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Hotel Finder, il tool di Google per la ricerca hotel

29 luglio 2011

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Quale periodo migliore di quello in prossimità delle ferie per lanciare un tool di ricerca hotel? Google ha reso pubblico oggi Hotel Finder, ennesimo esperimento di ricerca dedicato esclusivamente a trovare l’albergo ideale per la propria vacanza.

Hotel Finder dispone ovviamente di alcune funzioni essenziali per la ricerca di alberghi quali: le recensioni di Google Places/Maps, un bel sistema di filtri per regolare i risultati di ricerca in base a prezzo per notte, stelle e valutazione degli utenti, na shortlist dove annotare tutti gli hotel papabili secondo le nostre necessità.

Ma le due funzioni più innovative e interessanti, secondo noi, sono:

- Compare fast, che permette di visualizzare le schede dgeli hotel nella stessa pagina, senza dover aprire ogni volta schede diverse

- Compare to typical, ovvero la possibilità di ordinare i risultati di ricerca in base alla percentuale (in più o in meno) del prezzo dell’hotel nelle date scelte rispetto alla sua tariffa ordinaria;

- mappa dell’area selezionata: Hotel Finder mostra un’area in evidenza sulla località che andiamo a scegliere, dandoci la possibilità di modificare manualmente la forma di quest’area, includendo o escludendo altre zone utili per la nostra ricerca.

L’esperimento Hotel Finder è utile solo se dovete andare negli USA, dato che il tool non elabora (per ora) ricerche al di fuori degli States…

Reading in the cloud: Google lancia il suo eBookstore

7 dicembre 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Aperto nel 2004, Google Books aveva come obiettivo la digitalizzazione del maggior numero possibile di libri, per renderli accessibili al maggior numero possibile di lettori. Con un repository da oltre 15 milioni di libri digitalizzati da oltre 35.000 editori, oggi Google Books apre le porte del suo nuovo eBookstore, forse l’innovazione più interessante e competitiva che Google abbia lanciato nell’ultimo periodo.

I libri contenuti nell’eBookstore al momento possono essere acquistati solo negli USA, sebbene degli oltre 3 milioni di titoli (tra classici e bestsellers), parecchi si possono già scaricare da qualsiasi nazione.

L’eBookstore di Google è stato progettato per essere aperto e compatibile con tutti i dispositivi attualmente sul mercato: computer portatili, netbook, tablets, smartphone, e-readers. Con il nuovo Google Web eBook Reader, infatti, è possibile acquistare, conservare e leggere libri elettronici “in the cloud”. Questo significa che possiamo accedere ad un ebook acquistato proprio come facciamo con i messaggi di posta in Gmail o le foto in Picasa, ovvero accedendo al nostro account gratuito, protetto da password, e con uno spazio di stoccaggio ilimitato.

Il web reader è ricco di funzionalità: per molti libri è possibile selezionare il tipo di carattere, dimensione del font, modalità giorno/notte, interlinea e, inoltre, è possibile riprendere la lettura dalla pagina da cui abbiamo interrotto anche da un dispositivo all’altro. Oltre al lettore web, sono in arrivo applicazioni gratuite per dispositivi Android e Apple, per leggere “on the go”.

Altra cosa interessante è che i libri non devono essere acquistati necessariamente sull’eBookstore di Google, ma anche dai siti web dei partners come Powell, Alibris e i membri della Booksellers Association.

[immagine via TheNextWeb]

Sfide tecnologiche a colpi di demo

21 ottobre 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Da quando lunedì è stata lanciata la pagina Demo Slam sono girate parecchie voci circa lo scopo del progetto: il mistero è stato svelato ieri, quando Google ha tirato fuori dal cilindro un sito web dove progetti tecnologici creati da persone di tutto il mondo con gli strumenti di Google si sfidano in un’arena virtuale e si rimettono al giudizio della community.

Chiunque può registrare un video con le dimostrazioni del proprio progetto tecnologico (demo) e inviarlo in attesa che la community voti, sfidando altre demo tecnologiche (slam) e generando un elenco dei più originali e popolari.
A partire da oggi, è possibile guardare la Preseason Slam e dichiarare un Champ della settimana. Nella sezione The Tech troviamo invece le aree di innovazione di Google che possiamo scegliere come oggetto della propria demo e dunque del video da realizzare.

Un’iniziativa spassosa, quella di Demo Slam, che sdogana il concetto della tecnologia solo per geek e addetti ai lavori e fa leva sulla creatività di ciascuno nel dimostrare un utilizzo pratico dei più recenti tools tecnologici, anche solo per puro divertimento.
Vedendo il materiale inviato già da molte persone, è estremamente curioso vedere come l’immaginazione umana riesca a creare praticamente di tutto con le risorse disponibili sul web.

Guardate, per esempio, come è stato testato Google Goggles!

5 cose da sapere su Google Instant Search

6 ottobre 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Amata o odiata, la possibilità di effettuare ricerche in tempo reale, ottenendo risultati proprio mentre si digita una query, Google Instant è una nuova funzione con cui stiamo facendo i conti.

Ecco alcune cose da considerare per ogni eventualità:

1. FUNZIONA SOLO PER GLI UTENTI REGISTRATI
Instant Search può essere abilitata solo dalle persone che sono loggate nel proprio account Google (passando da Gmail, Reader o qualsiasi altro servizio). Accedendo al motore di ricerca senza essere loggati non viene neanche mostrata l’opzione della ricerca immediata, quindi se non avete un account Google e vi stavate chiedendo perchè non poteste accedere a Instant, eccone il motivo.

2. PUÓ ESSERE DISATTIVATA
Alla fine della casella di ricerca c’è un piccolo menù a tendina da cui possiamo scegliere di disattivare la modalità real time.disabilita google instant

3. NON RICONOSCE ALCUNI OPERATORI
Se avete mai utilizzato gli operatori avanzati di Google per affinare le ricerche (come ad esempio define:keyword), noterete che alcuni di essi non vengono riconosciuti.

4. LA REGOLA DEI TRE SECONDI
Google Instant si applica sia ai risultati di ricerca sia agli annunci AdWords contestuali che vengono mostrati nelle SERP. La “regola dei 3 secondi” stabilisce che l’impression viene calcolata se una parola rimane sullo schermo per almeno 3 secondi di tempo.

4. LE SCORCIATOIE DA TASTIERA
- Tab per la’utocompletamento della chiave di ricerca: quando si inizia a digitare una parola da cercare, Googlemostra i suggerimenti di parole chiave in grigio. Per accettare il suggerimento, è sufficiente premere il tasto Tab e continuare a immettere la parola chiave successiva.
- Tasti su e giù per la navigazione dei suggerimenti: muovendosi tra i suggerimenti di completamento automatico con le frecce su e giù, i risultati corrispondenti vengono automaticamente aggiornati (in tempo reale).
- Freccia destra -> Mi sento fortunato.

Google compra Quicksee per avere video panoramici in Street View

15 settembre 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 4 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

quickseeLa startup israeliana Quicksee conferma di essere stata acquisita da Google per 10 milioni di $ e che i suoi impiegati andranno a nelle fila del team Geo di Google.

Il lavoro di Quicksee consiste nella creazione di video interattivi basati sulla localizzazione, una sorta di video-tour per permettere alle persone di viaggiare virtualmente in tutto il pianeta come se fossero lì. In pratica il software di Quicksee consente di realizzare tour panoramici interattivi a partire da brevi filmati, senza bisogno di utilizzare una foto/videocamera a 360° (come quella di Street View, ad esempio).

E proprio in Street View si vede l’obiettivo strategico di Google, che presto potrebbe offrire, oltre al livello di immagini panoramiche dell’area localizzata, ma un vero e proprio video-tour virtuale. Ecco un video di come Quicksee potrebbe integrarsi con Street View:

Chissà come la metteranno con le facce da nascondere…
[via techcrunch]

Caffeine VS ricerca tradizionale

21 giugno 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 4 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Quasi un anno fa Google sperimentava nuovi modi per migliorare la velocità e la pertinenza delle ricerche con un codice di indicizzazione denominato Caffeine. Nessuno ne aveva più sentito parlare fino a qualche settimana fa, quando il blog ufficiale di Google ha rivelato che Caffeine è finalmente arrivato. Google informa che la ricerche saranno il 50% più veloci: che si tratti di una notizia, un post sul blog o su un forum, ora potete trovare i link a contenuti pertinenti molto più in fretta, dopo la loro pubblicazione sul web. Caffeine consentirà all’indicizzazione di Google di tenere (quasi) il passo con il live web.

Google Caffeine

Google Caffeine

Caffeine fondamentalmente scandaglia il Web alla ricerca di nuovi contenuti in blocchi più piccoli rispetto all’indicizzazione tradizionale (se vi interessa, Matt Cutts spiega in un video come funziona la ricerca di Google) e lo fa con maggiore frequenza, il che significa nuove informazioni rilevanti aggiunte ai risultati di Google molto più rapidamente.

Caffeine permette a Google di indicizzare le pagine web su una scala enorme: ogni secondo Caffeine processa centinaia di migliaia di pagine in parallelo, occupando quasi 100 milioni di GB di memoria in un unico database, e aggiunge nuove informazioni a una velocità di centinaia di migliaia di GB al giorno.

Caffeine è anche più flessibile rispetto al vecchio metodo di indicizzazione, consentendo a Google di aggiornare questa tecnologia man mano che si evolvono i nuovi sviluppi sul web. Non solo è più veloce e dinamica, ma è anche una solida base che rende possibile per Google adattare il proprio motore di ricerca alla velocità e complessità dei contenuti pubblicati quotidianamente online.

Alla luce dell’evoluzione introdotto dai social media e dello spostamento di focus sui contenuti in tempo reale, Google sta adattando i propri strumenti di indiciazzione per offrire risultati pertinenti in tempi che rasentano l’immediatezza del nuovo web. E il Page Rank che fine sarà? Fa già parte di un passato remoto?

Google I/O: il racconto di Francesca Tosi

11 giugno 2010

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Oggi siamo felici di ospitare un “report” di Google I/O 2010, raccontato da chi a questo straordinario evento è riuscito a partecipare: Francesca Tosi, CEO di Jooink e fondatrice, insieme ad Alberto Mancini, del GTUG di Firenze (di cui abbiamo parlato qui).

“A quasi 3 settimane dalla Google IO 2010, che si è svolta dal 19 al 20 Maggio al Moscone Center West (San Francisco), sono state pubblicate le foto ed il materiale delle sessioni .

google I/O

google I/O

Precisamente le registrazioni delle sessioni sono state pubblicate secondo il programma:
* Tuesday June 1: App Engine, GWT
* Wednesday June 2: Enterprise, Android
* Thursday June 3: Google Chrome, Social Web
* Friday June 4: Tech Talks, Fireside Chats
* Monday June 7: Geo, Google APIs, Google Wave

I video sono anche accessibili al canale di YouTube.

Ma, oltre al materiale interessante da leggere, ascoltare rivedere e… apprezzare anche off-line, alle KeyNotes, che sono state trasmesse live, che cosa può dire della Google IO una persona che ha partecipato per la prima volta al meeting annuale più importante di Google ?

google I/O

google I/O

* più di 5000 sviluppatori provenienti da tutto il mondo
* rappresentanti delle più grandi realtà IT (Adobe, Amazon, Cisco, Digg, EA, Eclipse, Mozilla, troppi per citare anche solo le aziende che erano prensenti alle sandbox, http://code.google.com/events/io/2010/sandbox.html)
* presentazione delle novità del web
* office hours, con la presentazione di progetti e/o prodotti web sviluppati in parte usando praticamente ogni Google tech e possibilità di parlare direttamente congli sviluppatori
* presentazione di progetti (emergenti e già emersi)
* GTUG lounge
* BarCamp
* GTUG Dinner
* YouTube Party
* Google IO Party
* … (continua…)

Appunti di collaborazione: la funzione dei commenti nei nuovi Docs di Google

31 maggio 2010

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I documenti di Google, salvati “on the cloud” e accessibili da qualunque luogo dotato di connessione internet, hanno sicuramente reso possibile un’immediatezza e facilità di collaborazione senza predecenti. Poche settimane fa, nell’ultima versione dei docs rilasciata da Google, sono emerse funzioni aggiornate che ci semplificano la vita durante la stesura di progetti di condivisi: vediamo i commenti.

Collegamento del testo al commento
I commenti sono piccoli snippet di testo che permettono a qualsiasi utente stia lavorando su un doc di aggiungere la propria nota al di fuori dell’area dei contenuti.
Il commento si aggiunge selezionando una porzione di testo e facendo click su Inserisci > Commento.
Visivamente, chi collabora allo stesso documento riconosce subito i punti commentati: cliccando sulle parole evidenziate viene identificato il commento corrispondente e viceversa.

Commenti a margine

Commento in Google Docs

Commento in Google Docs

I commenti vivono al di fuori dei margini dello spazio di editing – ma sono collegati al testo di riferimento nel documento. Questo significa che è possibile lasciare note per gli altri collaboratori, senza tuttavia ingombrare il contenuto originale.
Possiamo visualizzare o nascondere tutti i commenti selezionando o deselezionando la voce di menu Vedi>Mostra commenti/Nascondi commenti.

Interazione nella finestra del commento
La piccola finestra che contiene il commento ha un’interfaccia molto intuitiva che ci consente diverse azioni:
- eliminare un commento, facendo click sull’icona del cestino sopra un commento;
- rispondere a un commento premendo la freccia di risposta, in modo tale che questo apparirà proprio sotto la nota a cui si sta rispondendo;
- nascondere un commento attraverso la “X” nella parte superiore della finestra.

Per provare le nuove funzioni dei documenti di Google inclusi i commenti, è necessario interagire con l’ultima versione dei docs, accessibile da un link sempre in evidenza nella barra in alto a destra della pagina oppure dalla scheda Impostazioni.