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Articoli per febbraio, 2011

Visitare i luoghi del passato su Google Maps

28 febbraio 2011

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 11 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Dalla nascita di Google Maps abbiamo visto emergere una miriade di mashups con mappe e altre contenuti multimediali, ma ciò che ha realizzato WhatWasThere è davvero originale: la potremmo definire come una “macchina del tempo virtuale”, che permette di esplorare il mondo com’era una volta per guardare le città che conosciamo attraverso fotografie storiche che vengono caricate sulle mappe e geotaggate.

Dalla pagina Esplora è possibile spostarsi in giro per il mondo per trovare i luoghi che contengono le fotografie di come apparivano molti decenni fa. È anche possibile sovrapporre la vecchia fotografia su Street View, con un’opzione di dissolvenza per confrontare le due versioni dello stesso luogo a distanza di tempo.

Attualmente la migliore copertura ce l’hanno le principali città degli Stati Uniti, in particolare San Francisco, Chicago e New York, ma anche l’Europa sta cominciando ad essere rappresentata. Ma la buona notizia è che chiunque può caricare sul sito le proprie fotografie storiche di qualsiasi località, quindi in questo caso l’esperimento di UGC potrebbe essere rilevante per creare una memoria storica condivisa dei luoghi del nostro passato.

Senza dubbio un esperimento affascinante che, come sostiene anche TheNextWeb, con lo zampino di Google potrebbe diventare qualcosa di ancora più interattivo, l’ennesimo esperimento dei Labs chiamato ad esempio Google History View! ;)

One Pass, il sistema di Google per il pagamento dei contenuti digitali

17 febbraio 2011

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Google ha lanciato oggi One Pass, un nuovo sistema di pagamento che consente agli editori di attivare un sistema di pagamento per notizie, articoli e altri contenuti.

Una volta che il lettore abbia effettuato il pagamento per accedere ad alcuni contenuti, sarà in grado di leggerli da un computer, un tablet, un telefono cellulare, anche se sta usando un browser o un’applicazione differente.

Google One Pass intende essere un sistema estremamente flessibile e facile da attuare: i publisher hanno infatti a disposizione una piattaforma unica dalla quale possono stabilire e mantenere rapporti diretti con i clienti e dare ai lettori la possibilità di accedere a contenuti non solo sul web, ma anche su applicazioni per mobile.

Gli editori possono scegliere non solo quanto far pagare per i contenuti, ma anche modelli di pagamento differenti come gli abbonamenti, l’accesso limitato (gratis fino a un certo numero di visite, poi a pagamento), contenuti Freemium o pay-per-articolo. Ovviamente può anche essere contemplato l’accesso gratuito, così come coupon e buoni sconto.

Google One Pass opera su qualsiasi sito con le funzionalità abilitate, quindi gli editori possono facilmente gestire i contenuti in tutte le loro piattaforme on-line e applicazioni mobili, nel caso in cui il sistema operativo permetta transazioni al di fuori dell’app market.

I pagamenti sono gestiti da Google Checkout e sembra che la fee di Google per ogni transazione sia del 10% (contro il 30% del nuovo sistema di iscrizioni all’App Store annunciato da Apple).
Attualmente One Pass è stato aperto agli editori di Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, sebbene non sia apubblicamente accessibile, ma disponibile per un numero limitato di editori. Potete accedere dalla pagina ufficiale.

Matrimonio for dummies: come organizzarsi (con Google) senza perdere la testa

11 febbraio 2011

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More “I do”s, less “to-do”s

Molto carino il modo in cui Google introduce un tool nuovo di zecca, che sicuramente ha a che fare con l’avvicinarsi di san Valentino…

Si chiama Google for Weddings ed è un kit di sopravvivenza per coppie geek (ma non solo), che ti aiuterà a programmare il tuo matrimonio senza andare fuori di testa!

Nel “pacchetto” troviamo:
- Google Sites, con layout ad hoc, per creare mini siti dove condividere info sul matrimonio, sulla location, inviti, foto, video, etc…
- Picnic, per ritoccare e modificare le foto, così come per creare inviti personalizzati
- Google Docs, con template speciali per gestire le to-do-list, organizzare la disposizione degli invitati ai tavoli, monitorare uscite (ed entrate)
- Picasa Web Album, per creare set di foto da condividere online

Google ha tirato fuori dal cilindro questo set dopo aver collaborato con una famosa wedding planner USA, che ha condiviso la sua esperienza per fornire consigli e suggerimenti sull’organizzazione di uno dei giorni più frenetici della propria vita.

Per i residenti USA c’è perfino un concorso a premi, quindi se sei maggiorenne, vivi negli States e ti sposi l’anno prossimo, potresti vincere $ 25.000 per un matrimonio da sogno (vedi Regolamento). In più, Michelle Rago e il suo team saranno i consulenti della coppia vincente riguardo la location, fiori, cibo e tutto ciò che serve per un matrimonio da favola.

Google Translate ha la sua App per iPhone

9 febbraio 2011

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Google Translate iPhone appGoogle ha appena annunciato che l’applicazione per le traduzioni è ora disponibile su iPhone. Fino ad ora Translate era solo accessibile solo come web app, mentre l’applicazione nativa contiene tutte le stesse funzioni della versione desktop, più alcuni miglioramenti:

Taduzione vocale: l’app accetta input vocali in 15 lingue, che possono essere tradotte in 50 lingue diverse. Per far tradurre la propria voce basta toccare l’iconcina del microfono presente accanto al box di inserimento del testo.

Ascolto delle traduzioni: è possibile ascoltare l’app mentre pronuncia le nostre traduzioni in una delle 23 lingue diverse. Il sintetizzatore vocale è lo stesso dell’applicazione desktop.

Modalità a schermo intero: è possibile leggere il testo tradotto (in grassetto) a schermo interno, caratteristica utile soprattutto se si vuole mostrare la traduzione alla persona con cui stiamo conversando.

L’applicazione comprende anche tutte le altre caratteristiche importanti della web app, tra cui la possibilità di visualizzare definzioni da dizionario per le singole parole, accedere alle nostre traduzioni preferite e allo storico delle frasi tradotte anche se siamo offline.

Major VS Guru: Google Latitude attiva i check-in

3 febbraio 2011

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Per i 10 mln di persone che utilizzano mensilmente Latitude per condividere la propria posizione sulle mappe di Google (fonte google mobile blog) c’è una novità in arrivo: da ieri in Google Maps 5.1 per Android sono stati attivati i check-in, termine ormai sdoganato dalla “verifica in aeroporto”, e sempre più utilizzato in contesto web per segnalare la propria presenza fisica in un luogo determinato, in una sorta di “marcatura del territorio”.

Tralasciando le caratteristiche tecniche del servizio, che potete leggere qui, ci interessa evidenziare alcuni punti che differenziano l’iniziativa di Latitude:

- Notifiche: si possono configurare delle segnalazioni, in modo che Latitude ci ricordi di fare check-in

- Check-in automatici: Latitude può fare automaticamente check-in quando rileva che sei arrivato in una certa località

- Check-out: Latitude riconosce quando ti allontani dalla posizione del check-in e ti rimuove da quell’area, così che gli amici non pensino che ti trovi ancora nello stesso luogo

- Places Pages: fare check-in con Latitude significa essere già nell’ambiente delle mappe di Google. Questo implica, ad esempio, che se faccio check-in in un ristorante vengo automaticamente reindirizzato alla sua pagina di Google Places, dove posso leggere la scheda dell’esercizio commerciale, i recapiti, le recensioni. Considerando l’attività degli ultimi tempi intorno al neonato HotPot, che proprio in questi giorni è stato ufficialmente aggiunto ai risultati delle ricerche locali, sembrerebbe proprio che questi due servizi stiano pian piano convergendo verso un’app unica, che potrebbe unire geolocalizzazione, trust (maggior valore alle opinioni dei miei amici) e gaming.

Sì, perchè in base alla ricorrenza dei check-in in una località anche Latitude prevede l’assegnazione di un titolo. Ma al posto dei “Sindaci” ci saranno i Guru. La “scalata” prevede, nell’ordine, Visitatore > Habitué > VIP > Guru, anche se ancora manca l’attivazione di eventuali ricompense o premi per i frequentatori più assidui.

Che sia forse la naturale evoluzione dei Coupon, che le attività commerciali possono attualmente attivare su Places? Non resta che aspettare e vedere in che modo questi tasselli andranno al loro posto.

Google rinnova l’interfaccia dei docs: ecco le novità

1 febbraio 2011

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A sorpresa Google ha appena rilasciato un bell’update all’interfaccia dei Documenti, potenziando filtri e navigazione e prendendo in prestito alcune features di gMail.

Collections
Le cartelle hanno ceduto il passo alle “collezioni” (proprio come le etichette di gMail), che possono contenere file e docs ed essere condivise secondo le regole di default.
Facendo click sula piccola freccia rivolta verso il basso, accanto al nome di ogni Collezione, apre un menù contestuale con svariate attività che possiamo svolgere: rinominare, condividere, aggiungere docs, segnare come preferito, cancellare, e così via.
Le checkbox sono scomparse, quindi per aggiungere un documento ad una Collezione bisogna selezionarlo e trascinarlo (Ctrl o Cmd per selezione multipla).

Immagini e video
Dal momento che Google consente l’upload di immagini e video, Google ha aggiunto un filtro avanzato che ricerca solo questi tipi di file e consente anche di guardali in modalità slideshow (i video possono hanno anche un player integrato direttamente nell’anteprima).

Filtri avanzati
Oltre ai filtri standard per cercare i documenti in base al tipo di file, ci sono ora altre opzioni che ci permettono di vedere i documenti in base alle impostazioni di condivisione o a chi ne è titolare (documenti creati da noi oppure creati da altri e condivisi con noi).

Ordine di priorità
Ancora in maniera simile alla Priority Inbox di Gmail, nei Docs è stato aggiunto un’ulteriore opzione in alto a destra per modificare l’ordine di documenti e file in base a titolo, data di apertura o modifica, ma anche priorità.

Anteprima documento
Facendo click sul titolo di un elemento possiamo aprirlo in una nuova pagina, ma il click avviene su qualsiasi altra parte della riga, Google ci mostra un’anteprima del doc selezionato nella colonna laterale destra. Qui è possibile visualizzare una miniatura del file e visualizzare/modificare le informazioni di condivisione o l’appartenenza ad una o più collezioni.

TIP: se non vi piace la nuova interfaccia, potete sempre tornare a quella vecchia da qui: https://docs.google.com/?ui=1