ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.
Quello dell’accessibilitĂ web è un tema ultimamante molto dibattuto, che crea dvergenze d’opinione tra chi ritiene che certi standard debbando essere adottati per legge e chi invece sostiene la libera iniziativa. Se la discrezionalitĂ d’azione puĂą essere tollerata per quanto riguarda i privati, nel settore pubblico questo non può essere ammesso: i siti Web devono poter essere accessibili a chiunque, indipendentemente da disabilitĂ o meno.
Per questo una delegazione di ministri europei di 34 paesi si è riunita in una Conferenza a Riga, in Lettonia, lo scorso 12 giugno per discutere un piano che permetta a tutti i cittadini l’accesso alle strutture tecnologiche. Le linee-guida A pan-European drive to use information and communication technologies to help people to overcome economic, social, educational, territorial or disability-related disadvantages hanno elencato una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2010, tra cui dimezzare i problemi di connessione a internet per i disabili e le persone anziane, aumentare la copertura della banda larga fino a raggiungere il 90% del territorio, rendere i siti pubblici accessibili, attivare piani per l’alfabetizzazione digitale e ridurre il rischio di esclusione per le minoranze entro il 2010; dal 2007 segnalare gli standard di accessibilità che diventeranno effettivi dal 2010 ed infine introdurre misure legislative nel campo dell’e-Accessibility.
Considerato che, pur trovandoci nella cosiddetta Società dell’informazione, milioni di europei rischiano di restare indietro, consentire a tutti l’accesso alle tecnologie è una
necessità sociale, oltre che un’opportunità economica unica per l’industria.
[E-inclusion Webcast]
[Information and communication technology for an inclusive society - FAQ]
[Internet for all: EU ministers commit to an an inclusive and barrier-free information society]