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Piccole antenne crescono sul Web

10 Ottobre 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Internet è un canale di comunicazione che sta praticamente inglobando tutti gli altri, come ben possiamo vedere: dai giornali, che si inventano versioni online e blog, al telefono, che corre sul filo del VoIP, ai messaggini brevi che diventano addirittura istantanei, rendendo alla portata di tutti la comunicazione in tempo reale. Per noi parlare poi della posta (elettronica), di fax, foto, video ed addirittura TV, che si sono lanciate sulla piattaforma del Web.

televisione.gifA differenza dei canali dove è possibile pubblicare e condividere i propri video online, com YouTube e Google Video, dove non esiste un filo conduttore tra i diversi filmati, se non una categorizzazione generale dei files archiviati, non sono mancati negli ultimi tempi “esperimenti” di televisione online vera e propria, quella che viene definita IpTV.
Molto frequentemente i canali proposti sono ibridi, quanto ai modi di funzionamento ed alle logiche di business proposte, e monotematici nella programmazione: a partire da MadeinItaly, la TV on demand che trasmette filmati e documentari riguardo le eccellenze italiane sia in amnbito commerciale ed economico sia turistico, fino a Flux, il progetto open source di MTV dove ogni utente può pubblicare le proprie realizzazioni audio e video; o addirittura TeleIAMS, la nuovissima iniziativa interattiva di IAMS dedicata agli amanti degli animali, che propone per cominciare 4 programmi accessibili a tutti, periodicamente aggiornati, sul mondo a 4 zampe.
Poi c’è Zattoo, ancora in via di sviluppo, che consente di vedere i canali TV via Internet grazie al peer to peer; e Neave.tv, un progetto unico, (more…)

Un appello per regolamentare l’IPTV

4 Agosto 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Su Internet ogni utente, a prescindere dall’operatore di accesso, può fruire liberamente di qualunque contenuto, a prescindere di quale operatore venga usato dall’editore. La libertà di scelta è un valore fondamentale, che non deve andare perduto.
Questa prospettiva poco piacevole e discriminatoria è il rischio contro il quale associazioni del calibro di Anti Digital Divide, Assoprovider ed altre, ci stanno mettendo in guardia con un sito estremamente interessante, ricco di informazioni e chiarimenti: regoleperitv.it.
In breve, la televisione via cavo IP (IPTV), manca di una codice di regolamentazione, cosa che le associazioni di cui sopra reclamano a gran voce. E sperano di guadagnare anche con il sostegno degli utenti, semplicemente firmando ed inviando la propria adesione all’appello.
In un ipotetico futuro senza regole, l problema è che un provider potrebbe privilegiare l’accesso ai propri programmi e contenuti, impedendo di vedere (o limitando) contenuti concorrenti, o comunque diversi.
Da Pandemia apprendiamo che la televisione via internet dovrebbe funzionare con grandi hard disk posizionati in prossimità dell’utente finale, dove il provider caricherà film e altri contenuti disponibili a richiesta, così che possano essere scaricati ad alta velocità e senza dover intasare la rete del provider. Chi possiede la rete, possiede anche i grandi hard disk posizionati in prossimità della terminazione della rete. Se questo offrisse all’ingrosso solo la rete, senza l’accesso agli hard disk, i provider concorrenti non sarebbero in grado di replicare l’offerta dei contenuti degli hard disk (televisione, anche in alta definizione HD) e, di conseguenza, ne verrebbe una violazione della concorrenza.

Allora cosa aspettiamo? Basta un attimo per manifestare il nostro dissenso e promuovere la neutralità dell’accesso alla rete internet per i contenuti televisivi della IPTV!

Firma l’appello!