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10 cose che (forse) non sai di Google Maps [parte I]

11 maggio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 4 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Mentre ci prepariamo alla partenza per il Salone del Libro, scopriamo con piacere questo bel post di Lifehacker che evidenzia alcune delle funzioni meno note (ma utilissime) di Google Maps.

1. INDIRIZZI PREFERITI (STARRED)

indirizzi preferiti

indirizzi preferiti

Sembra banale, ma cliccando sull’icona a stella accanto a un annuncio in Google Maps risparmiamo un bel po’ di tempo nel ripescaggio a posteriori di quell’informazione. Sia da browser che da mobile, quando inseriamo un indirizzo da ricercare Google ci “ricorda” i nostri “Preferiti“: molto più veloci della digitazione manuale e, se stiamo creando un elenco provvisorio di posti dove andare, i Preferiti possono essere una comoda lista di controllo “usa e getta”.

2. IO SONO QUI
Tra lo strumento di navigazione a quattro punti e lo zoom c’è un piccolo pulsantino azzurro che, cliccato in Firefox o Chrome, consente a gMaps di utilizzare Wi-Fi nelle vicinanze e dati IP per stabilire (approssimativamente) la nostra posizione. MyLocation è molto comodo quando siamo in un luogo sconosciuto con uno scarso senso di orientamento!

3. ITINERARI DI VIAGGIO
Vuoi girare in una nuova città senza dover tirare fuori smartphone o mega-mappa pieghevole ad ogni incrocio? Google City Tours consente di crearsi un percorso “a step” organizzato su più giorni, con direzioni per girare a piedi formattate per la stampa. Se non altro, è un risparmio di carta: una sola mappa con una serie di indicazioni, contro 10 fogli da buttare.

4. SEGNALARE LOCALITA’ ERRATE
Se scopriamo su gMaps un puntatore poco preciso, un numero telefonico sbagliato, o un sito web inesistente, a volte possiamo risolvere il problema da soli. Cliccando il marker di un indirizzo possiamo selezionare “Modifica dettagli” per aggiornare le informazioni della località in questione. Questa funzione non è attiva per le imprese che hanno “rivendicato” la loro attività attraverso il Business Center di Google Maps (ora Places), e ci sono dei limiti su ciò che è possibile spostare, tuttavia se un puntatore viene riconosciuto come palesamente sbagliato, possiamo sistemarlo da soli o anche semplicemente segnalare il problema al team di gMaps.

5. PERCORSI IN BICI
I percorsi per la bici di gMaps sono più di una semplice stima del tempo impiegato per andare da una località all’altra sulle due ruote: Google progetta percorsi di viaggio studiati apposta per le bici, prendendo in considerazione il traffico, ma anche le colline, gli itinerari ritenuti “bike-friendly” e altri dati specifici per il percorso in questione. Le piste ciclabili (che normalmente non sono indicate nella mappa) vengono evienziate col colore verde e sono lo strumento migliore per un ciclista che voglia esplorare una nuova area.

Apre i battenti l’apps store per Google Apps

10 marzo 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 4 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Proprio ieri Google ha introdotto il suo Apps Marketplace, uno spazio online dove gli utenti che utilizzano Google Apps potranno scoprire, distribuire, acquistare e gestire applicazioni che si integrano con Google Apps. Questo passo è stato reso possibile dalla collaborazione con oltre 50 aziende, che hanno scelto la vetrina di Google per mettere in vendita i propri servizi.

Una volta acquistate e installate sul proprio dominio Google Apps, queste applicazione “on the cloud” funzionano come fossero native di Google e possono interoperare con tutte i servizi di deafult: posta, calendario, documenti, etc. Le Apps acquistate possono essere gestite dagli amministratori tramite il pannello di controllo, mentre, grazie all’integrazione col protocollo Open ID, gli utenti potranno accedervi senza registrarsi in ciascuna applicazione separatamente.
Tali integrazioni consentiranno sicuramente una maggiore efficienza dei processi svolti tramite Google Apps, incrementando la condivisione di dati e collaborazione su progetti, così come la connessione a flussi di lavoro quotidiani interamente online, senza bisogno di installare sofware e aggiornamenti.

Tra le apps più interessanti troviamo, ad esempio, eFax, Dimdim per le videoconferenze, Tripit per la pianificazione dei viaggi (gratis), Aviary per l’editing di immagini (gratis), tutte disponibili per gli utenti di Google Apps Premier, Standard e Education.

Con 25 milioni di utilizzatori, Google Apps Marketplace è sicuramente un mercato interessante per aziende e sviluppatori che, nell’imminente appuntamento del 19-20 maggio al Google I/O, troveranno la giusta occasione per testare le potenzialità di questo nuovo mercato.

[via google enterprise blog]

Il futuro dell’informazione secondo Google? Sono le “living stories”

11 gennaio 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 4 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

L’attuale discussione sul futuro dei media tradizionali e delle loro difficoltà a trovare un modello di business solleva numerose ipotesi riguardo il modo in cui il giornalismo si evolverà nell’era digitale. Mentre gli attori principali si confrontano sugli scenari possibili, Google ha spostato il focus della sua attenzione su un elemento spesso trascurato in questi dibattiti: la natura della notizia stessa e l’esperienza della lettura online.

“While we have strong ideas about how information is experienced on the web, we’re not journalists and we don’t create content.”
Anche se abbiamo idee forti su come l’informazione viene vissuta sul web, non siamo giornalisti e non produciamo contenuti. [via googleblog]

Negli ultimi mesi Google ha collaborato con il New York Times e il Washington Post per creare un prototipo di nuova pagina per le notizie che si chiama Living Stories. In un post sul blog che annunciava questa mossa, Google racconta questo format non convenzionale di presentare l’informazione: le Living Stories intendono “coprire” una notizia su una singola pagina dinamica con un URL coerente, organizzando le informazioni man mano che la stessa storia evolve e include nuovi sviluppi. Attraverso un breve riepilogo e aggiornamenti regolari messi in evidenza, Living Stories offre uno spazio diverso di fruizione della notizia, dove il lettore può trovare informazioni dell’ultimo minuto, approfondimenti, video, foto, citazioni, il tutto senza abbandonare mai la stessa pagina di Google.

(continua…)

Risultati realtime nelle ricerche con Google

11 dicembre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Dopo l’annuncio e la demo della scorsa settimana, Google ha lanciato da pochissimi giorni una novità importante per le ricerche: risultati in tempo reale integrati nei principali risultati della ricerca web.

Google: ricerche in tempo reale

Google: ricerche in tempo reale

Se provate ad inserire una query come Obama, Google e molte altre, ad un certo punto della pagina vedrete un box che viene dinamicamente aggiornato, con le notizie che scorrono automaticamente man mano che vengono “pescate” le news più recenti. In qualsiasi momento è possibile fare clic sul tasto Pausa per interrompere momentaneamente il flusso di aggiornamenti.
Questo tipo di scrolling viene utilizzato già da un bel po’ da Friendfeed e, nonostante una prima reazione generale piuttosto ostile, è stata l’ennesima innovazione entrata e pieno titolo nel nostro modo quotidiano di fruire le informazioni dal web.
Nel caso di Google, le notizie in tempo reale (o quasi) vengono filtrate dagli updates di siti partner come Facebook, Twitter, Friendfeed, MySpace così come siti di notizie generali e alternative open source a Twitter come Identi.ca e altri.

Nel caso la query non mostri alcun box con le notizie in tempo reale, è possibile fare clic su Mostra opzioni>Ultim’ora per farlo apparire.

Google afferma che questa nuova funzionalità aggiunge fino a oltre un miliardo di documenti indicizzati in tempo reale al giorno. Gli obiettivi futuri includono laa possibilità di tracciare anche i trends in tempo reale e sarà interessante vedere in che modo Google riuscirà ad applicare il proprio algoritmo di indicizzazione per rilevanza alle ricerche realtime.

Pianificare più facilmente eventi in GCal con Sneak Preview

30 novembre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Google Calendar ha invitato alcuni utenti a testare una nuova funzionalità chiamata Sneak Preview, che consente di visualizzare un’anteprima dei calendari dei tuoi amici, mentre stai creando un tuo evento. Attualmente, in Labs il gadget “Free or Busy” consente già di verificare la disponibilità degli amici per un evento creato.
Tuttavia, quando si tratta di pianificare un appuntamento futuro, prima di creare l’evento sarebbe comunque necessario passare a una data successiva e verificare il calendario del proprio amico per assicurarsi che l’ospite sia libero in quel momento particolare.

Con Sneak Preview, potremo essere in grado di visualizzare in anteprima il calendario del nostro contatto su un nuovo mini-calendario nella schermata “Crea evento”.
Ciò rende la pianificazione molto più semplice, consentendo di vedere quando le persone sono libere, e se la data proposta sarebbe in conflitto con eventi già programmati.
Questa infatti viene evidenziata con un box trasparente in sovraimpressione (trascinabile col drag & drop). Man mano che si aggiungono gli ospiti al nostro evento, ci viene mostrato il loro calendario e possiamo visualizzare le loro attività pianificate per il futuro lungo il lato destro del nostro calendario. Passando col mouse sopra ogni attività, possiamo vederne ulteriori dettagli in una piccola finestra pop-up.

Sneak Preview, tuttavia, potrebbe non essere utile per gli utenti che possiedono diversi calendari (ad esempio uno per lavoro e uno personale), in quanto attualmente c’è un limite reale, ovvero viene mostrato solo il nostro calendario predefinito.

Per poter provare la nuova funzione, dovreste vedere un link nella pagina “Crea evento” (vedi screenshot).

calendar Sneak Previeew

calendar Sneak Previeew

Google sperimenta Social Search

28 ottobre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

L’accordo con Twitter per portare risultati real time nella ricerca di Google, sembrerebbe solo un piccolo tassello di un puzzle il cui risultato finale, sebbene in via sperimentale, è già online e si chiama Social Search.

Tramite i Labs possiamo accedere a questa nuova funzione della ricerca, il cui obiettivo è quello di incudere anche risultati provenienti dal nostro network di contatti di Google. Per ottenere questo, il motore cerca dati utili per la query non solo nelle conversazioni (email, chat) con i nostri contatti, ma anche nei contenuti pubblicati su blog, aggregatori, social networks associati ai loro profili di Google.

Facciamo un esempio: se voglio trovare informazioni su un ristorante di una specifica città, quando effettuo la ricerca con Social Search mi vengono offerte informazioni pescate anche da ciò che i miei contatti dicono online. E questo include updates di status, tweets, recensioni, commenti, post su blog, così come eventuali scambi di email o chat.

In generale, la cerchia di persone scandagliata da Social Search include i nostri contatti Gmail e i nostri/loro siti associati ai Profili Google.
Per quanto riguarda il network di Gmail, la ricerca “sociale” si limita a cercare informazioni tra i nostri contatti diretti: al contrario, relativamente ai profili pubblici, Google include i risultati provenienti dalle connessioni pubbliche della nostra cerchia sociale. Questo significa che, nel caso tu stia seguendo qualcuno su Twitter, e questa persona ne segua altre cinque, saranno anch’esse incluse nei risultati della tua ricerca sociale.

Habemus labs nel calendario di Google

14 luglio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Sei nuove funzioni da sperimentare direttamente in Calendar: ecco la novità di oggi dagli uffici di Mountain View!
Come in Gmail, anche nel calendario di Google ha fatto la sua comparsa Labs, un’area di impostazioni riservata a funzioni innovative che gli utenti possono scegliere di testare o disabilitare a proprio piacimento.

background in calendar

background in calendar

Per cominciare, Calendar offre:

1. Background: si può aggiungere un’immagine di sfondo al calendario via URL (no upload diretto).

2. Allegati: possiamo allegare documenti di Google ad un evento, in completa integrazione con il nostro account.

3. World clock: orologi dal mondo che consentono di vedere in quale fuso orario si trova la persona con cui stiamo cercando di organizzare un meeting/evento.

labs in calendar

labs in calendar

4. Jump to date: un piccolo filtro per “saltare” immediatamente al giorno desiderato (passato o futuro).

5. Next meeting: il conto alla rovescia per il prossimo appuntamento in programma.

6. Free or busy: mostra lo status (libero o occupato) di un nostro contatto con cui stiamo condividendo il calendario.

Insieme ai Labs, che trasformano anche il calendario nell’ennesimo contenitore di gadget, Google sta rilasciando anche a nuove API per consentire agli sviluppatori di intervenire sull’interfaccia di Calendar.

Well done!

E ora Google ti localizza sulle mappe anche via browser

13 luglio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Chi utilizza Google Maps per cellulari, avrà già sperimentato la funzione My Location: al click di un pulsante viene indicata sulla mappa la nostra posizione attuale con un cerchietto blu.

Google Maps My Location

Google Maps My Location

Da qualche giorno Google ha annunciato il lancio di My Location anche via browser.
Quando si visita Google Maps con un browser Web supportato, viene visualizzato un nuovo piccolo pulsante in alto a sinistra della mappa (sopra il controller dello zoom); con un solo click sul cerchietto la mappa viene centrata sulla nostra posizione approssimativa la quale, se può essere determinata con precisione sufficiente, viene a sua volta evidenziata da un cerchio blu, proprio come in Google Maps Mobile. Per rimuovere la localizzazione, o per ri-centrare la mappa dopo esseresi spostati, basta fare di nuovo click sul pulsantino.

La prima volta che si attiva My Location, il browser visualizza un messaggio di sicurezza, in cui chiede all’utente se desidera condividere la propria posizione con Google Maps. Se si nega questa richiesta, My Location non viene attivato mentre, se si accetta, il browser tenterà di determinare la posizione dell’utente.
Quando viene presentato il messaggio di protezione del browser, è possibile scegliere di ricordare la nostra decisione così da evitare di ripetere la stessa procedura quando si attiva My Location in futuro.

Per ottenere la nostra posizione, Google Maps sfrutta l’API di Geolocalizzazione W3C, una nuova feature disponibile negli ultimi browser web, che consente a qualsiasi sito web di accedere alla propria posizione attuale. Attualmente, può utilizzare My Location in Google Maps chi naviga con Google Chrome, Firefox 3.5 o qualsiasi altro browser web con Gears installato.

Altra novità in arrivo nelle Mappe di Google è lo storico delle ricerche recenti, posizionato in un pannello in fondo alla sidebar delle ricerche. La nuova opzione consente anche di caricare una vecchia ricerca effettuata, che viene mostrata sulle mappe con indicatori di colori differenti: questo significa anche che possiamo comparare più ricerche effettuate simultaneamente. La cronologia ricerche non è ancora attiva su tutti gli account, ma si prospetta già una funzione di cui non faremo più a meno!