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Articoli recenti

Google introduce il tag per mostrare la paternità dei nostri post

10 ottobre 2011

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Se si scrive un blog o si è co-autori di un sito insieme ad altre persone, può essere utile conoscere una funzionalità di Google – Autorship – probabilmente poco nota, ma che non si dovrebbe ignorare.

Google ha introdotto un nuovo tag che permette di identificare con precisione l’autore di un articolo. Se la connessione tra una pagina web e il profilo Google dell’autore è correttamente impostata, nei risultati di ricerca vengono mostrati sia il nome sia l’immagine del profilo dell’autore stesso.

Qual è il vantaggio?
In qualità di creatori di contenuti questa è una caratteristica importante per noi, perché è possibile indirettamente rivendicare la paternità dei contenuti sulle pagine di ricerca di Google.

Un altro vantaggio è che il nostro CTR può migliorare perché, come sappiamo, le pagine di risultati di Google sono zeppe di testo e quindi l’attenzione di un lettore potrebbe essere attirata più verso un risultato che con qualche elemento visivo (fotografia dell’autore).

Come faccio ad attivare questa funzione?
L’implementazione del markup di “paternità” in un sito è estremamente semplice e il tutto non dovrebbe richiedere più di qualche minuto (via labnol).

1. Creare una pagina “About Me/Chi siamo” sul nostro blog e collegarla alla propria pagina di profilo Google.
Durante la creazione del collegamento ipertestuale alla pagina del tuo profilo di Google, ricorda di aggiungere rel = “me” per il collegamento come indicato di seguito.

2: Assicurarsi che tutte i post e le pagine scritte includano un link alla pagina “Chi siamo. Questo collegamento ipertestuale dovrebbe avere il attributo rel = “autore”, come indicato di seguito.

3: Accedere al proprio account Google Profiles e sotto i link, aggiungere un nuovo link personalizzato che punti alla pagina “Chi siamo”, spuntando l’opzione che dice “Questa pagina è specificamente su di me”.

Ci siamo! Ora non resta che attendere che Google effettui di nuovo la scansione dei nuovi contenuti e quindi possa verificare i nuovi links. Aprire lo strumento ricco di frammenti e di copia-incollare l’URL di uno dei tuoi racconti recente nella casella di anteprima. Se i risultati dicono autore verificato (vedi screenshot seguente), è tutto pronto.

Con l’introduzione di Google+ sono cominciati ad apparire nei risultati di ricerca anche informazioni riguardanti le cerchie, come mostrato nello screenshot (via labnol).
Probabilmente le cerchie di Google rappresentano un segnale della popolarità e dell’influenza dell’autore, proprio come i followers su Twitter o i fan delle pagine di Facebook.

Io, me e i risultati di ricerca

16 giugno 2011

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Come monitorare la vostra identità online? Fate ego surfing? Usate uno strumento che scansiona periodicamente i risultati alla ricerca di citaizoni che vi riguardano?

Chi, se non Google, poteva annunciare un tool per la supervisione della propria web identity?

Si chiama ‘Me on the Web’ e potete trovarlo nella Dashboard del vostro account Google: questo servizio permette di impostare degli Alert personalizzati per le citazioni del votro nome o indirizzo e-mail nei risultati di ricerca, scegliendo la frequenza di ricezione delle notifiche (quando capita, una volta al giorno, una volta a settimana). Inoltre, offre suggerimenti e risorse per aiutare a monitorare e controllare la tua identità online.
‘Me on the Web’ elenca inoltre e collegamenti dal vostro profilo Google, così come vari siti web che fanno riferimento ad esso.

In realtà, a parte il nuovo nome dato al servizio, non sembrano esserci grandi differenze con i classici Alerts, per i quali avremmo potuto ugualmente impostare un filtro di ricerca col nostro nome o indirizzo email… What’s next?

Plus 1, l’ennesimo esperimento social di Google

1 aprile 2011

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Quando Google introduce una novità come +1 la notizia non può che fare il giro del web, innescando riflessioni interessanti e aprendo nuovi scenari di utilizzo.

Plus 1 è definito un po’ da tutti come l’equivalente del “like” di facebook applicato alla ricerca web, principalmente per il meccanismo molto semplice di “click =segnalazione”. Il funzionamento è quantomai banale: quando siamo loggati nel nostro account Google possiamo vedere, a lato dei risultati di ricerca, un’icona con un +1 e possiamo cliccarla per “consigliare” quel risultato alla nostra rete di contatti nelle prossime ricerche.

Anche per vedere i risultati “consigliati” dai nostri contatti dobbiamo essere loggati nell’account Google: +1 non influisce sulla ricerca di chiunque, ma soltanto sulla nostra, in maneira personalizzata rispetto ai suggerimenti che lasciamo noi stessi o i nostri amici.

Quello che cambia, rispetto al “mi piace” è probabilmente il valore espresso dal +1, che rispetto ai risultati di ricerca dovrebbe esprimere non solo una preferenza, ma una vera e propria segnalazione di pertinenza e qualità del risultato di ricerca.

Per testare +1 è necessario farne richiesta qui, mentre per il bottoncino da inserire nelle proprie pagine web pare ci sia da aspettare ancora un po’ (nonostante i rumours) e in ogni caso si deve richiedere qui.

Fare previsioni su come +1 potrebbe “rubare” like a facebook o i retweet a twitter è, forse, prematuro: ma ci sono alcune considerazioni interessanti rispetto a questo tema e alle conseguenze sull’advertising online.

Google sperimenta l’anteprima dei risultati di ricerca

7 ottobre 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

google search previewTwitt diffusi conermano che Google sta pubblicando sperimentando un potenziamento della pagina dei risultati di ricerca con una nuova funzione: accanto ad ogni snippet dei risultati sarà presente un’iconcina a forma di lente di ingrandimento la quale, al passaggio del mouse, mostrerebbe in anteprima il sito web corrispondente.

In più, nel riquadro di anteprima dell’immagine, Google avrebbe ingegnosamente pensato di evidenziare le sezioni della pagina che includono il testo cercato. Non male, vero?
Oltre ad Istant, sarebbe un modo straordinariamente rapido per rilevare o meno la rilevanza di un risultato di ricerca rispetto alla parola o frase cercata.

In base ai commenti di chi l’ha già sperimentato, The Next web segnala due particolarità: per il momento sembrerebbero non essereci anteprima sugli annunci sponsorizzati AdWords e, oltretutto, il riquadro dell’anteprima va a posizionarsi a destra della SERP, nascondendo completamente la barra laterale con gli ads. Chissà come la prenderanno gli investitori…

5 cose da sapere su Google Instant Search

6 ottobre 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Amata o odiata, la possibilità di effettuare ricerche in tempo reale, ottenendo risultati proprio mentre si digita una query, Google Instant è una nuova funzione con cui stiamo facendo i conti.

Ecco alcune cose da considerare per ogni eventualità:

1. FUNZIONA SOLO PER GLI UTENTI REGISTRATI
Instant Search può essere abilitata solo dalle persone che sono loggate nel proprio account Google (passando da Gmail, Reader o qualsiasi altro servizio). Accedendo al motore di ricerca senza essere loggati non viene neanche mostrata l’opzione della ricerca immediata, quindi se non avete un account Google e vi stavate chiedendo perchè non poteste accedere a Instant, eccone il motivo.

2. PUÓ ESSERE DISATTIVATA
Alla fine della casella di ricerca c’è un piccolo menù a tendina da cui possiamo scegliere di disattivare la modalità real time.disabilita google instant

3. NON RICONOSCE ALCUNI OPERATORI
Se avete mai utilizzato gli operatori avanzati di Google per affinare le ricerche (come ad esempio define:keyword), noterete che alcuni di essi non vengono riconosciuti.

4. LA REGOLA DEI TRE SECONDI
Google Instant si applica sia ai risultati di ricerca sia agli annunci AdWords contestuali che vengono mostrati nelle SERP. La “regola dei 3 secondi” stabilisce che l’impression viene calcolata se una parola rimane sullo schermo per almeno 3 secondi di tempo.

4. LE SCORCIATOIE DA TASTIERA
- Tab per la’utocompletamento della chiave di ricerca: quando si inizia a digitare una parola da cercare, Googlemostra i suggerimenti di parole chiave in grigio. Per accettare il suggerimento, è sufficiente premere il tasto Tab e continuare a immettere la parola chiave successiva.
- Tasti su e giù per la navigazione dei suggerimenti: muovendosi tra i suggerimenti di completamento automatico con le frecce su e giù, i risultati corrispondenti vengono automaticamente aggiornati (in tempo reale).
- Freccia destra -> Mi sento fortunato.

Carrellata di piccole novità nelle Apps di Google

23 agosto 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Login multiplo in diversi account di Google
Dopo che si abilita questa funzione avanzata dalle proprie impostazioni di account, è possibile fare switch da un profilo Google all’altro (nel caso ne abbiamo più di uno) attraverso un menù a tendina, ma sempre rimanendo nella stessa sessione del browser.

“If you use multiple sign-in, the first account you sign in to will be your default account. If you visit other Google products that don’t support multiple accounts after you’ve signed in, you will automatically sign in to your default account for that product. If you sign out of any Google product while signed in to any account, you will be signed out of all your Google Accounts at once.”

Nuove opzioni per la funzione Undo di Gmail
La possibilità di annullare l’invio di un’email abilitando questa funzione nei Labs di Gmail si arricchisce di una ulteriore opzione: la scelta del lasso di tempo entro cui poter “tornare indietro” ed eliminare l’invio del messaggio (5, 10, 20 o 30 secondi).

Google search in Apps

Google search in Apps

Ricerca avanzata in Gmail e Docs
Gmail ha aggiunto nei Labs un tool che estende la ricerca dall’interfaccia di Gmail agli altri siti collegati al nostro account. Ora cercando una parola chiave, posso scegliere se effettuare la ricerca in Gmail e Docs oppure sul web. I risultati della ricerca vengono mostrati sempre all’interno di Gmail, suddivisi tra messaggi di posta e documenti.

Controllo ortografico in Spreadsheets
I Fogli di Calcolo aggiungono un pulsante per verificare la correttezza dei termini inseriti nelle celle, ma il tool non è automatico: per lanciare lo spell check basta andare in Tools > Spell Checking e il sistema fa una scansione dei testi segnalando eventuali errori ortografici.

Ultime da Google: cosa ci siamo persi

2 agosto 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 3 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Di ritorno da un viaggio di due settimane negli USA, uno dei primi step è rimettersi al passo coi feed e le novità degli ultimi giorni.

RICERCA
Migliorata la funzione di ricerca “dizionario”
Addio alla funzione define:[keyword]; Google ha abilitato a tutti gli utenti in lingua inglese una nuova versione della ricerca “dizionario”. Appena si digita un termine di ricerca, il primo risultato è la definizione dello stesso secondo dizionario, con snippet più dettagliato dotato di pronuncia e frasi d esempio.

Nuova interfaccia per la ricerca immagini
Con oltre 10 milioni di immagini indicizzate, Google ha ritenuto opportuno dare una rinfrescata al design della ricerca immagini: la pagina ora mostra i risultati in una griglia scrollabile, le anteprime sono più grandi e si evidenziano al passaggio del mouse. Una volta che si sceglie un’immagine, questa viene aperta in una nuova pagina di destinazione con effetto lightbox sul sito web che ospita l’immagine, in modo da saperne di più su fonte e contesto.

GOOGLE APPS
Traduzione documenti
Selezionando dal menu Strumenti > Traduci documento è ora possibile tradurre i documenti nel nuovo editor in una delle 53 lingue di Google Docs: si può creare una copia tradotta del documento, scegliendone un titolo e selezionando la lingua che si desidera tradurre.

Zoom e novità nella tavolozza disegni
Nuovo bottoncino per selezionare una porzione di area zoomabile nel riquadro dei disegni a mano libera dei docs:
Zoom in= Ctrl Shift → oppure Cmd Shift →
Zoom out= Ctrl Shift ← oppure Cmd Shift ←

Miglioramenti nei disegni di archi, grafici a torte, rotazioni, duplicazione di elementi e formato delle linee (via).

Lancio di Google Apps for Government

[SPOILER]
Alcuni noti blog riportano la notizia di un nuovo tipo di documento mostrato in un video pubblicato dallo staff di Google per spiegare una funzione di Spreadsheets.
Il file che si vede nel menu dropdown è denominato Punch. Staremo a vedere…

Caffeine VS ricerca tradizionale

21 giugno 2010

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 4 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Quasi un anno fa Google sperimentava nuovi modi per migliorare la velocità e la pertinenza delle ricerche con un codice di indicizzazione denominato Caffeine. Nessuno ne aveva più sentito parlare fino a qualche settimana fa, quando il blog ufficiale di Google ha rivelato che Caffeine è finalmente arrivato. Google informa che la ricerche saranno il 50% più veloci: che si tratti di una notizia, un post sul blog o su un forum, ora potete trovare i link a contenuti pertinenti molto più in fretta, dopo la loro pubblicazione sul web. Caffeine consentirà all’indicizzazione di Google di tenere (quasi) il passo con il live web.

Google Caffeine

Google Caffeine

Caffeine fondamentalmente scandaglia il Web alla ricerca di nuovi contenuti in blocchi più piccoli rispetto all’indicizzazione tradizionale (se vi interessa, Matt Cutts spiega in un video come funziona la ricerca di Google) e lo fa con maggiore frequenza, il che significa nuove informazioni rilevanti aggiunte ai risultati di Google molto più rapidamente.

Caffeine permette a Google di indicizzare le pagine web su una scala enorme: ogni secondo Caffeine processa centinaia di migliaia di pagine in parallelo, occupando quasi 100 milioni di GB di memoria in un unico database, e aggiunge nuove informazioni a una velocità di centinaia di migliaia di GB al giorno.

Caffeine è anche più flessibile rispetto al vecchio metodo di indicizzazione, consentendo a Google di aggiornare questa tecnologia man mano che si evolvono i nuovi sviluppi sul web. Non solo è più veloce e dinamica, ma è anche una solida base che rende possibile per Google adattare il proprio motore di ricerca alla velocità e complessità dei contenuti pubblicati quotidianamente online.

Alla luce dell’evoluzione introdotto dai social media e dello spostamento di focus sui contenuti in tempo reale, Google sta adattando i propri strumenti di indiciazzione per offrire risultati pertinenti in tempi che rasentano l’immediatezza del nuovo web. E il Page Rank che fine sarà? Fa già parte di un passato remoto?