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Google-maps | Googlisti.com - Part 2
Articoli recenti

E ora Google ti localizza sulle mappe anche via browser

13 luglio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Chi utilizza Google Maps per cellulari, avrà già sperimentato la funzione My Location: al click di un pulsante viene indicata sulla mappa la nostra posizione attuale con un cerchietto blu.

Google Maps My Location

Google Maps My Location

Da qualche giorno Google ha annunciato il lancio di My Location anche via browser.
Quando si visita Google Maps con un browser Web supportato, viene visualizzato un nuovo piccolo pulsante in alto a sinistra della mappa (sopra il controller dello zoom); con un solo click sul cerchietto la mappa viene centrata sulla nostra posizione approssimativa la quale, se può essere determinata con precisione sufficiente, viene a sua volta evidenziata da un cerchio blu, proprio come in Google Maps Mobile. Per rimuovere la localizzazione, o per ri-centrare la mappa dopo esseresi spostati, basta fare di nuovo click sul pulsantino.

La prima volta che si attiva My Location, il browser visualizza un messaggio di sicurezza, in cui chiede all’utente se desidera condividere la propria posizione con Google Maps. Se si nega questa richiesta, My Location non viene attivato mentre, se si accetta, il browser tenterà di determinare la posizione dell’utente.
Quando viene presentato il messaggio di protezione del browser, è possibile scegliere di ricordare la nostra decisione così da evitare di ripetere la stessa procedura quando si attiva My Location in futuro.

Per ottenere la nostra posizione, Google Maps sfrutta l’API di Geolocalizzazione W3C, una nuova feature disponibile negli ultimi browser web, che consente a qualsiasi sito web di accedere alla propria posizione attuale. Attualmente, può utilizzare My Location in Google Maps chi naviga con Google Chrome, Firefox 3.5 o qualsiasi altro browser web con Gears installato.

Altra novità in arrivo nelle Mappe di Google è lo storico delle ricerche recenti, posizionato in un pannello in fondo alla sidebar delle ricerche. La nuova opzione consente anche di caricare una vecchia ricerca effettuata, che viene mostrata sulle mappe con indicatori di colori differenti: questo significa anche che possiamo comparare più ricerche effettuate simultaneamente. La cronologia ricerche non è ancora attiva su tutti gli account, ma si prospetta già una funzione di cui non faremo più a meno!

Monitorare il proprio business con le nuove statistiche di Google LBC

4 giugno 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Qualche tempo fa parlavamo del Google Local Business Center come di un ottimo strumento gratuito di Google, non molto noto, che aiuta anche le piccole attività commerciali locali a gestire il modo in cui il proprio business viene presentato al mondo attraverso la ricerca e le mappe di Google.

Il LBC, infatti, consente di accedere con un account di Google ad una dashboard dove possiamo personalizzare sia i contenuti sia le informazioni principali relative alla nostra attività: dai recapiti, alla descrizione dell’azienda, fino all’aggiunta di foto, video ed altri dettagli. Le schede personalizzate sono infatti quelle che appaiono, nelle mappe, più ricche di contenuti: considerato l’enorme utilizzo delle indicazioni geografiche da parte degli utenti web, la possibilità di rendere la presentazione del proprio business più dettagliata ad attraente non è affatto un aspetto da sottovalutare!

Nuove statistiche in Local Business Center

Nuove statistiche in Local Business Center

Da ieri Google ha aperto le porte ad una ulteriore funzione in LBC, ovvero una dashboard completa di statistiche per comprendere e valutare l’andamento della propria scheda attività su Google Maps. I dati analizzati e visualizzati a mo’ di grafici comprendono:

Impressions: il numero di volte in cui l’elenco di attività commerciali è apparso come un risultato di ricerca su Google.com o di ricerca di Google Maps in un determinato periodo di tempo.

Actions: Il numero di volte che le persone hanno interagito con la scheda attività: ad esempio, il numero di volte che l’utente ha cliccato sul sito dell’attività o ha richieste indicazioni stradali.

Top search queries: con quali ricerche i clienti sono arrivati alla nostra attività commerciale.

Analisi dei CAP

Analisi dei CAP

Codici di avviamento postale da cui provengono le indicazioni stradali: da dove provengono i clienti che chiedono indicazioni stradali verso la nostra attività?

Attualmente questo tipo di statistiche è stato attivato per gli account residenti negli USA, ma Google ha annunciato a breve la release anche per le altre nazioni: nel nostro account, infatti, sono appena “scomparse” anche le informazioni relative alle visite degli ultimi 30 giorni, segno -forse- di un imminente aggiornamento della dashboard. Speriamo!

[immagini via LatLong]

URL brevi per mappe e ricerche su Google

14 gennaio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

L’adattamento ai microformati delle conversazioni online e alla condivisione ormai piuttosto veloce di informazioni e links, ha trasformato un’applicazione come Tinyurl in una vera e propria abitudine.

Nella ricerca della maniera più breve per scambiarci link, ci siamo imbattuti in un paio di nuovi servizi di abbreviazione degli URL di Google la cui lunghezza, soprattutto nel caso della ricerca e delle mappe, sembra attualmente quasi anacronistica.

Nel caso vogliamo condividere il link ad un risultato rilevante di una ricerca su Google, invece di passare attraverso Tinyurl possiamo prendere in considerazione Gog.is, il quale ci consente di aggiungere la keyword della nostra query direttamente dopo il dominio gog.is per riendirizzarci alla pagina originale della ricerca (via Digital Inspiration).

Ad esempio, il link http://gog.is/londra sostituisce il lungo URL che porta direttamente alla ricerca effettuata con parola chiave “Londra”; per ricerche composte da più parole, possiamo dividerle con una virgola (,) o con un segno + (es. http://gog.is/londra+b&b).

Nel caso dei link alle mappe di Google, invece, Google Maps Mania suggerisce l’ottimo Plazz.me, dove possiamo effettuare la ricerca di una località e subito dopo convertire il lungo indirizzo in un breve link (del tipo http://www.plazz.me/~Qz) da condividere personalmente o attraverso i servizi integrati in Plazz.me (Twitter, Facebook, Delicious, Mypace).

Tinyurl via Lookleap

Tinyurl via Lookleap

O ancora LookLeap, che può essere aggiunto ai propri segnalibri oppure trascinato sulla barra degli strumenti del browser attraverso come bookmarklet, e permette di “restringere” qualsiasi URL mantenendo però un riferimento contestuale all’indirizzo originale. Ad esempio, nel caso delle mappe, viene autogenerato un link del tipo http://lookleap.com/maps.google.it/a2 il quale, seppure abbreviato, ci suggerisce già dove saremo indirizzati.

Indicazioni stradali da Google sulle tue pagine web

17 dicembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Natale è per molti un periodo di viaggi e spostamenti, inclusi i membri del team di Google Maps che, per l’occasione, hanno trasferito in un gadget la funzione di Google Maps per ottenere indicazioni stradali.

Directions di Google Maps

Directions di Google Maps

Sappiamo tutti che, per muoverci da una località all’altra, possiamo sfruttare le mappe di Google per ottenere il percorso migliore (via automobile, a piedi o, dove possibile, con i mezzi pubblici). La stampa delle indicazioni, oltretutto, ha recentemente introdotto alcuni miglioramenti, dando all’utente la possibilità di personalizzare la cartina e scegliere se mostrare solo una guida testuale del percorso oppure una scheda corredata da tante mini-mappe, letteralmente passo dopo passo.

Ora, il gadget Directions di Google Maps può essere inserito in qualsiasi pagina web e configurato secondo le proprie impostazioni, per dare agli utenti la possibilità di trovare le indicazioni stradali per una certa località senza cercare altrove se non nello stesso sito.

Se, ad esempio, ho un’azienda che vuole rendere ancora più facile essere raggiunta dai suoi potenziali clienti, mi basta andare alla pagina di Directions, aggiungere l’indirizzo dell’azienda in Impostazioni Gadget (o più di un indirizzo semplicemente separandoli con il simbolo |), scegliere titolo da mostrare, dimensioni e colore del bordo e generare il codice da incollare nella mia pagina web.

Gli utenti che si interfacciano al gadget in una pagina web possono inserire il proprio indirizzo di partenza ed ottenere in un click le indicazioni di percorso, sia a video, sia nella versione stampabile.

In fondo al post potete testare il gadget, già adottato da molti partner di Google, come l’Università di Stanford o il parco giochi Legoland in California.

Il tuo mood sulle mappe di Google

1 luglio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Abbiamo già parlato di mood e della consueta associazione con i colori e/o con la musica. Da Google Maps Mania scopriamo però un mash-up assolutamente geniale che va ad integrare gli stati d’animo degli utenti con…l’esplorazione geografica!

i feel londonI Feel London and I Feel NYC sono due mappe di Londra e New York che consentono alla community di condividere informazioni su di esse basate appunto sul mood. In effetti, niente più dello stato d’animo condiziona la percezione della realtà e, di conseguenza, i nostri comportamenti, le scelte, le decisioni.

Come funziona IFeel? Bè, l’idea è questa: l’utente che visita uno di questi siti non si trova di fronte ad una sola mappa, ma ad una serie di cartine geografiche interattive (My Maps di Google) classificate per stato d’animo (naughty, romantic, sophisticated, girly, etc…). In ognuna di esse sono localizzati locali, negozi, aree geografiche che, secondo gli utenti, ne rispecchiano il mood.

Se, ad esempio, siamo alla ricerca di un’idea per trascorrere una serata romantica a New York, la mappa Romantic suggerisce ristoranti a lume di candela o luoghi poco noti per una passeggiata al chiaro di luna.

Visto che le mappe sono generate dagli utenti, ognuno di noi può contribuire a modificare le informazioni esistenti o aggiungerne di nuove chiedendo all’ideatore un invito a collaborare alla mappa (per riceverlo è necessario avere un account di Google). Diventare editori ci dà a nostra volta la possibilità di invitare altri ad ampliare le informazioni disponibili.

Tanto di cappello all’autore di IFeel, che si dice ispirato da Musicovery, per la sua brillante idea di andare alla scoperta di queste due meravigliose città facendo a meno di seguire le solite guide turistiche banali e scontate, ma affidandosi invece alla soddisfazione dei propri stati d’animo. Esportando il format anche per altre località si potrebbe dare il via all’esplorazione basata sul geo-mood!

Chissà che ne pensa la Feba, visto che se n’è occupata giusto poco tempo fa…

User generated (Google) maps

26 giugno 2008

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Se già gli utenti con un account Google possono modificare e correggere le informazioni visualizzate sulle mappe, nell’immediato futuro avranno la possibilità anche di creare essi stessi i contenuti localizzati sulla cartina geografica. E non stiamo parlando delle Mie Mappe, ovvero di livelli separati che ciascun utente può creare, modificare, condividere, ma delle mappe ufficiali.

MapMaker di Google MapsLo strumento lanciato questa volta si chiama MapMaker e, attualmente, è disponibile per alcune aree geografiche ben definite: Cipro, Islanda, Pakistan, Vietnam e Caraibi. Per questi stati Google infatti dispone di pochissime informazioni locali ben poco dettagliate e, come già accade per altri servizi, ha deciso di chiedere la collaborazione degli utenti per arricchire le mappe di dati sulle strade, le attività commerciali, i laghi, i parchi, i POI e così via.

MapMaker può essere utilizzato ad un livello di zoom piuttosto elevato e, preferibilmente, in modalità ibrida: dopo aver effettuato una ricerca dell’area che si vuol contribuire a migliorare dal punto di vista delle informazioni visualizzate, l’utente deve selezionare una categoria di appartenenza per il dato che sta inserendo e compilare una scheda che sarà sottoposta a moderazione prima di essere integrata nella mappa (maggiori informazioni sul wiki).

Da un lato Google sostiene che i territori selezionati potrebbero trarre un grande vantaggio in termini di dettagli geografici ed informazioni locali proprio perchè ad inserire questi dati possono essere gli stessi abitanti o comunque persone che conoscono le aree interessate; dall’altro resta aperta la questione dell’attendibilità delle informazioni aggiunte in pieno stile Wikipedia. MapMaker per ora è un servizio attivo per pochi e piccoli territori, ma se l’iter farà il suo corso, potrebbe diventare uno strumento utilizzabile per ogni nazione nel mondo.

Quanto possiamo fidarci di una mappa completamente creata dagli utenti? Sarebbe preferibile avere comunque un “livello” d informazioni ufficiali?

Google Earth si integra nel browser

29 maggio 2008

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Proprio in questi giorni si sta svolgendo in quel di San Francisco un grande evento dedicato a sviluppatori e non solo, organizzato da Google per fare il punto su nuove tecnologie e applicazioni attraverso talk e sessioni di workshop delle quali abbiamo informazioni grazie a fonte diretta. :)

E proprio mentre Google I/O è in pieno fermento, LatLong ci informa che è appena stato rilasciato un plugin per l’integrazione di Google Earth all’interno dei browser (non tutti, purtroppo, ma solo Firefox e Internet Explorer 6 e 7, solo per Windows) scaricabile da Google Code.

Grazie alla release delle API di Google Earth e a qualche riga di codice Javascript, il plugin consente di abilitare nelle pagine web moltissime funzioni già viste nell’applicazione desktop:
- visualizzazione 3D della superficie terrestre e degli edifici con controllo della visualizzazione;
- inserimento di elementi tridimensionali, puntatori e poligoni;
- switch tra la visione della Terra e del Cielo (galassia, pianeti, stelle, etc);
- apertura di files KML.

In realtà, l’intento di Google è quello di aprire completamente il codice di Google Earth agli sviluppatori, dando la possibilità di costruire la più grande applicazione geografica 3D di nuova generazione, cambiando ancora una volta il modo in cui vediamo il mondo.

La riflessione esposta su Latlong pone l’accento sul fatto che, con l’avvento delle Mappe online di Google, nessuno immaginava che sarebbero esplose APIs e mashup per arricchire le funzioni integrabili e l’esperienza utente, dando origine ad una miriade di nuove applicazioni che hanno reso le Google Maps uno strumento che supera di gran lunga lo scopo di base per le quai sono state ideate.

(continua…)

Google rassegna news 12/05/08

12 maggio 2008

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La macchina di Google è in continua evoluzione: nuove funzioni ed aggiornamenti sui servizi esistenti sono all’ordine del giorno. Vediamo alcune delle ultime notizie.

- La ricerca sulle mappe di Google ha cominciato ad integrare gli user generated contents: foto da Panoramio, video da YouTube, mappe create dagli utenti. Questi extra si attivano cliccando il link Esplora quest’area (vedi il video da Google).

- Le ricerche effettuate via Google sono filtrabili per data: nelle opzioni di ricerca avanzate, infatti, è possibile scegliere di limitare i risultati più recenti, relativamente ad un dato periodo di tempo. Questa funzione può essere applicata anche aggiungendo una piccola stringa di codice “&as_qdr=d” alla fine di ogni query, dove =d rappresenta il numero di giorni da considerare, days, (allo stesso modo si può aggiungere ovvero =w per week, settimana; =y per year, anno): il numero inserito dopo questa lettera delimita il lasso di tempo entro cui effettuare la ricerca (via).

Google Traduttore- Il traduttore di Google è diventato un portentoso servizio di traduzione che, oltre ad ampliare il numero di lingue traducibili (da 26 a ben 508) ha inserito nuove funzioni come la possibilità di ottenere la definizione di una data parola in un’altra lingua (Dizionario) oppure di effettuare una Ricerca Tradotta, inserendo il termine da trovare e scegliendo la lingua di origine della parola e le lingua di destinazione, nella quale vogliamo vedere generati i risultati delle query.

- Google Docs ha aggiunto la possibilità di inserire video da YouTube, mentre Presentations ha integrato nele slides le cosiddette Speaker Notes, ovvero delle annotazioni aggiuntive che possono essere semplicemente lette da chi effettua la presentazione oppure stampate ed esportate in ppt o pdf. Le slides possono anche essere inserite in un blog via codice scegliendone una dimensione personalizzata di output (via).

- Google TV Ads non è più in un servizio disponibile solo su invito, ma si è aperto a tutti gli advertisers USA: il modello di base del business sarà lo stesso del già super testato Adsense, pertanto potrà essere scelto il canale dove far comparire i propri spot, la fascia oraria, la scelta del budget e così via (via).