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Arrivano i video nelle schede locali di Google Maps

21 marzo 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Chi utilizza il Google Maps Local Business Center per comparire sulle mappe di Google con annunci personalizzati della propria attività commerciale non potrà fare a meno di apprezzare l’ultima novità rilasciata, ovvero l’aggiunta dei video alla scheda delle informazioni da pubblicare.

Inserisci un video in Google Local Business Center

Durante la fase di compilazione dei dati dell’attività commerciale, nella sezione Photos è stata infatti aggiunta l’opzione di inserimento dei video, massimo 5, che non possono essere caricati dal proprio pc ma inseriti tramite link da YouTube.

Una volta effettuato l’upload, il video approvato viene integrato nella scheda dell’esercizio commerciale che compare sulle mappe di Google, cliccando la voce Altre Informazioni.

Questa nuova opzione è utile per chiunque desideri ottenere visibilità sul web per il proprio business: con strumenti tutto sommato semplici (e soprattutto gratuiti) si può realizzare un pò di SEM e costruire una strategia mirata alla promozione di sè, utilizzando i cosiddetti media sociali e sfruttando la circolarità dell’informazione. Il web può essere una fonte incredibile di generazione di contatti e prospects, se non altro grazie all’uso cordinato e creativo dei servizi online che abbiamo a disposizione.

Google Reader e ARIA insieme per l’accessibilità delle informazioni

13 marzo 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Il flusso di informazioni che arrivano ai nostri occhi dalla rete, soprattutto dopo l’avvento dei FeedRSS, è di solito esageratamente ampio, tanto che si fatica a tenere testa a tutte le notizie che vanno a riempire il nostro lettore di feeds. E se proviamo ad immedesimarci nell’esperienza utente di una persona con ipodevenza o altra disabilità visiva, possiamo appena immaginare la difficoltà di fruire l’informazione attraverso interfacce web spesso poco usabili e corredate di mille fronzoli 2.0.

Assolutamente apprezzabile (ma ancora tutta da perfezionare) l’iniziativa del team di Google che, per quanto riguarda il servizio Reader, oltre alla navigazione da tastiera ha implementato il supporto WAI-ARIA (Web Accessibility Initiative – Accessible Rich Internet Applications), un nuovo standard per potenziare l’accessibilità delle applicazioni web “ricche”.

Allo stato attuale ARIA è supportato solo da Firefox, ma ci auguriamo che in futuro diverrà uno standard adotatto da tutti i browser: in pratica questa integrazione permette di accedere ai contenuti di una nuova versione di Google Reader (quella che supporta ARIA) attraverso sistemi alternativi quali la lettura vocale (maggiori informazioni sul post ufficiale).

Questo progetto è stato testato nei seguenti ambienti:

Fire vox, estensione di browser vocale open source per Firefox;
Firefox 3 con JFW 8.0 e Window-Eyes 5.5
Firefox 3 portabile con JFW 8.0 e Window-Eyes 5.5

Visto che Firefox 3 è ancora in beta e gli standard ARIA in pieno sviluppo, è sicuramente un po’ presto per poter sperimentare senza problemi questa nuova funzionalità: nel nostro caso, ad esempio, la prova su Mac non è andata a buon fine, ma saremmo curiosi di sapere come va il test su Win o Linux: qualche volontario?

Cosa chiederesti ai candidati premier italiani?

12 marzo 2008

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A giudicare dalla partecipazione di tanti cittadini digitali all’iniziativa 10domande, si direbbe che Internet stia conquistando anche in Italia un ruolo strumentale importante per il dialogo politico. Un dialogo mediato, certo, ma pur sempre un nuovo canale di comunicazione bidirezionale che era impensabile con gli old media.

www.10domande.ilsole24ore.comIspirato dal format americano 10question, il Sole 24Ore ha collaborato con Nicola Mattina e la sua società per lanciare anche nel nostro paese, in vista delle prossime elezioni politiche, il progetto 10domande.

Tutti invitati a partecipare, dunqe! Basta una webcam per registrare un breve filmato con la propria domanda da pubblicare sul sito e sottoporre all’attenzione del pubblico. Sono gli stessi lettori, infatti, nella fase iniziale del progetto (fino al 23 marzo), a votare i video che andranno poi a comporre la scaletta delle dieci domande “ufficiali”, le quali saranno rivolte ai candidati alle prossime elezioni politiche proprio in una video-intervista del Sole 24Ore.

Informazione partecipativa, la definiscono, perchè in questo caso i giornalisti possono davvero farsi portavoce degli interrogativi della gente comune, che nella vita reale incontra spesso molte difficoltà a far sentire le proprie ragioni. Ma 10domande può essere considerato, a mio avviso, un vero e proprio esperimento socio-politico perchè, attraverso le video-domande e i voti, permette di indagare, in maniera gratuita e piuttosto semplice, i temi che stanno più a cuore ai cittadini, i dubbi, le aspettative di una larga fetta di popolazione che si sta affacciando sempre più prepotentemente sul web (e quello dei video era sicuramente un trend da cavalcare!).

In quest’ottica sarà sicuramente interessante vedere cosa risponderanno i nostri cari politici, visto che le loro argomentazioni saranno ripubblicate in video e sottoposte al pubblico voto. Sapranno convertire la loro eloquenza in formato digitale? Saranno consapevoli di rivolgersi alla “parte abitata della rete“? Ma soprattutto, rusciranno a darci risposte convincenti?

Un’estensione per migliorare YouTube

10 marzo 2008

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Sulla scia di Better Flickr e Gmail, LifeHacker suggerisce il download di un pacchetto di script di Greasemonkey pensati per integrare funzionalità aggiuntive e piccole migliorie nella fruizione dei filmati del più famoso sito di video publishing del web.

Mentre YouTube sta sperimentando una nuova pagina personalizzata per i propri utenti, offrendo una navigazione indivisuale, studiata in base alle preferenze ed alle attività di ogni user (video consigliati, le iscrizioni, attività degli amici, statstiche, etc…), possiamo ottenere qualche funzione aggiuntiva da questo sito scaricando Better YouTube (in sinergia con Greasemonkey) e cominciare a personalizzarne l’utilizzo dal pannelo di preferenze che compare dopo l’installazione e il riavvio di Firefox.

Nel complesso, Better YouTube consente a ciascun utente di:
- trovare già espansa la sezione About del video
- disabilitare l’autoplay
- vedere il video non in modalità schermo intero, ma leggermente più grande e in una pagina più “pulita”
- nascondere commenti e video correlati
- centrare ed allargare il player senza perdere i links di navigazione.

Niente di spettacolare, ma piccole opzioni per avere una fruizione dei contenuti personalizzabile che può tornare utile in una varietà di situazioni (ad esempio evitare che il video si avvii automaticamente, soprattutto quando stiamo dando un’occhiata a YouTube dall’ufficio…) :P

Testing Google Sites

1 marzo 2008

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A più di un anno di distanza dall’acquisizione di JotSpot, Google ha finalmente lanciato un’applicazione che ne sfrutta la tecnologia:

Google Sites is the latest offering from Google Apps, a suite of
products designed to improve communication and collaboration
amongst employees, students, and groups. Google Sites makes
creating a team web site as easy as editing a document.

pagina di prova di Google SitesNell’email di presentazione, il nuovo servizio Google Sites, abilitato soltanto per gli utenti registrati a Google Apps con 10 GB di spazio per ogni account, viene descritto come il modo più semplice per favorire la collaborazione di gruppi, impiegati, scuole: GSites serve a realizzare pagine web (siti) a mò di wiki, dove le informazioni -di vario tipo- possono essere condivise e modificate da interi cluster di persone e, in effetti, è semplice da utilizzare come tutte le altre applicazioni a cui Google ci ha abituati.

Dopo qualche minuto di tentativi, entriamo senza problemi nella “logica” di utilizzo di questa nuova applicazione: in realtà, più che di realizzazione di pagine web, dobbiamo parlare di composizione in quanto l’utente che voglia creare i propri Google Sites non deve far altro che selezionare titolo, descrizione, templates, immagini di sfondo ed elementi da integrare nella pagina web. Il fatto che non viene richiesta nessuna competenza tecnica per utilizzare il servizio si traduce necessariamente in una sorta di “procedura guidata” che conduce l’utente attraverso una serie di opzioni molto semplici da sfruttare, modificare e personalizzare.aggiungi contenuti multimediali e gadget

La cosa interessante di Google Sites, a parte la possibilità di condividere le pagine create in maniera “collaborativa”, dando cioè ad altri la possibilità di aggiornarle, è che i contenuti da aggiungere comprendono una vasta gamma di gadget multimediali, integrabili da altre applicazioni della famiglia Google: possiamo infatti aggiungere i moduli del nostro calendario, video di Google Video e YouTube, documenti, fogli di calcolo e foto da Picasa, e così via.
(continua…)

In principio era solo Twitter

14 febbraio 2008

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…poi gli sviluppatori che “giocano” con le API di Twitter hanno cominciato a sfornare applicazioni su applicazioni pensate per l’attivissima community di utilizzatori del più famoso servizio di microblogging.

Ci sono tools per tenere traccia di specifiche tematiche, per trovare lavoro, condividere files, pubblicare immagini e così via: ecco le “uscite” più recenti.

TwittershareTwittershare per condividere files fino a 10 MB; si effettua il login con le proprie credenziali di twitter, si effettua l’upload del file, si condivide il linka quel file con i followers, consentendo loro di scaricarlo (via).

Twitpic per condividere immagini: carica la tua foto su TwitPic e condividila postando il link su Twitter (via).

Tweetmeme tiene traccia delle migliaia di URL che vengono segnalate e si diffondono a macchia d’olio su Twitter, organizzando e categorizzando i link più segnalati come topic di discussione ed offrendo un feed RSSper rendere la consultazione delle conversazioni ancora più semplice (via).

Twemes, simile al precedente, aggrega i tag più diffusi nelle conversazioni in Twitter, aggiungendo accanto ad ogni utente l’iconcina dell’RSS, per sottoscrivere immediatamente il Feed (via).

TwitterLinkr aggrega le notizie più popolari della twittersfera, navigabili in elenco o in comoda tag cloud (via).

TweetscanTweetScan rende possibile cercare in tempo reale per username o parole chiave tra le conversazioni in Twitter. Si può anche aggiungere all’elenco dei motori disponibili nella barra di ricerca del browser (via).

Twit.io archivia e categorizza annunci di vario genere, dalla segnalazione di eventi alle offerte di lavoro (via).

Twitterfeed trasforma in tweets i post del tuo blog, aggregando il flusso RSS di notizie pubblicate (meglio se in un account creato apposta).

Pubblica online i tuoi PDF come vere e proprie riviste

6 febbraio 2008

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Esiste già qualche applicazione web che consente di importare i propri documenti per leggerli poi via browser: in particolare l’upload di file PDF per l’archiviazione online e la condivisione con amici e colleghi è resa possibile da Slideshare e Scribd.

Tuttavia il nuovo servizio Issuu batte i suoi predecessori quanto a gradevolezza e fluidità di navigazione, poiché trasforma letteralmente un file PDF in un vero e proprio magazine da sfogliare online, convertendo un documento statico in una pubblicazione interattiva.

Una volta creato il proprio account, è possibile sfruttare le caratteristiche gratuite di Issuu per presentare il proprio portfolio, una ricerca, un libro, un catalogo, un album fotografico in maniera assolutamente accattivante, approfittando di tutti gli strumenti di esplorazione e condivisione concessi da questa applicazione.

Issuu infatti è interessante sia per il lettore, che attraverso le pagine Explore o People può curiosare tra tutti i documenti presenti in archivio, lasciare commenti, condividere il PDF via email o inserirlo nel proprio sito web/blog; sia anche per il publisher, che gestisce le informazioni relative al proprio profio dalla pagina Profile mentre in My Library contiene le pubblicazioni caricate e quelle segnalate come preferite (da tenere presente che la dimensione massima consentita per l’upload del PDF è di 100 MB/500 pagine/100 dpi, mentre non c’è alcun limite per numero di files che si possono inserire).

Issuu screenshotQuando si apre un documento, l’interfaccia di Issuu consente di sfogliare il PDF pagina dopo pagina cliccando le freccette laterali oppure sul bottone Index, che mostra un’anteprima di tutte le pagine che compongono il file. E’ anche possibile sottoscrivere il FeedRSS di ciascun utente, per essere continuamente aggiornati sui nuovi PDF pubblicati.

Nella parte superiore della pagina, troviamo gli strumenti che rendono Issuu un sito “sociale”: Condividi (con tanto di opzioni di personalizzazione del player), Commenta, Aggiungi ai preferiti (bookmark), oltre al pulsante per la modalità schermo intero e la stampa. Ma ora basta con le spiegazioni: guardate voi stessi che cosa si può ottenere in pochi minuti!

[esempio di pdf generato dai FeedRSS di Googlisti.com tramite RSS2PDF]

Facebook: un click per ignorarli tutti!

27 gennaio 2008

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Facebook è uno dei social networks più famosi, grazie al quale ritrovare vecchi amici, conoscerne di nuovi, invitare ed essere invitati a gruppi, eventi ed appuntamenti, scambiarsi messagi e molto altro ancora.

Il problema -spesso- è proprio il concetto di “altro ancora”: poke, super-poke, vampiri e lupi mannari, sfide all’ultimo film possono diventare un vero e proprio incubo :D dal quale ci si mette al riparo col solo bottone Ignore, da cliccare ogni volta che riceviamo un invito indesiderato.

Oppure possiamo aggiungere ai nostri preferiti il pulsante Ignore all, trascinarlo anche sulla barra dei segnalibri e, quando ci troviamo in Facebook nella pagina che contiene i links a tutte le applicazioni cui siamo stati invitati, cliccando quel solo bottoncino riusciamo a rifiutare tutti gli inviti contemporaneamente. Idea geniale, se si pensa alla gran quantità di “catene di S. Antonio” che Facebook genera quotidianamente…

Da vedere in azione qui!