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Boomatic, il social network dei cinefili italiani

4 aprile 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Sicuramente non è l’unica community di questo tipo a fare la sua comparsa sul web, eppure Boomatic si differenzia per una serie di accorgimenti che strizzano l’occhio alle nuove dinamiche della rete, primo fra tutti l’aspetto social del servizio.

La pagina di Googlisti su BoomaticBoomatic è una community dove gli appassionati di cinema nostrani trovano pane per i loro denti: si può navigare alla scoperta dei film appena usciti, suddivisi per fasce cronologiche, oppure di quelli in programmazione; leggere i commenti inseriti o tutte le recensioni; guardare i trailers oppure scegliere cosa vedere in base ad una classifica in continuo aggiornamento.

Un elemento importante di Boomatic è che il successo di un film viene decretato da due tipologie di voti: il voto della critica è una media tra tutte le recensioni trovate sul web, mentre il voto degli utenti è la media del pubblico di Boomatic. Allo stesso modo, nella scheda informativa che accompagna ogni film troviamo, oltre alla descrizione, al trailer e ad altre informazioni tecniche (anche le statistiche), sia le recensioni già pubblicate da altre siti sul web (Corriere, MyMovies, FilmUp, Fimscoop, etc…) sia i commenti personali lasciati dagli utenti, i quali sono anche votabili.

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YouTube Insight: statistiche gratuite anche per i video

27 marzo 2008

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La febbre della tracciabilità delle visite ricevute avanza sul web ad un ritmo incalzante: dopo l’inserimento delle statistiche in Flickr, nei documenti di Google, la nascita di nuovi servizi stand alone per l’analisi della propria popolarità (vedi Traackr) o del traffico generato da blog e siti web (alcuni peraltro davvero ben fatti come ad esempio Clicky), anche il più famoso servizio di video publishing viene coinvolto in questo genere di misurazioni e rilascia uno strumento di statistiche che prende il nome di YouTube Insight.

Statistiche per YouTubeDalla voce Gestione dei video>Video, preferiti e Playlist arriviamo alla pagina di elenco dei nostri video caricati su YouTube; cliccando Informazioni su questo video siamo condotti alla pagina di statistiche che, già al primo sguardo, ci ricorda parecchio Google Analytics. Magari in versione light.

Ogni utente dispone infatti di pochi strumenti di analisi, ovvero il numero di volte che il video è stato visto in una certa zona geografica e la popolarità rispetto a tutti i video in un certo periodo di tempo: dati tuttavia sufficienti ad effettuare valutazioni sul ciclo di vita di un filmato sul web, consentendo a marketers ed advertisers di studiare i trends di campagne video partite da YouTube. Che Insight sia solo l’anteprima di una serie di strumenti di analisi portati in eredità da casa Google?

Le mappe di Google come Wikipedia

18 marzo 2008

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Google sta testando in USA un nuovo approccio alle mappe, nel senso che gli utenti non sono più solamente fruitori del servizio ma possono dare il proprio contributo per mantenere le informazioni aggiornate. Come?
Bè, ciascuno può aggiungere, modificare o rimuovere i dati di una località, cambiamenti che in pochi minuti divengono visibili a tutti.

Magari si vuol cancellare un’attività commerciale non più esistente oppure spostare il puntatore perchè inesatto, o ancora coreggere un numero di telefono sbagliato; insomma le mappe di Google si stanno avvicinando sempre di più allo stile Wikipedia: ma chi garantisce l’accuratezza delle informazioni?

Opzioni per modificare località su Google mapsInnanzituto c’è da dire che la possibilità di modificare un luogo è stata già “esportata” anche in Italia, anche se non è visibile per ogni località cercata: in questo caso se spostiamo il puntatore di oltre 200 metri la modifica non è visibile immediatamente, ma viene sottoposta ad una sorta di “moderazione”. Nonostante gli spostamenti, inoltre, Google Maps mantiene visibile l’elenco delle modifiche e la possibilità di accedere alla posizione originale.

Aggiungi una localitàLa novità che possiamo vedere in anteprima, grazie alle immagini di GOS, consiste invece nella possibilità di aggiungere ex novo località o intere schede di attività commerciali, attraverso una semplice procedura che, a partire dalla domanda “Can’t find what you’re looking for? Add a place to the map”, guida l’utente nella creazione di un nuovo indirizzo.

Questo finora è stato possibile solamente ai titolari di un account Google, i quali possono a tutt’oggi inserire gratuitamente delle schede informative relative ad una o più attività commerciali attraverso il servizio Business Center, il quale tuttavia richiede all’utente l’inserimento di un codice di verifica che si riceve direttamente da Google via SMS, telefonata o lettera.
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Google Reader e ARIA insieme per l’accessibilità delle informazioni

13 marzo 2008

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Il flusso di informazioni che arrivano ai nostri occhi dalla rete, soprattutto dopo l’avvento dei FeedRSS, è di solito esageratamente ampio, tanto che si fatica a tenere testa a tutte le notizie che vanno a riempire il nostro lettore di feeds. E se proviamo ad immedesimarci nell’esperienza utente di una persona con ipodevenza o altra disabilità visiva, possiamo appena immaginare la difficoltà di fruire l’informazione attraverso interfacce web spesso poco usabili e corredate di mille fronzoli 2.0.

Assolutamente apprezzabile (ma ancora tutta da perfezionare) l’iniziativa del team di Google che, per quanto riguarda il servizio Reader, oltre alla navigazione da tastiera ha implementato il supporto WAI-ARIA (Web Accessibility Initiative – Accessible Rich Internet Applications), un nuovo standard per potenziare l’accessibilità delle applicazioni web “ricche”.

Allo stato attuale ARIA è supportato solo da Firefox, ma ci auguriamo che in futuro diverrà uno standard adotatto da tutti i browser: in pratica questa integrazione permette di accedere ai contenuti di una nuova versione di Google Reader (quella che supporta ARIA) attraverso sistemi alternativi quali la lettura vocale (maggiori informazioni sul post ufficiale).

Questo progetto è stato testato nei seguenti ambienti:

Fire vox, estensione di browser vocale open source per Firefox;
Firefox 3 con JFW 8.0 e Window-Eyes 5.5
Firefox 3 portabile con JFW 8.0 e Window-Eyes 5.5

Visto che Firefox 3 è ancora in beta e gli standard ARIA in pieno sviluppo, è sicuramente un po’ presto per poter sperimentare senza problemi questa nuova funzionalità: nel nostro caso, ad esempio, la prova su Mac non è andata a buon fine, ma saremmo curiosi di sapere come va il test su Win o Linux: qualche volontario?

Google Libri aggiunge la pagina “social”

4 marzo 2008

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Google Libri ha aggiunto un livello “sociale”, avvicinando la piattaforma ad altri famosi servizi quali Anobii e simili (dal blog ufficiale).

aggiungi alla libreria di GoogleDopo aver ricercato un libro (tra l’altro con opzioni avanzate di ricerca per titolo, autore, tag e così via), la pagina dei risultati ci mostra informazioni su di esso e, ove possibile, un’anteprima navigabile corredata di numerose informazioni aggiuntive. Ma mostra anche un link Aggiungi alla mia biblioteca.

Sì, perchè se non vi eravate accorti Google ha abilitato per ciscun account una biblioteca personale, collegata ovviamente al proprio profilo, dove conservare un archivio dei libri letti o da leggere, arricchiti da recensioni, descrizioni, voti, tags.

la libreria di Silvia-GooglistiE non è tutto: in questa pagina è possibile importare una libreria già esistente, inserendo l’elenco dei codici ISBN o, viceversa, esportare il proprio archivio di libri in un file xml. Ovviamente la nostra libreria può essere condivisa, tanto che, per ciscun utente, è disponibile il FeedRSS da sottoscrivere per tenere traccia di modifiche, aggiunte, aggiornamenti.

vedi la libreria di altri utentiA questo punto l’unico anello mancante sembrerebbe l’integrazione completa con i profili degli utenti Google, ovvero la possibilità di “vedere” chi ha letto i miei stessi libri, scambiare opinioni e così via. E invece questa caratteristica c’è già! Quando scorriamo le recensioni scritte dagli utenti, vediamo un link che ci conduce a vedere la loro libreria e, sotto il loro profilo, c’è un bottoncino da cliccare che ci permette di aggiungerli ai nostri preferiti, arricchendo così il cerchio di letture interessanti da tenere sott’occhio.

Sicuramente c’è ancora molto altro da aggiungere, ma che Anobii o Bookshelf debbano cominciare a temere per la propria sopravvivenza?

Testing Google Sites

1 marzo 2008

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A più di un anno di distanza dall’acquisizione di JotSpot, Google ha finalmente lanciato un’applicazione che ne sfrutta la tecnologia:

Google Sites is the latest offering from Google Apps, a suite of
products designed to improve communication and collaboration
amongst employees, students, and groups. Google Sites makes
creating a team web site as easy as editing a document.

pagina di prova di Google SitesNell’email di presentazione, il nuovo servizio Google Sites, abilitato soltanto per gli utenti registrati a Google Apps con 10 GB di spazio per ogni account, viene descritto come il modo più semplice per favorire la collaborazione di gruppi, impiegati, scuole: GSites serve a realizzare pagine web (siti) a mò di wiki, dove le informazioni -di vario tipo- possono essere condivise e modificate da interi cluster di persone e, in effetti, è semplice da utilizzare come tutte le altre applicazioni a cui Google ci ha abituati.

Dopo qualche minuto di tentativi, entriamo senza problemi nella “logica” di utilizzo di questa nuova applicazione: in realtà, più che di realizzazione di pagine web, dobbiamo parlare di composizione in quanto l’utente che voglia creare i propri Google Sites non deve far altro che selezionare titolo, descrizione, templates, immagini di sfondo ed elementi da integrare nella pagina web. Il fatto che non viene richiesta nessuna competenza tecnica per utilizzare il servizio si traduce necessariamente in una sorta di “procedura guidata” che conduce l’utente attraverso una serie di opzioni molto semplici da sfruttare, modificare e personalizzare.aggiungi contenuti multimediali e gadget

La cosa interessante di Google Sites, a parte la possibilità di condividere le pagine create in maniera “collaborativa”, dando cioè ad altri la possibilità di aggiornarle, è che i contenuti da aggiungere comprendono una vasta gamma di gadget multimediali, integrabili da altre applicazioni della famiglia Google: possiamo infatti aggiungere i moduli del nostro calendario, video di Google Video e YouTube, documenti, fogli di calcolo e foto da Picasa, e così via.
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Upgrade di Netvibes: benvenuto Ginger!

22 febbraio 2008

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Netvibes Ginger

Da quasi un anno utilizziamo Netvibes come “startpage” ed è stato amore a prima vista. I widget dell’Ecosistema Netvibes sono moltissimi e permettono in un click di aggiungere utili e futili funzionalità. Nel mese di dicembre durante le Web3 il team di netvibes ha presentato la nuova versione “Ginger” e nelle ultime settimane sono partiti gli inviti per l’ upgrade di alcuni account.

Nuova interfaccia per la gestione dei contenuti, ricerca dei contatti da aggiungere tra i propri “friends” e possibilità di creare il proprio “universo” ovvero una pagina pubblica accessibile a chiunque direttamente su Netvibes. Per vedere un esempio potete visitare l’universo Googlisti creato in 5 minuti con lo scopo di aggregare informazioni provenienti da diversi servizi a cui siamo iscritti.

Nuova gestione dei contenuti

Nuova gestione dei contenutiNuova gestione dei contenutiNuova gestione dei contenuti 3Nuova gestione dei contenuti 4

La gestione dei contenuti è stata completamente rivista e spostata nella parte superiore della pagina (nella versione precedente era posizionata lateralmente). Pienamente supportato il drag and drop: basta trascinare il widget desiderato nel proprio universo, configurare eventuali preferenze e il gioco è fatto. Notevole la possibilità di ricercare widget e feed permettendo all’utente di trovare in modo semplice e veloce qualsiasi tipo di contenuto.

Un pizzico di social

Update your statusEbbene sì, anche Netvibes con Ginger diventa un social network. E’ possibile infatti creare un profilo (dove non poteva mancare l’impostazione del nostro “status”) e associare ad esso una lista di amici con cui condividere le proprie “Activities“. Purtroppo non abbiamo testato a fondo questa funzionalità causa scarsi friends (Ehi ma ci sei anche tu?!? Cosa aspetti ad aggiungerci!). In generale dovrebbe essere possibile commentare e seguire i singoli commenti di un amico o tutti i commenti/attività in una sorta di friends timeline che troviamo nel menù “Activities“.

Friends ActivitiesMy followersFind Friends
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Generare mappe mentali da Wikipedia

20 febbraio 2008

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Wikipedia insegna che una mappa mentale “è una forma di rappresentazione grafica della conoscenza. [...] Si parte definendo un argomento centrale (chiamato Central Topic o simili) e si sviluppa la mappa secondo una logica radiale. A quello centrale possono infatti essere collegati in forma radiale una serie di nodi di primo livello (chiamati Topic), ciascuno dei quali può essere ulteriormente articolato in Subtopic (nodi di secondo livello) e così via.”

esempio di mappa mentale a partire dalla parola chiave “Google”E proprio Wikipedia è l’oggetto delle ricerche visuali di WikiMindMap, un servizio online che genera una mappa mentale a partire da una chiave di ricerca nel grande database della più famosa enciclopedia collettiva del web. Inserendo una keyword, WikiMindMap estrae tutti i risultati associati a quella stessa parola, visualizzandoli in un grafico in puro stile mappa mentale. Le voci che mostrano un piccolo segno + racchiudono altre sottocategorie: cliccando su una di esse, è possibile spostare il focus della mappa mentale su quello specifico “ramo”, generando nuovi “alberi” e scoprendo ulteriori collegamenti ed associazioni.
La mappa è anche zoomabile e consente la ricerca di parole chiave all’interno della stessa.

Tenendo conto della mole di informazioni disponibili su Internet, WikiMindMap si rivela un ottimo strumento per la schematizzazione di contenuti e la progettazione di percorsi cognitivi, anche a scopo didattico (via).