Articoli recenti

Articoli archiviati nell' Argomento "Dossier"

L’importanza del Social Bookmarking

16 maggio 2005

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Un bookmark letteralmente è un segnalibro, infatti oggi si parla di social bookmarking per indicare la pratica di “salvare” l’indirizzo di siti web ritenuti interessati attraverso l’uso di etichette e parole chiave; attraverso il bookmarking, si può creare una specie di collezione di siti, da poter condividere con altri utenti grazie ad appositi siti-contenitori.
Questa pratica ha letteralmente rivoluzionato la prospettiva sulla diffusione delle informazioni, dato che sono gli utenti a scegliere quale informazione promuovere e taggare, in maniera assolutamente libera e personale.
I siti di social bookmarking organizzano il loro contenuto tramite appunto l’uso di tag (un “Tag” é semplicemente una parola chiave che identifica e classifica il sito o la pagina Web in base ai contenuti, e questo puó essere fatto rapidamente con pochi click salvando per sempre online i nostri preferiti). La popolarità di questi siti è in costante crescita, in quanto sono uno strumento facile e intuitivo per individuare, classificare, ordinare e condividere le risorse Internet attraverso la pratica dell’etichettatura e categorizzazione (tagging). Ulteriori risultati possono essere ottenuti raggruppando insieme più tag.

Cenni storici
Il concetto di “condivisione in rete dei bookmark” è databile verso la metà del 1999, ma le prime proposte in questo senso furono di breve durata, travolte dalla crisi che investì il comparto dell’alta tecnologia dopo il 2001. Il social bookmarking diviene una pratica diffusa solo nel settembre del 2003 con la nascita del sito del.icio.us, che funge da apripista e si qualifica ancora oggi come punto di riferimento.
Il 2005 vede l’ingresso nel settore del popolare motore di ricerca Yahoo! che lancia My Web 1.0, un servizio di social bookmarking giunto ora nel 2006 alla versione 2.0: seppure ancora in fase di beta testing, il programma è stabile ed ha attratto oltre un milione di utenti. Intanto, nel dicembre 2005 Yahoo! incorpora del.icio.us, conquistando una posizione di grande rilevanza nell’ormai affollato settore del social bookmarking.
Altre società che lavorano su questa iniziativa sono Simply, Reddit e, in italiano, le nuove Segnalo e Smarking.
La pratica di taggare siti si è ben presto estesa ad altri tipi di contenuti: si possono condividere immagini (Flickr), video (YouTube), audio (Freesound), notizie (TagCloud, NewsGator) e così via: una particolarità è del.irio.us, una versione open source di del.icio.us.

Visione d’insieme
In un sistema di social bookmarking gli utenti registrano un catalogo di risorse Internet ritenute, a vario titolo, utili e stimolanti. Sovente questi elenchi sono pubblicamente accessibili e altre persone con analoghi interessi possono visionarli, casualmente o suddivisi per categorie. Alcuni sistemi di social bookmarking salvaguardano la privacy, consentendo la registrazione di segnalibri in forma anonima, ovvero non associati ad un nominativo.
La categorizzazione delle risorse avviene per mezzo di “parole chiave” (tag) liberamente e informalmente scelte dall’utente (vedi Folksonomia). La maggioranza dei servizi di social bookmarking permette agli utenti la ricerca di segnalibri associati a determinate etichette (tag), oltre all’ordinamento delle singole risorse Internet in base al numero delle segnalazioni. Molti siti hanno altresì implementato algoritmi per ottenere risultati da ricerche condotte su gruppi di parole chiave.

Aspetti positivi
Questo sistema gode di numerosi vantaggi rispetto ai tradizionali software per la localizzazione e la classificazione automatizzata di risorse Internet quali, ad esempio, i motori di ricerca. Nei sistemi di social bookmarking la classificazione di risorse si basa su etichette (tag) create da esseri umani, che “comprendono” il contenuto del sito catalogato, all’opposto di quanto avviene con un software che “cerca di comprendere” il significato di una risorsa per mezzo di un algoritmo. Il social bookmarking introduce il concetto di etichette (tag) classificate “semanticamente”, una possibilità ancora assente negli attuali motori di ricerca.
Inoltre, poiché la gente cataloga risorse che ritiene utili, i siti di maggior interesse e valore sono segnalati da un alto numero di utenti. Di conseguenza, un simile sistema “collocherà” una risorsa in base alla sua utilità “percepita”. Questo risultato è di maggior interesse per l’utente finale rispetto a quello ottenibile con altri sistemi che “collocano” una risorsa in base al numero di collegamenti esterni che puntano su di essa.

Esempio d’uso
Immaginiamo due risorse Internet: la prima ha molti collegamenti che conducono ad essa, ma presenta uno scarso interesse; la seconda ha relativamente pochi collegamenti, ma possiede maggiori attrattive per l’utente finale. I motori di ricerca tradizionali come Google tendono a privilegiare la prima risorsa collocandola nei primi risultati, mentre un sistema di social bookmarking, basato su un metodo d’ordinamento che considera prioritario il grado d’usabilità, privilegia la seconda risorsa.

Notifica automatica
La classificazione e l’ordinamento delle risorse Internet è un processo in continua evoluzione, così molti sistemi di social bookmatking offrono la sottoscrizione a feed RSS basati sulle categorie. In questo modo, l’utente abbonato al servizio riceve una notifica automatica non appena nuovi segnalibri appartenenti alla propria area d’interesse vengono aggiunti da altri utenti.

Inconvenienti
Esistono alcuni inconvenienti legati ai sistemi basati sull’attribuzione di etichette (tag): mancanza di una serie codificata di parole chiave, assenza di uno standard per la struttura delle etichette (ad es. singolare contro plurale, uso delle lettere maiuscole, ecc.), scorrette catalogazioni dovute a errori di ortografia, etichette che possono avere più di un significato, schemi di categorizzazione altamente “personalizzati” da parte di alcuni utenti. Infine, non esiste la possibilità per l’utente di evidenziare le relazioni gerarchiche tra le etichette (ad es. un sito potrebbe essere catalogato sia “formaggio” che “parmigiano”, senza un meccanismo indicante che quest’ultimo è un “perfezionamento” o una “sottocategoria” di “formaggio”).

I sistemi di social bookmarking sono naturalmente soggetti a rapida evoluzione, così nel prossimo futuro è probabile che questi aspetti negativi troveranno un’adeguata soluzione, o risulteranno superati.

via Wikipedia

Che cos’è il Bluetooth?

15 maggio 2005

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Sapevate che il nome Bluetooth deriva dal soprannome di un famoso condottiero scandinavo, re di Danimarca del medioevo, Harald II Bluetotth che conquistò la Norvegia?
Oggi si definisce Bluetooth la famosa tecnologia che ha la capacità di far dialogare e interagire fra loro dispositivi diversi (telefoni, stampanti, notebook, PDA, impianti HiFi, tv,computer, PC, cellulari, elettrodomestici, device,etc ) senza la necessità di collegamenti via cavo, ovvero in maniera wireless (una tipologia di comunicazione, ad un monitoraggio e a un insieme di sistemi di controllo in cui i segnali viaggiano nello spazio e non su fili o cavi di trasmissione; in un sistema wireless la trasmissione avviene principalmente via radiofrequenza -RF o via infrarosso -IR, eliminando ogni tipo di connessione fisica; per fare ciò ciascun dispositivo deve possedere all’interno un chip, integrato, in grado di trasmettere e ricevere informazioni nell’etere ).BT_bluetooth
Nel panorama Wireless il Bluetooth è sicuramente una tecnologia che ha cambiato, e che rivoluzionerà il mercato della connessione delle reti wireless, principalmente per i bassi costi di trasmissione su cui essa si basa e soprattutto per la possibilità di far comunicare qualunque tipo di dispositivo wireless attraverso onde radio.
La tecnologia Bluetooth è specificatamente progettata per realizzare la comunicazione senza fili per apparecchi di piccole dimensioni. Il concetto chiave ispiratore di questa tecnologia è quello di eliminare completamente i cavi necessari alla comunicazione fra apparecchi.

Tutte le apparecchiature bluetooth predisposte in un ambiente di lavoro sono nella condizione di generare piccoli network (reti) senza fili, cioè un’interconnessione di comunicazioni-dati come ad esempio una rete di computer (Lan). Diversamente da una lan i dispositivi interconnessi non si limitano ai computer ma ad altri diversificati apparecchi elettronici come cellulari, cuffie, proiettori, scanner, videocamere, fotocamere, elettrodomestici vari. Questi collegamenti senza fili sono effettuati usando un ricetrasmettitore che opera nella frequenza di 2,4 GHz, frequenza assegnata per usi industriali. Le frequenze utilizzate variano da paese a paese, in relazione alle normative nazionali.
Questi piccoli network wireless sono generalmente chiamati piconet: un piconet è costituito da due o più periferiche che condividono un canale di comunicazione utilizzando Bluetooth , fino ad un massimo di 8 dispositivi. La frequenza di 2,4 Ghz è sotto le frequenze UHF radio amatoriali che vanno dai 5,65 – 5,85 Ghz.
Il sistema di comunicazione bluetooth è progettato per funzionare anche in ambienti con forte presenza di interferenze, campi elettromagnetici, ciò che va sotto il nome di elettrosmog, ciò per assicurare collegamenti sempre efficienti e affidabili. E’ possibile ad esempio ascoltare musica dell’ impianto stereo o della Tv tramite la cuffia senza fili anche se ci sono oggetti, ostacoli interposti, cosa impossibile con le cuffie a raggi infrarossi (tecnologia Irda). La velocità di comunicazione è prossima ad 1 Mbps, mille volte inferiore alla potenza di un cellulare GSM, impiegando la tecnologia TDD (Time Division Duplex, tecnologia impiegata nella gestione del traffico asimmetrico, come ad esempio per internet e l’ Umts).
In relazione alla potenza i dispositivi Bluetooth vengono distinti in classi 1, 2, 3: generalmente un notebook implementa un terminale bluetooth in classe 2 con raggio d’azione di diversi metri.
BT_powerclass
Lo standard Bluetooth consente di creare delle Wpan (Wireless personal area networks) con diversi nuovi servizi, quelle che vengono definite reti wireless individuali, ossia gruppi di dispositivi differenti tra loro collegati per soddisfare le esigenze del singolo.
Bluetooth permette infatti di gestire sia i dati sia la voce, utilizzando una trasmissione a pacchetto su rete radio per i dati e una modalità connection-oriented per la voce.

I dispositivi dotati di questa tecnologia comunicano dunque tra loro creando e riconfigurando dinamicamente (la configurazione cambia infatti automaticamente quando si inserisce o si elimina un dispositivo) delle reti ad hoc (picoreti): ciò permette, ad esempio, di sincronizzare i dati di un Pc portatile e un Pda semplicemente avvicinando i due apparecchi, oppure di passare automaticamente al vivavoce quando si entra in auto parlando al cellulare. Tutto questo è possibile grazie al service discovery protocol (SDP) che permette ad un dispositivo Bluetooth di determinare quali sono i servizi che gli altri apparecchi presenti nella picorete mettono a disposizione. Tale protocollo può fungere sia da server (ossia può essere interrogato da un altro dispositivo e rispondere con i propri servizi) sia da client (interrogando gli altri dispositivi) e ogni apparecchio dispone delle informazioni relative ai servizi di cui è capace e dei protocolli supportati: altri apparati potranno fare uso di queste informazioni per determinare le possibilità di interazione con i nodi della picorete.

BT_bu Gli elementi base di un sistema Bluetooth sono l’RU (unità radio) e l’BU (unità base): i dispositivi comunicano tra loro in modo dinamico, mentre la picorete si configura automaticamente quando si inserisce o si elimina un dispositivo. A loro volta più picoreti possono interconnettersi tra loro aumentando le possibilità di espansione. In un collegamento tutti gli apparecchi Bluetooth connessi sono generalmente in modalità standby, cioè di attesa, seguendo un ciclo di scansione ad intervalli di tempo di 1,28 secondi al fine di verificare la presenza di eventuali altri dispositivi; in tale modalità tutti i dispositivi bluetooth sono a basso consumo energetico. La scansione effettuata può essere di due tipi : PS (Page Scan) e IS (Inquiry Scan).
La scansione PS consente la la ricerca di un collegamento con un altro apparecchio Bleutooth, che può risultare in modalità connectable mode o non-connectable mode; la scansione IS, simile alla precedente, permette di identificare la tipologia di apparecchi disponibili nella picorete, discoverable mode o non-discoverade mode, e di approntare i necessari protocolli per il collegamento.

Una piccola rete Bluetooth può supportare un collegamento punto a punto (point to point) e multi punto (multipoint).
Ogni unità contiene all’interno più componenti:
- l’unità radio
- l’unità di controllo di collegamento ( link unit)
- l’unità di gestione e di interfaccia del collegamento
Le connessioni tra dispositivi bluetooth vengono contrallate dal Link Manager (LM, componente software che gestisce le impostazioni,l’autenticazione,le configurazioni, ecc..) e dal Link Controller (LC, componente hardware che gestisce l’invio/ricezione dei dati,le impostazioni dei dati, ecc..). Il Link Manager sorveglia il collegamento tra i diversi dispositivi Bluetooth e verifica le procedure di autenticazione e configurazione del collegamento, attraverso il contatto con un altro Link Manager.
Lo scambio delle informazioni di servizio avviene tramite il protocollo LMP (Link Manager Protocol): le informazioni dell’LMP possono essere di trasmissione e ricezione dati, di autenticazione, di scansione (page scan, inquiry scan, park hold sniff), di identificazione, di collegamento, di determinazione canale comunicativo, di verifica, la compressione dei dati scambiati.
I messaggi inviati vengono chiamati PDU (Protocol Data Units) e si articolano in 55 tipologie. Un ulteriore livello di controllo superiore è l’ L2CAP (Logical Link Control and Adaptation Protocol) che agisce una volta stabilita la connessione tra dispositivi tramite l’LMP, gestendo la segmentazione/ricompilazione pacchetti dati (di 64 Kb max), il multiplexing, le informazioni QoS (Quality of Service).

Fonte: prof. Pauletto

[Bluetooth.com]