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Google flop

13 agosto 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa un anno fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Google Wave è l’ultimo degli esperimenti senza successo di Google: dopo l’annunciata sospensione di quello che sarebbe dovuto essere il social network definitivo, Wordstream riassume in un’infografica i fallimenti del big di Mountain View.

 Google Failures and Google Flops - A list of Google Mistakes

Della lista, io rimpiango solo Google Notebook, mentre il fatto di vedere tra i flop anche Buzz rafforza il presentimento che, da un giorno l’altro, ne venga annunciata la dipartita.

Voi che ne pensate, quale sarà il prossimo servizio a lasciarci le penne?

7 Commenti a “Google flop”


  1. gigicogo scrive:

    Manca Google Knol. IMHO


  2. Max Trisolino scrive:

    Quando si sposta dal “search” Google non è poi così brillantissima. Queta grafica è abbastanza esemplificativa. Ho provato a dare il mio contributo qui: Wave non lo considero un vero e proprio flop. http://iltriso.wordpress.com/2010/08/11/chiamarsi-google-non-basta-non-siamo-piu-nel-1998/


  3. Roberto Rossi scrive:

    Io non sono un fan di Google, e alcuni comportamenti di questa società mi irritano parecchio, però…

    Personalmente apprezzo molto il modo di procedere di Google nello sviluppo dei propri software web. Propone molti nuovi servizi e attende che siano gli utenti a decretarne l’eliminazione o meno, alle volte sono un successo altre volte no. Non vedo nulla di strano.

    Inoltre, trovo l’elenco proposto parecchio opinabile.

    Prendiamo Jaiku, nonostante non sia popolare come twitter, è una delle pochissime piattaforme serie di social microblogging ad essere a sorgente aperto e, dal mio punto di vista, questo è tutt’altro che un’insuccesso.

    Passiamo a Notebook. Come è giustamente riportato, Notebook è stato sostituito da Docs, strumento ben più potente. Quindi come si può definirlo insuccesso? Io la chiamerei evoluzione.

    Stesso discorso per Page, sostituito da Sites.

    Passiamo a Buzz. Io uso Buzz fin dalla sua nascita e ne sono molto soddisfatto. Al contrario di Twitter si integra perfettamente con GMail, con Reader e nel mio profilo utente, inoltre è ancora particolarmente giovane. Francamente non capisco con quale logica sia stato inserito nella lista (forse per fare quantità?).


  4. Silvia scrive:

    @Gigi @Roberto
    le web app elencate nell’infografica dovrebbero essere soltanto quelle che Google ha smesso di sviluppare. Vale a dire -dal loro punto di vista- quelle che non hanno ottenuto la diffusione sperata (Wave has not seen the user adoption we would have liked, cit.)

    Un’azienda come Google non può fare a meno di essere al centro di plausi e polemiche quasi quotidiane!
    Se da un lato il successo di alcune app non significa che tutto quello che esce da Google sia un trionfo, dall’altro è probabile che le nostre aspettative nei confronti delle menti che hanno tirato fuori innovazioni come il ranking dei risultati di ricerca, Gmail, Google Apps, le mappe e street view siano piuttosto alte.

    Negli ultimi anni l’impressione è stata che alcuni servizi siano stati ideati più per il buzz da generare che non per soddisfare esigenze reali.

    Se prendiamo proprio Buzz, ad esempio, come tu giustamente scrivi, tutto viene integrato nel mio account, che però fa parte solo dell’ecosistema Google: manca un collegamento con altre piattaforme che nel frattempo sono emerse e che Google non può più ignorare.

    @Max molto interessante il tuo post! Condivido in pieno la chiusura, dove sottolinei la lungimiranza di sn come facebook nel non reinventare la ruota, ma al contrario nell’insistere col semplificare l’esperienza utente per ottenere il massimo risultato col minimo sforzo (soprattutto da parte degli utilizzatori del servizio).


  5. Paolo scrive:

    Anche io rimpiango Google Notebook, che oltre a funzionare ancora molto bene (anche da Blackberry) io lo aggiungerei a google Docs. Forse Google dovrebbe unire orkut, Buzz e Google Friends per essere concorrenziale a Facebook


  6. Nion scrive:

    concordo in linea con tutti, rimpiango Notebook ed elogio Buzz, tirandogli però le orecchie, come dice @Silvia

    “…fa parte solo dell’ecosistema Google: manca un collegamento con altre piattaforme che nel frattempo sono emerse e che Google non può più ignorare…”

    Buzz deve uscire dal suo circuito chiuso e credo che a questo punto potrà dare veramente fastidio a Twitter.

    Ciauz


  7. Viky scrive:

    Sto usando intensamente Google Wave da un paio di giorni e ne sono pienamente soddisfatto. Non è un applicativo per chiacchierare o un social network alternativo (già ne abbiamo abbastanza!)e non può essere capito immediatamente finchè non si ha l’esigenza di far collaborare gruppi di persone. Il mio gruppo è formato da 6 persone che formano un comitato di quartiere molto attivo. Prima di Google Wave avevamo le nostre caselle di email invase da migliaia di messaggi ingestibili. Abbiamo tentato con forum, blog, skipe, google groups. Niente! Google Wave ci da la possibilità di fissare un WEave (un progetto) e di discuterne a profusione, allegare foto, mappe, appuntamenti e tutto è sempre li pronto ad essere consultato dal gruppo.
    Non mi risulta esista niente di simile, e free, sulla rete.
    Google Wave non solo va capito ma deve essere utilizzato da gruppi (anche molto numerosi) che ne riescano a sfruttare le grandi possibilità.
    E poi non è da sottovalutare sia il suo legame con Gmail sia l’apertura libera all’iscrizione (ormai l’invito non serve più anche se va comunque effettuato per la formazione del gruppo).
    Spero vivamente che Google Wave non vada perso…

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