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E ora Gmail mostra i file contenuti nelle cartelle compresse

19 luglio 2011

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa un anno e mezzo fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Quando qualcuno ci invia per email un allegato in formato compresso, ZIP o RAR, l’azione che dobbiamo fare è scaricare tutta la cartella, scompattarla e vedere cosa contiene all’interno. Ma Gmail ha fatto di meglio.

Il Visualizzatore di Documenti, l’applicazione stand-alone che è anche integrato in Gmail, è ora in grado di gestire entrambi i formati compatti, ZIP e RAR, nel browser stesso (anche nella versione Mobile).

Con questa nuova funzione possiamo visualizzare l’elenco dei file contenuti in una cartella compressa allegata alla posta, senza doverla necessariamente scaricare e decomprimere sul nostro computer (screenshot via Gmailblog). Nella pagina drel visualizzatore, che è in grado di leggere 15 formati diversi, troviamo un elenco che ci indica nome, peso e tipo di file. Passando in hover sul file troviamo anche un uleriore menu di Azioni possibili, ovvero: Salva in Google Docs, Scarica, Vedi anteprima del file, Stampa (queste ultime due compaiono solo per i PDF).

Un altro utilizzo di questa nuova funzione è quando dobbiamo scaricare un file ZIP o RAR da un sito web, ma prima di farlo vogliamo verificare cosa si trovi all’interno del file. In questo caso, è sufficiente copiare l’URL della cartella zippata e incollarla nel Visualizzatore Documenti, come in questo esempio.

Google Music è online: nuova minaccia per iTunes?

11 maggio 2011

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Si vociferava che sarebbe stato online a giorni e oggi è stato lanciato Music Manager, la piattaforma di Google dedicata alla musica. Ma cosa significa?
A quanto possiamo leggere in giro, Music Manager è un programma per Windows e Mac per gestire la propria musica: è possibile importare brani, album e playlist da iTunes, creandone anche di nuove. La musica contenuta in Music Manager diventa automaticamente accessibile da altri dispositivi Android: grazie al cloud computing, infatti, potremo accedere alle nostre playlist da tablet o da telefoni Android semplicemente facendo login nel nostro account Google.

Dato che attualmente Music Manager è disponibile solo negli USA, ci consoliamo col video di presentazione:

Tra le funzioni più interessanti di Music Manager troviamo:

- possibilità di ascoltare la propria musica dal Web o da qualsiasi dispositivo mobile tramite l’applicazione Music disponibile nell’Android Market;

- se non abbiamo connessione, c’è un’opzione interessante: i brani recentemente ascoltati sono automaticamente disponibili offline. È inoltre possibile selezionare lo specifico album, artisti e playlist che si desidera avere a disposizione quando non si è connessi;

- una volta che la nostra musica è online, le playlist vengono automaticamente mantenute sincronizzate. Il tutto in un’unica libreria che può essere accessibile da più computer e dispositivi mobili: è possibile caricare file musicali da qualsiasi cartella o aggiungere la nostra libreria di iTunes;

- quando si aggiungono nuovi brani sul computer, si può automaticamente aggiungerli anche alla nostra libreria di musica online;

- con pochi click si può creare una playlist personalizzata oppure utilizzare Instant Mix per costruire automaticamente nuove raccolte di brani basate sulle ultime canzoni ascoltate. Tutte le playlist create e tutte le modifiche apportate da un dispositivo diventano automaticamente disponibili da qualsiasi altro device noi decidiamo di accedere alle nostre compilation di Music Manager.

I commenti ai docs diventano vere discussioni

18 marzo 2011

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Sebbene i documenti di Google siano già dotati di chat, per commentare in diretta la produzione condivisa di contenuti, qualche tempo fa Google aveva rilasciato alcuni miglioramenti per i commenti che si possono lasciare su un documento. A differenza della chat, per cui non è previsto un archivio delle conversazioni e, dunque, viene persa alla chiusura del doc, i commenti sono salvati nella sidebar del documento stesso, consentendone la lettura a tutto il team di lavoro.

Ma ora c’è un altro passo avanti: i commenti diventano infatti vere e proprie discussioni (che restano visibili sul documento), con tanto di @ per citare i nostri interlocutori, timestamp e immagine del profilo di ogni persona che commenta, “risoluzione” del commento nel caso non volessimo più visualizzarlo sul nostro documento.

Una bella novità, che ci rende ancora più autonomi rispetto ai documenti su cui lavoriamo con altre persone: la citazione, ad esempio, ci permette di inviare una notifica via email alla persona chiamata in causa, che può sia fare click sul link nel messaggio per intervenire nella discussione, ma può anche rispondere all’email e il suo intervento viene immediatamente “trasformato” in risposta alla conversazione.

Ovviamente le notifiche via email possono essere disattivate, scegliendo solo le attività per cui desideriamo essere informati.

Una cosa che abbiamo notato è che, se scegliamo di citare con la @ una persona in un commento, questa viene automaticamente aggiunta al documento, come se fosse stata invitata tramite le impostazioni standard di condivisione.

Visitare i luoghi del passato su Google Maps

28 febbraio 2011

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Dalla nascita di Google Maps abbiamo visto emergere una miriade di mashups con mappe e altre contenuti multimediali, ma ciò che ha realizzato WhatWasThere è davvero originale: la potremmo definire come una “macchina del tempo virtuale”, che permette di esplorare il mondo com’era una volta per guardare le città che conosciamo attraverso fotografie storiche che vengono caricate sulle mappe e geotaggate.

Dalla pagina Esplora è possibile spostarsi in giro per il mondo per trovare i luoghi che contengono le fotografie di come apparivano molti decenni fa. È anche possibile sovrapporre la vecchia fotografia su Street View, con un’opzione di dissolvenza per confrontare le due versioni dello stesso luogo a distanza di tempo.

Attualmente la migliore copertura ce l’hanno le principali città degli Stati Uniti, in particolare San Francisco, Chicago e New York, ma anche l’Europa sta cominciando ad essere rappresentata. Ma la buona notizia è che chiunque può caricare sul sito le proprie fotografie storiche di qualsiasi località, quindi in questo caso l’esperimento di UGC potrebbe essere rilevante per creare una memoria storica condivisa dei luoghi del nostro passato.

Senza dubbio un esperimento affascinante che, come sostiene anche TheNextWeb, con lo zampino di Google potrebbe diventare qualcosa di ancora più interattivo, l’ennesimo esperimento dei Labs chiamato ad esempio Google History View! ;)

Matrimonio for dummies: come organizzarsi (con Google) senza perdere la testa

11 febbraio 2011

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More “I do”s, less “to-do”s

Molto carino il modo in cui Google introduce un tool nuovo di zecca, che sicuramente ha a che fare con l’avvicinarsi di san Valentino…

Si chiama Google for Weddings ed è un kit di sopravvivenza per coppie geek (ma non solo), che ti aiuterà a programmare il tuo matrimonio senza andare fuori di testa!

Nel “pacchetto” troviamo:
- Google Sites, con layout ad hoc, per creare mini siti dove condividere info sul matrimonio, sulla location, inviti, foto, video, etc…
- Picnic, per ritoccare e modificare le foto, così come per creare inviti personalizzati
- Google Docs, con template speciali per gestire le to-do-list, organizzare la disposizione degli invitati ai tavoli, monitorare uscite (ed entrate)
- Picasa Web Album, per creare set di foto da condividere online

Google ha tirato fuori dal cilindro questo set dopo aver collaborato con una famosa wedding planner USA, che ha condiviso la sua esperienza per fornire consigli e suggerimenti sull’organizzazione di uno dei giorni più frenetici della propria vita.

Per i residenti USA c’è perfino un concorso a premi, quindi se sei maggiorenne, vivi negli States e ti sposi l’anno prossimo, potresti vincere $ 25.000 per un matrimonio da sogno (vedi Regolamento). In più, Michelle Rago e il suo team saranno i consulenti della coppia vincente riguardo la location, fiori, cibo e tutto ciò che serve per un matrimonio da favola.

Google Translate ha la sua App per iPhone

9 febbraio 2011

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Google Translate iPhone appGoogle ha appena annunciato che l’applicazione per le traduzioni è ora disponibile su iPhone. Fino ad ora Translate era solo accessibile solo come web app, mentre l’applicazione nativa contiene tutte le stesse funzioni della versione desktop, più alcuni miglioramenti:

Taduzione vocale: l’app accetta input vocali in 15 lingue, che possono essere tradotte in 50 lingue diverse. Per far tradurre la propria voce basta toccare l’iconcina del microfono presente accanto al box di inserimento del testo.

Ascolto delle traduzioni: è possibile ascoltare l’app mentre pronuncia le nostre traduzioni in una delle 23 lingue diverse. Il sintetizzatore vocale è lo stesso dell’applicazione desktop.

Modalità a schermo intero: è possibile leggere il testo tradotto (in grassetto) a schermo interno, caratteristica utile soprattutto se si vuole mostrare la traduzione alla persona con cui stiamo conversando.

L’applicazione comprende anche tutte le altre caratteristiche importanti della web app, tra cui la possibilità di visualizzare definzioni da dizionario per le singole parole, accedere alle nostre traduzioni preferite e allo storico delle frasi tradotte anche se siamo offline.

Major VS Guru: Google Latitude attiva i check-in

3 febbraio 2011

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Per i 10 mln di persone che utilizzano mensilmente Latitude per condividere la propria posizione sulle mappe di Google (fonte google mobile blog) c’è una novità in arrivo: da ieri in Google Maps 5.1 per Android sono stati attivati i check-in, termine ormai sdoganato dalla “verifica in aeroporto”, e sempre più utilizzato in contesto web per segnalare la propria presenza fisica in un luogo determinato, in una sorta di “marcatura del territorio”.

Tralasciando le caratteristiche tecniche del servizio, che potete leggere qui, ci interessa evidenziare alcuni punti che differenziano l’iniziativa di Latitude:

- Notifiche: si possono configurare delle segnalazioni, in modo che Latitude ci ricordi di fare check-in

- Check-in automatici: Latitude può fare automaticamente check-in quando rileva che sei arrivato in una certa località

- Check-out: Latitude riconosce quando ti allontani dalla posizione del check-in e ti rimuove da quell’area, così che gli amici non pensino che ti trovi ancora nello stesso luogo

- Places Pages: fare check-in con Latitude significa essere già nell’ambiente delle mappe di Google. Questo implica, ad esempio, che se faccio check-in in un ristorante vengo automaticamente reindirizzato alla sua pagina di Google Places, dove posso leggere la scheda dell’esercizio commerciale, i recapiti, le recensioni. Considerando l’attività degli ultimi tempi intorno al neonato HotPot, che proprio in questi giorni è stato ufficialmente aggiunto ai risultati delle ricerche locali, sembrerebbe proprio che questi due servizi stiano pian piano convergendo verso un’app unica, che potrebbe unire geolocalizzazione, trust (maggior valore alle opinioni dei miei amici) e gaming.

Sì, perchè in base alla ricorrenza dei check-in in una località anche Latitude prevede l’assegnazione di un titolo. Ma al posto dei “Sindaci” ci saranno i Guru. La “scalata” prevede, nell’ordine, Visitatore > Habitué > VIP > Guru, anche se ancora manca l’attivazione di eventuali ricompense o premi per i frequentatori più assidui.

Che sia forse la naturale evoluzione dei Coupon, che le attività commerciali possono attualmente attivare su Places? Non resta che aspettare e vedere in che modo questi tasselli andranno al loro posto.

Eseguire una stampa da mobile con Google Cloud Print

31 gennaio 2011

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Mettiamo di aver bisogno di stampare un documento mentre stiamo andando in ufficio, in modo che sia già pronto nel momento in cui ci sediamo alla scrivania. Ecco, Cloud Print consente di ottenere esattamente questo risultato, attivando un servizio di stampa tramite la web app di Gmail (e presto di gDocs) dal nostro smartphone (iPhone o Android), senza bisogno di installare alcun driver.

Cloud Print è una funzione a parte, utile per stampare documenti da dispositivi che non possono comunicare con le stampanti (es. i telefoni cellulari). Le versioni mobile di Gmail e Google Docs ha iniziato a sostenere Cloud Print, ma è necessario avere un iPhone o un telefono Android.
L’integrazione consente di stampare gli allegati senza dover utilizzare un computer a tutti gli effetti, tuttavia, dal momento che non esiste una stampante con supporto nativo per Google Cloud Print, c’è ancora bisogno di Google Chrome.

La prima cosa da fare è collegare la stampante a Google Cloud Print. Per ora, questo passaggio richiede un PC con Windows, ma pare che Linux e Mac saranno disponibili a breve. Se si sta utilizzando la versione mainstream di Chrome (stabile o beta), questa funzione non è attivata di default, ma si trova digitando about: flags nella barra degli indirizzi e attivando Cloud Print Proxy. Dopo aver riavviato il browser vedrete una nuova funzionalità in Opzioni>> Under the Hood. Abilitate Cloud Print (qui il tutorial) e fate login con un account Google (potete anche stampare una pagina di prova per assicurarti che tutto funzioni).

Una volta impostato, basta andare su m.gmail.com via browser dal nostro smartphone e scegliere “Stampa ” dal menu a tendina in alto a destra. È anche possibile stampare allegati come. pdf o. doc cliccando il link “Stampa” che appare accanto a loro.

HOW TO: Qui trovate le risposte di Google ai problemi più frequenti.

[via googlemobileblog]