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Ultime da Google: cosa ci siamo persi

2 agosto 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Di ritorno da un viaggio di due settimane negli USA, uno dei primi step è rimettersi al passo coi feed e le novità degli ultimi giorni.

RICERCA
Migliorata la funzione di ricerca “dizionario”
Addio alla funzione define:[keyword]; Google ha abilitato a tutti gli utenti in lingua inglese una nuova versione della ricerca “dizionario”. Appena si digita un termine di ricerca, il primo risultato è la definizione dello stesso secondo dizionario, con snippet più dettagliato dotato di pronuncia e frasi d esempio.

Nuova interfaccia per la ricerca immagini
Con oltre 10 milioni di immagini indicizzate, Google ha ritenuto opportuno dare una rinfrescata al design della ricerca immagini: la pagina ora mostra i risultati in una griglia scrollabile, le anteprime sono più grandi e si evidenziano al passaggio del mouse. Una volta che si sceglie un’immagine, questa viene aperta in una nuova pagina di destinazione con effetto lightbox sul sito web che ospita l’immagine, in modo da saperne di più su fonte e contesto.

GOOGLE APPS
Traduzione documenti
Selezionando dal menu Strumenti > Traduci documento è ora possibile tradurre i documenti nel nuovo editor in una delle 53 lingue di Google Docs: si può creare una copia tradotta del documento, scegliendone un titolo e selezionando la lingua che si desidera tradurre.

Zoom e novità nella tavolozza disegni
Nuovo bottoncino per selezionare una porzione di area zoomabile nel riquadro dei disegni a mano libera dei docs:
Zoom in= Ctrl Shift → oppure Cmd Shift →
Zoom out= Ctrl Shift ← oppure Cmd Shift ←

Miglioramenti nei disegni di archi, grafici a torte, rotazioni, duplicazione di elementi e formato delle linee (via).

Lancio di Google Apps for Government

[SPOILER]
Alcuni noti blog riportano la notizia di un nuovo tipo di documento mostrato in un video pubblicato dallo staff di Google per spiegare una funzione di Spreadsheets.
Il file che si vede nel menu dropdown è denominato Punch. Staremo a vedere…

Anche Google supporta le Girl Geek Dinners!

8 luglio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

[Cross post da GGDMarche]

GGD e Google
GGD e Google

Alexandra Alecu, Software Engineer di Google, racconta sul blog che anche la grande società di cui fa parte è sempre alla ricerca di opportunità di collaborare con organizzazioni che promuovono la diversità e incoraggiano la partecipazione professionale delle donne nella tecnologia.

Come saprete, le Girl Geek Dinners sono un’iniziativa internazionale che fa esattamente questo: ospitare eventi “social” per promuovere il networking tra donne e costruire community con la stessa passione per la tecnologia e altri settori tradizionalmente dominati dagli uomini.

L’interesse da parte di Google si è recentemente manifestato con la sponsorizzazione della Girl Geek Dinner di Amsterdam, dove il relatore principale è stato il famoso matematico (donna) Smeets Ionica.

Google e le GGD condividono o stesso obiettivo: rendere possibile a tutti intraprendere una carriera nel campo della tecnologia, indipendentemente dal sesso. Durante il suo intervento, Alexandra ha delineato le numerose iniziative per promuovere e sostenere la diversità nella tecnologia. Ci sono vari programmi di borse di studio per aiutare gli studenti a perseguire i loro interessi ed incoraggiare più donne ad intraprendere la carriera scientifica, assistendo e partecipando a conferenze di ricerca in tutto il mondo attraverso sovvenzioni per eventi in Europa, Medio Oriente e Africa [info qui].

E in Italia? Quando vedremo Google come main sponsor di una delle nostre cene geek?

10 cose che (forse) non sai di Google Maps [parte II]

15 maggio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Continuiamo la carrellata di funzioni meno note di Google Maps, saggiamente evidenziate da questo bel post di Lifehacker.

6. COORDINATE GPS
Se abbiamo bisogno di coordinate GPS, gMaps si è attrezzato per fornirle, ma non di default. Al click sull’icona verde dei Labs delle mappe (in alto a destra nella pagina), possiamo attivare il tooltip LatLng per vedere le coordinate del nostro cursore a seconda di dove lo posizioniamo sulla mappa, oppure il marker LatLng per riuscire a rilasciare un “puntatore” nella località in cui abbiamo bisogno delle coordinate.

7. FOTO NEI PARAGGI
Ovunque tu vada, qualcuno è stato lì prima di te, e probabilmente ha anche scattato una una foto. Dopo che apriamo Street View, nell’angolo in alto a destra compare un piccolo pulsante per le foto, che ci permette di vedere una località da diverse prospettive e punti di vista, proprio come quando si cammina intorno ad una certa zona. Possiamo trovare anche alcune foto storiche che sono state correttamente geo-taggate da Flickr, Picasa Web e Panoramio.

8. SCOPRIRE I DINTORNI
Se siamo alla ricerca di un luogo particolare, una strada, un negozio o altro punto di riferimento, possiamo aprire un puntatore e “Cercare nelle vicinanze” per esplorare i dintorni della località desiderata. Questa funzione è utile anche se non abbiamo una meta stabilita, ma vogliamo andare all’avventura: al click col tasto destro del mouse in qualsiasi punto di una mappa di Google, selezioniamo nel menù contestuale la voce “Cosa c’è qui vicino?”. Google creerà un puntatore sulla base di una stima approssimativa dell’indirizzo, mostrandoci le località della zona, foto e mappe segnalate dagli utenti e altri consigli per partire i esplorazione.

9. DIREZIONI VIA SMS
Se dovesse capitarci di perdere la bussola e restare senza connessione, probabilmente sarà il momento in cui troveremo utili le indicazioni via SMS. In USA è stato attivato un servizio tale per cui, inviando un messaggio a Google formattato come “Indicazioni A verso B” (dove con A e B si intende città, codice postale, indirizzo), riceveremo in cambio un SMS con le stesse indicazioni disponibili su gMaps.

10. DA SPREADSHEEET A MAPPA DI VIAGGIO
I fogli di calcolo sono un ottimo modo per raccogliere e organizzare le informazioni, soprattutto tramite i form. Se ci capita di utilizzare Spreadsheet per tenere traccia di diverse località o elenchi di indirizzi, possiamo utilizzare BatchGeo per estrarre da queste liste una mappa di Google. Basta incollare i dati del foglio di calcolo e BatchGeo standardizza gli indirizzi e crea una “My Map” personalizzata, compilata con i nostri luoghi.
Purtroppo questa non è tecnicamente una funzionalità di Google Maps, ma sarebbe sicuramente meglio se lo diventasse.

BONUS
Da una conversazione su Friendfeed abbiamo scoperto anche Viamente, un planner via web che, a partire da località sulla mappa o mezzi di trasporto indicati, fornisce un excel con le migliori indicazioni di viaggio.
Thanks to Gigi ;)

10 cose che (forse) non sai di Google Maps [parte I]

11 maggio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Mentre ci prepariamo alla partenza per il Salone del Libro, scopriamo con piacere questo bel post di Lifehacker che evidenzia alcune delle funzioni meno note (ma utilissime) di Google Maps.

1. INDIRIZZI PREFERITI (STARRED)

indirizzi preferiti

indirizzi preferiti

Sembra banale, ma cliccando sull’icona a stella accanto a un annuncio in Google Maps risparmiamo un bel po’ di tempo nel ripescaggio a posteriori di quell’informazione. Sia da browser che da mobile, quando inseriamo un indirizzo da ricercare Google ci “ricorda” i nostri “Preferiti“: molto più veloci della digitazione manuale e, se stiamo creando un elenco provvisorio di posti dove andare, i Preferiti possono essere una comoda lista di controllo “usa e getta”.

2. IO SONO QUI
Tra lo strumento di navigazione a quattro punti e lo zoom c’è un piccolo pulsantino azzurro che, cliccato in Firefox o Chrome, consente a gMaps di utilizzare Wi-Fi nelle vicinanze e dati IP per stabilire (approssimativamente) la nostra posizione. MyLocation è molto comodo quando siamo in un luogo sconosciuto con uno scarso senso di orientamento!

3. ITINERARI DI VIAGGIO
Vuoi girare in una nuova città senza dover tirare fuori smartphone o mega-mappa pieghevole ad ogni incrocio? Google City Tours consente di crearsi un percorso “a step” organizzato su più giorni, con direzioni per girare a piedi formattate per la stampa. Se non altro, è un risparmio di carta: una sola mappa con una serie di indicazioni, contro 10 fogli da buttare.

4. SEGNALARE LOCALITA’ ERRATE
Se scopriamo su gMaps un puntatore poco preciso, un numero telefonico sbagliato, o un sito web inesistente, a volte possiamo risolvere il problema da soli. Cliccando il marker di un indirizzo possiamo selezionare “Modifica dettagli” per aggiornare le informazioni della località in questione. Questa funzione non è attiva per le imprese che hanno “rivendicato” la loro attività attraverso il Business Center di Google Maps (ora Places), e ci sono dei limiti su ciò che è possibile spostare, tuttavia se un puntatore viene riconosciuto come palesamente sbagliato, possiamo sistemarlo da soli o anche semplicemente segnalare il problema al team di gMaps.

5. PERCORSI IN BICI
I percorsi per la bici di gMaps sono più di una semplice stima del tempo impiegato per andare da una località all’altra sulle due ruote: Google progetta percorsi di viaggio studiati apposta per le bici, prendendo in considerazione il traffico, ma anche le colline, gli itinerari ritenuti “bike-friendly” e altri dati specifici per il percorso in questione. Le piste ciclabili (che normalmente non sono indicate nella mappa) vengono evienziate col colore verde e sono lo strumento migliore per un ciclista che voglia esplorare una nuova area.

Google sperimenta i tags correlati ai risultati di ricerca

23 aprile 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Tags nei risultati di google

Tags nei risultati di google

Qualcuno ha notato un cambiamento nei risultati di ricerca di Google: per ogni sito web elencato nella pagina di ricerca sono comparsi infatti una serie di tags correlati e cliccabili [vedi screenshot via labnol].

Ad esempio, Google ha assegnato tags come “presidente di Microsoft” e “inventore di Microsoft” a una pagina di risultati su Bill Gates mentre la pagina relativa a Steve Jobs su Apple.com ha come tag “fondatore di apple”.

Essendo ancora un esperimento, potreste non vedere i tags nelle vostre ricerche (di fatto in Google.it a noi non compaiono).

A prima vista, a parte rendere la SERP un pochino più “affollata”, questo nuovo esperimento sembra solo volerci mostrare l’abilità dell motore di ricerca nel classificare le pagine web per argomenti.
Secondo voi quale, come mai Google sta implementando questa nuova feature? Per permetterci di restringere il focus sulle nostre ricerche con maggior precisione? C’è un legame con l’avvento del nuovo programma di advertising Tags in Gogle Maps?

Google Places rivoluzionerà la promozione delle attività locali?

21 aprile 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Il Local Business Center è diventato da qualche giorno Google Places: il re-branding si deve alla volontà di connettere più facilmente i possessori di un’attività alle pagine di presentazione del proprio business (Places era infatti un tool separato da LBC), ma anche ad alcune nuove funzionalità progettate per aiutare i proprietari di attività commerciali locali a guadagnare un vantaggio in termini di search engine marketing.

Scheda attività Google Places

Scheda attività Google Places

Se pensiamo che ben quattro milioni di imprese hanno già rivendicato la propria pagina su Google Places tramite il Business Center di Google Maps, che permette loro di verificare ed integrare le informazioni aziendali per includere orari di lavoro, foto, video, coupon, offerte di prodotti e altro ancora, possiamo capire come mai Google sia così interessato ad ottimizzare questo servizio, integrandolo con nuovi tools (anche a pagamento).

Andiamo con ordine: Google Places continuerà a offrire gli stessi strumenti che consentono ai gestori di attività di descrivere il proprio business e monitorare come le persone riescono a trovarli usando il motore di ricerca (insights). Ma le novità sono davvero significative:

1. Aree servite: è possibile mostrare le aree geografiche servite così come, se si svolge un lavoro senza un negozio o sede ufficiale, è anche possibile mantenere l’indirizzo privato, indicando tuttavia le zone “coperte”.

2. Nuovo programma di pubblicità: Tags. Per € 25 al mese (meno di € 1 al giorno), le imprese in alcune città selezionate possono evidenziare i propri annunci su Google.com e Google Maps con delle icone gialle (tags appunto). Ad oggi, Tags funziona solo per tre città USA (Austin, Atlanta e Washington); prossimamamente introdotto a Chicago, San Diego, Seattle, Boulder e San Francisco.

3. Servizi fotografici: oltre a caricare le proprie foto, le imprese nelle città selezionate potranno richiedere a Google di effettuare un servizio fotografico gratuito degli interni della loro attività, per integrare le foto esistenti in Places. Vi sembra assurdo? Credeteci, c’è anche un nuovo sito di riferimento!

4. Codici QR personalizzati: dalla dashboard di Google Places le imprese negli Stati Uniti possono scaricare un codice QR unico per il loro business, che ovviamente potrà essere stampato sul biglietto da visita o collocato su altro materiale di marketing.
I clienti potranno eseguire la scansione tramite smartphone e arrivare direttamente sulla versione mobile della pagina Places per tale attività.

(continua…)

Come individuare attività sospette del nostro account Gmail

7 aprile 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 4 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

I truffatori sono ovunque e trovano sempre nuovi modi per cercare di estorcere denaro: l’ultima trovata ha coinvolto alcuni account gMail, tra cui il nostro…
Qualche settimana fa alcuni dei nostri contatti hanno ricevuto una email da un nostro indirizzo gmail in cui chiedevamo soldi per un certo sito. È risultato che l’e-mail è stata inviata da un truffatore che aveva “rubato” il nostro account e inviato mail di massa a svariati nostri contatti.

Ci sono molti modi in cui un account Gmail possa essere compromesso e il team di Google sta rilasciando piccoli tools di monitoraggio che ci aiutino a tenere sotto controllo l’attività del nostro account. Dopo il box di informazioni inserito a fine pagina con la possibilità di effettuare un logout remoto, Google ha aggiunto da poco una nuova funzionalità a Gmail: se si accede da uno determinato paese e, a breve distanza di tempo, qualcuno fa il login allo stesso account da un paese diverso, viene mostrato un alert di sicurezza come quello in figura, nel quale Gmail ci avverte che qualcuno ha tentato di accedere al nostro account da un altro paese. Questo alert ci indica inoltre il paese di provenienza, ed è un implicito suggerimento a modificare rapidamente la propria password.

Alert gmail

Alert gmail

Cliccando su “Dettagli” è possibile vedere l’IP, l’orario e il tipo di accesso effettuato recentemente al nostro account (browser, mobile, etc): nel caso gli accessi non siano stati effettuati dall’effettivo proprietario dell’account è bene andare subito a cambiare la password!
Se, invece, i diversi login sono effettivamente opera del proprietario dell’account, basta cliccare “Dismiss” per rimuovere il messaggio di allerta e rassicurare gMail sulla corretta attività dell’account di posta.

Google Reader Play presenta le notizie interessanti del web

11 marzo 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 4 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Google Reader Play

Google Reader Play

Dalla tecnologia utilizzata per raccomandarci items e letture interessanti in Google Reader, il team di Google ha tirato fuori un tool che offre ben poco sul fronte produttività, ma punta tutto sull’esperienza di fruizione dei contenuti.

Google Reader Play è infatti un player a tutto schermo che pesca le notizie più popolari e interessanti del web (preferibilmente video, foto e brevi testi) e le presenta a mo’ di slideshow navigabili da tastiera o con autoplay. L’interfaccia offre all’utente poche, semplici funzioni come star, like e share.
Ovviamente si ha la possibilità di andare a vedere la notizia originale in Reader.

Chi ha una account Google può avere un’esperienza di navigazione personalizzata, scegliendo quali item visualizzare in Reader Play: starred, liked, shared o notizie selezionate da una specifica categoria.

Essendo in fase sperimentale, potete testare Reader Play dai Labs di Google anche senza avere un account!