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Disegni e diagrammi in Google Docs

30 marzo 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 3 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Google Docs ha appena aggiunto una funzione che ci si aspettava da un po’ e che lo rende ancora più simile agli editor di scrittura più usati: una tavola da disegno per inserire forme geometriche o predefinite, frecce, banner, grafici, disegni a mano libera, WordArt (la T nella finestra delle opzioni, contenente peraltro elementi molto simili a Word, come mostra Digital Inspiration) .

Il tool, chiamato Sketchy, è stato abilitato per documenti, presentazioni e fogli di calcolo, dunque ci permette di sbizzarrirci aggiungendo elementi grafici personalizzati in qualsiasi tipo di file della suite online di Google.

Disegni in Google Docs

Disegni in Google Docs

Dopo aver fatto click su Inserisci>Disegno viene aperta una finestra popup completamente bianca che contiene l’editor per le nostre produzioni grafiche; al termine del disegno è sufficiente cliccare in qualsiasi altra parte della pagina al di fuori della tavola da disegno per inserire l’immagine nel documento corrente. Insieme alla scelta e personalizzazione di linee, forme e colori, le immagini possono essere ovviamente ruotate, ridimensionate, riflesse; si può scegliere l’ordine sul piano (proprio come in Word o altri editor di scrittura) per sovrapporre gli elementi.

Anche dopo che il disegno è stato inserito nel file, si può continuare a modificarlo, tuttavia l’aggiornamento contemporaneo da parte di più utenti di una stessa immagine disegnata non è altrettanto fluido delle operazioni di collaborazione/editing che ci permettono ormai da tempo di lavorare a più mani allo stesso file.

Scambiamoci un gesto di Poken

23 febbraio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 4 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

I Poken

I Poken

Il weekend appena trascorso è stato piacevolmente movimentato dall’edizione 2009 di IASummit, il Terzo Summit Italiano dedicato al mondo complesso ed affascinante dell’Architettura dell’Informazione.

Relatori italiani ed internazionali hanno snocciolato teorie, case studies, scenari futuri e futuribili rispetto ai vari livelli dell’organizzazione della conoscenza: dallo spazio fisico a quello digitale, l’attenzione rivolta alla progettazione dell’esperienza utente e di veri e propri ecosistemi di informazioni è stata il filo conduttore della maggior parte degli interventi.

Due Poken mentre scambiano dati

Due Poken mentre scambiano dati

Curiosamente, abbiamo avuto la possibilità di sperimentare una sorta di continuum tra ambiente fisico e virtuale attraverso un “aggeggino”piuttosto simpatico che prende il nome di Poken -no, non c’entra niente con quel poke - e che ha trasformato il classico scambio di biglietti da visita in una esperienza sociale decisamente innovativa.

Ogni Poken è un contenitore di dati che ci riguardano e, allo stesso tempo, è predisposto a ricevere informazioni da altri suoi “simili”: lo scambio avviene mettendo i Poken ad una distanza di pochi cm l’uno dall’altro, con una lucina verde che segnala la connessione andata a buon fine.

Ma cosa ci scambia esattamente?

(continua…)

Contatti e calendari di Google sincronizzati su iPhone e Windows Mobile

11 febbraio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 4 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Sta facendo il giro di molti blog l’ultima uscita di Google, ovvero la release di Google Sync anche per iPhone, Nokia, Sony Ericsson e Windows mobile. Questa applicazione, già disponibile per Blackberry, lavora in modalità push per sincronizzare contatti e calendari del nostro accunt di Google.

Da tenere presente:

- la sincronizzazione avviene solo per i “Miei Contatti” di Gmail e non “Tutti i contatti”, quindi possiamo scegliere quali utenti includere in questa lista e, eventualmente, fare un po’ d’ordine rimuovendo i duplicati, modificando, aggiungendo i contatti che ci vogliamo portare sul telefonino, o anche unendo indirizzi email diversi che appartengono alla stessa persona;

- sull’iPhone per ogni contatto possono essere sincronizzate un certo numero di informazioni: fino a 3 indirizzi email, 2 numeri telefonici per Casa, 1 per Fax, 1 per mobile, 3 per Lavoro e 1 Fax per Lavoro.

- Google Sync rimuove completamente tutti i contatti che siano già presenti sullo smartphone, quindi è assolutamente necessario fare un backup prima di avviare la sincronizzazione!

- Sono sincronizzabili fino a 5 calendari (iclusi gli alerts), ma non viene ancora mostrato lo status di partecipazione ad un evento.

Da Google, tutte le istruzioni per la configurazione dei vari tipi di dispositivi, sottoposti cmq alla creazione di un account Microsoft Exchange. La comodità della modalità push è che ogni modifica ai contatti o ai calendari che l’utente effettua via applicazione desktop o via telefonino viene automaticamente portata ai dati archiviati di Google e, dunque, visibile entro pochi minuti dall’utente, senza bisogno di contattare ogni tot minuti i srever di Google per vedere gli aggiornamenti (come invece accade per il protocollo POP3 o IMAP per l’email).

Anche i video nella chat di Gmail

23 gennaio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 5 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

video nella chat di Gmail

video nella chat di Gmail

Da qualche giorno è stata annunciata una nuova release di Gmail Video Chat, aggiornata automaticamente in breve tempo su tutte le installazioni attuali. L’upgrade ha riguardato soprattutto la risoluzione di qualche bug, ma a quanto pare è stata introdotta anche un’altra funzione degna di nota.

La nuova versione di Gmail Video Chat consente di guardare i video direttamente dalla finestra di chat, il che ci risparmia l’apertura di links ai filmati in nuove schede. Molto semplicemente, copiando e indollando il collegamento ad un video (per ora sembra funzionare solo con link da YouTube) in chat ci viene mostrata una piccola immagine di anteprima: al click, il video si apre nella finestra di chat in dimensioni chiaramente ridotte, ma dotato ugualmente di un mini player per il controllo audio e video.

L’ennesima funzione aggiunta a Gmail, o forse in realtà l’intero processo di migliorie applicate costantemente ai prodotti di Google, sembra proprio dirigersi sempre più insistentemente verso la convergenza dei media, portando strumenti apparentemente diversi ad essere fruiti nello stesso luogo virtuale.

Gmail probabilmente è il “banco di prova” più sfruttato, a partire dagli ormai noti Labs che ci hanno abituato a testare periodicamente nuove funzioni: non a caso proprio Gmail si sta configurando sempre più come un hub, un punto di accesso ai servizi di Google e alla navigazione web in generale.

Chiamate audio e video integrate nella chat di Gmail

12 novembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 7 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

La notizia è di quelle che rimbalzano incontrollate da un blog all’altro, ma vista la portata della novità, due parole le dobbiamo spendere anche noi!

Già da ieri sera blog internazionali ne davano l’annuncio e da Twitter a Friendfeed era tutto un vociare: Gmail aggiunge alla chat integrata la possiilità di effettuare chiamate audio e video!

video & more

video & more

Si installa un plugin voce e video compatibile a partire dalla versione XP di Windows oppure con un Mac OS X v10.4 o successivi (ancora niente Linux) e funziona con i browser che supportano l’ultima versione di Gmail (Google Chrome, Firefox 2.0+, Internet Explorer 7.0, e Safari 3.0). Dopo aver riavviato il browser, accanto ad ogni contatto in Gmail compare una piccola icona a mo’ di videocamera a segnalare che la feature è attiva.

videochat in Gmail

videochat in Gmail

Ovviamente la funzione audio e video chat di Gmail sarà implementata un po’ alla volta su tutti gli account: ieri sera infatti si tentava invano di testarla, ma di icone video nemmeno l’ombra. Per fortuna la nostra curiosità è stata sfamata proprio stamattina: eccole lì, le iconcine e il link Video & more nella finestra di chat.

La video chiamata provata da noi è stata ineccepibile: audio e video fluidi, nessun rallentamento in Gmail, addirittura l’opzione di portare la finestra di video chat a schermo intero (pop out).

Molti già ipotizzano tempi duri per Skype ritenendo questo plugin per videochiamata di Google LA killer application. Ma, a nostro avviso, Skype si difende ancora bene: essendo un’applicazione dedicata, offre molte più funzionalità che la mantengono ad un livello di servizio decisamente più elevato e professionale.

Va da sè che, dato che qui si usa in maniera massiccia la chat di Gmail e, in generale, un po’ tutti i servizi di Google, questa novità non può che essere accolta con grande piacere.

Un badge intelligente nel futuro del social networking

14 ottobre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 8 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Il weekend urbinate, tra GGD, Academic BarCamp, caffè, digestivi e pause cazzeggio (video manent), si è confermato un altro evento ad alto tasso di socializzazione. Non a caso, proprio lo stato attuale delle reti sociali online è stato uno degli argomenti più dibattuti, vista anche l’ondata di popolarità acquisita da Facebook in Italia in queste ultime settimane.

Ma a differenza di chi si approccia a facebook alla ricerca della classe scolastica perduta (dal reale al virtuale), per chi vive il web in maniera più consapevole e matura spesso il meccanismo di generazione dei contatti è praticamente rovesciato (dal virtuale al reale). Io, ad esempio, seguo più o meno questo loop:
1. cercando informazioni online scopro le persone che generano contenuti di mio interesse;
2. stabilisco una connessione via feedRSS, strumenti microblogging o social networking;
3. concretizzo la conoscenza di persona, spesso ad un incontro fuori dalla rete;
4. modifico/rafforzo il legame eventualmente creato attraverso altri social networks, arrivando a condividere un livello di informazione più personale e privato (ad es. i “contatti” di Flickr diventano “amici”).

A conferma di ciò, come dopo ogni BarCamp che si rispetti, partono ed arrivano richieste di contatto su Linkedin, Dopplr o facebook da persone con cui, fino a ieri, si era connessi solo tramite Twitter o Tumblr. Ed eccoci nuovamente a fare il giro dei social networks per aggiornare la lista di relazioni che, di volta in volta, si espande e si arricchisce di volti ormai familiari.

Sarebbe carino avere un dispositivo che generasse un update automatico delle nostre reti sociali - abbiamo pensato più volte. E ne abbiamo anche parlato con qualche amico, ipotizzando una sorta di badge intelligente, capace di interagire con suoi “simili” per sincronizzare vecchi e nuovi contatti in tempo reale.

In effetti, tra le novità presentate quest’anno a Picnic è arrivato E, ovvero un applicativo web che consente la condivisione di identità attraverso dispositivi mobili (guarda il video in fondo al post), ma anche un dispositivo hardware dedicato, praticamente un mini-connettore.
(continua…)

Hai già cominciato a parlare con Firefox?

30 settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 9 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

No, non è un campanello d’allarme per web addicted! Semplicemente, quando i Mozilla Labs hanno rilasciato Ubiquity, non abbiamo potuto fare a meno di installare questo straordinario plugin per Firefox, che permette di “parlare” con il proprio browser digitando comandi in linguaggio naturale.

Avendo come obiettivo quello di rendere quanto più semplici ed intuitive le interazioni utente/web, Mozilla ha ideato un tool che si aziona da una combinazione da tastiera (Ctrl + Spazio su Win, Alt + Spazio su Mac) e compare in sovraimpressione nell’angolo sinistro di qualsiasi pagina web noi stiamo visitando. A questo punto ci basta “dire” al browser l’azione da compiere: voglio cercare una voce in Wikipedia? Scrivo w seguito dal termine di ricerca. Devo allegare una mappa di Google all’email? Scrivo map seguita dall’indirizzo e la trascino nel messaggio di posta!
Insomma, di una semplicità disarmante, sia per effettuare ricerche su siti più noti, sia per acquisire informazioni da poter riutilizzare come allegati, come links, come dati da stampare o salvare.

ricerca Flickr su Ubiquity

ricerca Flickr su Ubiquity

Dei comandi “di default”, quelli che ormai sono entrati nella nostra navigazione qutidiana sono soprattutto:

- Map, seguito dall’indirizzo che si vuol cercare; una volta trovata la mappa da Google Maps, cliccanso spazio si “ferma” il risultato di ricerca e si ha lapossibilità di zoomare, spostarsi sulla cartina, inviare via mail, stampare, inserire in una pagina web.

- Email to nomeutente/indirizzo email, un comando per Gmail che consente di inviare una pagina web come link a qualsiasi contatto della nostra rubrica.
Per inviare una “porzione” di pagina web, è possibile selezionare uno snippet di testo e digitare in Ubiquity Email this to nomeutente/indirizzo email.

- G o W seguite da un termine di ricerca ci permettono di effettuare una query in Google o Wikipedia, ma anche Y per Yahoo o YouTube, F per Flickr (molto carina la galleria dei risultati ottenuti), T per Twitter e così via.

- Highlight, dopo avere selezionato con il cursore del mouse uan porzione di testo, lo evidenzia in maniera persistente nella pagina web.

Ma il bello di Ubiquity è anche che le azioni da compiere sono pressoché illimitate, in quanto gli utenti hanno la possibilità di aggiungere nuovi comandi che ciascuno di noi può sottoscrivere: e sono già tantissimi. Qualche esempio?

SOCIAL NETWORKS

- Aggiorna lo status di Facebook
- Aggiorna lo status in Gmail
- Cerca su Twitter
- Condividi su Friendfeed

PRODUTTIVITA’

- Elenca tutti i tuoi documenti di Google
- Apri un nuovo documento di Google
- Cerca solo immagini Creative Commons su Flickr
- Aggiungi una pagina a Google Reader
- TinyURL
- Google ricerca news
- Google ricerca libri

Questo è solo un assaggio: molti altri comandi li trovate anche qui o qui.

Verba manent

16 settembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 9 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Qualche tempo fa Google introduceva il riconoscimento vocale per i video di YouTube, ovvero la possibilità di cercare una parola pronunciata all’interno di un filmato e saltare direttamente alla porzione di video nel quale essa era pronunciata.

Inizialmente questa tecnologia era sperimentabile dagli utenti attraverso l’installazione di un gadget di iGoogle che effettuava il riconoscimento vocale tra una serie di video relativi alle elezioni politiche americane. Oggi invece Google ha aperto una nuova pagina dei suoi famosi Labs, chiamata GAUDI, che ovviamente non ha nulla a che vedere con il famoso architetto, ma è l’acronimo di Google AUDio Indexing.

Attualmente Google ha abilitato questa tecnologia sempre relativamente ai video caricati sul canale politico di YouTube, sostenendo che i contenuti dei discorsi politici, oltre ad essere argomento di grande interesse per milioni di americani, costituiscono anche un’ottima “palestra” per la piattaforma GAUDI.

Google Audio Indexing

Google Audio Indexing

Questo nuovo servizio, straordinario, consente in pratica di:

1. cercare una o più parole pronunciate in un filmato, raffinando la ricerca attraverso alcuni filtri;

2. guardare il video ottenuto come risultato con la possibilità di ascoltare solamente gli spezzoni di filmato contenenti la parola ricercata. Oppure, in corrispondenza della barra di scorrimento, passare col mouse sopra ciascuno dei trattini gialli che riportano sotto forma di testo scritto la porzione di discorso indicizzata;

3. restringere ulteriormente la ricerca all’interno dello stesso filmato;

4. condividere lo spezzone video contenente la nostra query attraverso il solito meccanismo di copia/incolla URL.

La possibilità che le parole pronunciate verbalmente siano tradotte in testo scritto, con annessa indicizzazione, ricerca, selezione, condivisione delle stesse è certamente un gran passo in avanti verso l’organizzazione dell’informazione mondiale (come la intende Google), soprattutto tenendo conto della sempre maggiore importanza acquisita dai video sul web.

Verba manent, insomma. E sono pure inoltrabili (cit.)