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Disegnare rapidamente un wireframe con Google Docs

24 maggio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa un anno e mezzo fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Sul blog di Google Docs c’è un interessante post di Morten Just, product manager di Vodafone Danimarca, che ha sperimentato un modo estremamente produttivo di utilizzare i documenti collaborativi di Google.

La necessità professionale di condividere schemi e wireframes con team distribuiti in altre sedi europee della sua azienda era già comodamente gestita attraverso la collaborazione sullo stesso documeno di Google. Tuttavia Morten ha fatto un passo in avanti rispetto a questa interazione, preparando il terreno per velocizzare il processo di decisione e sketching dell’architettura del sito.

Wireframing kit

Wireframing kit

Dai modelli realizzati ha estratto barre di scorrimento, pulsanti e cursori, mettendoli al di fuori della tavola da disegno, pronti per essere duplicati e trascinati nel wireframe.

Ecco qualche esempio:
Wireframe pagina generica
Wireframe mobile (altri wf per iphone disponibili sul suo blog)

Per iniziare a lavorare su un wireframe
1. Apri il modello che desideri utilizzare
2. Fai clic su ‘Log in’ in alto a destra
3. Scegli File > fai una copia
4. Realizza il wireframe

Impacchettare più wireframes
Quando si hanno più wireframes singoli, può essere utile “impacchettarli” in un unico documento che può essere inviato in giro, fatto stampare, o presentato nelle riunioni.

Poiché Google non ha ancora previsto un modo per importare un disegno in una presentazione, ecco un trucco utilizzando la funzione Clipboard (Appunti web ):

1. File > Nuova presentazione, per aprire una presentazione in bianco nella nuova finestra.
2. Torna al disegno e seleziona tutto.
3. Fai clic sull’icona della Clipboard > Copia nella clipboard
4. Torna alla presentazione e incolla il disegno tramite gli appunti web.

La cosa interessante è che dopo questo passaggio saremo ancora in grado di modificare il disegno importato.

Costruire un repository
Morten auspica la costruzione di una sorta di wireframe repository in Google Docs. Per ora, ha realizzato una cartella condivisa dove aggiunge stencil e altri contribuiti degli utenti; eccola:

Wireframe kit
(cartella condivisa)

10 cose che (forse) non sai di Google Maps [parte II]

15 maggio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Continuiamo la carrellata di funzioni meno note di Google Maps, saggiamente evidenziate da questo bel post di Lifehacker.

6. COORDINATE GPS
Se abbiamo bisogno di coordinate GPS, gMaps si è attrezzato per fornirle, ma non di default. Al click sull’icona verde dei Labs delle mappe (in alto a destra nella pagina), possiamo attivare il tooltip LatLng per vedere le coordinate del nostro cursore a seconda di dove lo posizioniamo sulla mappa, oppure il marker LatLng per riuscire a rilasciare un “puntatore” nella località in cui abbiamo bisogno delle coordinate.

7. FOTO NEI PARAGGI
Ovunque tu vada, qualcuno è stato lì prima di te, e probabilmente ha anche scattato una una foto. Dopo che apriamo Street View, nell’angolo in alto a destra compare un piccolo pulsante per le foto, che ci permette di vedere una località da diverse prospettive e punti di vista, proprio come quando si cammina intorno ad una certa zona. Possiamo trovare anche alcune foto storiche che sono state correttamente geo-taggate da Flickr, Picasa Web e Panoramio.

8. SCOPRIRE I DINTORNI
Se siamo alla ricerca di un luogo particolare, una strada, un negozio o altro punto di riferimento, possiamo aprire un puntatore e “Cercare nelle vicinanze” per esplorare i dintorni della località desiderata. Questa funzione è utile anche se non abbiamo una meta stabilita, ma vogliamo andare all’avventura: al click col tasto destro del mouse in qualsiasi punto di una mappa di Google, selezioniamo nel menù contestuale la voce “Cosa c’è qui vicino?”. Google creerà un puntatore sulla base di una stima approssimativa dell’indirizzo, mostrandoci le località della zona, foto e mappe segnalate dagli utenti e altri consigli per partire i esplorazione.

9. DIREZIONI VIA SMS
Se dovesse capitarci di perdere la bussola e restare senza connessione, probabilmente sarà il momento in cui troveremo utili le indicazioni via SMS. In USA è stato attivato un servizio tale per cui, inviando un messaggio a Google formattato come “Indicazioni A verso B” (dove con A e B si intende città, codice postale, indirizzo), riceveremo in cambio un SMS con le stesse indicazioni disponibili su gMaps.

10. DA SPREADSHEEET A MAPPA DI VIAGGIO
I fogli di calcolo sono un ottimo modo per raccogliere e organizzare le informazioni, soprattutto tramite i form. Se ci capita di utilizzare Spreadsheet per tenere traccia di diverse località o elenchi di indirizzi, possiamo utilizzare BatchGeo per estrarre da queste liste una mappa di Google. Basta incollare i dati del foglio di calcolo e BatchGeo standardizza gli indirizzi e crea una “My Map” personalizzata, compilata con i nostri luoghi.
Purtroppo questa non è tecnicamente una funzionalità di Google Maps, ma sarebbe sicuramente meglio se lo diventasse.

BONUS
Da una conversazione su Friendfeed abbiamo scoperto anche Viamente, un planner via web che, a partire da località sulla mappa o mezzi di trasporto indicati, fornisce un excel con le migliori indicazioni di viaggio.
Thanks to Gigi ;)

10 cose che (forse) non sai di Google Maps [parte I]

11 maggio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Mentre ci prepariamo alla partenza per il Salone del Libro, scopriamo con piacere questo bel post di Lifehacker che evidenzia alcune delle funzioni meno note (ma utilissime) di Google Maps.

1. INDIRIZZI PREFERITI (STARRED)

indirizzi preferiti

indirizzi preferiti

Sembra banale, ma cliccando sull’icona a stella accanto a un annuncio in Google Maps risparmiamo un bel po’ di tempo nel ripescaggio a posteriori di quell’informazione. Sia da browser che da mobile, quando inseriamo un indirizzo da ricercare Google ci “ricorda” i nostri “Preferiti“: molto più veloci della digitazione manuale e, se stiamo creando un elenco provvisorio di posti dove andare, i Preferiti possono essere una comoda lista di controllo “usa e getta”.

2. IO SONO QUI
Tra lo strumento di navigazione a quattro punti e lo zoom c’è un piccolo pulsantino azzurro che, cliccato in Firefox o Chrome, consente a gMaps di utilizzare Wi-Fi nelle vicinanze e dati IP per stabilire (approssimativamente) la nostra posizione. MyLocation è molto comodo quando siamo in un luogo sconosciuto con uno scarso senso di orientamento!

3. ITINERARI DI VIAGGIO
Vuoi girare in una nuova città senza dover tirare fuori smartphone o mega-mappa pieghevole ad ogni incrocio? Google City Tours consente di crearsi un percorso “a step” organizzato su più giorni, con direzioni per girare a piedi formattate per la stampa. Se non altro, è un risparmio di carta: una sola mappa con una serie di indicazioni, contro 10 fogli da buttare.

4. SEGNALARE LOCALITA’ ERRATE
Se scopriamo su gMaps un puntatore poco preciso, un numero telefonico sbagliato, o un sito web inesistente, a volte possiamo risolvere il problema da soli. Cliccando il marker di un indirizzo possiamo selezionare “Modifica dettagli” per aggiornare le informazioni della località in questione. Questa funzione non è attiva per le imprese che hanno “rivendicato” la loro attività attraverso il Business Center di Google Maps (ora Places), e ci sono dei limiti su ciò che è possibile spostare, tuttavia se un puntatore viene riconosciuto come palesamente sbagliato, possiamo sistemarlo da soli o anche semplicemente segnalare il problema al team di gMaps.

5. PERCORSI IN BICI
I percorsi per la bici di gMaps sono più di una semplice stima del tempo impiegato per andare da una località all’altra sulle due ruote: Google progetta percorsi di viaggio studiati apposta per le bici, prendendo in considerazione il traffico, ma anche le colline, gli itinerari ritenuti “bike-friendly” e altri dati specifici per il percorso in questione. Le piste ciclabili (che normalmente non sono indicate nella mappa) vengono evienziate col colore verde e sono lo strumento migliore per un ciclista che voglia esplorare una nuova area.

Google entrerà nel mercato dei libri con Editions

5 maggio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Il Wall Street Journal riporta la notizia che Google lancerà un negozio di libri digitali alla fine di giugno o luglio.

“Google afferma che il suo nuovo servizio, chiamato Google Editions, consentirà agli utenti di acquistare copie digitali dei libri che si trovano già su Google Books, l’attuale servizio di ricerca libri. Il nuovo tool consentirà inoltre ai rivenditori di libri – anche negozi indipendenti – di vendere tramite Editions sui propri siti, tenendo la maggior parte delle entrate”.

Google Books

Google Books

Attualmente Google Books consente di ricercare e leggere per intero i libri di pubblico dominio (e scaricarne copia in PDF/epub), mentre per i libri protetti da copyright è possibile vedere solo un’anteprima dell’indice o di qualche capitolo. L’eventuale acquisto viene effettuato su siti partner come Amazon, IBS, etc.

Google Editions, invece, venderà l’accesso online a milioni di libri digitali, rendendo possibile leggere online un intero libro da qualsiasi computer collegato a Internet, accedendo al proprio account Book Search. Il libro acquistato rimarrà nello scaffale elettronico dell’utente, in modo tale da restare sempre accessibile.

Il motto di Editions sarà “compra ovunque, leggi ovunque” anche se forse sarebbe preferibile ricordare che la lettura è possibile ovunque ci sia accesso a Internet.

Secondo quanto rivelato da Google, il colosso di Mountain View non entrerà nel mercato degli e-books, ma sarà un competitor sui generis con la scelta di vendere solamente l’accesso online ai libri digitalizzati.

Nuova generazione di Google Docs

13 aprile 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

In occasione dell’evento Atmosphere, dedicato al cloud computing, Google ha rivelato alcune interessanti novità sulla sua “suite” di strumenti di lavoro online: Documenti, fogli di calcolo e presentazioni.

Innanzitutto si parla di velocità: poichè la lentezza è stata una delle lamentele degli utenti di Google Docs, soprattutto nei fogli di calcolo, il nuovo editor di documenti ci dovrebbe fornire performance più rapide.

Nuove funzioni nei documenti e fogli di calcolo
Nei docs: aggiunto il righello a margine, migliorata la numerazione e gli elenchi puntati, semplificato il posizionamento delle immagini all’interno di un testo.
Nei fogli di calcolo: nuova barra di composizione delle formule, completamento automatico nelle celle, drag & drop delle colonne e altre funzionalità non possibili con i vecchi browser.

(continua…)

E alla fine arriva Buzz

10 febbraio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Le aspettative di cui parlavamo ieri riguardo una nuova feature “social” di Gmail non sono state sicuramente deluse: la notizia del giorno è la release di Google Buzz, presto integrata direttamente nell’interfaccia di Gmail.

Post, video e foto hanno fatto il giro della rete, quindi ci limitiamo a darvi qualche indicazione di massima sulla nuova app, in attesa di poterla testare direttamente da gMail.

1. Buzz è essenzialmente uno strumento molto simile a Friendfeed, che consente di condividere notizie, messaggi, foto e video senza abbandonare la casella di posta, ovvero da un tab dedicato in Gmail
(continua…)

Il futuro dell’informazione secondo Google? Sono le “living stories”

11 gennaio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

L’attuale discussione sul futuro dei media tradizionali e delle loro difficoltà a trovare un modello di business solleva numerose ipotesi riguardo il modo in cui il giornalismo si evolverà nell’era digitale. Mentre gli attori principali si confrontano sugli scenari possibili, Google ha spostato il focus della sua attenzione su un elemento spesso trascurato in questi dibattiti: la natura della notizia stessa e l’esperienza della lettura online.

“While we have strong ideas about how information is experienced on the web, we’re not journalists and we don’t create content.”
Anche se abbiamo idee forti su come l’informazione viene vissuta sul web, non siamo giornalisti e non produciamo contenuti. [via googleblog]

Negli ultimi mesi Google ha collaborato con il New York Times e il Washington Post per creare un prototipo di nuova pagina per le notizie che si chiama Living Stories. In un post sul blog che annunciava questa mossa, Google racconta questo format non convenzionale di presentare l’informazione: le Living Stories intendono “coprire” una notizia su una singola pagina dinamica con un URL coerente, organizzando le informazioni man mano che la stessa storia evolve e include nuovi sviluppi. Attraverso un breve riepilogo e aggiornamenti regolari messi in evidenza, Living Stories offre uno spazio diverso di fruizione della notizia, dove il lettore può trovare informazioni dell’ultimo minuto, approfondimenti, video, foto, citazioni, il tutto senza abbandonare mai la stessa pagina di Google.

(continua…)

Nuovo look per Google Translate

18 novembre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Google Translate ha appena ricevuto una bella sistematina al look e diverse nuove funzionalità.

pronuncia in google translate

pronuncia in google translate

La prima cosa che salta all’occhio è che non è più necessario fare clic per tradurre: la traduzione ora funziona all’istante, mentre si digita. Inoltre, se si cerca di tradurre qualcosa in una lingua con un alfabeto non romano (come il cinese, per esempio), Google mostrerà anche la pronuncia fonetica sotto i caratteri tradotti.

Se si sta traducendo in inglese, c’è un’opzione ancora migliore: è possibile ascoltare la pronuncia audio della traduzione in inglese. Questa funzione, già utilizzata da altri web-tools per la pronuncia di parole inglesi, è una bella novità per Google il quale, forse, potrebbe riuscire ad estendere questa funzione anche ad atri idiomi.

Inoltre, gli utenti inglesi dispongono anche di un’altra funzione: se si deve tradurre una parola inglese in un alfabeto non romano (Arabo, Persiano o Hindi, al momento) e non si conosce il modo di digitarlo con la propria tastiera, basta spuntare l’opzione “Type phonetically” + barra spaziatrice per convertire la parola nella lingua di destinazione.