Articoli Recenti

Boomatic, il social network dei cinefili italiani

4 Aprile 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 5 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Sicuramente non è l’unica community di questo tipo a fare la sua comparsa sul web, eppure Boomatic si differenzia per una serie di accorgimenti che strizzano l’occhio alle nuove dinamiche della rete, primo fra tutti l’aspetto social del servizio.

La pagina di Googlisti su BoomaticBoomatic è una community dove gli appassionati di cinema nostrani trovano pane per i loro denti: si può navigare alla scoperta dei film appena usciti, suddivisi per fasce cronologiche, oppure di quelli in programmazione; leggere i commenti inseriti o tutte le recensioni; guardare i trailers oppure scegliere cosa vedere in base ad una classifica in continuo aggiornamento.

Un elemento importante di Boomatic è che il successo di un film viene decretato da due tipologie di voti: il voto della critica è una media tra tutte le recensioni trovate sul web, mentre il voto degli utenti è la media del pubblico di Boomatic. Allo stesso modo, nella scheda informativa che accompagna ogni film troviamo, oltre alla descrizione, al trailer e ad altre informazioni tecniche (anche le statistiche), sia le recensioni già pubblicate da altre siti sul web (Corriere, MyMovies, FilmUp, Fimscoop, etc…) sia i commenti personali lasciati dagli utenti, i quali sono anche votabili.

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Cosa chiederesti ai candidati premier italiani?

12 Marzo 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 5 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

A giudicare dalla partecipazione di tanti cittadini digitali all’iniziativa 10domande, si direbbe che Internet stia conquistando anche in Italia un ruolo strumentale importante per il dialogo politico. Un dialogo mediato, certo, ma pur sempre un nuovo canale di comunicazione bidirezionale che era impensabile con gli old media.

www.10domande.ilsole24ore.comIspirato dal format americano 10question, il Sole 24Ore ha collaborato con Nicola Mattina e la sua società per lanciare anche nel nostro paese, in vista delle prossime elezioni politiche, il progetto 10domande.

Tutti invitati a partecipare, dunqe! Basta una webcam per registrare un breve filmato con la propria domanda da pubblicare sul sito e sottoporre all’attenzione del pubblico. Sono gli stessi lettori, infatti, nella fase iniziale del progetto (fino al 23 marzo), a votare i video che andranno poi a comporre la scaletta delle dieci domande “ufficiali”, le quali saranno rivolte ai candidati alle prossime elezioni politiche proprio in una video-intervista del Sole 24Ore.

Informazione partecipativa, la definiscono, perchè in questo caso i giornalisti possono davvero farsi portavoce degli interrogativi della gente comune, che nella vita reale incontra spesso molte difficoltà a far sentire le proprie ragioni. Ma 10domande può essere considerato, a mio avviso, un vero e proprio esperimento socio-politico perchè, attraverso le video-domande e i voti, permette di indagare, in maniera gratuita e piuttosto semplice, i temi che stanno più a cuore ai cittadini, i dubbi, le aspettative di una larga fetta di popolazione che si sta affacciando sempre più prepotentemente sul web (e quello dei video era sicuramente un trend da cavalcare!).

In quest’ottica sarà sicuramente interessante vedere cosa risponderanno i nostri cari politici, visto che le loro argomentazioni saranno ripubblicate in video e sottoposte al pubblico voto. Sapranno convertire la loro eloquenza in formato digitale? Saranno consapevoli di rivolgersi alla “parte abitata della rete“? Ma soprattutto, rusciranno a darci risposte convincenti?

Va ora in onda la blogosfera

2 Marzo 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 6 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Se non avete ascoltato quanto si è detto durante la puntata di Porta a Porta del 21 febbraio 2008, non potete perdervi questo video.

Se vi siete persi le reazioni della blogosfera a queste parole, non potete non leggere la lettera aperta che Stefano Quintarelli ha inviato al Dott. Vespa.

web to webSe, per una sera, volete essere non solo spettatori, ma protagonisti di una trasmissione piuttosto speciale, lasciate spenta la tv e venite su questo canale: il tema è “La settimana corta di Vespa e la coda lunghissima della blogosfera - come la disinformazione generalista riesce ad aggregare le conversazioni dal basso nella blogosfera italiana”.

Web a Web è una conversazione informale, dal basso, che potete seguire in video, sul web, e dove potete interagire attraverso una chat pubblica di Skype. I preparativi fervono, ci siamo quasi…

Ci vediamo stasera ore 22/22:30 su Mogulus!

Chatta dal tuo blog con Google Talk badge

27 Febbraio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 6 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Il copia/incolla di snippet di codice HTML consente spesso di aggiungere al proprio blog applicazioni utili (oppure anche emerite cavolate). L’ultimo widget di cui parla la rete è il Google Talk chatback badge, confezionato dal team di Google e pronto per integrare una mini-chat nel proprio sito.

Se disponiamo di un account Google Talk, questo widget abilita una chat con i visitatori/lettori delle nostre pagine web, mentre per i nostri interlocutori non è necessario avere un indirizzo di posta Gmail: cliccando sul badge possono cominciare a chattare immediatamente. A partire da questa start page possiamo personalizzare il badge da inserire in una qualsiasi pagina web, scegliendo il titolo, il nickname e (opzionale) anche il messaggio di status da mostrare.

l’ospite fa la sua comparsa in GmailOvviamente lo status rispecchia il login/logout da Gmail, applicazione strettamente correlata al GTalk chatback badge. Infatti quando abbiamo effettuato l’accesso a Gmail il pallino accanto al nick è verde e, nel momento in cui un utente fa click sul nome visualizzato per iniziare una chat, noi vediamo un “ospite” (Guest) dare il via alla conversazione proprio nell’interfaccia di Gmail.

L’interlocutore, invece, conduce la chat attraverso uno speciale gadget web-based di Gtalk che si apre in una finestra, e può anche invitare altri utenti ad unirsi alla chiacchierata.Google Talk chatback badge

La chat tuttavia resta comunque “privata”, ovvero non avviene direttamente nella pagina web del sito e dunque non è visibile agli altri utenti del blog. Il team di Google spiega che il termine “chatback” è dovuto proprio al fatto che la conversazione è one-to-one. La cosa insolita è che, pur gestendole dall’interfaccia di Gmail, queste chat semi-pubbliche non vengono archiviate nella cronologia chat di Gmail, ma inesorabilmente perse nonostante nelle impostazioni abbiamo abilitato la funzione di salvataggio chat.

Certamente il badge è utile per permettere un contatto veloce con i lettori del blog, oppure fornire assistenza e supporto al volo senza bisogno di registrazioni e procedure macchinose. Tenete comunque presente che, in caso di “sovraccarico”, potete sempre modificare il vostro status: Gmail ha aggiunto da qualche giorno anche lo stato Invisibile

gTranslate, l’estensione per traduzioni al volo

25 Febbraio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 6 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

gTranslate è una piccola estensione di Firefox che unisce il servizio di traduzione di Google alle azioni disponibili al click del tasto destro del mouse.

un’estensione per le traduzioniDopo averla installata, gTranslate permette di tradurre una parola, o una breve frase, selezionando il testo in questione e facendo click col tasto destro. Alla voce Translate vediamo già il messaggio tradotto nella lingua desiderata e, se troppo lungo, basta cliccare sulla frase incompleta per aprirla nella pagina del traduttore di Google e leggere/copiare la traduzione intera.

Di default gTranslate ha impostata la traduzione dal tedesco all’inglese, quindi la prima cosa da fare dopo l’installazione dell’estensione è andare nelle preferenze e selezionare le lingue di traduzione desiderate (da>a) tra quelle in elenco, che ovviamente è lo stesso del traduttore di Google, in quanto l’estensione si appoggia proprio a questo servizio di traduzione online.

In generale gTranslate funziona bene: le eventuali imprecisioni nella traduzione sono da imputare a Google e, tuttavia, ogni utente può contribuire a perfezionare il servizio dalla pagina ufficiale del tarduttore, suggerendo una traduzione migliore.

L’unica anomalia riscontrata, rispetto alle immagini mostrate da Google Operating System, è che nel nostro menù contestuale non compare l’opzione “Replace with translation” che permette, appunto, di sostituire immediatamente nella stessa pagina il testo con la relativa traduzione. Per selezionare il messaggio tradotto siamo comunque obbligati a visitare la pagina di Google Traduttore! Anche voi riscontrate o stesso bug?

Generare mappe mentali da Wikipedia

20 Febbraio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 6 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Wikipedia insegna che una mappa mentale “è una forma di rappresentazione grafica della conoscenza. [...] Si parte definendo un argomento centrale (chiamato Central Topic o simili) e si sviluppa la mappa secondo una logica radiale. A quello centrale possono infatti essere collegati in forma radiale una serie di nodi di primo livello (chiamati Topic), ciascuno dei quali può essere ulteriormente articolato in Subtopic (nodi di secondo livello) e così via.”

esempio di mappa mentale a partire dalla parola chiave “Google”E proprio Wikipedia è l’oggetto delle ricerche visuali di WikiMindMap, un servizio online che genera una mappa mentale a partire da una chiave di ricerca nel grande database della più famosa enciclopedia collettiva del web. Inserendo una keyword, WikiMindMap estrae tutti i risultati associati a quella stessa parola, visualizzandoli in un grafico in puro stile mappa mentale. Le voci che mostrano un piccolo segno + racchiudono altre sottocategorie: cliccando su una di esse, è possibile spostare il focus della mappa mentale su quello specifico “ramo”, generando nuovi “alberi” e scoprendo ulteriori collegamenti ed associazioni.
La mappa è anche zoomabile e consente la ricerca di parole chiave all’interno della stessa.

Tenendo conto della mole di informazioni disponibili su Internet, WikiMindMap si rivela un ottimo strumento per la schematizzazione di contenuti e la progettazione di percorsi cognitivi, anche a scopo didattico (via).

In principio era solo Twitter

14 Febbraio 2008

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…poi gli sviluppatori che “giocano” con le API di Twitter hanno cominciato a sfornare applicazioni su applicazioni pensate per l’attivissima community di utilizzatori del più famoso servizio di microblogging.

Ci sono tools per tenere traccia di specifiche tematiche, per trovare lavoro, condividere files, pubblicare immagini e così via: ecco le “uscite” più recenti.

TwittershareTwittershare per condividere files fino a 10 MB; si effettua il login con le proprie credenziali di twitter, si effettua l’upload del file, si condivide il linka quel file con i followers, consentendo loro di scaricarlo (via).

Twitpic per condividere immagini: carica la tua foto su TwitPic e condividila postando il link su Twitter (via).

Tweetmeme tiene traccia delle migliaia di URL che vengono segnalate e si diffondono a macchia d’olio su Twitter, organizzando e categorizzando i link più segnalati come topic di discussione ed offrendo un feed RSSper rendere la consultazione delle conversazioni ancora più semplice (via).

Twemes, simile al precedente, aggrega i tag più diffusi nelle conversazioni in Twitter, aggiungendo accanto ad ogni utente l’iconcina dell’RSS, per sottoscrivere immediatamente il Feed (via).

TwitterLinkr aggrega le notizie più popolari della twittersfera, navigabili in elenco o in comoda tag cloud (via).

TweetscanTweetScan rende possibile cercare in tempo reale per username o parole chiave tra le conversazioni in Twitter. Si può anche aggiungere all’elenco dei motori disponibili nella barra di ricerca del browser (via).

Twit.io archivia e categorizza annunci di vario genere, dalla segnalazione di eventi alle offerte di lavoro (via).

Twitterfeed trasforma in tweets i post del tuo blog, aggregando il flusso RSS di notizie pubblicate (meglio se in un account creato apposta).

Pubblica online i tuoi PDF come vere e proprie riviste

6 Febbraio 2008

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Esiste già qualche applicazione web che consente di importare i propri documenti per leggerli poi via browser: in particolare l’upload di file PDF per l’archiviazione online e la condivisione con amici e colleghi è resa possibile da Slideshare e Scribd.

Tuttavia il nuovo servizio Issuu batte i suoi predecessori quanto a gradevolezza e fluidità di navigazione, poiché trasforma letteralmente un file PDF in un vero e proprio magazine da sfogliare online, convertendo un documento statico in una pubblicazione interattiva.

Una volta creato il proprio account, è possibile sfruttare le caratteristiche gratuite di Issuu per presentare il proprio portfolio, una ricerca, un libro, un catalogo, un album fotografico in maniera assolutamente accattivante, approfittando di tutti gli strumenti di esplorazione e condivisione concessi da questa applicazione.

Issuu infatti è interessante sia per il lettore, che attraverso le pagine Explore o People può curiosare tra tutti i documenti presenti in archivio, lasciare commenti, condividere il PDF via email o inserirlo nel proprio sito web/blog; sia anche per il publisher, che gestisce le informazioni relative al proprio profio dalla pagina Profile mentre in My Library contiene le pubblicazioni caricate e quelle segnalate come preferite (da tenere presente che la dimensione massima consentita per l’upload del PDF è di 100 MB/500 pagine/100 dpi, mentre non c’è alcun limite per numero di files che si possono inserire).

Issuu screenshotQuando si apre un documento, l’interfaccia di Issuu consente di sfogliare il PDF pagina dopo pagina cliccando le freccette laterali oppure sul bottone Index, che mostra un’anteprima di tutte le pagine che compongono il file. E’ anche possibile sottoscrivere il FeedRSS di ciascun utente, per essere continuamente aggiornati sui nuovi PDF pubblicati.

Nella parte superiore della pagina, troviamo gli strumenti che rendono Issuu un sito “sociale”: Condividi (con tanto di opzioni di personalizzazione del player), Commenta, Aggiungi ai preferiti (bookmark), oltre al pulsante per la modalità schermo intero e la stampa. Ma ora basta con le spiegazioni: guardate voi stessi che cosa si può ottenere in pochi minuti!

[esempio di pdf generato dai FeedRSS di Googlisti.com tramite RSS2PDF]