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Monitorare il proprio business con le nuove statistiche di Google LBC

4 giugno 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto un mese fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Qualche tempo fa parlavamo del Google Local Business Center come di un ottimo strumento gratuito di Google, non molto noto, che aiuta anche le piccole attività commerciali locali a gestire il modo in cui il proprio business viene presentato al mondo attraverso la ricerca e le mappe di Google.

Il LBC, infatti, consente di accedere con un account di Google ad una dashboard dove possiamo personalizzare sia i contenuti sia le informazioni principali relative alla nostra attività: dai recapiti, alla descrizione dell’azienda, fino all’aggiunta di foto, video ed altri dettagli. Le schede personalizzate sono infatti quelle che appaiono, nelle mappe, più ricche di contenuti: considerato l’enorme utilizzo delle indicazioni geografiche da parte degli utenti web, la possibilità di rendere la presentazione del proprio business più dettagliata ad attraente non è affatto un aspetto da sottovalutare!

Nuove statistiche in Local Business Center

Nuove statistiche in Local Business Center

Da ieri Google ha aperto le porte ad una ulteriore funzione in LBC, ovvero una dashboard completa di statistiche per comprendere e valutare l’andamento della propria scheda attività su Google Maps. I dati analizzati e visualizzati a mo’ di grafici comprendono:

Impressions: il numero di volte in cui l’elenco di attività commerciali è apparso come un risultato di ricerca su Google.com o di ricerca di Google Maps in un determinato periodo di tempo.

Actions: Il numero di volte che le persone hanno interagito con la scheda attività: ad esempio, il numero di volte che l’utente ha cliccato sul sito dell’attività o ha richieste indicazioni stradali.

Top search queries: con quali ricerche i clienti sono arrivati alla nostra attività commerciale.

Analisi dei CAP

Analisi dei CAP

Codici di avviamento postale da cui provengono le indicazioni stradali: da dove provengono i clienti che chiedono indicazioni stradali verso la nostra attività?

Attualmente questo tipo di statistiche è stato attivato per gli account residenti negli USA, ma Google ha annunciato a breve la release anche per le altre nazioni: nel nostro account, infatti, sono appena “scomparse” anche le informazioni relative alle visite degli ultimi 30 giorni, segno -forse- di un imminente aggiornamento della dashboard. Speriamo!

[immagini via LatLong]

Il social web sta rimpiazzando Google?

27 maggio 2009

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grafici dei visitatori di Baekdal.com

grafici dei visitatori di Baekdal.com

Baekdal fa una riflessione davvero interessante su come stia rapidamente cambiando il modo di valutare il traffico su un sito web dal vecchio paradigma dei motori di ricerca all’ondata di media sociali, testimone il picco in discesa di vistatori provenienti da Google. Riportiamo (liberamente tradotti) alcuni dei passaggi che più ci han fatto riflettere sulla questione:

“Ogni persona che crea i contenuti su Internet vuole sapere 2 cose in merito ai loro visitatori, quanti sono (traffico) e, da dove provengono (referrer). E il modo in cui questo funziona sta attualmente cambiando a velocità incredibile.

Internet era un luogo da visitare o per fare/ottenere qualcosa, quasi nello stesso modo in cui si ‘visita’ il televisore per vedere uno spettacolo. Internet era un luogo o qualcosa del genere.

Ma proprio ora stiamo assistendo ad un incredibile cambiamento nel modo in cui le persone utilizzano Internet. Non è più un luogo che si visita. Ora è come elettricità. Oggi Internet è una parte di noi. Si tratta di una parte della nostra esistenza. Noi non andiamo online. Noi SIAMO on-line.

Internet è più del semplice buon contenuto. E’ diventato una piattaforma di comunicazione, che collega le persone con il contenuto (lettura), il contenuto con le persone (commenti), il contenuto con il contenuto (FriendFeed, RSS ecc), le persone con le persone (# followfriday) e, cosa più importante, collega voi con le persone (Twitter, Facebook), e le persone con voi (@ risposte, Delicious).

Questo rende il web sociale. E’ la combinazione di persone, contenuti, comunicazione e voi. Tutti avviene come un flusso costante, al contrario di qualcosa che puoi solo visitare. [...]

(continua…)

Panoramica sulle nuove opzioni di ricerca di Google

18 maggio 2009

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Qualche anno fa l’evento Searchology fu il trampolino di lancio della Ricerca Universale di Google (pagine web, notizie, immagini, video, forum, etc): stavolta Google ha invece lanciato una serie di tools che rispecchiano la complessità crescente dei risultati di ricerca e tentano di facilitarene la fruizione da parte degli utenti.

Localizzate per ora nella versione inglese (US), le novità annunciate includono:

SEARCH OPTIONS, un set di opzioni di ricerca che consentono di filtrare i risultati in base ad una lunga serie di parametri. Le Search Options sono contenute in una sidebar espandibile, nella pagina dei risultati di ricerca, e servono a restringere la gamma di risultati ad esempio per tipo di contenuto (informazioni da forum, revisioni degli utenti, video) oppure per periodo di riferimento (notizie delle ultime 24 ore, ultima settimana e così via).

Timeline

Timeline

TIMELINE e WONDER WHEEL: sono due ulteriori opzioni di visualizzazione alternativa per i risultati di ricerca.
La Timeline permette di leggere i risultati organizzandoli appunto in una linea temporale.
La “Ruota delle Meraviglie” permette invece di mostrare il risultatodella nostra ricerca al centro di un grafico, i cui “rami” suggeriscono una serie di termini correlati: al click sulla nuova keyword, i risultati di ricerca si modificano e si riflettono in un nuovo focus della Ruota.

RICH SNIPPETS: uno snippet è la breve descrizione che compare nelle SERP di Google ed evidenzia le informazioni considerate più importanti rispetto alla ricerca effettuata. Le novità includono snippet più ricchi, contenenti ad esempio le valutazioni inserite dagli utenti o recensioni di prodotti. Questo tipo di dati verrà estratto da Google attraverso alcune specifiche porzioni di codice, delle quali Google stesso sta incentivando l’utilizzo (info per i webmaster).

Google Squared (via Blogoscoped)

Google Squared (via Blogoscoped)

GOOGLE SQUARED: non sarà diffusa prima del prossimo mese questa interessante novità che promette di fornire i risultati in maniera visivamente chiara e diretta, ovvero organizzando i contenuti attraverso una griglia a mo’ di foglio di calcolo. Righe e colonne di questa griglia possono essere rimosse o aggiunte dall’utente per far sì che Google raccolga ed organizzi i risultati attraverso questa nuova prospettiva di fruizione dei contenuti.
[immagine via Blogoscoped]

Google e Facebook si contendono i profili degli utenti

23 aprile 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

L’egosurfing è da sempre una delle pratiche più utilizzate da utenti di tutti il mondo. E nell’ultimo anno, con l’esplosione dei social networks e il potere della condividisione in rete, sembra essere decaduta la tendenza all’anonimato sul web. Al contrario stiamo imparando a verificare cosa il web dice di noi, in particolare cosa Google dice di noi!

Dal dicembre 2007 Google ha introdotti i profili, che si possono creare gratuitamente se si dispone di un account utente, e in cui si possono condividere alcune informazioni personali (prima pochi dati, ma attualmente anche foto aggregate da Picasaweb, Flickr o altri servizi, link alle nostre pagine Web, la città in cui viviamo, quello che ci piace, info di contatto e così via…).

google ricerca profili

google ricerca profili

Proprio ieri, per un paio d’ore, nella versione internazionale ‘google.com‘ la ricerca di un nome di qualsiasi persona mostrava in fondo alla pagina i link ai profili degli utenti corrispondenti, con tanto di foto in miniatura. Nell’esempio “fotografato” da Dirson, questo tipo di risultato comprende una serie di informazioni personali dell’utente, che a loro volta includono link alle pagine personali, blog e profili dei social networks, e persino la possibilità di inviare un messaggio privato attraverso un modulo (mantenendo privato l’indirizzo e-mail).

Ovviamente la piena integrazione dei profili di Google nei propri risultati di ricerca sarà una bella minaccia per altri servizi web, in primis Facebook, la cui ascesa nei risultati di ricerca è stata molto rapida, tanto da conquistare spesso la prima posizione nelle SERP.

Da quello che si legge in giro, la ricerca dei profili è stata attiva per qualche ora negli USA, ma in Italia sembra ancora inattiva; per conoscenza, se avete già un account di Google, le informazioni veicolate in un profilo si modificano qui. Tra le impostazioni, è  possibile deselezionare l’inclusione nelle ricerche e dunque l’utente può scegliere di mantenere il profilo privato. Per quanto riguarda le informazioni di contatto, è anche possibile selezionare uno specifico gruppo di utenti con cui condividere questo genere di dati.

Se Google continuerà a promuovere ed arricchire le pagine dei propri utenti, dovremmo forse aspettarci una specie di “social stream” anche nelle pagine dei risultati di ricerca, attraverso cui saranno monitorate la presenza e le attività generate dalle persone sui servizi online (dove sono, cosa faccio, cosa programmo, qual è il mio status)?

Go on and fool me!

2 aprile 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 3 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, il primo di Aprile, Google lanciava la sua nuova webmail!

Anno dopo anno, Google ci ha abituati ad aspettarci qualche divertente April Fools hoax, anche se nessun vero prodotto è stato più lanciato come avvenne per Gmail, all’epoca troppo ricca di funzioni per pensare che si trattasse di un’applicazione realmente disponibile.

La bufala di quest’anno ha attraversato un vasto insieme di prodotti Google e si chiama CADIE (Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity) - il primo cluster operativo di apprendimento neuro-evolutivo su scala mondiale.

Da ormai diversi anni un piccolo gruppo di ricerca si occupa di alcuni problemi complessi nell’ambito della rete neurale, del linguaggio naturale e della risoluzione autonoma dei problemi.
Lo scorso autunno questo gruppo ha raggiunto un importante traguardo: una nuova e potente tecnologia per la risoluzione dei problemi di apprendimento per rinforzo, che ha dato vita al primo cluster operativo di apprendimento neuro-evolutivo su scala mondiale.

CADIE ha fatto una capatina su tantissime applicazioni, tra cui Google Immagini, YouTube, Google Docs, Picasa, Google Analytics, Google Code, Knol, Google Ricerca Libri, e persino sul suo stesso blog che ha creato dopo aver analizzato il web e capito come progettare un’interfaccia web “ottimale”.

Diversi altri scherzi in ordine sparso:

1) YouTube è stata capovolta, secondo una teoria che sostiene che i monitor diano la loro miglior performance a testa in giù.

2) Google Chrome rende il web in 3D, con tanto di istruzioni di montaggio dei noti occhiali.

occhi rossi automatici in Picasa

occhi rossi automatici in Picasa

3) Gmail inserisce il pilota automatico
CADIE può rispondere per voi alla posta elettronica: analizza le e-mail e auto-formula una risposta sulla base dei messaggi precedenti.

4) Picasa aggiunge la funzione per gli occhi rossi: certo, è facile da rimuovere gli occhi rossi dalle foto, ma se fosse necessario aggiungerli?

slideshare rockstar

slideshare rockstar

Stando alle email ricevute e alle conversazioni innescate sui vari sn, quest’anno poi non solo Google si è lanciato in pesci d’Aprile: anche noi, ad esempio, siamo stati nominati da Slideshare delle RockStar, con tanto di congratulazioni per le oltre 100 mila views delle presentazioni!

Date un’occhiata su Techcrunch per tutte le altre bufale del 2009!

Twitter + Google: uno script per risultati di ricerca real-time

9 marzo 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 3 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Si stanno facendo più insistenti le voci secondo cui “il web in tempo reale” potrebbe essere il prossimo punto di svolta della ricerca di Google. I social networks hanno notevolmente aumentato non solo il numero di utenti che pubblicano contenuti online, ma anche la velocità con la quale essi sono in grado di farlo. Ci sarebbe forse bisogno di un nuovo paradigma di ricerca per dare priorità alla pubblicazione di notizie più recenti piuttosto che al Pagerank?

I sostenitori di Google dicono che questo motore di ricerca sia già in grado di indicizzare qualsiasi cosa a pochi momenti dalla pubblicazione, tuttavia l’esperienza della ricerca non può dirsi ancora davvero in “tempo reale”.

Twitter nei risultati delle ricerche su Google

Twitter nei risultati delle ricerche su Google

E qui entra in gioco Mark Carey, consulente di Movable Type, con un’idea piuttosto semplice ma che potrebbe cambiare pesantemente i risultati delle ricerche web: Carey ha creato Realtime Twitter Search Results on Google, uno script di Greasemonkey che, per ogni termine di ricerca digitato, nella parte superiore della pagina mostra i 5 risultati più recenti provenienti da Twitter.
Nell’eventualità (non rara) che Twitter sia down o se non ci sono i risultati disponibili per quella ricerca, la pagina di Google semplicemente mantiene il suo aspetto abituale.
L’unico difetto imputabile a questo script è che i risultati provenienti da Twiter non caricano alla stessa velocità della pagina di Google (forse un problema delle API di Twitter o di implementazione), tuttavia a Carey il merito di aver portato risultati di ricerca real-time in Google: chissà che big G non raccolga l’intuizione e provi ad integrare questa funzione nel futuro delle ricerche online.

Come suggerisce ReadWriteWeb, non sarebbe male avere anche qualche funzionalità aggiuntiva, come un link al feed RSS su Twitter per i risultati della ricerca, la possibilità di visualizzare un maggior numero di risultati (magari in quantità a scelta dell’utente) o un’opzione per visualizzare anche informazioni sull’utente di Twitter da cui i risultati vengono estratti (es. via Twellow).

Di Girl Geek Dinners e “local” networking

4 marzo 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 4 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Di Girl Geek Dinners abbiamo già parlato: le cene delle ragazze “tecnologiche” nate da un’idea di Sarah Blow ed esportate un po’ in tutto il mondo per favorire il coinvolgimento e l’aggregazione dell’emisfero femminile impegnato a vari livelli nel campo dell’IT e creare occasioni di networking e scambio di esperienze/competenze/professionalità.

GGD Marche logo

GGD Marche logo

Dopo l’esperienza urbinate, da più parti è stata manifestata la voglia di provare ad esportare questo format anche a livello locale e -con qualche mese di decisioni/organizzazioni- ieri ha finalmente visto la luce il blog delle Girl Geek Dinners Marche, gruppo del quale sono orgogliosa di far parte anch’io!

L’obiettivo è quello di crere momenti di aggregazione e networking anche nel nostro territorio attraverso la formula -ormai collaudata- di cene, aperitivi ed eventi informali - nel nostro caso anche itineranti!

Il debutto in società delle neonate ggdMarchigiane sarà, non a caso, proprio in concomitanza di un altro evento nato per creare occasioni di business a livello locale, ovvero l’Aperitivo MarcheIN.
Se siete curiosi di conoscere noi e tanti altri ospiti interessanti, tra una tartina ed un bicchiere di vino, l’appuntamento è per domani 5 marzo alle ore 20,00 presso il Deep Blue di Porto Recanati. Le iscrizioni sono aperte (ancora per poco)!

Se invece non potete partecipare, niente paura, ci pensiamo noi a tenervi aggiornati:
twitter.com/ggdmarche
flickr.com/ggdmarche
friendfeed.com/ggdmarche

Non potrei essere più d’accordo con Anna nel dire che:

Ci auguriamo di portare avanti nel migliore dei modi questa nuova avventura alla quale noi crediamo molto, cercando di renderla il più significativa possibile per tutte noi attraverso, si spera, tante buone conversazioni.

Potenziare i risultati delle ricerche su Google con WebMynd

2 marzo 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 4 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una vera e proprio ascesa di social networks e servizi di condivisione di risorse di vario genere, dalle informazioni alle foto e tutto il resto. E questa tendenza sta anche profondamente modificando il nostro modo di effettuare ricerche sul web, ovvero sta moltiplicando la quantità di risultati trovabili, in quanto una gran parte di informazioni sono appunto contenuti generati, pubblicati e condivisi dagli utenti.

WebMynd demo

WebMynd demo

Per fare un pò di ordine in questo vastissimo archivio di contenuti digitali, c’è da segnalare WebMynd, una nuova estensione per Firefox che incorpora ai risultati delle ricerche su Google anche informazioni provenienti da Flickr, Wikipedia, Backtype (per i commenti del blog), Delicious, Digg, Amazon, LinkedIn ed altri servizi piuttosto popolati da utenti (prima di installare ‘add-on effettuate una demo sul sito!).

Come leggiamo su Digital Inspiration, WebMynd è per l’utente un po’ come costruirsi una pagina personale di Google Universal Search, ma con la possibilità di mantenere il controllo completo delle fonti che vengono visualizzate nei risultati della ricerca.
I contenuti vengono integrati in una sidebar a destra nella pagina di Google e si può facilmente ripristinare l’ordine e/o nascondere uno di questi servizi. Ovviamente WebMynd ricorderà le impostazioni, anche se si esce dalla pagina di ricerca di Google.

WebMynd include anche una funzionalità di registrazione (disabilitata per default), che mantiene una traccia di tutti i siti web che si possono avere visitato all’interno di Firefox. Se avete qualche preoccupazione riguardo la questione privacy, lasciate questa caratteristica ad “OFF”, in quanto questi dati sono caricati periodicamente sui server di WebMynd per la riproduzione visiva dello storico delle ricerche.

Questa estensione ha davvero delle buone potenzialità per arricchire i risultati delle nostre ricerche, non soltanto su Google, ma anche in Yahoo e Windows Live Search. L’unico contro (almeno per gli inserzionisti di Google, non certo per gli utenti) viene dal fatto che la presenza della sidebar di WebMynd spinge in basso gli annunci AdWords, tanto da renderli quasi invisibili.