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Dopo Android e browser, Google lancia l’app di Places e Hotpot per iPhone

14 gennaio 2011

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Dopo l’annuncio del rilascio di Places con Hotpot via browser, come livello aggiunto alle mappe, da ieri Google ha lanciato Places + Hotpot anche come app per iPhone (come già su dispositivi Android).

Una volta scaricata l’app gratuita, per ora solo in inglese, facciamo login con il nostro account di Google e possiamo cercare i luoghi vicini a noi sulla base di una serie di categorie come ristoranti, bar, alberghi, sportelli bancomat e attrazioni turistiche.

Cliccando sul luogo scelto, possiamo effettuare anche altre azioni: accedere a informazioni dettagliate, vederlo sulla mappa, leggere le indicazioni stradali, effettuare una telefonata e ovviamente aggiungere le nostre valutazioni, dando il nostro voto a una serie di parametri e aggiungendo una recensione personale. Il nostro contributo entrerà a far parte delle informazioni di HotPot relative a quell’attività locale e sarà accessibile a tutta la nostra rete di contatti che si troveranno a cercare lo stesso luogo.

Tra le iniziative lanciate ultimamente da Google, molte delle quali con scarso successo, probabilmente Hotpot è una delle più lungimiranti: le mappe di Google sono diventate di uso comune, quindi non si tratta di insegnare alle persone ad utilizzare uno strumento nuovo, ma semplicemente di aggiungere informazioni (un livello “social”) a qualcosa di già noto e familiare.
Da parte delle attività di business locali invece, queste nuove features segnano l’importanza crescente di poter gestire le informazioni relative alla propria attività, con un buon profilo su Google Places e il monitoraggio delle recensioni e valutazioni degli utenti.

Se è vero che Google ha intenzione di lanciare il proprio social network (Google Me?), probabilmente cavalcare l’onda dei geo-services è la strada migliore. Ovviamente c’è ancora molto da fare e migliorare, ma siamo curiosi di scoprire quali scenari possa aprire l’entrata in gioco di un competitor come Google nella scalata alla (social)geolocalizzazione.

I gadget di Google Wave diventano Shared Spaces

23 dicembre 2010

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Anche se Google ha deciso di dismettere il progetto Wave a causa dei costi crescenti e della crescita non incoraggiante degli utenti, Wave ha avuto una base di utilizzatori piccola, ma fedele. E non ci sono stati dubbi sul fatto che si trattasse di uno strumento incredibile.

Ora Google ha deciso di “riciclare” tutti quei gadget che si potrebbero aggiungere ad una Wave e ha tirato fuori dal cilindro Shared Spaces, un servizio che utilizza la tecnologia dei gadget di Wave per creare mini-spazi condivisi che consentono la collaborazione su un task o un evento.
Si possono già trovare una serie di gadget organizzati in diverse sezioni come la pianificazione, la produttività, giochi e sondaggi.

Creare uno spazio condiviso è piuttosto semplice: basta premere il pulsante posto sotto di qualsiasi gadget e fare login con il proprio account Google, Twitter e/o Yahoo. Dopo aver creato lo spazio, è possibile condividerlo con altri utenti tramite l’URL che viene automaticamente generato.

Probabilmente l’idea di Google di riutilizzare singolarmente tutti i gadget di Wave non è poi così male: in questo modo possiamo scegliere di volta in volta il tipo di spazio condiviso adatto al nostro obiettivo (organizzare un evento, pianificare un viaggio tramite una mappa condivisa, giocare a sudoku, creare un sondaggio, etc), risparmiandoci l’approccio “all inclusive” di Wave, che a suo tempo aveva generato più confusione che vera utilità.

[via]

Reading in the cloud: Google lancia il suo eBookstore

7 dicembre 2010

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Aperto nel 2004, Google Books aveva come obiettivo la digitalizzazione del maggior numero possibile di libri, per renderli accessibili al maggior numero possibile di lettori. Con un repository da oltre 15 milioni di libri digitalizzati da oltre 35.000 editori, oggi Google Books apre le porte del suo nuovo eBookstore, forse l’innovazione più interessante e competitiva che Google abbia lanciato nell’ultimo periodo.

I libri contenuti nell’eBookstore al momento possono essere acquistati solo negli USA, sebbene degli oltre 3 milioni di titoli (tra classici e bestsellers), parecchi si possono già scaricare da qualsiasi nazione.

L’eBookstore di Google è stato progettato per essere aperto e compatibile con tutti i dispositivi attualmente sul mercato: computer portatili, netbook, tablets, smartphone, e-readers. Con il nuovo Google Web eBook Reader, infatti, è possibile acquistare, conservare e leggere libri elettronici “in the cloud”. Questo significa che possiamo accedere ad un ebook acquistato proprio come facciamo con i messaggi di posta in Gmail o le foto in Picasa, ovvero accedendo al nostro account gratuito, protetto da password, e con uno spazio di stoccaggio ilimitato.

Il web reader è ricco di funzionalità: per molti libri è possibile selezionare il tipo di carattere, dimensione del font, modalità giorno/notte, interlinea e, inoltre, è possibile riprendere la lettura dalla pagina da cui abbiamo interrotto anche da un dispositivo all’altro. Oltre al lettore web, sono in arrivo applicazioni gratuite per dispositivi Android e Apple, per leggere “on the go”.

Altra cosa interessante è che i libri non devono essere acquistati necessariamente sull’eBookstore di Google, ma anche dai siti web dei partners come Powell, Alibris e i membri della Booksellers Association.

[immagine via TheNextWeb]

I tools di Google Calendar per pianificare meglio i propri eventi

30 novembre 2010

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A marzo di quest’anno anche Google calendar ha aggiunto il suo laboratorio di features aggiuntive, molte delle quali sono effettivamente entrate di diritto tra quelle che usiamo abitualmente.

SMART RESCHEDULER, per esempio, integra l’abilità della ricerca di Google con la necessità di pianificare un incontro: ad, esempio, nell’ipotesi che abbiate un incontro da rimandare, Google cerca e trova la migliore data alternativa (in base a date, orari, disponibilità dei partecipanti) per ri-pianificare quello stesso evento.

Sono stati poi introdotti i GENTLE REMINDERS, le notifiche degli eventi che, una volta attive, cominciano a far lampeggiare il tab del browser dove abbiamo il calendario aperto; le ICONE per personalizzare ogni evento; la possibilità di aggiungere ALLEGATI ad ogni attività in programma; il COUNTDOWN per il prossimo appuntamento e così via.

L’ultima novità aggiunta al Calendario di Google sono gli OPTIONAL ATTENDEES, ovvero finalmente abbiamo la capacità di identificare i partecipanti ad un evento come strettamente necessari o meno. Quando creo un nuovo appuntamento e aggiungo una serie di persone che dovranno partecipare, posso personalizzare l’evento indicando il ruolo di alcuni ospiti e rispondendo in anticipo alla classica domanda “ma ci devo proprio venire?” ;)

Localizzazione e raccomandazioni: Google lancia Hotpot

17 novembre 2010

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Insieme alla release di nuove funzioni per Google Places, tra cui l’upgrade delle recensioni per ristoranti e hotel, che ora sono dotate di “sentimenti” tramite emoticons e della possibilità di effettuare una prenotazione on the fly, Google sta lanciando l’ennesima nuova piattaforma.

Si chiama Hotpot e dovrebbe rendere più rilevanti i risultati delle ricerche locali attraverso le recensioni dei propri “amici”, o comunque della propria rete sociale:

[...]a local recommendation engine powered by you and your friends

Gli step che hanno portato allo sviluppo di Hotpot sono: voglio trovare una località nuova > sono sopraffatto dalla mole di informazioni disponibili > mi rivolgo a fonti di cui mi fido (le raccomandazioni degli amici).
In sostanza Google ha unito Places, il meccanismo del rating e ciò che piace alla nostra rete sociale per creare un tool che ci potrà offrire dei risultati personalizzati di attività di business per le ricerche locali.

Nella pagina di ricerca, selezionando l’etichetta Places potremo filtrare i risultati locali in base alle segnalazioni degli amici oppure alle località che noi stessi abbiamo votato e salvato in precendenza.
Oltre alla Hotpot Rating App, aggiornamento e fruizione dei contenuti potranno essere fatte anche da mobile, con l’app per Android.

Quello che Google non sottolinea è che, per poter utilizzare Hotpot in maniera efficace, dobbiamo prima avere una rete sociale tramite cui leggere le recommendations e con cui condividere le nostre recensioni. Hotpot ti fa accedere a questa applicazione standalone con un nick e ti costringe a creare una nuova lista di contatti con cui cominciare a interagire: non è in alcun modo integrato con i social networks esistenti e non sono previste (almeno per ora) possibilità di login con OpenID e condivisone su altri siti.
Sicuramente l’esperienza di Buzz ha insegnato a Google che ogni persona deve poter gestire autonomamente con quali e quanti contatti condividere informazioni e nuovi servizi, però la totale chiusura non è sicuramente la soluzione migliore, ma un gran bel “freno” perfino in questa fase di test.

[screenshot via Google Latlong]

Le ultime novità nei documenti di Google

3 novembre 2010

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NUOVO EDITOR DI GRAFICI
Google Spreadsheets ha un nuovo editor per i grafici che contiene un elenco di grafici consigliati, permette di selezionare i colori e ha un riquadro di anteprima più grande. Si posso aggiungere timelines, organigrammi, indicatori e grafici in movimento senza l’utilizzo di gadget.

STORICO DELLA VERSIONE DI UN FILE
Ecco una funzione che sarà utile quando Google Docs aggiungerà il supporto per la sincronizzazione: lo storico della versione di un file. Finora abbiamo usato questa funzionalità per i documenti che possono essere modificati in Google Docs, ma non per i PDF e altri files.

Ad oggi, ogni volta che si modifica un file si deve caricare la nuova versione come un nuovo file con un nuovo URL, ri-condividere e mettere nella cartella il file corretto. Ora invece, selezionando l’opzione Aggiungi o gestisci le versioni di qualsiasi tipo di file, è possibile caricare nuove versioni di un file, scaricare le versioni precedenti ed eliminare le versioni più vecchie. Unico svantaggio è che questo si può fare manualmente, ma, nel caso di due files identici con lo stesso nome, il sistema non riesce a sostituire automaticamente il vecchio file con la nuova versione.

FUSION TABLE
Un interessante servizio lanciato lo scorso anno in Google Labs, che presto sarà disponibile in Google Docs, per aiutare gli utenti a gestire grandi insiemi di dati con l’obiettivodi fondere la gestione dei dati con tools di collaborazione: unire più fonti di dati, discussione dei dati, visualizzazione e pubblicazione sul Web.

CLOUD PRINTING
Il Cloud Printing è un progetto che abiliterà le applicazione di qualsiasi dispositivo a stampare i documenti, scavalcando drivers e sistemi operativi locali attraverso l’uso di un servizio di stampa cloud. Google afferma che le stampanti “verranno trattate più o meno allo stesso modo dei documenti in Google Docs”. Cloud Printing sarà attivato probabilmente nelle prossime settimane in Google Chrome e Chrome OS.

Stai finendo lo spazio su Gmail? Prova ad alleggerire l’inbox!

14 ottobre 2010

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Ti sei accorto di aver raggiunto i fatidici 7 GB del tuo account Gmail o quasi? Find Big mail può darti una mano, categorizzando la posta in base alle dimensioni e generando un report basato sull’analisi della tua inbox.

Find Big Mail è un’applicazione gratuita scovata grazie a TNW, che richiede tre semplici passi per scandagliare la nostra casella di posta Gmail e individuare i messaggi più pesanti che potrebbero essere rimossi per recuperare spazio. Ecco come funziona:

1. Inserisci il tuo indirizzo e-mail.
Nota: se non hai già effettuato il login nel tuo account Google, ti verrà chiesto di approvare accesso alla webmail da parte dell’applicazione; non ti verrà richiesta la password, e inoltre potrai revocare l’accesso ai tuoi dati in qualsiasi momento.

2. Conferma l’accesso al tuo account per Find Big Mail.

3. Lascia che Find Big Mail completi la sua analisi (il sito afferma che possono servire da 5 e 60 minuti per ricevere le statistiche per la posta in arrivo, a me ne sono bastati 10).
Una volta che l’analisi viene completata, riceviamo una mail con un report e grafici a torte relativamente alla “taglia” dei nostri messaggi e inoltre ci vengono automaticamente create delle nuove etichette nella sidebar di Gmail per filtrare (ed eventualmente rimuovere) le nostre email grandi, molto grandi e quelle esageratamente grandi.

Find Big Mail non sarà forse divertente come The Email Game per ripulire la casella di posta, ma questo non toglie la sua utilità, anzi è un’app davvero efficace per identificare e-mail di grandi dimensioni e alleggerire l’inbox, guadagnando più spazio di archiviazione.

5 cose da sapere su Google Instant Search

6 ottobre 2010

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Amata o odiata, la possibilità di effettuare ricerche in tempo reale, ottenendo risultati proprio mentre si digita una query, Google Instant è una nuova funzione con cui stiamo facendo i conti.

Ecco alcune cose da considerare per ogni eventualità:

1. FUNZIONA SOLO PER GLI UTENTI REGISTRATI
Instant Search può essere abilitata solo dalle persone che sono loggate nel proprio account Google (passando da Gmail, Reader o qualsiasi altro servizio). Accedendo al motore di ricerca senza essere loggati non viene neanche mostrata l’opzione della ricerca immediata, quindi se non avete un account Google e vi stavate chiedendo perchè non poteste accedere a Instant, eccone il motivo.

2. PUÓ ESSERE DISATTIVATA
Alla fine della casella di ricerca c’è un piccolo menù a tendina da cui possiamo scegliere di disattivare la modalità real time.disabilita google instant

3. NON RICONOSCE ALCUNI OPERATORI
Se avete mai utilizzato gli operatori avanzati di Google per affinare le ricerche (come ad esempio define:keyword), noterete che alcuni di essi non vengono riconosciuti.

4. LA REGOLA DEI TRE SECONDI
Google Instant si applica sia ai risultati di ricerca sia agli annunci AdWords contestuali che vengono mostrati nelle SERP. La “regola dei 3 secondi” stabilisce che l’impression viene calcolata se una parola rimane sullo schermo per almeno 3 secondi di tempo.

4. LE SCORCIATOIE DA TASTIERA
- Tab per la’utocompletamento della chiave di ricerca: quando si inizia a digitare una parola da cercare, Googlemostra i suggerimenti di parole chiave in grigio. Per accettare il suggerimento, è sufficiente premere il tasto Tab e continuare a immettere la parola chiave successiva.
- Tasti su e giù per la navigazione dei suggerimenti: muovendosi tra i suggerimenti di completamento automatico con le frecce su e giù, i risultati corrispondenti vengono automaticamente aggiornati (in tempo reale).
- Freccia destra -> Mi sento fortunato.