Un badge intelligente nel futuro del social networking
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Il weekend urbinate, tra GGD, Academic BarCamp, caffè, digestivi e pause cazzeggio (video manent), si è confermato un altro evento ad alto tasso di socializzazione. Non a caso, proprio lo stato attuale delle reti sociali online è stato uno degli argomenti più dibattuti, vista anche l’ondata di popolarità acquisita da Facebook in Italia in queste ultime settimane.
Ma a differenza di chi si approccia a facebook alla ricerca della classe scolastica perduta (dal reale al virtuale), per chi vive il web in maniera più consapevole e matura spesso il meccanismo di generazione dei contatti è praticamente rovesciato (dal virtuale al reale). Io, ad esempio, seguo più o meno questo loop:
1. cercando informazioni online scopro le persone che generano contenuti di mio interesse;
2. stabilisco una connessione via feedRSS, strumenti microblogging o social networking;
3. concretizzo la conoscenza di persona, spesso ad un incontro fuori dalla rete;
4. modifico/rafforzo il legame eventualmente creato attraverso altri social networks, arrivando a condividere un livello di informazione più personale e privato (ad es. i “contatti” di Flickr diventano “amici”).
A conferma di ciò, come dopo ogni BarCamp che si rispetti, partono ed arrivano richieste di contatto su Linkedin, Dopplr o facebook da persone con cui, fino a ieri, si era connessi solo tramite Twitter o Tumblr. Ed eccoci nuovamente a fare il giro dei social networks per aggiornare la lista di relazioni che, di volta in volta, si espande e si arricchisce di volti ormai familiari.
Sarebbe carino avere un dispositivo che generasse un update automatico delle nostre reti sociali - abbiamo pensato più volte. E ne abbiamo anche parlato con qualche amico, ipotizzando una sorta di badge intelligente, capace di interagire con suoi “simili” per sincronizzare vecchi e nuovi contatti in tempo reale.
In effetti, tra le novità presentate quest’anno a Picnic è arrivato E, ovvero un applicativo web che consente la condivisione di identità attraverso dispositivi mobili (guarda il video in fondo al post), ma anche un dispositivo hardware dedicato, praticamente un mini-connettore.
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