Articoli Recenti

Europa Unita contro le barriere tecnologiche

22 Giugno 2006

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Quello dell’accessibilità web è un tema ultimamante molto dibattuto, che crea dvergenze d’opinione tra chi ritiene che certi standard debbando essere adottati per legge e chi invece sostiene la libera iniziativa. Se la discrezionalità d’azione puù essere tollerata per quanto riguarda i privati, nel settore pubblico questo non può essere ammesso: i siti Web devono poter essere accessibili a chiunque, indipendentemente da disabilità o meno.
Per questo una delegazione di ministri europei di 34 paesi si è riunita in una Conferenza a Riga, in Lettonia, lo scorso 12 giugno per discutere un piano che permetta a tutti i cittadini l’accesso alle strutture tecnologiche. Le linee-guida A pan-European drive to use information and communication technologies to help people to overcome economic, social, educational, territorial or disability-related disadvantages hanno elencato una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2010, tra cui dimezzare i problemi di connessione a internet per i disabili e le persone anziane, aumentare la copertura della banda larga fino a raggiungere il 90% del territorio, rendere i siti pubblici accessibili, attivare piani per l’alfabetizzazione digitale e ridurre il rischio di esclusione per le minoranze entro il 2010; dal 2007 segnalare gli standard di accessibilità che diventeranno effettivi dal 2010 ed infine introdurre misure legislative nel campo dell’e-Accessibility.
Considerato che, pur trovandoci nella cosiddetta Società dell’informazione, milioni di europei rischiano di restare indietro, consentire a tutti l’accesso alle tecnologie è una
necessità sociale, oltre che un’opportunità economica unica per l’industria.

[E-inclusion Webcast]
[Information and communication technology for an inclusive society - FAQ]
[Internet for all: EU ministers commit to an an inclusive and barrier-free information society]

Pepsi VS Coke: sfida tecnologica

7 Giugno 2006

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Coca Cola e Pepsi sono antagoniste di vecchia data: la lunga battaglia commerciale che le ha viste sfidarsi all’ultima pubblicità è ormai un topos, per noi consumatori direi quasi una rassicurante certezza. Come in una estenuante partita a scacchi, ogni volta che una delle due fa una mossa, prontamente aspettiamo la risposta avversaria.
cokeposter E stavolta (c’era da aspettarselo) le due aziende leader dei drink hanno puntato entrambe sulle nuove tecnologie. Nello spot Coca Cola per i Mondiali 2006 le immagini che mostrano coppie di nemici “naturali” come marito e amante, cactus e pallone, etc.., si riuniscono amichevolmente grazie ad solo grido pacificatore: goaaaal!!!
Bè, vi sembrerà incredibile, ma i poster affissi da Coca Cola negli USA urlano come nello spot tv: i cartelloni alle fermate degli autobus, ai lati della strada, sui muri, hanno un dispositivo con una piccola cassa audio da cui esce la registrazione “GOAAAAL” a ripetizione. Un loop insopportabile, insomma quand’è che la pubblicità farà marcia indietro e diventerà meno invasiva?
pepsiacc Ecco allora spuntare la proposta di Pepsi, che forse ha raccolto il suggerimento e, attraverso l’agenzia BBDO, ha realizzato nelle metropolitane di Toronto e Vancouver all’incirca 100 megaposter con jack per inserire i propri auricolari ed ascoltare una selezione di brani esclusivi, 12 per ora, disponibili anche sul sito online.

Per noi stavolta Pepsi-Coke 1 a 0, ma si sa: non basta la battaglia, bisogna vincere la guerra!

Top 10 delle tecnologie emergenti

12 Maggio 2006

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Technology Review“, il mensile del Massachussetts Institute of Technology, nel numero di maggio annuncia in copertina lo speciale “10 emerging technologies. They’re raw. But they’ll transforming the Internet computing, medicine, energy - and more” (10 tecnologie emergenti. Sono ancora incomplete, ma cambieranno Internet, la medicina, l’energia e altro), facendo toccare con mano l’effetto dei 275 miliardi di dollari spesi dagli USA nell’ultimo anno per Ricerca e Sviluppo (fonte: iriospark 10 maggio 2005).

Le tecnologie promettenti riguardano l’aviazione, il trasporto di energia, l’emissione della luce, la diagnosi delle malattie, la visione tridimensionale delle molecole, l’archiviazione dei dati, la produzione dei farmaci, la costruzione dei modelli ambientali, l’efficacia degli antivirus per i computer wireless, la realizzazione di protesi artificiali.

1. Il Langley Research Center della Nasa sta sperimentando una rete Internet che consente agli aerei di volare in sicurezza senza l’assistenza dei controllori di volo.

2. Un gruppo dell’università del North Carolina, a Chapel Hill, ha prodotto fili formati da nanotubi al carbonio per un efficace trasporto dell’energia. I cosiddetti “fili quantici” hanno una capacità dieci volte superiore a quelli di acciaio e possono essere prodotti per clonazione dal tubo originale in multipli di esemplari a basso costo.

3. Il Phototonics Technology Lab di Intel, insieme all’università della California, a Los Angeles, è impegnato nella cosiddetta “optoelettronica” e ha realizzato un modulatore al silicio, materiale dei chip del computer, che trasporta alla velocità della luce i flussi di dati.

4. La partnership fra Research Triangle Park e il General Hospital del North Carolina sta sviluppando test medico-diagnostici di “metabolomica“, l’analisi di migliaia di piccole molecole, prodotte dal metabolismo, per diagnosi preventive, rapide e accurate di molte malattie.

5. “Imaging” è la nanotecnologia, messa a punto dal Research Center di San Jose in California, per la visione tridimensionale del mondo molecolare.

6. La Nantero sta lavorando allo sviluppo di una “memoria universale” per l’archiviazione dei dati in qualsiasi apparecchio digitale, dalle macchine fotografiche agli hard driver.

7. La Keasling Amyris Biotechnology dell’università della California e l’Institute for One World Health di San Francisco stanno lavorando sulle fabbriche di batteri per produrre a basso costo l’artemisina, un antimalarico molto efficace, estratto dall’assenzio, che ha un prezzo inaccessibile perchè la domanda è di gran lunga superiore al’offerta.

8. Alla Pennsylvania State University fanno esperimenti di informatica ambientale, o “enviromatics“, per fare previsioni sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla produzione agricola e le diversità delle specie coltivate.

9. Il “malware” mobile, che può infettare di virus anche gli apparecchi senza fili, è combattuto dal software che il laboratorio di Count Mountain View in California sta mettendo a punto.

10. Al Media Lab si sta realizzando l’unione tra robotica e sistema nervoso per produrre una nuova generazione di protesi artificiali, che funzionano come quelli veri, rispondendo agli impulsi del cervello. E’ la “biomecatronica”.

Leggi Technology Review Italia

Quali New Media?

21 Giugno 2005

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L’evoluzione tecnologica dei mezzi di comunicazione di massa può essere letta come componente di un più ampio processo evolutivo che ha coinvolto tutti i media nella comunicazione. L’emergere delle tecnologie digitali, oltre ad un cambiamento tecnologico vero e proprio, ha generato anche numerose implicazioni sociali, se pensiamo ai new media come la nuova industria culturale, con i suoi modi di gestione, presentazion, archiviazione dei contenuti, ed all’evoluzione dei modi d’uso e di fruizione delle informazioni da parte degli utenti.
Poichè la digitalizzazione dei segnali e lo scambio di messaggi in formati compressi ed ipertestuali hanno trovato la loro più completa forma di realizzazione nel medium Internet, è ad esso che faremo riferimento nella nostra analisi, chiarendone elementi distintivi ed implicazioni comunicative:

FISSAZIONE
La nascita della digitalizzazione dei segnali e di nuovi supporti tecnologici (cd, dvd, cd-rom) per la loro memorizzazione ha segnato un’ulteriore svolta nella storia dei media: dalla scrittura alla registrazione magnetica di suoni ed immagini, il progresso verso un grado di fissazione sempre maggiore dei prodotti simbolici è stato inarrestabile.
Gli strumenti digitali hanno introdotto però nell’universo mediale una combinazione particolare di diversi elementi:
1. immagazzinabilità: gli strumenti digitali sono innanzitutto mezzi di conservazione ed immagazzinamento delle informazioni quantitativamente molto potenti, grazie alle tecniche di compressione che hanno permesso di creare grandissimi archivi con un piccolo spreco di memoria.
2. stabilità: qualsiasi dato archiviato in forma digitale non si deteriore nel tempo e non subisce alterazioni o distorsioni durante la trasmissione.
3. accessibilità immediata: tra la produzione dei contenuti e la loro archiviazione non esiste una continuità temporale, ogni prodotto mediale è immediatamente archiviabile ed ogni archivio, immediatamente fruibile. Presente e passato sono indistinti quando l’utente naviga sul Web.
4. inalterabilità: i contenuti sono fissati in maniera stabile, indipendentemente dal numero di interazioni o fruizioni dei dati.
5. manipolabilità: i contenuti possono essere continuamente fruiti, aggiornati, arricchiti, pur senza perdita di qualità.

RIPRODUZIONE
Con le tecnologie digitali la riproducibilità dei contenuti è pressochè illimitata, facilmente accessibile e difficilmente controllabile; la qualità digitale ha messo anche in crisi la distinzione tra originale e copia, poichè la riproduzione non implica un degrado dei dati riprodotti e rende difficile stabilirne l’autenticità. Per questo è stato necessario ripensare ed adattare la nozione di diritto d’autore, di proprietà intellettuale, aprendo il lungo dibattito sulle opere d’ingegno intese come proprietà da tutelare oppure come bene pubblico che su Internet trova il luogo ideale per la libera circolazione.
Dal controllo della riproduzione delle copie, siamo passati al controllo dei percorsi di accesso ai dati.

IBRIDAZIONE E CONVERGENZA
Le innovazioni tecnologiche sollecitano continuamente l’evoluzione della comunicazione, un processo non originale, ma derivato dalla metamorfosi dei mezzi più vecchi di diffusione delle informazioni; come sappiamo, in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Le diverse forme dei media non porteranno allo sviluppo di un unico medium universale, ma piuttosto stanno procedendo su vie parallele, ma convergenti, che creano nuove forme di comunicazione.
Il processo di ibridazione entra in gioco in 3 fasi:
1. produzione dei media: evolvono le economie, fatte di imprese multimediali ed emergono nuovi soggetti produttori e distributori dei contenuti online, che hanno aperto la strada a nuovi ruoli e figure professionali;
2. canali di trasmissione: l’empiezza di banda, cavi, fibre, UMTS, wireless; un singolo strumento può veicolare servizi che in passato avevano bisogno di mezzi diversi;
3. crasi di linguaggi e contenuti: i singoli media hanno superato la loro specificità a favore di una comunicazione sincretica globale; multimediale significa appunto che la comunicazione ha inglobato codici simbolici diversi, che sono stati riadattati in relazione alla nuova tecnologia dominante ed all’accesso alla Rete.

PERSONALIZZAZIONE
Il personal medium è essenzialmente “uno strumento di comunicazione pienamente multimediale, interattivo e personale, interconnesso ad altri in tempo reale” (Chiarvesio-Lemmi, 1996).
Dunque la personalizzazione può essere snodata attraverso quattro aspetti:
1. livello di simulazione del reale, esigenza che nasce dal tentativo di raccogliere e rispondere alle sollecitazioni dell’utente in modo più diretto e naturale possibile; sia i linguaggi Ri-mediati sia lo stile “a finestre” del Web hanno lo scopo di non caricare l’utente di una fase di apprendimento, ma al contrario di inserirlo in un ambiente in cui egli sappia già muoversi, come nella realtà, secondo una logica di immediatezza e di trasparenza. La disponibilità dell’utente ad accettare l’equivalenza tra esperienza reale/simulata è una conditio sine qua non del patto comunicativo.
2. grado di interattività, intesa sia come possibilità di costruire una fruizione dei contenuti libera, senza sottostare alla rigidità di palinsesti prestabiliti; sia come scambio tra utenti, ricalcando i meccanismi dell’interazione personale (forum, chat, etc.); sia come utilizzo di dispositivi tecnologici con l’ambiente reale, progettando ad esempio componenti abitativi sulle necessità dell’utente (si pensi alla casa di Bill Gates).
3. contenuti personalizzabili, ovvero il grado con cui l’utente costruisce il proprio percorso di consultazione dei dati di interesse;
4. mobilità: il personal medium è sempre più un medium portatile, caratteristica del quale è consentire una comunicazione in movimento. Colombo (2001) ha parlato in proposito di “medium vagabondo”, in quanto l’evoluzione continua sembra star andando proprio verso lo svincolamento da una postazione di fruizione dei contenuti predefinita e fissa.

I cambiamenti sociali, economici, cognitivi, semantici, linguistici, pedagogici che hanno profondamente modificato il comportamento di milioni di utenti verso l’approccio alla comunicazione hanno innescato una vera e propria mediamorfosi, il cui percorso è cominciato tanto tempo fa, eppure è ancora tutto da scoprire.

Tratto da I nuovi strumenti del comunicare (Bettetini, Garassini, Gasparini, Vittadini; 2001)