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Il tuo mood sulle mappe di Google

1 Luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 3 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Abbiamo già parlato di mood e della consueta associazione con i colori e/o con la musica. Da Google Maps Mania scopriamo però un mash-up assolutamente geniale che va ad integrare gli stati d’animo degli utenti con…l’esplorazione geografica!

i feel londonI Feel London and I Feel NYC sono due mappe di Londra e New York che consentono alla community di condividere informazioni su di esse basate appunto sul mood. In effetti, niente più dello stato d’animo condiziona la percezione della realtà e, di conseguenza, i nostri comportamenti, le scelte, le decisioni.

Come funziona IFeel? Bè, l’idea è questa: l’utente che visita uno di questi siti non si trova di fronte ad una sola mappa, ma ad una serie di cartine geografiche interattive (My Maps di Google) classificate per stato d’animo (naughty, romantic, sophisticated, girly, etc…). In ognuna di esse sono localizzati locali, negozi, aree geografiche che, secondo gli utenti, ne rispecchiano il mood.

Se, ad esempio, siamo alla ricerca di un’idea per trascorrere una serata romantica a New York, la mappa Romantic suggerisce ristoranti a lume di candela o luoghi poco noti per una passeggiata al chiaro di luna.

Visto che le mappe sono generate dagli utenti, ognuno di noi può contribuire a modificare le informazioni esistenti o aggiungerne di nuove chiedendo all’ideatore un invito a collaborare alla mappa (per riceverlo è necessario avere un account di Google). Diventare editori ci dà a nostra volta la possibilità di invitare altri ad ampliare le informazioni disponibili.

Tanto di cappello all’autore di IFeel, che si dice ispirato da Musicovery, per la sua brillante idea di andare alla scoperta di queste due meravigliose città facendo a meno di seguire le solite guide turistiche banali e scontate, ma affidandosi invece alla soddisfazione dei propri stati d’animo. Esportando il format anche per altre località si potrebbe dare il via all’esplorazione basata sul geo-mood!

Chissà che ne pensa la Feba, visto che se n’è occupata giusto poco tempo fa…

User generated (Google) maps

26 Giugno 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 3 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Se già gli utenti con un account Google possono modificare e correggere le informazioni visualizzate sulle mappe, nell’immediato futuro avranno la possibilità anche di creare essi stessi i contenuti localizzati sulla cartina geografica. E non stiamo parlando delle Mie Mappe, ovvero di livelli separati che ciascun utente può creare, modificare, condividere, ma delle mappe ufficiali.

MapMaker di Google MapsLo strumento lanciato questa volta si chiama MapMaker e, attualmente, è disponibile per alcune aree geografiche ben definite: Cipro, Islanda, Pakistan, Vietnam e Caraibi. Per questi stati Google infatti dispone di pochissime informazioni locali ben poco dettagliate e, come già accade per altri servizi, ha deciso di chiedere la collaborazione degli utenti per arricchire le mappe di dati sulle strade, le attività commerciali, i laghi, i parchi, i POI e così via.

MapMaker può essere utilizzato ad un livello di zoom piuttosto elevato e, preferibilmente, in modalità ibrida: dopo aver effettuato una ricerca dell’area che si vuol contribuire a migliorare dal punto di vista delle informazioni visualizzate, l’utente deve selezionare una categoria di appartenenza per il dato che sta inserendo e compilare una scheda che sarà sottoposta a moderazione prima di essere integrata nella mappa (maggiori informazioni sul wiki).

Da un lato Google sostiene che i territori selezionati potrebbero trarre un grande vantaggio in termini di dettagli geografici ed informazioni locali proprio perchè ad inserire questi dati possono essere gli stessi abitanti o comunque persone che conoscono le aree interessate; dall’altro resta aperta la questione dell’attendibilità delle informazioni aggiunte in pieno stile Wikipedia. MapMaker per ora è un servizio attivo per pochi e piccoli territori, ma se l’iter farà il suo corso, potrebbe diventare uno strumento utilizzabile per ogni nazione nel mondo.

Quanto possiamo fidarci di una mappa completamente creata dagli utenti? Sarebbe preferibile avere comunque un “livello” d informazioni ufficiali?

Google Earth si integra nel browser

29 Maggio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 4 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Proprio in questi giorni si sta svolgendo in quel di San Francisco un grande evento dedicato a sviluppatori e non solo, organizzato da Google per fare il punto su nuove tecnologie e applicazioni attraverso talk e sessioni di workshop delle quali abbiamo informazioni grazie a fonte diretta. :)

E proprio mentre Google I/O è in pieno fermento, LatLong ci informa che è appena stato rilasciato un plugin per l’integrazione di Google Earth all’interno dei browser (non tutti, purtroppo, ma solo Firefox e Internet Explorer 6 e 7, solo per Windows) scaricabile da Google Code.

Grazie alla release delle API di Google Earth e a qualche riga di codice Javascript, il plugin consente di abilitare nelle pagine web moltissime funzioni già viste nell’applicazione desktop:
- visualizzazione 3D della superficie terrestre e degli edifici con controllo della visualizzazione;
- inserimento di elementi tridimensionali, puntatori e poligoni;
- switch tra la visione della Terra e del Cielo (galassia, pianeti, stelle, etc);
- apertura di files KML.

In realtà, l’intento di Google è quello di aprire completamente il codice di Google Earth agli sviluppatori, dando la possibilità di costruire la più grande applicazione geografica 3D di nuova generazione, cambiando ancora una volta il modo in cui vediamo il mondo.

La riflessione esposta su Latlong pone l’accento sul fatto che, con l’avvento delle Mappe online di Google, nessuno immaginava che sarebbero esplose APIs e mashup per arricchire le funzioni integrabili e l’esperienza utente, dando origine ad una miriade di nuove applicazioni che hanno reso le Google Maps uno strumento che supera di gran lunga lo scopo di base per le quai sono state ideate.

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Google rassegna news 12/05/08

12 Maggio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 4 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

La macchina di Google è in continua evoluzione: nuove funzioni ed aggiornamenti sui servizi esistenti sono all’ordine del giorno. Vediamo alcune delle ultime notizie.

- La ricerca sulle mappe di Google ha cominciato ad integrare gli user generated contents: foto da Panoramio, video da YouTube, mappe create dagli utenti. Questi extra si attivano cliccando il link Esplora quest’area (vedi il video da Google).

- Le ricerche effettuate via Google sono filtrabili per data: nelle opzioni di ricerca avanzate, infatti, è possibile scegliere di limitare i risultati più recenti, relativamente ad un dato periodo di tempo. Questa funzione può essere applicata anche aggiungendo una piccola stringa di codice “&as_qdr=d” alla fine di ogni query, dove =d rappresenta il numero di giorni da considerare, days, (allo stesso modo si può aggiungere ovvero =w per week, settimana; =y per year, anno): il numero inserito dopo questa lettera delimita il lasso di tempo entro cui effettuare la ricerca (via).

Google Traduttore- Il traduttore di Google è diventato un portentoso servizio di traduzione che, oltre ad ampliare il numero di lingue traducibili (da 26 a ben 508) ha inserito nuove funzioni come la possibilità di ottenere la definizione di una data parola in un’altra lingua (Dizionario) oppure di effettuare una Ricerca Tradotta, inserendo il termine da trovare e scegliendo la lingua di origine della parola e le lingua di destinazione, nella quale vogliamo vedere generati i risultati delle query.

- Google Docs ha aggiunto la possibilità di inserire video da YouTube, mentre Presentations ha integrato nele slides le cosiddette Speaker Notes, ovvero delle annotazioni aggiuntive che possono essere semplicemente lette da chi effettua la presentazione oppure stampate ed esportate in ppt o pdf. Le slides possono anche essere inserite in un blog via codice scegliendone una dimensione personalizzata di output (via).

- Google TV Ads non è più in un servizio disponibile solo su invito, ma si è aperto a tutti gli advertisers USA: il modello di base del business sarà lo stesso del già super testato Adsense, pertanto potrà essere scelto il canale dove far comparire i propri spot, la fascia oraria, la scelta del budget e così via (via).

Arrivano i video nelle schede locali di Google Maps

21 Marzo 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 6 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Chi utilizza il Google Maps Local Business Center per comparire sulle mappe di Google con annunci personalizzati della propria attività commerciale non potrà fare a meno di apprezzare l’ultima novità rilasciata, ovvero l’aggiunta dei video alla scheda delle informazioni da pubblicare.

Inserisci un video in Google Local Business Center

Durante la fase di compilazione dei dati dell’attività commerciale, nella sezione Photos è stata infatti aggiunta l’opzione di inserimento dei video, massimo 5, che non possono essere caricati dal proprio pc ma inseriti tramite link da YouTube.

Una volta effettuato l’upload, il video approvato viene integrato nella scheda dell’esercizio commerciale che compare sulle mappe di Google, cliccando la voce Altre Informazioni.

Questa nuova opzione è utile per chiunque desideri ottenere visibilità sul web per il proprio business: con strumenti tutto sommato semplici (e soprattutto gratuiti) si può realizzare un pò di SEM e costruire una strategia mirata alla promozione di sè, utilizzando i cosiddetti media sociali e sfruttando la circolarità dell’informazione. Il web può essere una fonte incredibile di generazione di contatti e prospects, se non altro grazie all’uso cordinato e creativo dei servizi online che abbiamo a disposizione.

Le mappe di Google come Wikipedia

18 Marzo 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 6 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Google sta testando in USA un nuovo approccio alle mappe, nel senso che gli utenti non sono più solamente fruitori del servizio ma possono dare il proprio contributo per mantenere le informazioni aggiornate. Come?
Bè, ciascuno può aggiungere, modificare o rimuovere i dati di una località, cambiamenti che in pochi minuti divengono visibili a tutti.

Magari si vuol cancellare un’attività commerciale non più esistente oppure spostare il puntatore perchè inesatto, o ancora coreggere un numero di telefono sbagliato; insomma le mappe di Google si stanno avvicinando sempre di più allo stile Wikipedia: ma chi garantisce l’accuratezza delle informazioni?

Opzioni per modificare località su Google mapsInnanzituto c’è da dire che la possibilità di modificare un luogo è stata già “esportata” anche in Italia, anche se non è visibile per ogni località cercata: in questo caso se spostiamo il puntatore di oltre 200 metri la modifica non è visibile immediatamente, ma viene sottoposta ad una sorta di “moderazione”. Nonostante gli spostamenti, inoltre, Google Maps mantiene visibile l’elenco delle modifiche e la possibilità di accedere alla posizione originale.

Aggiungi una localitàLa novità che possiamo vedere in anteprima, grazie alle immagini di GOS, consiste invece nella possibilità di aggiungere ex novo località o intere schede di attività commerciali, attraverso una semplice procedura che, a partire dalla domanda “Can’t find what you’re looking for? Add a place to the map”, guida l’utente nella creazione di un nuovo indirizzo.

Questo finora è stato possibile solamente ai titolari di un account Google, i quali possono a tutt’oggi inserire gratuitamente delle schede informative relative ad una o più attività commerciali attraverso il servizio Business Center, il quale tuttavia richiede all’utente l’inserimento di un codice di verifica che si riceve direttamente da Google via SMS, telefonata o lettera.
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Spazio, ultima frontiera (di Google Maps)

17 Marzo 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 6 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Gli appassionati di astronomia andranno sicuramente in brodo di giuggiole con l’ultima idea messa online da Google: quella che era l’ultima delle caratteristiche aggiunte a Google Earth si aggiudica infatti la sua posizione in rete, accando ai fratelli Moon e Mars.

Si chiama Google Sky ed è il corrispondente “celeste” di Google Maps: stessa interfaccia di navigazione, stesso potente motore di ricerca per uno dei servizi più curiosi del web, che ci offre gratuitamente attraverso qualsiasi browser la possibilità di approfondire la conoscenza di pianeti e galassie, con la stessa facilità con cui siamo abituati a cercare gli indirizzi sulle mappe.

L’esplorazione spaziale interattiva, con tanto di zoom avanti e indietro, spostamento sulla volta celeste via mouse, tre modalità di visualizzazione (infrarossi, microonde e storico) con altrettante opzioni di scelta del grado di sovrapposizione livelli di fusione, fa perdonare volentieri una certa lentezza nel caricamento delle immagini. Il click su stelle e pianeti mostra anche un riquadro di informazioni aggiuntive e risorse esterne, ma soprattutto la macrocategorie elencate nella parte inferiore della pagina aiutano anche i navigatori inesperti della geografia spaziale ad affrontare percorsi di navigazione tra galassie e nebulose.

Come al solito, è tutto riassunto in un video:

Google rassegna news 06/03/2008

6 Marzo 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 7 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Settimane dense di avvenimenti per Google: a parte il lancio del già citato Google Sites, facciamo il consueto riepilogo delle altre novità.

Google calendar si sincronizza con OulookAppena rilasciata una piccola utility per sincronizzare il calendario di Google con Microsoft Outlook: Google Calendar Sync è un file eseguibile per Win da installare, che resta attivo ed accessibile dalla system tray.

Attraverso nuove API di Google Maps possiamo generare immagini statiche, che non richiedono l’utilizzo di Javascript, oltre alle solite mappe interattive (dimensione massima 512×512 px): il tutto da questo semplice wizard.

Tra l’altro sappiate che è online il sito Explore Google Maps, dove vengono raccolti e pubblicati in un player di YouTube dei brevi video-tutorial (sempre in inglese, almeno fino a questo momento) che insegnano ad utilizzare con efficacia i tools messi a disposizione dalla mappe.

E ancora, Dynamick segnala la release di una comodissima Google Maps Demo Gallery, nella quale sono elencate demo di tutti i tipi, realizzate da googlers e non, complete di miniatura, descrizione e codice.

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