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Gmail pronta per andare offline

28 gennaio 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Da quando è stato lanciato Google Gears, molti si aspettavano il giorno in cui anche Gmail sarebbe stata pronta per  l’offline e, da quanto si legge praticamente ovunque, oggi è successo.

Annunciata dapprima sul blog di Google Enterprise, per ora la versione Offline di Gmail è stata rilasciata in inglese US e UK nella scheda Labs: entro la fine della settimana dovrebbe essere gradualmente estesa a tutti gli utenti Gmail.

Per attivare la nuova caratteristica bisogna innanzitutto avere installato sul proprio browser il plugin Google Gears (ad eccezione di Chrome, dove è presente di default) ed andare ad abilitare la modalità offline dai Labs nelle impostazioni di Gmail; dopo aver salvato la modifica, nell’angolo in alto a destra dell’account, accanto al nome utente, vi sarà un nuovo link ‘Offline’.

Facendo clic su questo link viene avviato il processo di sincronizzazione non in linea, ovvero Gmail utilizza Gears per scaricare una cache locale della posta elettronica. Finché siamo connessi alla rete, questa cache è sincronizzata con i server di Gmail. Quando si perde la connessione, Gmail passa automaticamente alla modalità offline, e utilizza i dati memorizzati sull’hard disk del computer invece delle informazioni trasmesse attraverso la rete.
Alla successiva connessione ad Internet, viene automaticamente effettuata una sincronizzazione di tutta la posta in entrata e uscita.

Dalle quello che possiamo leggere finora, pare che alcune funzioni, come il correttore ortografico, non funzioneranno in modalità offline (almeno nella fase iniziale). E mentre gli allegati potranno essere aperti, non saremo in grado di aggiungerli ad una mail al momento dell’invio offline.

Chi può confermare/smentire queste voci? Da queste parti di Gmail Offline nemmeno l’ombra… :(

Le ultime novità da Google

12 dicembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Rilasciato anche per Mac il plugin per browser di Google Earth. Compatibile con Safari 3.1 e Firefox 3.0 il plugin integra la visualizzazione 3D delle mappe nel browser. Chiaramente non offre la stessa esperienza di navigazione dell’applicazione standalone per ovvii problemi di sovraccarico e lentezza del browser.
via Arstechnica

Sempre per utenti Mac, è uscito l’uploader di immagini per Picasa web. Le foto possono essere esportate trascinandole nell’interfaccia dell’uploader oppure selezionando e pubblicando album interi direttamente da iPhoto. Si scarica qui.
via Incubaweb

Dopo aver aggiunto circa 3 milioni di foto digitalizzate dall’enorme archivio del magazine statunitense Life (dal 1750 ad oggi) che possiamo sfogliare online a questo indirizzo, Google continua ad imbastire accordi editoriali tanto che, all’interno del servizio Ricerca Libri ha cominciato ad aggiugere numerose riviste (in inglese) navigabili tramite la stessa interfaccia di lettura dei libri. Anche in questo caso la bibliografia di alcuni magazines comprende pubblicazioni dagli anni cinquanta ad oggi.

Google Chrome è ufficialmente uscito dalla fase beta: risolti i problemi con i plugin video, aumentata la velocità del motore Javascript “V8″, ma ancora nessuna release per Mac e Linux…aspetteremo!

Gmail in USA consente l’invio di SMS direttamente dalla chat integrata nell’interfaccia di posta, dopo aver abilitato l’opzione nella pagina dei Labs. In realtà l’invio è possibile da qualsiasi Paese, ma il destintario può essere -attualmente-solo un numero di telefono americano. Condividiamo in pieno con Eugenio la curiosità di sapere come potrebbe evolvere un servizio di questo tipo nel nostro Paese, considerati i costi di invio SMS per gli operatori nazionali.
via GOS

Hai già cominciato a parlare con Firefox?

30 settembre 2008

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No, non è un campanello d’allarme per web addicted! Semplicemente, quando i Mozilla Labs hanno rilasciato Ubiquity, non abbiamo potuto fare a meno di installare questo straordinario plugin per Firefox, che permette di “parlare” con il proprio browser digitando comandi in linguaggio naturale.

Avendo come obiettivo quello di rendere quanto più semplici ed intuitive le interazioni utente/web, Mozilla ha ideato un tool che si aziona da una combinazione da tastiera (Ctrl + Spazio su Win, Alt + Spazio su Mac) e compare in sovraimpressione nell’angolo sinistro di qualsiasi pagina web noi stiamo visitando. A questo punto ci basta “dire” al browser l’azione da compiere: voglio cercare una voce in Wikipedia? Scrivo w seguito dal termine di ricerca. Devo allegare una mappa di Google all’email? Scrivo map seguita dall’indirizzo e la trascino nel messaggio di posta!
Insomma, di una semplicità disarmante, sia per effettuare ricerche su siti più noti, sia per acquisire informazioni da poter riutilizzare come allegati, come links, come dati da stampare o salvare.

ricerca Flickr su Ubiquity

ricerca Flickr su Ubiquity

Dei comandi “di default”, quelli che ormai sono entrati nella nostra navigazione qutidiana sono soprattutto:

- Map, seguito dall’indirizzo che si vuol cercare; una volta trovata la mappa da Google Maps, cliccanso spazio si “ferma” il risultato di ricerca e si ha lapossibilità di zoomare, spostarsi sulla cartina, inviare via mail, stampare, inserire in una pagina web.

- Email to nomeutente/indirizzo email, un comando per Gmail che consente di inviare una pagina web come link a qualsiasi contatto della nostra rubrica.
Per inviare una “porzione” di pagina web, è possibile selezionare uno snippet di testo e digitare in Ubiquity Email this to nomeutente/indirizzo email.

- G o W seguite da un termine di ricerca ci permettono di effettuare una query in Google o Wikipedia, ma anche Y per Yahoo o YouTube, F per Flickr (molto carina la galleria dei risultati ottenuti), T per Twitter e così via.

- Highlight, dopo avere selezionato con il cursore del mouse uan porzione di testo, lo evidenzia in maniera persistente nella pagina web.

Ma il bello di Ubiquity è anche che le azioni da compiere sono pressoché illimitate, in quanto gli utenti hanno la possibilità di aggiungere nuovi comandi che ciascuno di noi può sottoscrivere: e sono già tantissimi. Qualche esempio?

SOCIAL NETWORKS

- Aggiorna lo status di Facebook
- Aggiorna lo status in Gmail
- Cerca su Twitter
- Condividi su Friendfeed

PRODUTTIVITA’

- Elenca tutti i tuoi documenti di Google
- Apri un nuovo documento di Google
- Cerca solo immagini Creative Commons su Flickr
- Aggiungi una pagina a Google Reader
- TinyURL
- Google ricerca news
- Google ricerca libri

Questo è solo un assaggio: molti altri comandi li trovate anche qui o qui.

Visualizzare un PDF nel browser

24 giugno 2008

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Piccola utilità per utenti Mac.

Requisiti: Firefox 3 e Mac OS 10.4 (almeno)

PDFKit è un plugin che consente di visualizzare un PDF direttamente nel browser, risparmiandoci la seccatura di dover scaricare un file anche quando vorremmo solo dargli una sbirciatina!

Una volta aperto il PDF, è possibile navigare attraverso il menù contestuale (Ctrl+click) per sfogliare il documento, adattare le dimensioni al browser, ingrandire, ridurre, vedere una sola pagina o due pagine contigue e così via.

Ovviamente nel caso si decida di salvare il PDF, basta un semplice Mela+S.

[installa PDFKit]

Google Earth si integra nel browser

29 maggio 2008

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Proprio in questi giorni si sta svolgendo in quel di San Francisco un grande evento dedicato a sviluppatori e non solo, organizzato da Google per fare il punto su nuove tecnologie e applicazioni attraverso talk e sessioni di workshop delle quali abbiamo informazioni grazie a fonte diretta. :)

E proprio mentre Google I/O è in pieno fermento, LatLong ci informa che è appena stato rilasciato un plugin per l’integrazione di Google Earth all’interno dei browser (non tutti, purtroppo, ma solo Firefox e Internet Explorer 6 e 7, solo per Windows) scaricabile da Google Code.

Grazie alla release delle API di Google Earth e a qualche riga di codice Javascript, il plugin consente di abilitare nelle pagine web moltissime funzioni già viste nell’applicazione desktop:
- visualizzazione 3D della superficie terrestre e degli edifici con controllo della visualizzazione;
- inserimento di elementi tridimensionali, puntatori e poligoni;
- switch tra la visione della Terra e del Cielo (galassia, pianeti, stelle, etc);
- apertura di files KML.

In realtà, l’intento di Google è quello di aprire completamente il codice di Google Earth agli sviluppatori, dando la possibilità di costruire la più grande applicazione geografica 3D di nuova generazione, cambiando ancora una volta il modo in cui vediamo il mondo.

La riflessione esposta su Latlong pone l’accento sul fatto che, con l’avvento delle Mappe online di Google, nessuno immaginava che sarebbero esplose APIs e mashup per arricchire le funzioni integrabili e l’esperienza utente, dando origine ad una miriade di nuove applicazioni che hanno reso le Google Maps uno strumento che supera di gran lunga lo scopo di base per le quai sono state ideate.

(continua…)

Un piccolo plugin per avere Kuler nella scelta dei colori :P

30 gennaio 2008

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Grafici, web designers e quanti si occupano di comunicazione visiva on/offline sanno benissimo quant’è difficile trovare la giusta combinazione di colori per la realizzazione di un progetto grafico e, oltre ad affidarsi al proprio talento, sicuramente conoscono già i numerosi generatori di palettes presenti sul web.

Uno dei nostri preferiti è senza dubbio Adobe Kuler, che raccoglie migliaia di combinazioni di colori filtrabili per tags e parole chiave, ovviamente scaricabili e che, oltretutto, permette ad ogni utente di creare palettes personalizzate e salvarle nel proprio profilo.

E per rendere la selezione dei colori da Kuler ancora più agevole, vale la pena di fermarsi a scoprire Mondrianum, un piccolo plugin, attualmente in beta scaricabile solo per MacOSX 10.5 (Leopard), che aggiunge un altro modo di scegliere colori oltre a quelli offerti da Apple (ruota, cursori, tavolozze, immagini e pastelli). Mondrianum, quindi, non funziona soltanto in Photoshop, ma in tutte le applicazioni in Leopard che utilizzano i selettori di colori Apple, come iLife, iWork, etc..

Vediamo come far funzionare Mondrianum in Photoshop (via Bittbox):Installare Mondrianum plugin per MacOSX 10.5 - Leopard

1. Scarica Mondrianum e installa l’applicazione in maniera automatica, facendo doppio clic sul file dell’installer oppure manuale, trascinando Mondrianum.colorPicker in /Libreria/ColorPickers

2. In Photoshop fai click su Preferenze>Generali (mela + K) e alla voce Selettore Colore scegli Apple invece che Adobe
Selettore colore>Apple

3. Nella finestra di Photoshop, facendo click sul colore di primo piano apri il selettore colori di Apple, ai quali sarà stata aggiunta una nuova icona, quela di Mondrianum appunto
(continua…)

WordPress: testare un tema senza che i lettori se ne accorgano

18 gennaio 2008

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Cambiare tema al proprio blog è, generalmente, molto semplice: in WordPress basta selezionare un tema nella sezione Aspetto>Temi e la sostituzione si attiva immediatamente.

Tuttavia se state pensando ad un redesign del vostro blog e volete provare nuovi “vestiti” (come ad esempio i temi di Freeminders) senza dover affliggere i lettori con l’avvicendarsi di grafiche diverse, una dietro l’altra, giusto per vederle in atto, avete due possibilità:

1. installare un server in locale, installare WP e testare i temi sul vostro computer (maggiori informazioni qui);

2. installare sul blog il plugin Theme Test Drive, che consente di selezionare un tema dall’interfaccia di gestione di WP e renderlo visibile agli occhi del solo amministratore del sito, mentre i lettori e gli editori continuano a vedere l’aspetto originario del blog.

Plugin per wordpress theme test driveIl plugin va semplicente scaricato, decompresso e uploadato via ftp sul proprio blog, nella directory wp-content/plugins/ poi deve essere attivato nella sezione Plugin dell’interfaccia di amministrazione di WordPress. A questo punto è sufficiente selezionare un tema dal menu a tendina ed attivarlo per la gioia dei nostri (e solo nostri!) occhi e, ovviamente, fare tutti i test e le modifiche desiderate, visto che queste saranno completamente invisibili ai lettori del blog.

Unica accortezza: se utilizzate il plugin WP-Cache fareste meglio a disattivarlo!

via puntogeek

MacOSX PhotoBooth: da Leopard a Flickr con un click

14 gennaio 2008

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La maggior parte dei Mac users adora improvvisarsi in scatti fotografici surreali con PhotoBoot (suvvia, non fate i timidi…) e, ci possiamo scommetere, molti sono sicuramente fans di Flickr.

Se già non lo conoscete, allora dovete proprio installare sul vostro Mac FlickrBooth, un plugin gratuito per PhotoBoot che permette di inviare al proprio account di Flickr le foto appena scattate con questa simpatica applicazione.

Installazione FlickrBoothDopo l’installazione, nella finestra di PhotoBoot si aggiunge infatti un’icona di Flickr cliccando sulla quale possiamo cominciare ad inviare immagini, tenendo presente che la prima volta che effettuiamo il log in dobbiamo autorizzare PhotoBoot all’accesso ai nostri set di immagini su Flickr.Autorizzazione di  FlickrBooth sul proprio account Flickr

La versione di FlickrBooth 1.2, appena rilasciata, ha subito alcuni aggiornamenti: oltre alla compatibilità con Leopard, il plugin aggiunge automaticamente l’estensione .jpg alle immagini salvate. Le altre caratteristiche, presenti già nella versione precedente, includono la possibilità di impostare tags e set di default per le immagini da uploadare via PhotoBoot, l’aggiunta come tag dell’effetto utilizzato per scattare la foto, un pannello di preferenze accessibile dal tasto “mela” cmd.

FlickrBooth Leopard LiveL’upload delle immagini salvate è praticamente immediato – test effettuato con successo ;)

Semplice e free, FlickrBooth è l’applicazione giusta per la felicità dei photo-geeks!

via arstechnica