Articoli Recenti

Due tools per monitorare i nostri links

19 Febbraio 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 9 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Chi realizza attività di email marketing ha la possibilità di raggiungere un’ampia fetta di lettori in tempi ridottissimi e a costo zero, ma non dispone di uno strumento gratuito per misurare la percentuale di click effettivi che quelle email hanno generato. Ovvero non possono verificare se il destinatario abbia visitato o meno l’URL della pagina promossa nella newsletter.

LinkBlip è un servizio molto interessante poiché offre esattamente questo, ossia tenere traccia dei links inviati ad altre persone verificando se essi vengano cliccati o meno. Basta inserire il proprio indirizzo email (o quello sul quale si vogliono ricevere le notifiche di lettura) e l’URL della pagina web da condividere: LinkBlip genera un indirizzo “speciale” che dobbiamo incollare nelle email e che, ogni volta che viene cliccato, ci invia automaticamente un messaggio di conferma dell’avvenuto click da parte del destinatario con ulteriore collegamento ad una pagina di statistiche.

Tastytag all’opera su googlisti.comSe invece siete curiosi di sapere quanto “successo” hanno i vostri post su del.icio.us, ovvero quante persone salvano sul noto servizio quello che scrivete, provate a sottoprre l’URL del vostro blog (o di qualunque altro sito web) a Tasty Tag. Questo tool fa una veloce scansione dei links pubblici di del.icio.us e vi restituisce una piccola statistica con il numero degli articoli salvati (relativi all’URL inserito) e soprattutto con un grafico che mostra l’utilizzo dei tags scelti per categorizzare i post: ciascuna etichetta è anche cliccabile, per cui ci permette di andare a vedere da quali utenti è stata utilizzata e, magari, allargare il nostro network di contatti in del.icio.us.

via Puntogeek

Sfida all’ultimo Label

1 Settembre 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Sarà forse per il fanciullino che ognuno ha dentro di sè, ma quando troviamo online un gioco o un passatempo divertente, proprio non riusciamo a desistere dalla prova.
E quando c’è lo zampino di Google, la partita ha sempre un risultato dai risvolti originali: come per il nuovo Google Image Labeler.

Qualcuno in quel di Googleplex ha pensato di ideare una piccola gara tra utenti (anche anonimi, non avete bisgono di loggarvi col vostro account) accoppiati in maniera casuale, affinchè scelgano quante più tags possibili in un tempo limitato per definire una medesima immagine. Se i tags combaciano, si guadagnano punti.
Se ricordate quanto detto a proposito della futura possibilità di riconoscimento delle immagini a partire da tags contenute nelle immagini stesse (da cui l’acquisizione da parte di Google della società Neven Vision), l’intento di Image Labeler si rivela tutt’altro che ludico.
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Audio e video tagging

10 Agosto 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

veotag La mania di etichettare qualsiasi cosa sul web ha dato spunto per l’ideazione di VeoTag, un nuovo servizio che inserisce delle stringhe di testo cliccabile (chiamato appunto VeoTag) all’interno di files audio o video.
Le labels di navigazione visibili dal pubblico durante lo scorrimento del file consentono anche di saltare da una parte taggata all’altra del filmato. Considerate che, dato che i motori di ricerca indicizzano queste tags, anche il contenuto digitale dei vostri filmati potrà essere mostrato tra i risultati generati!

La preview del video può essere corredata di un menu dei contenuti, ovvero dei Tags, oltre che di note e commenti, così che il file sembri quasi suddiviso in capitoli facilmente raggiungibili, senza per forza dover scorrere il filmato avanti e indietro alla ricerca del punto giusto da visualizzare.
Ultima caratteristica è l’immancabile possibilità di condividere il file sul web, secondo le regole classiche del file sharing.

[Esplorate la Gallery]

TAGora: un progetto italiano verso il web semantico

26 Luglio 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

tagoraPartendo dalla constatazione che la diffusione di Internet sta rendendo possibili nuove modalità di interazione fra gli utenti del web e l’informazione disponibile online (dai blog e diari on line, ad una nuova visione del web, da alcuni definito web 2.0, in cui gli utenti strutturano l’informazione secondo criteri legati al significato e alla semantica), l’Unione Europea ha stanziato un finanziamento triennale per il progetto TAGora: Semiotic Dynamics in Online Social Communities, che vede coinvolti un gruppo di ricerca dell’Istituto nazionale per la Fisica della Materia (INFM-CNR) e dell’università di Roma La Sapienza, oltre a diversi team internazionali.
L’idea ha preso spunto dal fenomeno del “tagging” (le ormai note etichette) che rappresenta una forma di “catalogazione” delle vastissime risorse offerte dalla Rete (fotografie, articoli scientifici, opere d’arte, ma anche progetti, desideri, stili di vita), strutturate e gestite dagli stessi utenti del web secondo una logica che nessun sistema di intelligenza artificiale riesce attualmente a completare con rapidità ed efficacia, in quanto paragonabile solamente all’attività intellettuale umana.
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Tagvertising

23 Luglio 2006

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Sulla scia della Million Dollar Home Page, fortunata iniziativa che proponeva l’acquisto ad 1 $ di un pixel di pubblicità su un’unica pagina web, e che ha avuto un grande successo di visibilità, è stata creata TagsPage, una sorta di evoluzione di questo concetto di advertising online.
Ad essere venduti stavolta sono infatti le ormai famose tags, cioè etichette colorate il cui prezzo varia in base alla dimensione dei caratteri. Ogni acquirente sceglie il nome che per un anno (come da contratto) sarà visualizzato sulla TagsPage, con link diretto al proprio sito: è ovvio che chi prima arriva ha una rosa di nomi più ampia da poter valutare!

tagspage Il listino prevede tre formule di tagvertising:
1. exclusive: tags al costo di 5$ per lettera, sono i più grandi ed altamente personalizzabili
2. shared: per 3$ a lettera il vostro sito viene elencato insieme ad altri che usano la stessa tag; resta valida la possibilità di personalizzare titolo e descrizione del proprio sito
3. free: il sito può apparire in una delle 3 pagine gratuite, ma senza alcuna possibilità di customizzazione

In più un’offerta speciale: chi ha un blog con rank di Alexa minore di 200.000 può scrivere una recensione di TagsPage, inviarne il link e guadagnare una free-tag!

Ed ancora, Sante Achille, il seo sul cui blog abbiamo letto del servizio, offre la possibilità di acquistare il tag usufruendo di uno sconto del 50%, grazie ad un accordo stipulato con il team di Tagspage!

TagFetch: motore di ricerca per Tag

16 Giugno 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 2 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

tagfetch Finora le Tags sono state utilizzate come etichette per identificare items all’interno di un sito web, o negli ormai famosi siti di social bookmarking, dove milioni di utenti costruiscono le codiddete folksonomie.
TagFetch è un motore di ricerca apposta per Tags, con un’interfaccia molto semplice ed usabile, stile Google.
La query può essere effettuata scegliendo quali canali scandagliare: news (Newsvine, Reddit), blogs (Technorati, Feedster), bookmarks (del.icio.us), media (Flickr, YouTube). Per ognuno, il link View More vi consente di estendere la visione dei risultati continuando a navigare nella pagina stessa (modulo AJAX).
La creazione di account aggiunge altre opzioni alla ricerca, ma purtroppo per ora sembra ci sia qualche problemino nell’effettuare il login, dato che il servizio è in fase beta. Per restare aggiornati sintonizzatevi sul blog!

Creare da soli web applications

24 Maggio 2006

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zohocreator_logo Come abbiamo ormai imparato, i servizi del Web 2.0 stanno rivoluzionando il modo di approcciarsi alla applicazioni ed ai servizi in rete, rendendo più facile per tutti l’utilizzo ed addirittura la creazione di applicazione online.
Zoho Creator è uno strumento web-based che permette di creare applicazioni e condividerle nel modo più semplice possibile.
Facendo concorrenza a Ning, Zoho Creator permette di creare applicazioni web senza essere un programmatore: per scrivere applicazioni non c’è bisogno di codice, si può semplicemente cercare online, copiare e personalizzare con un programma di editing WYSIWYG (What You See Is What You Get).
Si possono generare form interattivi in qualsiasi pagina Web, oltre che scegliere se taggare le applicazioni come private o condividerle online con amici, colleghi e clienti .
Ogni autore può creare gruppi di lavoro che permettono di sviluppare applicazioni insieme.
Zoho Creator supporta tag sia pubblici che privati. Gratis da usare, deve ancora sviluppare il suo business model.

[Zoho FAQ]
[Zoho Blogs]

Spaghetti, tag e patatine: quando la tecnologia tutela i consumatori

15 Maggio 2006

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RFID-tag Tempi duri quelli del mercato agroalimentare: sapere cosa si mangia non è più così scontato, e la mania dell’acquisto “sicuro” ci ha contagiati un pò tutti.
Secondo quanto emerge dal Food-Id Forum, evento dedicato ai temi della tracciabilità alimentare e alle soluzioni oggi disponibili per monitorare i prodotti di tutta la filiera, pare che la tecnologia a radiofrequenza stia finalmente entrando nei processi di gestione di produzione, stoccaggio e distribuzione alimentare.
Finora, come sappiamo, il sistema di identificazione più usato per i prodotti è stato il codice a barre, con modelli più o meno evoluti di lettura delle informazioni, ma il futuro sembra orientarsi verso le etichette leggibili a distanza via radio.
Problemi di non poca rilevanza sono gli ostacoli di investimenti in apparati a radio frequenza, procedure di gestione, applicativi per la raccolta e la distribuzione dei dati e software per l’integrazione con i sistemi informativi (e gli Erp in particolare) delle aziende coinvolte; inoltre, leggendo contemporaneamente i tag di più prodotti imballati in un contenitore, possono verificarsi fenomeni di interferenza che producono errori. In sostanza, per un’adozione estesa del sistema i costi sono ancora troppo elevati rispetto ai benefici associabili all’automazione di molte procedure di gestione delle merci. (more…)