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Google Reader Play presenta le notizie interessanti del web

11 marzo 2010
Google Reader Play

Google Reader Play

Dalla tecnologia utilizzata per raccomandarci items e letture interessanti in Google Reader, il team di Google ha tirato fuori un tool che offre ben poco sul fronte produttività, ma punta tutto sull’esperienza di fruizione dei contenuti.

Google Reader Play è infatti un player a tutto schermo che pesca le notizie più popolari e interessanti del web (preferibilmente video, foto e brevi testi) e le presenta a mo’ di slideshow navigabili da tastiera o con autoplay. L’interfaccia offre all’utente poche, semplici funzioni come star, like e share.
Ovviamente si ha la possibilità di andare a vedere la notizia originale in Reader.

Chi ha una account Google può avere un’esperienza di navigazione personalizzata, scegliendo quali item visualizzare in Reader Play: starred, liked, shared o notizie selezionate da una specifica categoria.

Essendo in fase sperimentale, potete testare Reader Play dai Labs di Google anche senza avere un account!

Apre i battenti l’apps store per Google Apps

10 marzo 2010

Proprio ieri Google ha introdotto il suo Apps Marketplace, uno spazio online dove gli utenti che utilizzano Google Apps potranno scoprire, distribuire, acquistare e gestire applicazioni che si integrano con Google Apps. Questo passo è stato reso possibile dalla collaborazione con oltre 50 aziende, che hanno scelto la vetrina di Google per mettere in vendita i propri servizi.

Una volta acquistate e installate sul proprio dominio Google Apps, queste applicazione “on the cloud” funzionano come fossero native di Google e possono interoperare con tutte i servizi di deafult: posta, calendario, documenti, etc. Le Apps acquistate possono essere gestite dagli amministratori tramite il pannello di controllo, mentre, grazie all’integrazione col protocollo Open ID, gli utenti potranno accedervi senza registrarsi in ciascuna applicazione separatamente.
Tali integrazioni consentiranno sicuramente una maggiore efficienza dei processi svolti tramite Google Apps, incrementando la condivisione di dati e collaborazione su progetti, così come la connessione a flussi di lavoro quotidiani interamente online, senza bisogno di installare sofware e aggiornamenti.

Tra le apps più interessanti troviamo, ad esempio, eFax, Dimdim per le videoconferenze, Tripit per la pianificazione dei viaggi (gratis), Aviary per l’editing di immagini (gratis), tutte disponibili per gli utenti di Google Apps Premier, Standard e Education.

Con 25 milioni di utilizzatori, Google Apps Marketplace è sicuramente un mercato interessante per aziende e sviluppatori che, nell’imminente appuntamento del 19-20 maggio al Google I/O, troveranno la giusta occasione per testare le potenzialità di questo nuovo mercato.

[via google enterprise blog]

SearchWiki cede il passo ai risultati “speciali”

4 marzo 2010

Quanti si ricordano di SearchWiki? Bè, a quanto pare Google si è reso conto che questa feature applicata ai risultati di ricerca non ha avuto un grande successo: le persone, pur apprezzando il fatto di poter “salvare” in qualche modo un risultato per ricerche future, non amano affatto cambiare l’ordine naturale dei risultati organici di Google.

E allora non resta che sostiture SearchWiki con una nuova opzione, sicuramente meno invasiva. Stanno per arrivare gli “Starred Results“: accanto ai risultati di ricerca ci sarà la stessa piccola stellina che siamo abituati a vedere in Gmail e che ci consentirà di segnalare come preferito un certo risultato senza alterare il ranking naturale.

 

Starred results

Starred results

 

Google spiega che gli item ”speciali” verranno automaticamente sincronizzati con i Bookmarks dell’utente e la Toolbar e, la prossima volta che si andrà ad effettuare la medesima ricerca, i risultati contraddistinti dalla stellina saranno inseriti in prima posizione rispetto a tutti gli altri. Oltre che nei risultati di ricerca, questa possibilità verrà estesa anche alle pagine che navighiamo: potremo segnalare come “speciali” anche le pagine web, che verranno archiviate in questa nuova feature della Toolbar.

Lavori in corso per City Tours: ora possiamo importare le nostre mappe

1 febbraio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto un mese fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Sette mesi fa, Google lanciava nei Labs City Tours, un tool basato sulle mappe che permette di organizzare un tour virtuale di una località, offrendo suggerimenti per escursioni a piedi, con tanto di distanze e tempi di percorrenza.

Negli ultimi mesi il team di Google ha continuato a lavorare su City Tours per tener conto delle centinaia di suggerimenti da parte degli utenti in tutto il mondo. Ora, sebbene ancora nei Labs, sono stati integrati diversi aggiornamenti:

Google City Tours

Google City Tours

1. Indicazioni a piedi dettagliate.
In precedenza, Google stimava il tempo necessario per andare da una destinazione all’altra basandosi solamente sulla distanza tra di esse. Ora invece le indicazioni sono più accurate, tenendo conto di elementi reali come i tipi di strade, i ponti, etc.

2. Miglioramenti dell’interfaccia utente, progettati per rendere City Tours più usabile, familiare e simile a Google Maps.

3. Possibilità di importare una mappa personale come tour.
L’utente che ha già creato una propria mappa con punti di interesse che ha visitato (o vorrebbe visitare) durante un viaggio, può ora importare questo itinerario tramite link in City Tours e sfruttare le sue funzioni per organizzarlo al meglio. Ad esempio, si possono stimare le distanze reali tra una località e l’altra, i tempi degli spostamenti e di permanenza nelle singole tappe.

Lungi dall’essere completo (mancano, ad esempio, la possibilità di riordinare le tappe, invitare collaboratori, salvare e stampare il percorso, embeddare il tour in una pagina web), City Tours si sta affermando come un interessante tool di geolocalizzazione che, in previsione di essere utilizzato unitamente alle mappe e ai dispositivi mobili, potrà esserci davvero utile per rendere la pianificazione di un viaggio semplice come fare una ricerca con Google.

Conoscere e discutere le tecnologie di Google? Anche in Italia nascono i GTUG

20 gennaio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto un mese fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Ci viene segnalata una bella iniziativa italiana per coinvolgere tutti gli appassionati di Google e i professionisti che utilizzano quotidianamente i tanti tools del colosso di Mountain View: il Firenze-GTUG (Google Technology UserGroup italiano), di cui Francesca e Alberto sono i fondatori, nasce con l’intento di condividere esperienze, idee, modi d’uso e criticità relativamente alle tecnologie offerte da Google.
La directory di GTUG raccoglie l’attività di tutti i gruppi nati nel mondo: solo in Italia ce ne sono attualmente tre, a Roma, Palermo e, appunto, Firenze.

Benché il Firenze-GTUG nasca dall’esigenza di un gruppo di sviluppatori di creare una comunita’ italiana di tecnici interessati all’uso professionale delle tecnologie di casa Google, dopo un brevissimo periodo di vocazione tecnica ci siamo resi conto che l’impatto di tali strumenti andava oltre gli aspetti da “adetti ai lavori” e lo scopo del gruppo si e’ allargato a comprendere sia aziende che vogliono mostrare come alcuni strumenti siano di grande impatto nel loro lavoro e, magari, in cerca di speciali expertise, sia ad utilizzatori che, pur non essendo sviluppatori, vogliono approfondire le loro conoscenze o semplicemente dire la loro. [via]

Il prossimo 5 Febbraio 2010 dalle ore 10:00 alle ore 12:00 presso il Dip. di Matematica “U.Dini” a Firenza si svolgerà il “Firenze-GTUG Kick-off“, il primo incontro del Google Technology User Group di Firenze, durante il quale verrano presentate e discusse le iniziative per i prossimi mesi (incontri tecnici, hackathon, workshops, etc…) e le possibilità offerte dalla partecipazione al gruppo (e.g. il Google Qualified Developer Program).

Nei prossimi potrete trovare il programma completo dell’incontro sulla pagina ufficiale dell’evento.
Chi non può partecipare di persona potrà comunque seguire l’evento in streaming e intervenire “live” tramite una wave dedicata per contribuire alla crescita del gruppo con proposte e suggerimenti.

L’incontro è gratuito, iscrivetevi!

[coming soon] Google estende a capacità di storage in GDocs

13 gennaio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Da un bel po’ di tempo correva voce che Google avrebbe presto abilitato un servizio di storage online chiamato GDrive; dopo qualche anno di attesa, l’azienda di Mountain View si appresta a lanciare una nuova funzionalità, ovvero la possibilità di caricare qualsiasi tipo di file di Google Docs.

Non si parla infatti di GDrive, ma di una estensione della capacità di archiviazione del servizio Documenti, che includerà anche file .RAW, ZIP, formati grafici. etc (AVI attualmente non supportati). I limiti?
Ciascun file caricato non può superare la dimensione di 250 MB, per un totale di 1 GB di spazio gratuito dedicato a file che non rientrino in uno dei formati supportati attualmente dai docs (word, excel, ppt). Spazio aggiuntivo potrà presto essere acquistato per 0,25 $ all’anno.

Unito alle funzioni che abbiamo già, come la collaborazione con altri utenti e la condivisione di cartelle intere, Docs assumerà sicuramente un ruolo più importante per lo sharing di file di qualsiasi tipo; resta il fatto che da Google ci aspetteremmo qualcosa in più di un solo GB di storage…

In ogni caso, la nuova funzione di upload universale sarà implementata gradualmente entro le prossime due settimane.

Il futuro dell’informazione secondo Google? Sono le “living stories”

11 gennaio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

L’attuale discussione sul futuro dei media tradizionali e delle loro difficoltà a trovare un modello di business solleva numerose ipotesi riguardo il modo in cui il giornalismo si evolverà nell’era digitale. Mentre gli attori principali si confrontano sugli scenari possibili, Google ha spostato il focus della sua attenzione su un elemento spesso trascurato in questi dibattiti: la natura della notizia stessa e l’esperienza della lettura online.

“While we have strong ideas about how information is experienced on the web, we’re not journalists and we don’t create content.”
Anche se abbiamo idee forti su come l’informazione viene vissuta sul web, non siamo giornalisti e non produciamo contenuti. [via googleblog]

Negli ultimi mesi Google ha collaborato con il New York Times e il Washington Post per creare un prototipo di nuova pagina per le notizie che si chiama Living Stories. In un post sul blog che annunciava questa mossa, Google racconta questo format non convenzionale di presentare l’informazione: le Living Stories intendono “coprire” una notizia su una singola pagina dinamica con un URL coerente, organizzando le informazioni man mano che la stessa storia evolve e include nuovi sviluppi. Attraverso un breve riepilogo e aggiornamenti regolari messi in evidenza, Living Stories offre uno spazio diverso di fruizione della notizia, dove il lettore può trovare informazioni dell’ultimo minuto, approfondimenti, video, foto, citazioni, il tutto senza abbandonare mai la stessa pagina di Google.

(continua…)

Come personalizzare lo stile di testo predefinito in Gmail

5 gennaio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Gmail Labs

Gmail Labs

La maggior parte delle nostre email sono messaggi sono veloci, con un obiettivo professionale, che guardano poco alla creatività della forma, ma molto alla qualità del contenuto: mai sentita l’esigenza di cambiare il colore o il tipo di font!
Tuttavia, nei Labs di Gmail è comparsa una nuova opzione per dare ai nostri messaggi in uscita un aspetto più personale, modificando lo stile di default dei caratteri, dal colore al font alla dimensione.

Modifica testo default

Modifica testo default

1. Nella sezione Labs dell’account Gmail cerchiamo la funzione denominata “Default text Styling” e attiviamola.

2. Click su “Impostazioni“: nella scheda “Generali” apparirà una nuova opzione per la modifica del testo di default.

3. Giochiamo con gli effetti di testo visualizzando in anteprima le modifiche nel breve messaggio di test.

3. Se non siamo soddisfatti del risultato, è possibile rimuovere le modifiche e tornare alle impostazioni di default cliccando il pulsantino all’estrema destra.