tipo di contenuti nei risultati delle ricerche, per garantire notizie freschissime da una variegata serie di fonti real-time.
Un’altra novità annunciata in occasione del Web 2.0 Summit sarà la cosiddetta Social Search, che dovrebbe essere disponibile nelle prossime settimane come esperimento di Google Labs e che consiste nell’effettuare una ricerca solo tra i contenuti creati dal nostro network di contatti Google. I risultati di questo tipo di ricerca includeranno i contenuti creati dai nostri contatti, messaggi Gmail, update effettuati sui social networks.

“There is a very fundamental shift going on from the information Web to the social Web” (cit. Sheryl Sandberg, Facebook COO )

Quiz e sondaggi con Google Docs

21 ottobre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 4 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Google Docs ha recentemente aggiunto qualche nuova opzione ai suoi moduli che lo hanno reso di gran lunga il miglior tool gratuito per la creazione di sondaggi e questionari: ecco le prove!

1. Possiamo creare un numero illimitato di sondaggi e sottoporli ad un numero illimitato di persone, le quali possono compilare i moduli tramite il browser web e senza necessità di avere un account Google.

2. I moduli creati con Google Docs sono mobile-friendly, quindi sono accessibili ed utilizzabili anche dal browser del cellulare.

3. Tutti i voti e le risposte sono automaticamente raccolti in un foglio di calcolo Excel, il che rende più facile poi analizzare grandi insiemi di dati mediante grafici e altre funzioni incluse negli spreadsheets.

4. Possiamo scegliere di ricevere una notifica via mail per ogni persona che compila il questionario.

5. I moduli di Google Docs consentono una vasta gamma di tipi di domande, tra cui scelta multipla, scala di valori e griglia, che generalmente non sono disponibili in altri servizi web (almeno quelli gratuiti).

6. Con Google Docs, è possibile pre-compilare i campi del modulo tramite parametri URL: questa funzione avanzata è abbastanza utile nel caso volessimo integrare un modulo di Google con un altro sistema, utilizzando alcuni dati di cui siamo già in possesso (vedi istruzioni).

creazione di un form Google

creazione di un form Google

7. I form di Google Docs forme sono utili per svolgere, ad esempio, sondaggi interni ad un’organizzazione/azienda (soprattutto se si utilizza Google Apps): infatti è possibile registrare automaticamente* gli indirizzi email delle persone (i dipendenti) che compilano il modulo.
[*è anche possibile avere sondaggi anonimi all'interno di Google Apps]

8. Google Docs ha da poco introdotto le interruzioni di pagina: possiamo far sì che, per ogni domanda, l’utente sia guidato in una nuova pagina, proprio come nei sondaggi professionali.
Questo è molto utile, soprattutto se utilizzato con un’altra funzione, definita logic branching (vedi punto 9).

9. Una logica ramificata per la creazione dei sondaggi significa che il questionario di Google Docs ci permette di differenziare le domande, offrendo un diverso set di quesiti, in base alla singole scelte/risposte date dell’utente.

Dopo aver creato un form con più pagine (avendo quindi utilizzato il page break), quando inseriamo una domanda a scelta multipla possiamo spuntare l’opzione che associa ad una risposta una specifica pagina di proseguimento: nell’esempio in figura abbiamo fatto in modo che chi compila il questionario sia indirizzato ad una pagina diversa in conseguenza della sua risposta precedente.

Provate a eseguire questo questionario di Google: non è perfetto?

In Google Docs arrivano le cartelle condivise

13 ottobre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 5 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

condividere cartella google docs

condividere cartella google docs

Finalmente avviata una delle funzioni più richieste per Google Docs, ovvero la capacità di condividere intere cartelle e, ovviamente, eventuali sottocartelle e documenti contenuti.
Le cartelle condivise rendono facile per un team di persone collaborare su progetti che richiedono più documenti, fogli di calcolo o presentazioni.

Una volta che si condivide una cartella, tutti gli elementi inclusi saranno accessibili alla persona o al gruppo di condivisione. È possibile aggiungere successivamente altri utenti a una cartella condivisa esistente; allo stesso tempo, ogni elemento che viene aggiunto alla cartella condivisa verrà automaticamente reso accessibile agli utenti contrassegnati. Così come avviene già per la condivisione di documenti, anche per la cartelle i permessi di condivisione si riferiscono alla sola visualizzazione dei file o anche all’editing.

Upload multiplo

Upload multiplo

Oltre a condividere le cartelle, l’altra novità è la possibilità di effettuare l’upload di più file contemporaneamente in Google Docs, selezionando anche la cartella di destinazione dei documenti.

Al contrario di Google Wave, al quale ancora non riusciamo a metter mano, queste funzioni sono attualmente in release, pertanto se ancora non doveste averle, sappiate che saranno a disposizione di tutti entro la fine della giornata (via googleblog).

Leggere PPT e PDF online tramite Google Docs Viewer

12 ottobre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 5 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Sapevate che Google ha un comodo visualizzatore di file (web-based), già integrato da tempo nei Documenti e in Gmail, che permette di aprire velocemente in una nuova scheda del browser un PDF, una TIFF o un PPT, senza dover necessariamente scaricare il file sul proprio computer?

Nell’ultimo periodo il Viewer è stato anche integrato nei risultati di ricerca: accanto ad ogni descrizione nella SERP, possiamo aprire un PDF attraverso il link veloce “Quick view/Visualizza“. A differenza della visualizzazione com HTML, il Docs

Google Docs Viewer

Google Docs Viewer

Viewer preserva la formattazione originale del documento e contiene anche le opzioni di download e stampa del file.

La pagina “ufficiale” di Docs Viewer consente di inserire l’URL del file da leggere nel campo richiesto e, facendo click su Generate link, otteniamo:
- il link da copiare via email o IM
- lo snippet HTML da copiare nel blog con link al file
- il codice HTML per l’embed
- il link per la visualizzazione immediata

Per comodità. qualcuno ha già creato un bookmarklet da trascinare nella barra dei segnalibri del browser per far sì che ogni normale link ad un PDF sia indirizzato verso il Google Docs Viewer

Il G-Docs Viewer è estremamente utile anche sui dispositivi mobili dove, grazie ad un semplice Javascript, può essere usato per leggere slideshow, presentazioni e quanto altro richiederebbe l’uso di Flash per il rendering. Anche servizi come SlideShare o Zoho utilizzano dei visualizzatori in flash, dunque Docs Viewer potrebbe essere una valida alternativa per l’apertura o l’embed di file via browser .

Dal team di Gmail 5 buoni consigli per scegliere una password

8 ottobre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 5 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

La notizia di oltre 20.000 indirizzi email colpiti da phishing, tra cui utenti Hotmail, Gmail, AOL e Yahoo, non rassicura certo nessuno sulla sicurezza dei propri account di posta elettronica.

Sebbene Google abbia già preso provvedimenti, forzando il reset della password sugli account colpiti, è arrivato tempestivamente un post ufficiale che invita tutti gli utenti a rilettere sul proprio modo di proteggere i dati sensibili, con accorgimenti dettati dal buon senso per la scelta e l’utilizzo di password sicure.

Problema: utilizzo la stessa password su più siti web
Sicuramente comodo per gestire la quantità (costantemente in crescita) di servizi che richiedono una password (e-mail, servizi bancari on-line, social networking e siti di shopping), ma rischioso perchè, una volta scoperta la password per un servizio, diventa facilissimo accedere all’email e tutto il resto.
Soluzione: utilizzare password univoche
La pratica migliore è quella di utilizzare password uniche, specialmente per servizi importanti come l’home-banking o l’email. Quando si crea una password per un sito, si potrebbe pensare a una frase abbinata al sito stesso e utilizzarne un’abbreviazione o variazione.
Per rendere questa parola ancora più sicura, è consigliabile utilizzare sia lettere maiuscole che minuscole, ma anche numeri o simboli.

Problema: utilizzo delle password comuni o parole trovate nel dizionario
Il rischio evidente è che parole comuni rendono più facile l’accesso di malintenzionati ai vostri dati personali.
Soluzione: utilizzare una password con una combinazione di lettere, numeri e simboli
Ci sono solo 26^8 possibili combinazioni di una password di 8 caratteri che utilizza solo lettere minuscole, mentre ci sono 94^8 possibili combinazioni di una password di 8 caratteri che utilizza una combinazione di lettere minuscole/maiuscole, numeri e simboli. Il che significa che ci sono 6 quadrilioni di variazioni possibili per una password mista, decisamente più difficile da indovinare.

(continua…)

Una funzione per tradurre le celle di Google Spreadsheet

2 ottobre 2009

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traduzioni spreadsheet

traduzioni spreadsheet

Mentre sul web impazza la caccia agli inviti di Google Wave e qui ancora non se ne veda nemmeno l’ombra, inganniamo l’attesa con qualche tip per utilizzare il sistema automatico di traduzione di Google nei documenti, o meglio nelle singole celle dei fogli di calcolo.

Attraverso una semplice funzione è possibile dare in pasto al traduttore di Google il contenuto di una o più celle e “chiedergli” di tradurlo nella lingua scelta. La sintassi è questa:

=GoogleTranslate(”testo”, “lingua base”,”lingua di traduzione”)

che, nell’esempio riportato nello screenshot di labnol, diventa

=GoogleTranslate(A1, “en”, “ar”)

Se omettiamo di scrivere la lingua di destinazione (nell’esempio “ar”), Google tradurrà automaticamente il testo nella lingua di default del documento.

Sempre su Labnol troviamo un utile mini-screencast che spiega anche come importare in Google Spreadsheet un qualsiasi feedRSS e tradurlo in tempo reale tramite un’altra funzione, utile ad esempio per leggere nella propria lingua notizie di blog stranieri.

Intanto Google ha lanciato nuovi widget per le traduzioni (in HTML con bandierine, in Javascript, Ajax o anche una vera e propria Translation toolbar): prima di scegliere date un’occhiata a questa demo!