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Un appello per regolamentare l’IPTV

4 Agosto 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Su Internet ogni utente, a prescindere dall’operatore di accesso, può fruire liberamente di qualunque contenuto, a prescindere di quale operatore venga usato dall’editore. La libertà di scelta è un valore fondamentale, che non deve andare perduto.
Questa prospettiva poco piacevole e discriminatoria è il rischio contro il quale associazioni del calibro di Anti Digital Divide, Assoprovider ed altre, ci stanno mettendo in guardia con un sito estremamente interessante, ricco di informazioni e chiarimenti: regoleperitv.it.
In breve, la televisione via cavo IP (IPTV), manca di una codice di regolamentazione, cosa che le associazioni di cui sopra reclamano a gran voce. E sperano di guadagnare anche con il sostegno degli utenti, semplicemente firmando ed inviando la propria adesione all’appello.
In un ipotetico futuro senza regole, l problema è che un provider potrebbe privilegiare l’accesso ai propri programmi e contenuti, impedendo di vedere (o limitando) contenuti concorrenti, o comunque diversi.
Da Pandemia apprendiamo che la televisione via internet dovrebbe funzionare con grandi hard disk posizionati in prossimità dell’utente finale, dove il provider caricherà film e altri contenuti disponibili a richiesta, così che possano essere scaricati ad alta velocità e senza dover intasare la rete del provider. Chi possiede la rete, possiede anche i grandi hard disk posizionati in prossimità della terminazione della rete. Se questo offrisse all’ingrosso solo la rete, senza l’accesso agli hard disk, i provider concorrenti non sarebbero in grado di replicare l’offerta dei contenuti degli hard disk (televisione, anche in alta definizione HD) e, di conseguenza, ne verrebbe una violazione della concorrenza.

Allora cosa aspettiamo? Basta un attimo per manifestare il nostro dissenso e promuovere la neutralità dell’accesso alla rete internet per i contenuti televisivi della IPTV!

Firma l’appello!

Un provider italiano per FON

27 Luglio 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Il movimento FON in Italia si è scontarto con diversi problemi legali: nel nostro Paese infatti il contratto firmato con il proprio operatore quasi sempre vieta la condivisione della connessione ed il decreto antiterrorismo Pisanu stabilisce che tutti quelli che si connettono a Internet devono essere identificati e identificabili. Altri dubbi sorsero poi dopo la recente introduzione della figura dei Bill, che effettivamente “rivendono” connettività senza essere ISP.
Ad oggi, dopo aver valutato diversi possibili collaboratori per realizzare reti WiFi sul territorio, FON ha finalmente siglato un importante accordo di condivisione della ADSL WiFi con Elitel Telecom Spa, operatore italiano indipendente di telecomunicazioni. È stato firmato un MOU (Memorandum of understanding) per far in modo che i clienti Elitel facciano parte della community FON con accesso illimitato ai servizi di banda larga, sia in Italia che all’estero, condividendo la propria banda larga in maniera legale: gli utenti potranno navigare in rete, fare telefonate VoIP e accedere, tramite Internet, ai dati personali, mentre Elitel si impegnerà ad installare il software per accedere alla rete FON in tutti i dispositivi wi-fi (social router e modem) offerti ai propri clienti.
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