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Everything is commentable (with Google Sidewiki)

24 settembre 2009

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 4 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

SideWiki nella home di Google

SideWiki nella home di Google

In Google oggi è la volta di Sidewiki, un’app che può essere installata in Firefox o Internet Explorer (presto anche in Chrome) come parte della Google Toolbar e che permette di “integrare” con informazioni utili qualsiasi pagina web. Come suggerisce proprio il nome, Google Sidewiki appare come una barra laterale del browser, dove gli utenti possono scrivere e leggere i commenti lasciati da altri sulla medesima pagina.
Il senso del termine “wiki”, invece, viene spiegato con la possibilità per gli utenti Google di aggiungere collaborativamente informazioni su qualsiasi pagina web: ciascun commento inserito può essere a sua volta votato positivamente o negativamente, segnalato come abuso, o anche condiviso sui principali social networks o piattaforme di microblogging.

Una bella funzione è quella che riesce a far sì che un commento aggiunto da un utente relativamente ad un contenuto, possa essere mostrato accanto a pagine web che contengono il frammento del testo stesso. Ad esempio, una commento su un discorso del Presidente Obama apparirà su tutte le pagine web che includono la citazione stessa (via Googleblog).

La guida completa, già in italiano, spiega che diversi colori delle icone di commento hanno significati diversi: icona bianca quando non ci sono voci disponibili per una pagina, icona gialla quando sono presenti commenti degli utenti, icona grigia quando Sidewiki non è disponibile.

Già disponibile anche il set di API e, per chi si identifica come proprietario di un certo sito via Google Webmaster Tools, Sidewiki permette di scrivere un commento personale (sticky note), che resta in evidenza rispetto a tutti gli altri aggiunti dagli utenti.

Le nobili intenzioni di Google, ovvero permettere a chiunque di apportare contributi utili alle pagine web, potrebbero essere facilmente travisate utilizzando Sidewiki come strumento per screditare, diffamare, mettere in cattiva luce alcuni siti o personaggi.
Chissà se Google ha già pensato a come gestire il lato oscuro degli UGC…forse un buon deterrente per spammers è troll potrebbe essere il fatto che i commenti lasciati restano visibili anche sul proprio profilo Google?

Chi utilizza SearchWiki?

26 novembre 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Vi è mai capitato di non essere d’accordo con i risultati offerti da Google per una certa query? Bè, come annunciato qualche tempo fa, il big dei motori di ricerca sta abilitando SearchWiki, una nuova funzionalità che consente di modificare, riordinare, aggiungere, commentare, cancellare i risultati di ricerca.

Pensate che questa sia la morte del SEO? Niente affatto! La personalizzazione delle SERP è consentita a qualsiasi utente che abbia effettuato il login nel proprio account di Google dunque le modifiche applicate restano archiviate ed accessibili solo da quello specifico account.

Google SearchWiki

Google SearchWiki

Di preciso, come funziona SearchWiki?
Accanto ad ogni risultato di ricerca Google ha aggiunto alcuni pulsanti per:
- promuovere un risultato facendolo salire di posizione
- rimuovere un risultato considerato meno rilevante (nell’eventualità di errore c’è anche un tasto di ripristino)
- aggiungere un commento o una nota
In fondo alla pagina c’è inoltre un link per aggiungere ex novo una pagina web che Google non ha ancora indicizzato per quella query (su SearchEngineLand una bella guida illustrata).

Aggiungi pagina

Aggiungi pagina

Mentre le modifiche apportate ai risultati di ricerca restano private e si applicano solo alla view di un utente loggato, le note ed i commenti sono pubblici, tanto che Google ha aggiunto una pagina da cui accedere a tutte le proprie note aggiunte oppure alle note inserite datutti gli utenti.

Da un lato l’esperimento risulta interessante in quanto il motore di ricerca utilizza un approccio decisamente innovativo per integrare la possibilità di modifica da parte dell’utente (come in un wiki), ma anche la preferenza di alcune pagine (come in un servizio di bookmarking); dall’altro lato però ci sono alcuni elementi che non ci convincono.

(continua…)

Le mappe di Google come Wikipedia

18 marzo 2008

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Google sta testando in USA un nuovo approccio alle mappe, nel senso che gli utenti non sono più solamente fruitori del servizio ma possono dare il proprio contributo per mantenere le informazioni aggiornate. Come?
Bè, ciascuno può aggiungere, modificare o rimuovere i dati di una località, cambiamenti che in pochi minuti divengono visibili a tutti.

Magari si vuol cancellare un’attività commerciale non più esistente oppure spostare il puntatore perchè inesatto, o ancora coreggere un numero di telefono sbagliato; insomma le mappe di Google si stanno avvicinando sempre di più allo stile Wikipedia: ma chi garantisce l’accuratezza delle informazioni?

Opzioni per modificare località su Google mapsInnanzituto c’è da dire che la possibilità di modificare un luogo è stata già “esportata” anche in Italia, anche se non è visibile per ogni località cercata: in questo caso se spostiamo il puntatore di oltre 200 metri la modifica non è visibile immediatamente, ma viene sottoposta ad una sorta di “moderazione”. Nonostante gli spostamenti, inoltre, Google Maps mantiene visibile l’elenco delle modifiche e la possibilità di accedere alla posizione originale.

Aggiungi una localitàLa novità che possiamo vedere in anteprima, grazie alle immagini di GOS, consiste invece nella possibilità di aggiungere ex novo località o intere schede di attività commerciali, attraverso una semplice procedura che, a partire dalla domanda “Can’t find what you’re looking for? Add a place to the map”, guida l’utente nella creazione di un nuovo indirizzo.

Questo finora è stato possibile solamente ai titolari di un account Google, i quali possono a tutt’oggi inserire gratuitamente delle schede informative relative ad una o più attività commerciali attraverso il servizio Business Center, il quale tuttavia richiede all’utente l’inserimento di un codice di verifica che si riceve direttamente da Google via SMS, telefonata o lettera.
(continua…)

Testing Google Sites

1 marzo 2008

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A più di un anno di distanza dall’acquisizione di JotSpot, Google ha finalmente lanciato un’applicazione che ne sfrutta la tecnologia:

Google Sites is the latest offering from Google Apps, a suite of
products designed to improve communication and collaboration
amongst employees, students, and groups. Google Sites makes
creating a team web site as easy as editing a document.

pagina di prova di Google SitesNell’email di presentazione, il nuovo servizio Google Sites, abilitato soltanto per gli utenti registrati a Google Apps con 10 GB di spazio per ogni account, viene descritto come il modo più semplice per favorire la collaborazione di gruppi, impiegati, scuole: GSites serve a realizzare pagine web (siti) a mò di wiki, dove le informazioni -di vario tipo- possono essere condivise e modificate da interi cluster di persone e, in effetti, è semplice da utilizzare come tutte le altre applicazioni a cui Google ci ha abituati.

Dopo qualche minuto di tentativi, entriamo senza problemi nella “logica” di utilizzo di questa nuova applicazione: in realtà, più che di realizzazione di pagine web, dobbiamo parlare di composizione in quanto l’utente che voglia creare i propri Google Sites non deve far altro che selezionare titolo, descrizione, templates, immagini di sfondo ed elementi da integrare nella pagina web. Il fatto che non viene richiesta nessuna competenza tecnica per utilizzare il servizio si traduce necessariamente in una sorta di “procedura guidata” che conduce l’utente attraverso una serie di opzioni molto semplici da sfruttare, modificare e personalizzare.aggiungi contenuti multimediali e gadget

La cosa interessante di Google Sites, a parte la possibilità di condividere le pagine create in maniera “collaborativa”, dando cioè ad altri la possibilità di aggiornarle, è che i contenuti da aggiungere comprendono una vasta gamma di gadget multimediali, integrabili da altre applicazioni della famiglia Google: possiamo infatti aggiungere i moduli del nostro calendario, video di Google Video e YouTube, documenti, fogli di calcolo e foto da Picasa, e così via.
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Google: wiki-mappe e livello Terreno

28 novembre 2007

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Google arricchisce la creazione di mappe personalizzate con un paio di nuove funzioni; quando ci troviamo nel pannello Le Mie Mappe possiamo infatti cliccare:

la nuova funzione Collabora sulle mappe di Google- il link Collabora, che ci consente di aggiungere uno o più collaboratori che aggiungano informazioni alla mappa o modifichino quella esistente. L’amministratore può anche gestire alcune autorizzazioni avanzate, impostando per i collaboratori la capacità o meno di invitare a loro volta altre persone;

- il link Importa, che consente di aggiungere dati della mappa da un file KML, KMZ o GeoRSS caricandolo da computer oppure digitandone l’indirizzo web (se importate dati da Google earth, tenete presente che le mappe non supportano -ancora- certe informazioni, come i modelli 3d).

Altra novità riguarda invece la visualizzazione della mappa, dove il livello Ibrido lascia il posto alla modalità Terreno, che mostra tutte le caratteristiche geofisiche del territorio di riferimento con un ottimo grado di zoom. Che fine ha fatto la mappa Ibrida?!
Bè, non è completamente scomparsa: cliccando sulla modalità Satellite, infatti, è possibile vedere ancora i nomi delle strade, ma con una opzione in più, ovvero la possibilità di abilitare/disabilitare le indicazioni dall’apposito bottoncino.

Gli utenti correggono le mappe di Google

26 novembre 2007

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Attivata per ora negli USA, Australia e Nuova Zelanda, la nuova funzione aggiunta da Google alle mappe le trasforma quasi in una sorta di wiki modificabili da chiunque con una facilità estrema.

Come mostrato dal video, ciascun utente con un account Google ha la possibilità di spostare il puntatore di una certa località sulle mappe di Google, così da correggere eventuali errori di localizzazione semplicemente trascinando il marker nel punto voluto.

Certo si potrebbe obiettare che l’estrema facilità di modifica della mappa può dare luogo a non pochi problemi, visto che qualsiasi utente può spostare a piacimento i puntatori di case, palazzi ed attività commerciali. Ma Google ha pensato anche a questo: se l’utente vuol muovere il puntatore oltre i 200 mt di distanza dalla posizione originaria, la modifica viene sottoposta a moderazione; inoltre alcuni edifici come ospedali, palazzi governativi, etc sono sottoposti a limitazioni.

(continua…)

Google: news in rassegna

4 novembre 2006

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Un’altra intensa settimana si è conclusa all’insegna di acquisizioni, nuove funzionalità e release dai Google Guys. Ci siamo quasi abituati ad aspettarci quotidianamente almeno una novità dal big dei motori di ricerca…ecco gli eventi più interessanti ed i links per approfondire:

Gmail sul cellulare, grazie alla release di un client Java per i telefonini. L’attuale versione di Gmail Mobile è we-based e non funziona con tutti i telefonini, mentre il nuovo client Java promette un accesso 5 volte più veloce da qualsiasi dispositivo mobile, una drastica riduzione di click e scrolling, la possibilità di visualizzare tutti gli allegati, comprese foto e files PDF.
[http://gmail.com/app]

Azioni di gruppo.gifGmail ha aperto la possibilità di aprire i files XLS direttamente in Google Docs e Spreadsheets: questa funzione non è ancora attiva nella versione Italiana, così come un ulteriore comando, scoperto da Alex Ionut, che permette di inoltrare insieme un gruppo di messaggi ma, si sa, per le “traduzioni” c’è sempre bisogno di tempo!
Se volete provare queste nuove funzioni (c’è anche l’evidenziatore, nda), cliccate su Impostazioni>Generale>Lingua a selezionate Inglese (US).

Google ha acquistato JotSpot, una giovane azienda che realizza(va) wiki, ovvero la forma di documentazione collaborativa ed aperta che abbiamo conosciuto grazie a Wikipedia.
(continua…)

Quante wiki!

9 ottobre 2006

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto circa 5 anni fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

La wiki-mania genera continue risorse enciclopediche, alcune delle quali meritano di essere segnalate.

1. Wikimusicguide è una wiki nata da poco, per diventare membri della quale è necessario un invito che può essere richiesto con una semplice email; il sito è in fase beta e non ha una versione italiana, dunque per far crescere questo progetto bisogna partecipare!

2. Nonciclopedia è una wiki…priva di contenuti, ovvero una versione ironica (e comica) di Wikipedia, anche in questo caso multilingua ed arricchibile dagli utenti.

3. Wikipedia Sound List è invece una risorsa presente all’interno di Wikipedia, probabilmente non molto nota e che noi abbiamo scoperto da AB Techno Blog: l’archivio comprende oltre 500 brani di musica classica in formato Ogg, liberamente scaricabili come tutti gli altri tipi di contenuti in Wikipedia.