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Chi può nascondersi da Google?

30 Agosto 2008

Stamattina, leggendo i feeds, sono stata incuriosita da questo titolo Something you can’t find using Google e mi son detta “interessante, vediamo un po’”. Ma nell’articolo non si annunciano queries impossibili, anzi si fa il punto su Google Profiles che, per chi non lo sapesse, è una pagina pubblica che contiene informazioni sugli utenti di Google (utenti registrati, per intenderci).

Sappiamo che una mole indicibile di conoscenza è digitalizzata e indicizzata; è ricercabile, filtrabile, archiviabile: il nostro Profilo sui social network che scegliamo di frequentare è il nostro abito migliore, racconta di noi quello che vogliamo consentire al mondo di sapere. Ma mentre su Facebook o LinkedIN io ho deciso volontariamente di mettermi in discussione, Google mi ha incluso a priori nel progetto Profiles, regalandomi l’ennesima pagina personale con i miei dati. E ora mi chiede di dare -se voglio- più informazioni, mi permette di aggiungere links ad altre pagine che mi riguardano, ne trova lui per me dicendo “hey, mi pare di averti visto anche qua. Sei davvero tu? Vuoi aggiungere questo pezzo di informazione?”.

links

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Partito con una semplice foto, unita a nome e cognome, Google Profiles sta rapidamente evolvendo in un raccoglitore di profili utenti dettagliati (anche in versione mobile, attualmente indicizza solo 118 profili), completi di informazioni personali, professionali, notizie sulla propria educazione, una breve biografia. Per descriversi più approfonditamente, Google ci chiede i nostri interessi, uno dei nostri superpoteri (chi non ne ha?) e, appunto, qualcosa che non riusciamo a trovare attravero il motore di ricerca.

Google VS God

Google VS God

Google ironizza su Google. E mi è tornata in mente un’immagine curiosa (non conosco la fonte, l’ho trovata qui) che giocava con la metafora della ricerca per ridimensionare l’impatto del colosso di Mountain View sugli usi -ormai consolidati- di gran parte della popolazione USA. Ma siamo davvero al punto in cui Dio (la fede, il futuro, chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo) è l’unica domanda a cui non possiamo dare risposta tramite Google?

Non so bene dove voglio arrivare con questa riflessione (magari poi faccio una ricerca). So solo che stamattina mi sono sentita come un puzzle, andando a raccogliere pezzi di me da una parte all’altra del web. Da brava comunicatrice mi son detta: se non posso nascondermi da Google, almeno cerco di gestire le informazioni che mi riguardano. Un gran bel potere, quello dell’informazione.

Ma, per la prima volta, ho accusato il colpo. Mi sono sentita sotto l’occhio del Grande Fratello. O forse mi sono semplicemente alzata col piede sbagliato.

Google: esperimenti di ricerca

27 Agosto 2008

Sappiamo tutti che Google, da sempre, ha una sorta di contenitore per features in fase di test, Labs appunto. E all’interno del laboratorio tutte le novità in cantiere per la ricerca sono raggruppate nell’area Experimental Search, accessibile agli utenti che vogliano provare una nuova funzione prima che diventi pubblica e, eventualmente, dare il proprio feedback.

Attualmente sono tre le idee elencate in Experimental Search:

timeline per la ricerca sperimentale di Google

timeline per la ricerca sperimentale di Google

1. Visualizzazione alternativa dei risultati di ricerca che, a differenza del classico elenco, possono essere mostrati come una timeline, localizzati su una mappa oppure corredati di informazioni aggiuntive che rendono i risultati più “corposi”. Se decidete di testare una di queste opzioni, nella pagina della SERP resta in evidenza un reminder che vi aiuta a tornare alla ricerca tradizionale oppure a compilare il questionario di feedback (in inglese).

2. Suggerimento keywords: è una caratteristica già ben nota agli utenti Firefox, che la trovano implementata nel box di ricerca del browser. Mentre digitiamo un termine di ricerca Google ci suggerisce delle alternative possibili in tempo reale. Questa caratteristica, nota anche come Google Suggest, dovrebbe autare l’utente a formulare queries esatte, riducendo anche gli errori di spelling, tanto che starebbe diventando disponibile di default nella pagina principale della ricerca di Google. I tradizionalisti potranno comunque disabilitare questa opzione dal pannello Preferenze.

3. Scorciatoie da tastiera: ci aiuteranno a navigare tra i risultati di ricerca riducendo l’uso del mouse?
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Google lancia Knol: conoscenza condivisa ed autorevolezza delle informazioni sul web

24 Luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto un mese fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Un altro progetto prende vita in casa Google. Knol, presentato qualche tempo fa, è finalmente online e accessibile a chiunque abbia un account Google.

Knol è un servizio creato per condividere conoscenza: ciascun autore può infatti scrivere e pubblicare knol, “unità di conoscenza” (da knowledge), ovvero articoli riguardanti praticamente qualsiasi argomento a propria scelta (maggiori info nelle linee guida).

Nel momento in cui si decide di collaborare alla conoscenza collettiva mettendo per iscritto le proprie competenze relative ad un certo tema in Knol, Google ci mette a disposizione una serie di strumenti a noi familiari:

Google Knol: writing panel

Google Knol: writing panel

1. rich-text editor (WYSIWYG) preso in prestito da Page Creator: il menu contempla le principali funzioni di redazione dei contenuti, dall’inserimento di links ipertestuali alla formattazione del testo. La struttura di un knol prevede l’inserimento di titolo e sottotitolo, autore, sommario (excerpt), voto. E’ anche possibile importare un file .doc, .xls, .txt o .pdf attraverso il pannello di impostazioni generali.

2. Modello di collaborazione: di default un knol dispone di un livello di collaborazione moderata, il che significa che qualsiasi utente registrato può suggerire all’autore modifiche del testo, ma solo l’autore decide se rendere tali cambiamenti effettivi o meno. I due modelli di collaborazione alternativi prevedono invece una modalità completamente aperta, dove gli utenti possono modificare direttamente l’articolo o, al contrario, una chiusa che consente al solo autore di apportare modifiche al knol.

3. Modello di condivisione: la licenza attribuita ad un knol è, di base, la Creative Commons 3.0, ma l’autore può anche selezionare l’attribuzione non commerciale oppure rendere i propri diritti riservati.

4. Monetizzazione: selezionando l’opzione Show Ads, dopo una procedura di verifica per associare al profilo Knol il nostro account di AdSense, Google consente l’inserimento di annunci pubblicitari contestuali all’interno della pagina pubblicata. Gli ads sono tuttavia fissi, non c’è possibilità di personalizzare il layout.

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Arriva il mondo virtuale di Google

9 Luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto un mese fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Probabilmente non sarà la killer application di Second Life, vista la strategia piuttosto diversa di diffusione ed utilizzo della piattaforma, ma Lively -annunciato ieri da Google- si preannuncia sicuramente come una bella novità per quanto riguarda l’evoluzione del web sociale.

Un mondo virtuale browser based, avatars tridimensionali personalizzabili stile LucasArts e stanze (rooms) integrabili attraverso copia/incolla di codice in qualsiasi pagina web sono le due caratteristiche che spostano Lively su un piano completamente differente da Second Life.

screenshot di LivelyNel mondo 3D di Google gli avatars possono, attualmente, personalizzare il proprio aspetto, selezionare una delle stanze esistenti o crearne da zero a partire dalla scelta dell’arredamento, comunicare via chat (i dialoghi compaiono sotto forma di speech bubbles sopra i personaggi), interagire e manipolare oggetti.

Per cominciare a “giocare” con Lively c’è da scaricare un setup compatibile solamente con Windows XP o Vista, ed il plugin per l’utilizzo di Lively sia con IE che con Firefox (ebbene sì, cari Linux e Mac users, a noi non resta che aspettare!).

Tutte le istruzioni si trovano nel centro di supporto, mentre dal sito di Lively troviamo già alcuni avatars e stanze da personalizzare. Sicuramente c’è ancora moltissima strada da fare, ma non dimentichiamo che dove c’è Google ci sono, spesso, progetti ambiziosi ed innovativi. E aperti agli utenti.

Pensate che a distanza di un solo giorno dal rilascio, c’è già chi ha cominciato a tirar fuori idee curiose, come l’integrazione di una stanza di Lively sulle mappe di Google (via).

Ne vedremo delle belle!

Anche i Googlisti ai Sabati di Blu Mouse

4 Luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto un mese fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Un incontro al mese per parlare di web e nuove tecnologie, conoscere ed imparare ad utilizzare alcuni strumenti che abbiamo a disposizione gratuitamente sul web. Con questo intento Marco Traferri ha dato il via ai Sabati di BluMouse, focalizzando ogni appuntamento attorno ad uno dei temi in programma fino a settembre. Ad oggi, tanti nomi noti della blogosfera (e non) hanno dato il proprio contributo alla diffusione di una cultura della condivisione e della conoscenza, intervenendo personalmente o in videoconferenza per dare consigli e suggerimenti al pubblico attento e curioso.

Stavolta tocca a noi partecipare in qualità di relatori per affrontare uno dei temi che riempie spesso le nostre pagina web: Google! In un incontro “a sorpresa” che si svolge di venerdì; insieme ad Antonio Tombolini cercheremo di spiegare come utilizzare al meglio il più famoso motore di ricerca, passando in rassegna tutti (o quasi) i tools sfornati di anno in anno dalla grande G. L’intento non è quello di scendere in inutili tecnicismi, ma di aprire lo sguardo di tante persone su una miriade di servizi gratuiti, aggiornati ed estremamente utili per la nostra produttività, con un po’ di storia e qualche curiosità sulla “galassia” Google.

L’appuntamento è oggi, venerdì 4 luglio, alle 18,00 nello store BluMouse Computer ad Ancona (vedi mappa). Pare che i posti siano terminati, ma se mandate un’email a lui, sicuramente saprà trovarvi una sistemazione.

In alternativa potete seguire la diretta in streaming dal sito dei Sabati o anche da Googlisti. A dopo!

Google rassegna news 30/06/08

30 Giugno 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Nelle ultime settimane Google si è dato un gran da fare a sfornare nuovi tools e aggiornamenti per i servizi esistenti; ecco le novità.

Google Media Server: un’applicazione solo per Windows che fa da ponte tra Google e la TV per condividere quasiasi tipo di contenuto multimediale indicizzato sul pc da Google Desktop oppure trasferire in streaming materiale ospitato online come foto da Picasaweb e video da YouTube. Per testare Google Media Center occorre un PC con G Desktop installato e un dispositivo UPnP (es. Playstation 3).

Google Reviews: aggiunta una pagina che contiene ed archivia tutte le recensioni pubbliche e i commenti lasciati dagli utenti su vari servizi come Google Maps, iGoogle, 3D Warehouse: interessante notare come si stia facendo strada la possibilità di effettuare una sorta di riepilogo della propria attività sui diversi servizi offerti da Google (via GOS).

Novità per Blogger: da testare su Blogger in Draft le nuove funzioni per il CMS di Google. Attesi da tempo: la possibilità di commentare inline, un nuovo editor, un sistema di voto per i post, l’abilità di importare/esportare in formato XML sia gli articoli che i commenti.

Google Trends for websites: integrata la funzionalità di tracking anche dell’attività dei siti web, mostrando i dati su un grafico. Non solo possiamo vedere la popolarità di alcuni termini in rete, ma anche ricevere informazioni sul traffico dei siti web a partire dall’inserimento di uno o più URL. Soltanto effettuando l’accesso al proprio account di Google si può accedere a tutta la serie di dati disponibili: regioni, anni, ricerche correlate.

Google Ad Planner: disponibile in beta privata il nuovo servizio di Google che aiuta gli advertisers a scegliere i siti web più affini alle proprie necessità di promozione in base a dati demografici. Ad Planner è uno strumento di pianificazione pubblicitaria che può essere utile per definire il proprio target per demografia ed interessi, cercare siti rilevanti per l’audience, accedere a statistiche disponibili per oltre 40 Paesi.

Risultati di ricerca: Google ha introdotto recentemente la possibilità di accedere ad un sito elencato nella SERP saltando la cosiddetta splash page. Nella ricerca di immagini, invece, Seroundtable riporta la possibilità di segnalare un eventuale risultato offensivo o inappropriato (interfaccia inglese US).

Integrare un Feed con le API di Google

16 Giugno 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

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Vi piace questo box dinamico con gli ultimi feed di Googlisti?
Bè, è solo un esempio di Vertical Stacked Layout. Made in Google.

Tra le tante API sviluppate per le applicazioni di Google, ce n’è una che consente di integrare i feeds di qualsiasi sito nel nostro, attraverso una procedura guidata piuttosto semplice e breve (via).

Google Ajax Feed API è un wizard per la creazione di un box dinamico contenente i feed di blog o siti web scelti dall’utente.

La personalizzazione comincia all’inizio della procedura, poichè ci viene richiesto di selezionare l’aspetto del layout: orizzontale, verticale, verticale con titolo, questi ultimi perfetti anche per essere inseriti in una sidebar.

La seconda cosa da fare è specificare la Expression dei feed da inserire, ovvero digitare il nome del sito del quale vogliamo acquisire aggiornamenti via feeds oppure uno o più termini che descrivano l’argomento di nostro interesse: la cosa insolita è che non è possibile aggiungere l’URL del feeed manualmente, ma Google provvede automaticamente a cercare ed individuare l’indirizzo desiderato. Questo passaggio, tuttavia, non è sempre soddisfatto in quanto, anche nel caso di siti piuttosto noti, Google sembra non trovarne l’esatto indirizzo del feed.

Ma c’è una soluzione: quando arriviamo al momento di far generare il codice già pronto per essere inserito nel nostro sito, possiamo andare a modificarlo manualmente, per corregere eventuali indirizzi inesatti o aggiungerne di nuovi.

Chi ha dimestichezza con HTML e CSS può ovviamente aggiungere qualche personalizzazione più “spinta”, come l’adozione di colori e dimensioni personalizzate, per adattare il box dinamico all’aspetto del proprio sito/blog (vedi esempio e documentazione).

Non ti piace la nuova favicon di Google? Proponi la tua!

9 Giugno 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 2 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Non sono state poche le critiche mosse in questi ultimi giorni alla nuova favicon scelta da Google: sarà perchè ogni cambiamento è sempre un po’ destabilizzante o semplicemente perchè abbiamo bisogno di tempo per abituarci a riconoscere tra i tabs aperti la nuova iconcina (non molto visibile, questo c’è da dirlo).

Tuttavia Google, attento ai feedback dei suoi milioni di utenti, anche stavolta lascia aperta la possibilità di contribuire a realizzare una favicon migliore: fino al 20 giugno 2008 infatti, è possibile inviare a Google un’immagine non più grande di 16 x 16 px che incorpori almeno una delle lettere del brand e che sia facilmente identificabile da qualsiasi dispositivo di fruizione (web, mobile).

la famiglia di nuove icone di GoogleGoogle infatti ha attraversato un processo di redesign delle favicon per creare una “famiglia” di icone che si adattassero meglio all’iPhone e ad altri dispositivi mobili, mantenendo ben riconoscibile e coordinata l’identità di marca (vedi foto via Googleblog).

Questo il form da compilare per inviare la propria favicon.

E sempre in tema di feedback, Google sta chiedendo aiuto ai suoi utenti anche attraverso un altro strumento, la scheda Labs che è comparsa da Gmail Labsqualche giorno nelle impostazioni di Gmail. Il laboratorio è una specie di “palcoscenico” per i numerosi impiegati di Google che, nel loro famoso 20% di tempo dedicato a progetti indipendenti, hanno sviluppato nuove funzioni di Gmail ancora in beta.

L’idea di Google è di consentire agli utenti di attivare a scelta queste nuove opzioni, testarle ed inviare il proprio feedback, in base al quale Google poi deciderà quali applicazioni saranno integrate in Gmail di default.

Attualmente non ci sono funzioni davvero utili, se non i links veloci o qualche espediente grafico interessante. Ci dispiace, ma giocare a Snake in Gmail non è nelle nostre priorità; avremmo sicuramente preferito altro, come ad esempio la notifica di lettura dei messaggi…

E voi, qual è la funzione di cui sentite più la mancanza in Gmail?